Primo Maggio sul Delta del Po

30 Aprile - 3 Maggio 2009





INFORMAZIONI DI VIAGGIO


Km percorsi: 1000 km



Spese: 236,460 €, di cui gasolio 100 €, aree sosta 18 €, pedaggi autostradali 38,60 €, ingressi e spese varie 80 €

DIARIO DI VIAGGIO

Sembra ieri, invece è già passato un anno da quando abbiamo utilizzato il camper per la prima volta. Lo scorso anno, infatti, per il ponte del Primo Maggio abbimo fatto un tour del Friuli Venezia Giulia, e abbiamo iniziato ad apprezzare ed ad amare i viaggi in camper. In un certo senso Fuggire è nato dopo quel viaggio, anche se erano già diversi mesi che era on-line con le fotografie dei nostri viaggi "senza camper".

Un anno dopo il camper è cambiato, adesso infatti viaggiamo un un Mc Louis Lagan 225g, il mitico "Go-Go Mobile 2", ma non è cambiata la nostra voglia di viaggiare e di scoprire il mondo. Per questo ponte abbiamo deciso di scoprire un'altra piccola parte d'Italia che non avevamo mai visitato, ovvero la foce del "nostro Grande fiume": il Po.

Giovedì 30 Aprile (km percorsi 229)

Come è consuetudine il camper lo abbiamo preparato nei ritagli di tempo di questa settimana in modo da riuscire a partire appena rientrati dal lavoro. Sono circa le 19.30, e ci mettiamo in marcia con direzione Soave. E' qui infatti che ci vogliamo fermare per la sosta notturna nella bella area di sosta con servizi gratuiti presente in Via Mere accanto alla Caserma dei Carabinieri.

Il traffico si intensifica mano a mano che proseguiamo in direzione Milano, dove ci imbattiamo in alcuni rallentamenti. Dopo una veloce sosta in autogrill per la cena ci rimettiamo in viaggio e fin da subito ci rendiamo conto che raggiungere Soave questa sera è improponibile, così decidiamo di fermarci per la notte a Monzambano.

Sono le 22.30 quando parcheggiamo nel campo sportivo del paese, che si raggiunge attraverso l'area di sosta che è gremita di camper. Al mattino ne contiamo più di 120!

Venerdì 1 Maggio (km percorsi 320)
 

Dopo le operazioni di Camper Service partiamo riprendendo l'autostrada a Peschiera. Il traffico anche questa mattina è sostenuto, e per raggiungere Comacchio un po' più velocemente decidiamo di fare autostrada con la Padova-Bologna fino a Ferrara, e poi da lì il raccordo Ferrara-Porto Garibaldi. Alle 12 siamo a Comacchio e parcheggiamo agevolmente nel parcheggio camper su autobloccanti adiacente alla Coop e a due passi dal centro. Ci sono tantissimi camper, molti parcheggiati anche sull'erba.
Pranziamo in camper e poi ci dirigiamo alla scoperta di questa graziosa cittadina chiamata anche "La Piccola Venezia" per i canali che la attraversano. Rispetto ai 9 gradi che c'erano dalle nostre parti qui a Comacchio fa davvero caldo (25 gradi), così ci mettiamo in tenuta estiva e ci incamminiamo.

Sotto l'aspetto paesaggistico e storico, Comacchio è uno dei centri maggiori del delta del Po. Ha origini nell'Alto medioevo e durante la propria storia fu assoggettata al potere dell'Esarcato di Ravenna prima, del Ducato di Ferrara poi, ed infine parte dei territori dello Stato Pontificio. Comacchio è nata sull'unione di tredici piccole isole che si sono formate dall'intersecarsi della foce del Po con il mare e ha dovuto orientare il proprio sviluppo, sia sul piano dell'urbanistica sia su quello dell'economia, sull'elemento acqua. Visitiamo la cittadina seguendo l'tinerario "In cammino sui ponti" trovato sul sito del Parco del Delta del Po. Dal monumentale Ponte Trepponti si arriva al ponte degli Sbirri e costeggiando il canale di Via Agatopisto si incontra il ponte di San Pietro; passando sull’altra riva e attraversando un piccolo ponte in cotto (Ponte Pizzetti) – girando subito a sinistra – si segue poi il corso del canale di via Buonafede, arrivando nella parte retrostante dell’ex Ospedale (il vicolo sulla destra riporta su via Agatopisto). Si prosegue per via E. Fogli, seguendo il corso delle acque, si passa accanto al ponte di Via Cavour. Attraversando altri due ponti su via Carducci, in Rione Carmine, si percorre via del Rosario e di seguito via Muratori. Si giunge così di nuovo al Ponte Trepponti.

Ci sono moltissimi turisti che passeggiano lungo le vie e i ristorantini lungo i canali sono colmi... Noi, nonostante avessimo già pranzato, ci concediamo un bel piatto di fritto di pesce servito direttamente in Piazza e gustato lungo uno dei canali. Fantastico!

Rientrati al camper vediamo che sono arrivate diverse pattuglie della Polizia Municipale che stanno facendo spostare (e multano chi non è presente) tutti i camper posteggiati sull'erba, facendo notare che essendoci un parcheggio adibito ai camper (con ancora posti a disposizione) la sosta e il campeggio sull'erba sono vietati.

Noi eravamo nel giusto, ma volendo visitare anche Pomposa, ci spostiamo liberando un posto sugli autobloccanti.

Invece di fare la Statale Romea, molto trafficata e poco paesaggistica, per raggiungere Pomposa che si trova nel comune di Godigoro, decidiamo di fare la Strada dei Sette Lidi, decisamente più tranquilla e ci godiamo così tranquilli il panorama.

Il campanile dell'Abbazia è già visibile da qualche kilometro prima, infatti si erge solitario tra i campi coltivati. Ci sistemiamo nel comodo parcheggio per bus turistici dell'abbazia in compagnia di una decina di camper. L'antico monastero benedettino di Pomposa comprende la Basilica con l'Atrio, il Campanile romanico, la Sala del Capitolo, la Sala a Stilate, il Refettorio, il Dormitorio ed il Palazzo della Ragione. Questi edifici ospitarono nel Medio Evo un centro di spiritualità e cultura tra i più importanti al mondo.
Agli inizi del XIV sec. Pomposa aveva giurisdizione su 49 chiese sparse nell'Italia centro - settentrionale. Con l'avvento di San Guido degli Strambiati ad abate di Pomposa inizia il periodo più fecondo dell'abbazia benedettina, che sarà visitata in seguito da personaggi importanti, come ad esempio San Pier Damiani e Dante Alighieri. Nello stesso periodo, fu monaco Guido d'Arezzo al quale si deve "l'invenzione" delle note musicali con una targa a memoria all'interno dell'Abbazia. Infine fu istituito nel 1976 il Museo Pomposiano che raccoglie, nel grande vano dell'ex Dormitorio dei frati, resti scultorei, dipinti ed altre opere d'arte legate alla storia del Monastero e ai dintorni.

Dopo la visita ci spostiamo sulla Romea in direzione Goro per poter raggiungere Bosco Mesola. Ci sistemiamo proprio all'ingresso del Boscone: da Bosco Mesola seguire per Goro e si trova la deviazione sulla destra poco prima di raggiungere l'Oasi Park.
All'ingresso del Boscone è presente un parcheggio su autobloccanti e uno su prato a disposizione dei camper. Il costo è di € 5 al giorno, gratuito la notte. Ci sistemiamo, scarichiamo le bici e ci facciamo una prima pedalata per sgranchire le gambe.

 

 
Sabato 2 Maggio (km percorsi 15)

Notte tranquillissima, immersi nella natura... Dopo la sveglia e la colazione ci mettiamo in sella alla bicicletta e andiamo in centro a Bosco Mesola per comprare il pane. Anche oggi si preannuncia una calda giornata, forse più di ieri...il cielo è terso, non c'è una nuvola!

L’accesso al Boscone costa 1 € ed è consentito, sia a piedi che in bicicletta, in un’area di circa 100 ettari, aperta il martedì, venerdì, sabato e festivi (esclusi i giorni di Natale, Capodanno e Pasqua), in estate con orario 8:00-18:00 e in inverno 8:00-16:00. Sono possibili tre sentieri nel bosco, tutti ben segnalati e di diversa lunghezza. Noi avendo tutta la mattinata a disposizione abbiamo scelto il più lungo.
La flora è tipica della regione lagunare con l'acqua salmastra che consente la crescita di numerose piante anche acquatiche.

Per quanto riguarda gli elementi faunistici, invece, il Boscone è caratterizzato dalla significativa presenza di due ungulati: il cervo della Mesola e il daino.
Altri mammiferi sono rappresentati dal tasso, dalla rara puzzola, da insettivori come il riccio e roditori come l’arvicola.
L’avifauna è abbondante, costituita da numerosi passeriformi di ambiente boschivo come il merlo, la capinera e la cinciallegra, specie presenti tutto l’anno, e da ospiti tipici come l’allocco, un rapace notturno qui insediatosi con alta densità; nei mesi autunnali e invernali il Bosco è frequentato da un elevato numero di colombacci, richiamati delle numerose ghiande di cui si nutrono. Fra i rettili si segnalano la vipera comune, il biacco, la testuggine di Hermann e la testuggine palustre.

Numerosi sono anche gli anfibi, fra cui spicca il recente ritrovamento del pelobate fosco, un anuro per il quale il Boscone è attualmente l’unico sito di presenza a sud del fiume Po.

Noi siamo stati molto fortunati...abbiamo visto due daini (che non siamo risuciti a fotografare) e diverse tartarughe, oltre ovviamente alle zanzare!!!!!!
Nel pomeriggio ci siamo spostati per raggiungere Gorino, frazione di Goro che si trovasi trova in vicinanza della foce del Po di Goro, affacciato alla Sacca nell’estremità più orientale della provincia di Ferrara....sempre che la piena del Po lo permetta!

Per monitorare la situazione decidiamo di fare un pezzo della strada Argine Po, almeno la parte in cui è consentito il traffico anche alle autovetture.
Il livello del Po di Goro è decisamente alto, e qualche timore ce lo incute...prima di arrivare all'argine c'è ancora un metro e mezzo abbondante...ma fa abbastanza impressione!
Raggiungiamo il ponte di chiatte che collega la sponda di Goro con quella di Porto Tolle e vediamo che non è agibile a causa della piena.

Proseguiamo ed arriviamo all'area di sosta camper del porto di Gorino gestita da ex pescatori. Costo 5 € al giorno. Anche qui ci sono tantissimi camper, ma riusciamo a trovare ancora un posticino sugli autobloccanti. I gestori sono davvero simpaticissimi e molto gentili.... alla nostra perplessità circa la sosta vista la vicinanza al fiume ci hanno risposto: "Non c'è da preoccuparsi...a 100 mt c'è il mare, e l'acqua va nel mare, qua non arriva!"

Sarà...ma a noi qualche timore l'ha lasciato... Alla fine avevano ragione loro... (per fortuna!)

Dopo esserci sistemati abbiamo ripreso le biciclette e seguendo la ciclabile "Destra Po" che corre sull'argine omonimo siamo arrivati fino a Goro. Il sole è davvero molto caldo, e l'arietta in bicicletta è davvero ben accetta.

Non ancora stanchi una volta rientrati al camper decidiamo di percorrere, questa volta a piedi, il sentiero che da Gorino porta al Faro di Goro così da poter godere a pieno i paesaggi del Delta.

Questo sentiero, interdetto alle biciclette (anche se c'è chi non rispetta il divieto...) si snoda attraverso la sponda ferrarese della Sacca di Goro e parte direttamente dal porto di Gorino.

Il panorama che si gode sulla Sacca è davvero molto bello, verso il tramonto lo è ancora di più con i giochi di luce sull'acqua e con scorci davvero molto belli e suggestivi.

Molti gli appassionati di fotografia dotati di ogni sorta di teleobiettivi per immortalare questi scorci...noi ci sentivamo un po' a disagio con la nostra piccola olympus, ma Stefano è riuscito a mettere in pratica tutti gli insegnamenti e fare delle fotografie davvero super!

Per concluedere la giornata avremmo voluto anche fare il giro in motonave sul Delta, ma c'erano diversi pullman con viaggi organizzati e poi con il Po in piena non eravamo tanto tranquilli, così abbiamo desistito dall'idea.

 

 


Domenica 3 Maggio (km percorsi 436)

Notte tranquilla, e al mattino dopo colazione e una veloce passeggiata al porto ci mettiamo in marcia verso casa. Il tempo oggi non è eccezionale...caldo, ma con un po' di nuvole.

Questa volta decidiamo di fare la statale Romea fino a Padova per poi entrare sulla A4. Passiamo Mesola, dove non riusciamo a trovare parcheggio per visitare il castello estense così ci dirigiamo verso Chioggia e poi Padova.

Arriviamo nella zona di Soave che è quasi mezzogiorno, e ci fermiamo per il pranzo nell'area di sosta nella quale volevamo sostare all'andata. Facciamo due passi per il paese sempre molto caratteristico. Torniamo al camper, pranziamo e dopo una veloce riassestata al camper ripartiamo verso casa, dove ariviamo intorno alle 17.