A spasso per l'Europa

di Cicomare & Family, 8 Agosto – 29 Agosto 2007



Ciao a tutti, ho voluto scrivere questo diario di bordo con l’intento principale di comunicare informazioni logistiche dei luoghi visitati, prendendo appunti delle coordinate GPS degli uffici turistici delle città e dei vari parking dove abbiamo sostato, principalmente gratis o pagando il giusto, e solo quando necessario usufruendo di qualche camping, (soprattutto per lavare la biancheria, o per quanto riguardava il carico e lo scarico delle acque, che spesso ti fanno fare gratis), di modo che possiate agevolarvi nella ricerca degli stessi.
Un altro motivo per cui ho scritto il diario è perché, cosi facendo, i ricordi restano più vividi nelle nostre menti, e in un certo senso si rivive il viaggio, ma con più consapevolezza e tranquillità, apprezzando maggiormente i luoghi e le città visitate.
Ho impostato il diario in due fasi; la prima dando solo i chilometri delle tappe,il costo del parking e dell’autostrada dove questi si pagava,e le coordinate GPS,di modo che chi ha bisogno d’informazioni non avrà l’obbligo di leggere tutto il resto, anche se ovviamente fa piacere condividere con voi tutti le nostre emozioni vissute in giro per l’Europa, poi si sa’ tutto è soggettivo, per cui vi auguro di viverle dal vivo, sul posto, restando affascinati dai luoghi e dalle città, cosi come è successo a noi. Buona lettura.

Equipaggio: Ciro, Roberta e Linda - Camper mansardato Mizar 140 CI - 2500 TD del 1996 km 69202
Serbatoio acqua potabile lt 100 - Serbatoio acque grigie lt 90 - Serbatoio wc nautico lt 40 per un’ autonomia di 4/5 gg
Batteria a scarica lenta da 90 A/h - Apparecchi elettrici: nessuno
Km totali effettuati 4380 - Litri di gasolio consumati 496 x € 551 - Litri di gas consumati 15 x € 9
Autostrada e pedaggi vari € 80 - Camping 3 gg x € 91
Siamo sempre stati autonomi in tutto e per tutto. Per il carico e lo scarico abbiamo usufruito delle aree di sosta, dei camping e dei distributori di benzina.

1) PRATO-GRAZ- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -KM 682
Autostrada € 24,80 + vignetta per Austria € 7,60, valida 10 gg.
Graz: Parking Park & Ride nei pressi della stazione centrale di Graz €3,40 per 24 h. I Park & Ride sono dei parcheggi situati nei pressi di fermate di treni, tram, bus, ecc..per facilitare il raggiungimento del centro.
GPS N 47.07018 E 15.41576 (Park & Ride in Koflakcher Grasse)
GPS N 47.07017 E 15.43976 (uff. turistico in Herrengasse 16)
2) GRAZ-WIEN - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - KM 216
Wien: Parking in Hofburg, la residenza di Sissi (chiamato camping ITALIA) a pagamento dalle 9 alle 19, € 0,80 /h sabato e domenica gratis, i ticket si trovano dal tabaccaio sotto i portici della piazza.
GPS N 48.20543 E 16.36366 ( parking in Hofburg)
GPS N 48.22201 E 16.37592 (uff. turist. in Obere Augartenstrabe)
3)WIEN-PRAHA - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - KM 340
Vignetta autostradale Rep. Ceca 200kc, 7 € circa, valida 7 gg.
Praha: Camping caravan park Cisarka louka –Smichov-Praha 5, si trova su di un isolotto, costo giornaliero: 21 € per 3 persone, con elettricità.
GPS N 50.06155 E 14.41403 (camping)
GPS N 50.08694 E 14.42207 (uff. turist. in Staromestske Namesti 932/6)
4) PRAHA-DRESDEN - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - KM 156
Dresden: Parking per auto e camper, con CS, a pagamento, 1,20 €/h. Segnalato da vari cartelli, facile da raggiungere, tranquillo e praticamente in centro.
GPS N 51.04387 E 13.74271 (parking)
GPS N 51.05337 E 13.73136 (uff. Turist. In Ostra Allee 11)
5) DRESDEN-BERLIN- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - KM 200
Berlin: Parking in Alexander platz, gratis, in ristrutturazione, in alternativa parking vicino al Belleveue,la residenza del presidente della repubblica,o un’area di sosta,la Reisemobil station in Chauseestrasse, 82 Berlin mitte.
GPS N 52.52157 E 13.41623 (parking in Alexander platz)
GPS N 52.53828 E 13.37292 (parking in Chauseestrasse 82)
GPS N 52.52619 E 13.41528 (uff. turist. in Karl-Liebknet-Strabe 34)
5) BERLIN-AMSTERDAM - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -KM 687
Amsterdam: Camping Zeeburg in Zuider ljdijk 20, costo per 3 persone 31€ al giorno, con elettricità, pieno di ragazzi che rullano a tutto fuoco, è migliore il Vliegenbos in Meeuwenlaan 138.
GPS N 52.36521 E 4.95848 (camping Zeeburg)
GPS N 52.38917 E 4.92584 (camping Vliegenbos)
GPS N 52.37856 E 4.89861 (uff. turist. In Stationsplein, stazione centrale)
6) AMSTERDAM-EDAM-VOLENDAM - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - KM 25
Edam: Parking occasionale per il mercato del formaggio del mercoledì. €5 per 24h, facile da trovare, è un campo verde sulla strada principale.
GPS N 52.50950 E 5.04788 (parking in singelweg)
GPS N 52.51255 E 5.04908 (uff. turist. in Damplein 3)
7) EDAM-DEN OEVER –BREEZANDDIJK ( Asfluitdijk)- - - - - - - - KM 110
Asfluitdijk: Parking sulla diga del nord lunga 27 KM
GPS N 53.02268 E 5.21244 (parking)
GPS N 52.95935 E 4.76026 (uff.turist. a Den Oever: in Bernhardplein 89)
8) BREEZANDDIJK-ALBLASSERDAM-KINDERDIJK-ROTTERDAM-KM 179
Alblasserdam: Parking segnalato lungo il fiume, gratis, ma ancora per poco, poiché stanno costruendo delle case residenziali nella zona, e sicuramente sarà vietato parcheggiarci in futuro.
GPS N 51.86252 E 4.65077 (parking)
GPS N 51.86204 E 4.65784 (uff. Turist. in Cortegene)
9) KINDERDIJK-BRUXELLES- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -KM 140
Bruxelles: Parking per auto nei pressi del centro 1€/h.
GPS N 50.84595 E 4.35505 (parking in Infant Isabellestraat)
GPS N 50.84704 E 4.35251 (uff.turist. in Grote Markt 35)
10) BRUXELLES-KOLN- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -KM 220
Koln: Parking gratis con CS. Accanto c’è un’area di sosta a 9 € con elettricità.
GPS N 50.96263 E 6.98286 (parking)
GPS N 50.94128 E 6.95818 (uff. Turist. vicino la cattedrale)
11) KOLN-MUNCHEN - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - KM 577
Munchen: Parking vicino all’ accademia d’arte figurative, gratis.
GPS N 48.15163 E 11.58057 (parking in Adalbert strabe 12)
GPS N 48.13711 E 11.57518 (uff. Turist. In Marienplatz)
12) MUNCHEN-INNSBRUCK - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -KM 170
Vignetta autostradale € 7,60 + € 8.
Innsbruck: Parking per bus, € 25 per 24 h, vicino al centro.
GPS N 47.27050 E 11.39942 (parking in Kaiserjagerstrabe 1)
GPS N 47.26712 E 11.39405 (uff. Turist. in Burggraben 3)
13) INNSBRUCK-ROVIGO - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - KM 360
Autostrada € 14,50
Rovigo: Parking nei pressi del centro.
GPS N 45.07170 E 11.78316 (parking in via Porta S.Giovanni 3)
GPS N 45.07172 E 11.78523 (uff. turist. in via Jean-Henri Dunant)
14) ROVIGO-SOTTOMARINA/CHIOGGIA - - - - - - - - - - - - - - - - -KM 67
Sottomarina: Parking area di sosta € 15 per 24h, o Park & Ride a 8 € x 24h
GPS N 45.22141 E 12.29535 (parking in via S. Marco)
GPS N 45.20576 E 12.29866 (uff. Turist. in Lungomare Adriatico)
15) SOTTOMARINA-ROVIGO- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - KM 59
Rovigo: Vedi sopra.
16) ROVIGO-PRATO - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -KM 185
Autostrada € 10.
Prato: Arrivo alle ore 23 e purtroppo fine del viaggio.
GPS N 43.88741 E 11.10116 (parking con CS in viale Galilei)
GPS N 43.87977 E 11.09855 (uff. turist. in via Benedetto Cairoli 47)

Martedì 8 Agosto 2007
Il nostro viaggio comincia alle ore 15, con la partenza dal piazzale del nostro condominio. Piove alla grande, bene, si viaggerà col fresco. L’intento del viaggio è di visitare l’Olanda, ma arrivandoci con calma e visitando le città più importanti che attraverseremo.
Imbocchiamo l’autostrada diretti a GRAZ in Austria, la nostra prima tappa, 682 km. Arriviamo al confine con l’Austria, al parcheggio, dove vendono le vignette autostradali che sono ormai le 20,30, è quindi ora di cena. E’ buio e ci perdiamo la vista del paesaggio che ci circonda, e che deve essere bellissimo. Riprendiamo la marcia verso le 21,30, il navigatore mi indica che siamo a 195 km da Graz. La strada è sgombra e si viaggia sui 120 km/h dove è consentito, ogni tanto ci sono dei lavori e bisogna rallentare.
Arriviamo a destinazione che sono ormai le 00,20, il navigatore ci guida fino al parking sito a Maria Theresia allee. E’ un gran parco, parcheggio vicino a una caserma della polizia e chiedo a dei poliziotti se posso sostare, mi dicono di sì e che è gratis fino alle nove del mattino. Ok, aggiudicato! Ci prepariamo per la notte e andiamo a letto tranquilli.

Mercoledì 9 Agosto
Sveglia alle 8. E’ una bella giornata di sole, fatta colazione e pagato il parcheggio fino alle 12, si parte per il centro, destinazione ufficio informazioni turistiche. Lungo la città corre il fiume Mur passando sotto i numerosi ponti e sotto le strade e le case anche, chissà cosa succede quando è in piena, perché in sostanza corre lungo le carreggiate della strada e quasi a livello dell’asfalto dove ci sono delle ringhiere di ferro battuto molte belle e caratteristiche.
Graz è una piccola cittadina piena di musei d’arte moderna e chiese interessanti da vedere, con un biglietto di 7 € a persona si visita tutto. La città è percorsa tutta da tram coloratissimi e rivestiti da vivacissimi cartelloni pubblicitari divertenti e allegri. Arrivano praticamente dappertutto, fin quasi ne negozi. A voi la scelta e la scoperta dei luoghi da visitare. La gente di quiè gentile e disponibile, come la ragazza dell’ufficio turistico che m’indica un Park e Ride nei pressi della stazione centrale di Graz, al costo di € 3,40 per 24 h, così alle 12 decidiamo di trasferirci lì. E’ un enorme spiazzo sterrato, ci sono dei camper di francesi ma non c’è nessuno, parcheggio e pranziamo. Verso le 15 siamo di nuovo in bici per la città, nel tardo pomeriggio si alza un forte vento e comincia a cadere qualche goccia di pioggia, tutta la gente si affretta a prendere la propria bici per tornarsene a casa. Chiedo ad un signore, anche lui frettoloso di scappare via, se pioverà, mi dice di sì e parecchio anche, cosi anche noi prendiamo le nostre bici e ci avviamo verso il camper che dista a circa 3 km. Si rivelerà una scelta errata, perché comincerà a piovere solo verso le 20 e quasi per tutta la notte. Peccato, perché volevamo andare a sentire il concerto di un gruppo jazz, che avevamo ascoltato in una piazzetta mentre provavano alcuni brani, erano molto bravi.

Giovedì 10 Agosto
Ci svegliamo sotto un cielo grigio e pieno di nuvoloni, ma non piove. Partiamo per Vienna che sono le 9,30. Il navigatore ci guida fino all’Hofburg, la residenza invernale della principessa Sissi. Avevo trovato le coordinate della piazza in un diario di bordo su internet. E’ bellissimo, un palazzo enorme con un gran prato curato all’inglese. Da un lato vediamo una decina di camper parcheggiati, quasi tutti italiani. Parcheggio e chiedo ad alcuni di loro fermi a parlare nei pressi dei loro camper, se si può restare anche a dormire, mi rispondono che la polizia non vuole, ma che ci tollera. Bene, aggiudicato anche questo parking, soprannominato poi “Camping Italia”. Leghiamo molto con altri camperisti; c’è Luigi, veterano del Camping Italia, è di Brindisi, con la moglie Antonella e la loro figlia Alice; poi c’è Mimmo, con la moglie Francesca e la figlia Serena, sono di Taranto; poi ci siamo noi, io addetto insieme a Mimmo, all’ufficio informazioni, ma solo per gli stranieri e intervistatore di camperisti
stranieri... e non, poi c’è mia moglie Roberta e mia figlia Linda; poi ci sono Ettore, Tiziana e la loro figlia Dalila, nonché genero, figlia e nipote di Mimmo, arrivati fin qui da Taranto in macchina, facendosi 1600 km in due giorni.
Facciamo un bel gruppo, a cui si unisce anche una famiglia di camperisti pisani molto simpatici; Davide, Sabrina e Matteo, con cui faremo alcune delle nostre tappe, nei giorni a venire.
Vienna è una città stupenda, piena di fascino e di cultura, romantica, accogliente e multietnica, allo stesso tempo giovane e piena di studenti. Carrozze dell’800 trainate da cavalli e strani taxi fatti con biciclette elettriche coperte a tre posti che portano turisti in giro per il centro. E’ piena di monumenti, chiese e musei. Tutta da vedere e da ammirare, merita davvero.
Visitiamo la città da soli o con gli altri, passeggiando per le strade a piedi o in bici, riunendoci poi la sera a chiacchierare o a “intervistare” altri camperisti, come Sebastian and friends, tre ragazzi tedeschi con un vecchio Westfalia camperizzato, di quelli che si vedono di rado, che hanno fatto la storia e che piacciono tanto a mia figlia Linda; oppure Regina e Carl, una coppia di separati, anche loro tedeschi che vivono nei pressi di Munchen, con cui sorseggiamo vino e chiacchieriamo prima di andare a dormire, molto simpatici e cordiali. Ci raccontano la loro storia di separazioni, con un po’ di amarezza, soprattutto Regina. E’ una donna molto dolce, ma con un’aria triste e malinconica, fa’ molta tenerezza.
In questi giorni, nei pressi della piazza del municipio, c’è una rassegna cinematografica di film datati, e tutto intorno stand gastronomici di varie nazioni. Per alcune sere insiemi agli altri, abbiamo fatto una grande tavolata e mangiato un po’ di tutto, per assaggiare cibi di altre nazioni. Passiamo così quattro giorni, dopo aver visitato le residenze di Sissi; quella invernale e quella estiva, il Leopold Museum, la Mariahifler strasse (una via che viene paragonata agli Champs Elisees di Parigi), il Danubio e poi tutto il resto, fino al momento dei saluti e degli abbracci.

Graz Vienna

Martedì 14 Agosto
Partiamo insieme a Davide e family alle 8.30, destinazione Praga. Impiegheremo circa 12 ore per percorrere i 340 km che ci separano da Praga, poiché ci siamo fermati alla frontiera, nella zona di porto franco per fare acquisti a basso costo di abbigliamento e altro. Per finire in bellezza poi, non riuscivamo a trovare la strada per il camping, posto su un isolotto in mezzo al Danubio, difficile da raggiungere. Non ci sono cartelli purtroppo, e se non s’imbocca il ponte giusto bisogna rifare tutto il giro della città. I praghesi poi non aiutano molto, non danno informazioni, sono piuttosto restii e chiusi con gli stranieri, sembra quasi che siamo indesiderati.
Arriviamo al campeggio che è quasi buio, ceniamo e poi a letto stanchi e spossati dal viaggio.

Mercoledì 15 Agosto
In Italia è giorno di festa mentre qui, boh?! Sembra di no. Facciamo colazione e preparati gli zaini con panini e il resto, ci accingiamo a visitare la città. Dal camping c’è un battello, che per 50 kc, circa 2 €, ci trasporta al di là del fiume e avendo acquistato i biglietti del tram “giornalieri”, partiamo per il centro. Praga è molto bella, piena di storia; chiese, ponti, monumenti, il quartiere ebraico con le sue sinagoghe e cimiteri. Tutto è business qui. Si paga tutto e dappertutto, pensano che noi siamo gli americani di turno. I praghesi con cui abbiamo avuto a che fare, sia per chiedere informazioni o cose varie, sono sempre stati scorbutici, maleducati a volte, mai un sorriso, insolenti, con un’aria di superiorità Tipico atteggiamento delle persone ignoranti e chiuse al prossimo. E’ ovvio che non faccio di tutta un’erba un fascio, ma a noi è successo così, purtroppo.
Una coppia di Portoghesi che abbiamo conosciuto al camping e invitato al nostro tavolo, ci dicono che questo comportamento a loro avviso è dovuto al fatto che sono stati oppressi dal regime comunista per troppi anni e quindi abituati a non rispondere e a non aprirsi con gli altri, soprattutto con gli stranieri. Tutto ciò va solo a loro discapito purtroppo, perché Praga è davvero una città meravigliosa, da visitare in qualsiasi stagione dell’anno.

Giovedì 16 Agosto
Oggi decidiamo di visitare la parte alta di Praga, la città vecchia e la città nuova. Come al solito zaini in spalla, biglietti “giornalieri” in tasca e via sui tram per le vie della città. Qui, non prendiamo le bici, visto il modo di guidare dei praghesi, non ci fidiamo a usarle, è pericoloso, vanno forte e sorpassano tutti e dappertutto. Meglio usare il tram. Visitiamo le varie chiese, il Ponte Carlo, il municipio della città vecchia con il famoso orologio astronomico, poi un piccolo museo con una mostra dedicata a Salvador Dalì, e per finire la bellissima cattedrale di S. Vito, posta in alto, sulla collina. Molto suggestiva e imponente, con tutto intorno una terrazza panoramica da cui si può ammirare tutta Praga; bellissima.

Venerdì 17 Agosto
Ci svegliamo con la pioggia. Partiamo per Berlino e decidiamo di fermarci a Dresda per il pranzo. Arrivati nel parking, segnalato da diversi cartelli, conosciamo una giovane signora di Gorizia, è lì con un camper preso a noleggio in Slovenia, assieme al marito e al figlio di un anno, la quale ci dice che Dresda è in festa per tre giorni e che è interessante da vedere. Ci sono birra, cibo e musica, vari stand in stile e costumi medievali. Il tutto colorito dal volo di mongolfiere e venditori di manufatti artigianali. Ci convince e restiamo anche la sera. E’ stata una piacevole scoperta questa città, interamente ricostruita dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale. E’ molto carina e particolare. Siamo stati bene e ci siamo divertiti. Peccato che in mezzo alla confusione ci siamo persi di vista con Davide e la sua famiglia. Abbiamo anche ascoltato della buona musica, con la Filarmonica di Praga che riproponeva pezzi dei Pink Floyd, Led Zeppelin, Queen e Deep Purple. Veramente bravi, e in un atmosfera unica e molto suggestiva. Una serata davvero speciale per tutti. Camminiamo in giro per gli stand mangiando carne e schiacciata, fermandoci qua e là facendo acquisti tra le varie bancarelle fino a tarda sera.

Sabato 18 Agosto
Stamattina c’è il sole, riprendiamo il viaggio per Berlino dopo aver aiutato la coppia di Gorizia a fare rifornimento d’acqua, Davide gli ha prestato un raccordo per la gomma e così perdiamo un po’ di tempo, ma non c’è fretta, non ci aspetta nessuno. Arriviamo a Berlino passato mezzogiorno e ci fermiamo in una strada principale vicino ad una chiesa. Il costo del parcheggio è caro, 1,5 € per 15 minuti, e siamo troppo in mezzo alla strada, così pranziamo e decidiamo di cercare un altro parking. Imposto il navigatore verso un’area di sosta o simile e partiamo, ma per strada vediamo dei camper fermi in un parcheggio per auto e bus recintato. Siamo dietro Alexander Platz, giriamo e ci fermiamo vicino agli altri camper, ma sono chiusi e non c’è nessuno. Chiedo a un ragazzo in macchina, se si può sostare, mi risponde di sì, è un parcheggio in ristrutturazione, e che i lavori sono fermi e riprenderanno lunedì alle 6 del mattino. Così decidiamo di fermarci. Parcheggiati i camper, chiudiamo tutto e prendiamo le bici per andare alla scoperta di Berlino. Visitiamo i diversi monumenti sparsi per la città fino a sera e dopo aver cenato, facciamo un giro per il centro. Matteo vorrebbe andare nella torre panoramica della TV alta 90 metri, ma purtroppo è chiusa. Giriamo fino alle 24, le strade sono deserte e fa’ anche un po’ freddino, poi tutti a nanna stanchi ma contenti.

Praga Praga Praga Berlino

Domenica 19 Agosto
Anche oggi c’è il sole, Davide decide di portare suo figlio Matteo e la moglie Sabrina a visitare lo zoo, noi decidiamo di andare a vedere il muro, o meglio il km di muro che è rimasto ancora in piedi e che chiamano Est Side Gallery, per il fatto che nel 2000 è stato dipinto da vari artisti famosi. Purtroppo il tempo trascorso, le intemperie e le persone, hanno fatto la loro, ed è rimasto poco dei murales. E’ tutto scrostato, scritte varie e pezzi mancanti portati via un po’ ovunque. Dall’altra parte, addirittura ci hanno fatto una specie di spiaggia con tanto di sabbia, sedie, ombrelloni, bar e pizzeria annessa. La strada e il marciapiede che lo costeggia è piena di pezzi di vetro di bottiglie rotte, sicuramente di notte è pieno di persone ,che vengono qui a bere e a fare il resto. Fa’ un certo effetto passeggiare lungo il muro, vengono quasi i brividi al pensiero di quello che è stato e di quello che è successo, alle tante famiglie divise e oppresse, alle vite perse nel tentativo di superarlo. Il muro è alto 3 mt, fatto con pezzi di cemento armato di 30 cm di larghezza, sopra non c’è nulla, ma prima era percorso tutto dal filo spinato. Linda decide di dare un piccolo contributo artistico, disegnando su un pezzo di muro bianco, un occhio lacrimante. Frequenta il terzo anno di un istituto d’arte ed è affascinata da tutto ciò che è arte e storia, scatta foto a tutto spiano. Ne avrà fatte più di mille alla fine del viaggio. Ogni tanto ci spiega la storia di qualche monumento o cattedrale, in che stile è costruito, ecc… Poi ci siamo addentrati, sempre con le bici, nell’ex zona dell’est, qui il tempo sembra si è fermato. Tutto è grigio e un po’ squallido, le case e i palazzi sono fatiscenti, con gli intonaci scrostati,è pieno di bar e negozi di musulmani, egiziani forse. Qui costa tutto meno che in centro, la gente è cordiale e disponibile. Compriamo del pane, è buonissimo, e dei gelati, io ne prendo uno alla cioccolata con peperoncino, ha uno strano sapore il contrasto del piccante con il freddo. Nel pomeriggio, dopo pranzo, siamo andati a vedere il “check point charlie”, che sarebbe il posto di frontiera dove entravano o uscivano le poche persone che potevano andare al di là del muro. Adesso c’è solo un
casottino di legno contornato con dei sacchi di sabbia, a mò di trincea, a ricordo del posto di guardia. Ci sono due ragazze vestite da militare, una da americano e l’altra da sovietico dell’epoca, che si fanno fotografare assieme ai turisti in cambio di qualche euro. Qui c’è anche il museo, con tanto di negozio annesso, che vende vari cimeli, ci sono passaporti alle pareti, pezzi di muro e varie cartoline. Foto raffiguranti tragedie umane indescrivibili, solo per la pazzia dell’uomo. A parte queste cose e i
mattoncini posati per terra lungo la linea dove si ergeva il muro, Berlino sembra aver cancellato la sua storia. Tornati al camper decidiamo insieme agli altri di partire per Postdam, un paesino a circa 30 km da qui, dove ci dovrebbe essere una festa, ma arrivati lì non c’è più nulla, è finita il giorno prima. Così prendiamo l’autostrada diretti ad Amsterdam e verso le 21 ci fermiamo per cenare in un’area di servizio, e per dormire.

Lunedì 20 Agosto
Ci svegliamo verso le 9, Davide è già fuori dal suo camper a fumare, ci dice che non continueranno il viaggio verso Amsterdam con noi, ma che hanno intenzione di fare un altro itinerario, di girare un po’ per la Baviera, e portare Matteo in qualche parco giochi. Cerco di convincerlo a continuare con noi, siamo nei pressi di Hannover a circa 350 km da Amsterdam, ma nulla, è fermo nella sua decisione assieme a Sabrina. Ci dispiace molto perché sono molto simpatici e di compagnia.
Così ci salutiamo ripromettendoci di fare il ritorno in Italia assieme, quando torneremo giù dall’Olanda, rincontrandoci da qualche parte in Germania. Riprendiamo la strada verso Amsterdam e lungo il tragitto ci fermiamo a fare la spesa, gasolio e pranzo. Ce la siamo presa con comodo, arrivando ad Amsterdam verso le 17, al camping Vliegenbos. Ma è pieno, così sostiamo nei pressi del camping accanto ad altri camper, e di lì a poco arriva la polizia. Ci dicono che è vietato sostare fuori dai campeggi. Io ed un camperista spagnolo gli diciamo che i camping sono pieni, a tal punto fanno delle telefonate ed effettivamente è così, ma ci dicono comunque di spostarci. Gli chiedo almeno il tempo di cenare e acconsentono. Alle 21 ci dirigiamo verso il camping Zeeburg (un camperista di Padova ci aveva detto che fuori il camping c’è un parcheggio dove si può sostare per dormire, prenotando per il giorno dopo), ma arrivati sul posto e prenotato, ci chiedono 25 € per sostare lì fuori, non ci sto’ e mi sposto in una stradina laterale. Dormiamo tranquilli e gratis assieme ad un altro camper, una famiglia di Bari, che poi rincontreremo a Kinderdijk, il paese dei mulini.

Martedì 21 Agosto
Oggi è una giornata grigia e c’è vento. Entriamo nel camping Zeeburg che sono le 10. Il camping è pieno di bungalow, i posti per i camper sono limitati. Ci sono sopratutto tende di giovani, che rullano a tutto fuoco nel piazzale, e mentre io sbrigo la burocrazia alla reception, Roberta va a lavare la biancheria nelle lavatrici a gettoni. Passiamo la mattinata a lavare e a rassettare anche il camper. Dopo pranzo prendiamo le bici e ci dirigiamo verso il centro, che è a circa 4 km di pista ciclabile da qui. Arrivati alla stazione centrale, parcheggiamo le bici e proseguiamo a piedi fino a piazza Dam, e da lì tra ponti, vicoli e piazze, arriviamo anche nel cosiddetto “Red Light District” pieno di vetrine con tanto di belle signorine, e coffee shop ad ogni angolo, colmi di persone, sopratutto giovani che fumano marijuana e bevono ai tavolini.

Amsterdam la credevo più caratteristica, più raccolta, tipo Venezia, mentreè molto vasta e dispersiva ed è piena di gente frenetica, maree di turisti di tutte le razze, in maggioranza giovani, che vengono qui sicuramente attratti dal ”fumo libero”. Grandi negozi di griffe, canali e ponti ovunque, che tra l’altro immaginavo più piccoli, invece sono attraversati anche da auto che sbucano da ogni dove e di continuo. Qui c’è un miscuglio di tutto e di più, non manca nulla, basta solo chiedere e pagare. Peccato che i negozi e i musei chiudono alle 18 e le strade cominciano a svuotarsi.
Inizia anche a piovere, cosi decidiamo di tornare al camping sotto una pioggerellina insistente e fredda. Tornati al camper, chiacchiero un po’ con un inglese della piazzola accanto, il quale mi dice che per attraversare la manica in camper passando sotto l’eurotunnel, ci vogliono circa 600 €, ma facendo la traversata di notte e in settimana, come ha fatto lui, si riesce a spendere solo 120 € per l’andata e ritorno. Buono a sapersi, perché forse l’anno prossimo andremo da quelle parti.
Ci piace parlare con la gente, sapere, conoscere, e quando troviamo persone disponibili, ci passiamo volentieri del tempo. A me personalmente piace molto ascoltare le storie di vita, di viaggi, di esperienze, di incontri, di emozioni vissute in giro per il mondo e non solo. E’ anche per questo che mi piace viaggiare in camper, perché si fanno incontri che altrimenti in un altro contesto, sarebbe più difficile fare, perché cadono le barriere sociali. In strada ci si sente più liberi.

Mercoledì 22 Agosto
Questa mattina c’è un forte vento, ha piovuto quasi tutta la notte, ci sono molti ragazzi fuori dalle loro tende, intirizziti dal freddo. Decidiamo di andare via dal camping e di lasciare il camper in una via laterale, parallela a quella che porta al camping, dove avevamo dormito la notte prima, e di andare poi in centro con il tram. E così tra carico, scarico e cose varie si fa’ mezzogiorno. Usciamo dal camping, parcheggio, chiudo tutto e prendiamo il tram. Arrivati in centro ci dividiamo; le donne a visitare il museo di Van Gogh , io a fare un giro per la città, addentrandomi tra vicoli, stradine e ponti, visitando anche più addentro la zona rossa. No comment.
Poi di ritorno al camper, verso le 17, ci aspetta la sorpresa.
Troviamo le serrature rotte, ci sono entrati nel camper e rubato il mio cellulare, l’mp3 di Linda e il suo portafoglio senza soldi, ma con foto e ricordi delle sue amiche. Lei
è rimasta scioccata alla vista di tutti i vestiti sparsi sul tavolo della dinette e i pensili aperti. Inveisce contro questi disgraziati.
Cerchiamo di calmarla e facciamo un giro nei paraggi del camper, per vedere se hanno buttato via il portafoglio vuoto, ma nulla. Rimesso a posto tutto, decidiamo di andare via da Amsterdam e così, con il morale sotto i piedi e la voglia di ritornare in Italia, ci dirigiamo verso Edam a circa 20 km da lì.
Avevo letto diversi diari di bordo in internet, ma che rubassero in Olanda no. Ero tranquillo, e per questo non ero stato attento più di tanto a parcheggiare il camper. Magari bastava lasciarlo in una zona meno isolata. E’ proprio vero che l’esperienza insegna e che tutto serve nella vita, anche se ne avremmo fatto volentieri a meno. Ok, sdrammatizziamo, consoliamoci dicendo che poteva andare peggio.
Arrivati a Edam, vedo dei camper parcheggiati in mezzo ad un grande prato, è un parcheggio occasionale, che usano il giorno del mercato del formaggio, che si è svolto questa mattina.
All’entrata pago 8 € ad uno pseudo guardiano, per restare fino al giorno dopo. Parcheggio accanto agli altri camper, sono italiani, non c’è nessuno. E’ quasi ora di cena ma decidiamo di andare a fare un giro per il paese. Edam è una cittadina molto tranquilla e carina, con le case basse, a un solo piano e con grandi vetrate senza tende alle finestre. Così ci ritroviamo a “spiare” le persone intente a fare le proprie cose, chi a guardare la tv, chi a leggere, chi è al pc. Ci vedono passare e ogni tanto qualcuno ci saluta. Gli Olandesi sembrano timidi, ma una volta rotto il ghiaccio sono molto cordiali e ciarlieri. Parlano quasi tutti l’inglese, come la coppia con tre figli che abbiamo conosciuto al ristorante “La galera”, dove ci siamo fermati a mangiare una pizza. Parlando, gli racconto della nostra disavventura e ci dicono che anche lì, la settimana prima, hanno rubato dentro un camper. Ah, andiamo bene! Tutto il mondo è paese, c’è poco da fare, anzi c’è da preoccuparsi purtroppo. Per quelli che come noi, stanno per “strada”, è davvero poco rassicurante. Tornando al camper ci siamo persi per le strade di Edam, che ci sembrano tutte uguali. Stradine tra canali e piccoli ponti, casette disposte in fila indiana, tutte più o meno simili, con un piccolo giardino d’avanti all’entrata. La coppia di prima ci aveva detto che lì, nei paraggi, c’era un mulino a vento funzionante, dove fanno la farina, ma non lo troviamo. Comincia anche a scendere il buio, cosi desistiamo nella ricerca. In giro non c’è quasi nessuno, chiediamo informazioni per il parcheggio ad una signora in bici, che gentilmente ci indica la via, eravamo da tutt’altra parte.

Berlino, il muro Amsterdam Amsterdam Asfluitdijk

Giovedì 23 Agosto
Ci svegliamo con il sole, è una bella giornata calda. Facciamo colazione e conosciamo gli altri camperisti che sono parcheggiati accanto a noi. Sono di Napoli, simpatici e socievoli, ci dicono che hanno parcheggiato qui a Edam e che vanno ad Amsterdam in bus, causa, paura di furti. Hai capito? A volte basta poco. Sarà per la prossima volta. Verso le dieci, ci avviamo in bici diretti a Volendam, un paesino di pescatori a circa 2 km. Paese questo, molto carino, pieno di turisti, provenienti da ogni parte del mondo, portati qui da grossi autobus. Di pescatori ormai qui c’è né pochi, è pieno di negozi che vendono un po’ di tutto; souvenir, cartoline, navi di legno, pesce fritto caro un accidente che non abbiamo preso, bar, ristoranti e alberghi. C’è anche un bel porticciolo con diverse imbarcazioni e yacht di piccole dimensioni. Vedo una spiaggetta con tanto di sabbia e scogli, e tutto contento vado a toccare l’acqua, convinto che fosse il mitico mare del nord, e invece è acqua dolce. Guardando la cartina, poi, mi accorgo che siamo al di qua delle dighe, è solo una grande laguna. Mi viene anche spiegato dopo, da uno del posto, che l’Olandaè praticamente quasi tutta bagnata dall’acqua dolce e che solo una piccola parte e qualche isola del nord è bagnata dal mare. L’incontro con il mare del nordè solo rimandato di poche ore, infatti, tornati al camper e salutato i nostri vicini napoletani, partiamo per il nord, verso Asfluitdijk, la grande diga, lunga circa 30 km. Sul navigatore confondo la rotta delle navi con la diga, e mi dirigo erroneamente a Den Oever credendo che la diga era da qui a Texel, ma nonè cosi, Asfluitdijk è più giù, a circa 5 km di distanza.
Comunque qui c’è il porto con tanto di imbarcazioni, facciamo un giro e visitiamo un galeone del 1750, riprodotto fedelmente in scala 1/1. E’ molto bello, è quasi interamente in legno, come ci ha spiegato il custode che ci ha fatto entrare praticamente gratis, essendo quasi orario di chiusura. Ci dice che è stato costruito nel 1985 per essere esposto in Giappone, e che poi è stato riportato qui su delle chiatte. Più tardi arrivati alla famosa diga, la percorriamo fino a metà, dove c’è un parcheggio e un ponte con la rampa per poter tornare indietro. C’è anche il solito negozio di souvenir, bar, benzinaio e una terrazza per poter vedere la laguna, e il mare dall’altra parte. La diga è praticamente un’autostrada a 4 corsie di 30 km circa, con annessa l’immancabile pista ciclabile. E’ tutta dritta, come quasi tutte le autostrade qui del resto, non essendoci montagne o colline da arginare. Quiè tutto piatto, fa uno strano effetto vedere sempre l’orizzonte davanti, ovunque vai. Sono le 19, non c’è un filo di vento, le acque sono calmissime e piatte, sia di qua che di là nel mare.

Rimango un po’ deluso, mi aspettavo, non dico il mare impetuoso, ma almeno un po’ di onde e invece… Non si riesce a distinguere il mare dal lago. Una coppia di Olandesi, a cui chiedo delle informazioni, mi dicono che qui è sempre cosi, tutto l’anno,e che per via de fondali bassi e sabbiosi non ci sono correnti marine. Forse è anche per questo che è stato possibile costruire una diga di queste dimensioni e portata. Ci sediamo a un tavolino di pietra, dal quale si può ammirare la vista del lago, prendiamo la cartina e gli appunti scaricati da internet per fare un po’ il punto della situazione e decidere le prossime tappe. Roberta e Linda vorrebbero rientrare in Italia, tornare a casa, la stanchezza per i chilometri macinati sin qui si fa sentire, ne abbiamo percorsi 2600, e siamo a circa 1500 km da casa, poi sono ancora un po’ scosse dal furto subìto. Cerco di tirarle su di morale sdrammatizzando l’accaduto e cercando di motivarle a continuare il viaggio, anche perché abbiamo ancora parecchi giorni a disposizione e tornare indietro proprio adesso sarebbe un vero peccato. Alla fine decidiamo di andare a Kinderdijk, cioè il paese dove si trovano i mulini a vento.

Ci arriviamo che sono le 23, è buio e non si vede un tubo nel parking dove mi ha portato il navigatore. C’è acqua da tutte le parti, scendo per orientarmi meglio, ho paura di finire in un canale. Ci sono altri camper, una decina, cosi parcheggio accanto ad un altro italiano e ci prepariamo per la notte.

Venerdì 24 Agosto
Ci svegliamo verso le 9. Un timido sole spunta all’orizzonte sopra l’acqua. Tutto intorno è silenzio, e c’è umidità. Apro la finestra per vedere meglio fuori. Siamo sopra della sabbia, da un lato il fiume con delle chiatte che trasportano un po’ di tutto. Un bel paesaggio lagunare si staglia all’orizzonte, mentre dall’altro lato ci sono delle case residenziali in costruzione e altre già finite. Sono molto graziose, con tanto di giardino e casettina in legno per garage, alla modica cifra di 375 mila euro. L’ho letto sul cartellone che pubblicizza il lotto con tanto di progetto finale, per cui penso che molto probabilmente questo parking non esisterà più negli anni a venire. Mi auguro solo che lo faranno in un'altra zona nei paraggi. E’ comodo qui, per andare a visitare i mulini a vento, distanti circa 5 km di pista ciclabile che costeggia il fiume. Una bella passeggiata. Fatta colazione e il resto scendiamo a esplorare la zona, c’è il camper di una famiglia di Ascoli Piceno che avevamo già incontrato ad Amsterdam fuori il campeggio Vliegenbos. Ci fermiamo a fare quattro chiacchiere e ci raccontano un po’ delle loro disavventure, si erano persi con le bici per i boschi fuori Amsterdam, nei pressi del camping dove avevano dormito. Ci assicurano che il parking qui,è tranquillo e gratis, che c’è lo scarico per il wc a cassetta, e che nonostante ci sia acqua tutt’intorno, manca l’acqua potabile. Poi ci salutiamo, sono in partenza per Brugges, in Belgio.
Intanto sono quasi le 10, e il sole è già abbastanza alto. Preparo le bici e ci avviamo verso i mulini a vento, ci aspettano un po’ di km da pedalare. Il posto è facile da raggiungere perché segnalato da diversi cartelli con il simbolo del mulino. Mezz’ora dopo siamo nella strada dei mulini, che si snoda per 3 km lungo canali e paludi, che qui chiamano “Polder”. Fazzoletti di terra circondati d’acqua, con sopra i mulini. C’è quiete tutt’intorno, nonostante ci siano gruppi di persone lungo la strada. Ci sono anche degli sposi giapponesi che si fanno ritrarre assieme ai parenti, con lo sfondo dei mulini che si riflettono sull’acqua limpida, è un panorama bellissimo. I mulini sono belli e maestosi. Oggi non c’è vento e le pale sono ferme, anche se ho i miei dubbi che funzionano, cioè funzionano, ma non per quello a cui erano destinati, ma solo per attrazione turistica. Sono alti circa 25/30 metri e ben conservati, sono patrimonio dell’Unesco, per cui sovvenzionati per la ristrutturazione. Uno è visitabile anche all’interno.
Facciamo i biglietti ed entriamo. L’interno è carino e raccolto, con le pareti circolari ovviamente, e varie stanze, tra cui una anche con il camino, altre con cuccette tipo quelle dei treni e mobilio vario. Si può salire fino in cima, dove c’è la ruota dentata di legno collegata alle pale e a tutto il resto degli ingranaggi.

Praticamente tutte invenzioni di Leonardo da Vinci, anche se il custode con cui faccio quattro chiacchiere, mi dice che l’invenzione del mulino è Giapponese.
Boh! Ho i mie dubbi, anche il sistema per pescare l’acqua e il meccanismo a forma di cavatappi l’ho visto a Vinci, al museo dedicato a Leonardo. Di ritorno al camper, incontriamo la famiglia di Bari, con cui avevamo dormito fuori dal camping Zeeburg. Sono appena arrivati e ci chiedono informazioni sui mulini e tutto il resto.

Nel pomeriggio prendiamo il water bus (c’è la fermata proprio qui vicino), è un piccolo battello veloce che ci porta fino a Rotterdam, comprese le bici, in 45 minuti di navigazione. E’ molto caratteristico navigare lungo il canale o fiume che sia. A Linda e a Roberta gli dà noia il vento e vanno a sedersi all’interno, mentre io rimango fuori a chiacchierare con una ragazza di Dordrecht, un’insegnante di scuola elementare, la quale mi dice che il suo paese assieme a Delft è da visitare, è uno dei più antichi di tutta l’Olanda ed è pieno di chiese e monumenti. Mentre ci avviciniamo a Rotterdam, da lontano si vede il bellissimo ponte che attraversa la città e i palazzi costruiti con architetture all’avanguardia, quasi a sfidare le leggi della fisica, inclinati in avanti o in diagonale, molto avveniristici. Di notte la città tutta illuminata avrà sicuramente il suo fascino. Facciamo un giro per il centro. E’ pieno di negozi, e c’è molta gente per le strade, sembra una città qualunque. Andrebbe visitata con più calma, ma ci restiamo poco, e torniamo al camper per l’ora di cena.
Mentre Roberta va a prendere il pane io vado a fare delle foto lungo il fiume. C’è un motoscafo da corsa che schizza velocissimo a pelo d’acqua, gli faccio diverse foto. C’è anche una signora con sua figlia ed il loro cane. Chiacchieriamo un po’ e mi racconta della sua vita travagliata, con un marito violento e alcolizzato. Adesso è separata e serena, mi dice gli basta guardare il tramonto e poco altro per essere felice. Amerebbe viaggiare, ma ha ancora quattro figli a cui badare, e che per il momento fa’ solo progetti e sogni.
Intanto arriva Roberta e dice che non ha trovato la panetteria, cosi la signora si offre di accompagnarla fino al negozio. Dopo cena andiamo a fare quattro passi per Alblasserdam. Non c’è nessuno in giro, tutti a casa, e noi di nuovo a “spiarli “da fuori. E’ buffo, passeggiamo e ci viene spontaneo guardare dentro le case, ci sembra di guardare le vetrine di negozi.

Tornati al camper, rincontriamo le due famiglie di Napoli che avevamo conosciuto a Edam, cosi di nuovo a chiacchierare fino a mezzanotte.

Sabato 25 Agosto
Questa mattina vado a fare jogging, sono le 8,30 e le strade sono deserte. E’ sabato e la gente qui, come da noi, che non lavora, se la prende comoda, se ne sta a letto a poltrire.
Verso le 10 andiamo a fare un po’ di shopping, abbigliamento e un po’ d’alimentari, poi salutiamo tutti e di nuovo in viaggio verso Brussel, a circa 140 km. Si comincia il ritorno verso casa, ma con calma, abbiamo ancora un po’ di giorni a disposizione.
Arriviamo alla periferia di Brussel che sono le 14,30. Vediamo un mercato lungo una strada e ci fermiamo. Facciamo un giro. Vendono di tutto, cose usate, vecchie, dimesse, praticamente hanno svuotato le soffitte. Chiedo informazioni per il centro a due poliziotte, ma dicono che siamo ancora lontano e di chiedere più avanti. Cosi ripartiamo per il centro seguendo il navigatore.
Arrivati nei pressi della cattedrale, parcheggio lungo la strada principale e andiamo a fare un breve giro per il centro. Brussel è bellissima, mi aspettavo una città totalmente diversa, piena di uffici e palazzi moderni, e inveceè tutta da scoprire. La Grand Place è stupenda, come le gallerie e la piazzetta, dove c’è la statuetta del bimbo che fa la pipì, simbolo della città. Negozi di dolci con commesse all’ingresso che ti fanno assaggiare biscotti da intingere nella cioccolata mentre cola da una specie di fontana a cascata.
Deliziosa. Compriamo dei waffel, con lo zucchero a velo, buonissimi e c’imbrattiamo i vestiti di bianco, e ce la ridiamo da matti. Passiamo cosi il pomeriggio, girando per le strade del centro piene di turisti, fino a tardi. Ci mettiamo in marcia verso Monaco di Baviera che è quasi ora di cena e ci fermiamo dopo pochi chilometri in un’area di servizio per mangiare. Dopo cena faccio un giro nell’autogrill e vedo delle cartoline che raffigurano Koln, la sua bellissima cattedrale e vari monumenti. E’ da visitare assolutamente. Tornato al camper, decidiamo di cambiare destinazione. Arriviamo a Koln con il buio, è sabato sera e per le strade è pieno di gente, sopratutto giovani. Parcheggio in una strada laterale del Duomo. Scendiamo a fare un giro tutti eccitati. La cattedrale è una visione bellissima che ci lascia a bocca aperta. E’ altissima e magnifica, alcune parti sono in ristrutturazione e non la possiamo ammirare in tutto il suo splendore, ma è lo stesso stupenda.
Mentre giriamo intorno alla chiesa, vedo un cartello con la mappa della città, gli do’ un’occhiata e trovo un Park & Ride non lontano da lì, cosi decidiamo di andarci, dopo aver fatto un bel giro per il centro.
Arrivati nel parcheggio, vediamo che è pieno di macchine, ci sono pochi camper e molto vecchi anche. Ci sono due ragazzi accanto al loro furgone e bevono birra, sembrano tossici, gli chiedo se si può parcheggiare e mi rispondono di sì, e che è gratis e tranquillo. Ok, aggiudicato anche questo, anche se con un po’ di riserva.

Domenica 26 Agosto
Stamattina c’è il sole. Scendo per primo dal camper per un giro di ricognizione, e vedo un camper vecchissimo targato Torino che sta facendo rifornimento e scarico alla colonnina posta all’ingresso del parcheggio. Mi avvicino, sono un ragazzo e una ragazza, li saluto e parte “l’intervista”. Praticamente sono fidanzati e girano l’Europa da due anni con quel camper pagato 850 €. Lui è di Liverpool mentre lei è di Arona, un paese sul lago Maggiore, dove tornano ogni tanto a trovare i suoi. Si mantengono facendo le statue umane nelle piazze e ci invitano a vederli in centro, lui si traveste da diavolo e lei da una specie di fata. La ragazza mi spiega che l’area di sosta camper non è quella, ma è li di fianco e che non c’è posto, è sempre piena. Loro sono lì da una settimana, è tranquillo dice, e sopratutto gratis, e nonè cosa da sottovalutare. Ci consiglia anche di andare a visitare Koblenz, bellissima cittadina che dista circa 80 km.
Più tardi prendiamo il camper e torniamo in centro. Facciamo un giro, ma i ragazzi non li abbiamo visti, forse sono già partiti, ci avevano detto che per il weekend successivo dovevano essere a Diamante, in Calabria, per il festival delle statue umane. Di giorno c’è un’altra atmosfera, di notte invece, con le luci era tutto più affascinante e magico. Mentre giriamo per le strade del centro, nei pressi di un museo, scorgiamo un mercatino di vasi e manufatti in ceramica molto belli ed originali. Mi salutano due ragazzi dietro una bancarella con dei vasi esposti, sono i ragazzi a cui avevo chiesto informazioni la sera prima nel parcheggio.
Parliamo un po’ e uno dei due, quello un po’ ”raffinato”, mi dice che sono di Berlino e che i vasi li crea lui. Ha frequentato una scuola per artisti e che ha seguito un corso anche in Italia, ma non capisco dove, e siccome lì nel museo c’è una mostra di manufatti e altri oggetti vari, ne approfittano per vendere le loro opere e per farsi conoscere. Salutati i due ragazzi entriamo nel museo. Oggi è gratis. La mostra è molto interessante, ci sono mobili, oggettistica e manufatti molto belli e di varie epoche e nazionalità. Passiamo almeno due ore a visitarlo tutto. Poi per il pranzo ci spostiamo lungo il fiume, e dopo, partenza per Monaco.
Ci aspettano più di 500 km di autostrada. Arriviamo a Monaco che sono quasi le 22. Lungo la strada dove parcheggio c’è molto traffico. Facciamo due passi e troviamo un posto dove sostare per la notte, in una zona tranquilla vicino all’accademia delle arti figurative. Chiedo ad una ragazza che ha appena parcheggiato, se si può sostare, mi dice di sì e che è gratis.
Cosi parcheggio e tutti a nanna.

Kinderdijk Brussel Koln  

Lunedì 27 Agosto
Anche oggi c’è il sole. Fatta colazione prendiamo le bici e ci avviamo alla scoperta di Monaco. Compriamo una cartina della città all’ufficio turistico che si trova all’interno della stazione centrale.
Il centro è molto caratteristico. Chiese di vario stile ed epoche, una addirittura in stile barocco con i marmi rosa. Bella anche la chiesa di Marie platz, con l’orologio, che alle 12 si anima con marionette meccaniche raffiguranti personaggi vari, che fuoriescono da alcune finestrelle poste ai suoi lati. La gente è molto cordiale qui, sorridente e disponibile. Giriamo fino all’ora di pranzo per strade e piazze. Nel pomeriggio visitiamo il “giardino inglese”, un grande parco con un laghetto, due fiumi e prati verdi molto curati. All’interno c’è anche una torre cinese in legno di diversi piani, con intorno bar e ristorante. Mentre giriamo in bici per i vari percorsi, scorgiamo lungo il fiume delle persone nude che si apprestano a tuffarsi in acqua. Presi dalla curiosità ci avviciniamo e, con sorpresa, troviamo persone nude e in costume, di tutte le età. Chi a fare il bagno, chi a prendere il sole, chi legge e chi gioca a pallone.
Sembra una tranquilla giornata da spiaggia, e invece, siamo praticamente nel centro di Monaco. E’ molto particolare come situazione, non avendo il mare, qui, si adattano come meglio possono e c’è da invidiarli, perché ci riescono benissimo.
Ripartiamo da Monaco alle 19, destinazione Innsbruck. Ci arriviamo alle 22 passate, il navigatore ci guida fino ad un parcheggio sotterraneo, altezza delle sbarre all’ingresso 2 metri. Menomale che posso fare manovra per ritornare fuori. Mentre rifaccio il giro, vedo che c’è un parking per soli bus a 25 €, ci sono le sbarre alzate e non c’è il custode. Entro, parcheggio accanto ad altri due camper e ci prepariamo per la notte.

Martedì 28 Agosto
Ci svegliamo sotto un cielo grigio. Stanotte ha piovuto e fa anche un po’ freddo. Siamo intorno agli 800 metri di altitudine. I camper della sera prima non ci sono più e in compenso il parcheggio è pieno di bus turistici. Un via vai di gruppi di varie nazionalità. Ci avviamo verso il centro attraverso un’uscita posteriore del parcheggio che affaccia su dei giardini di una piazza. In un negozio chiedo ad una ragazza dove si trova l’ufficio informazioni turistiche e ci manda in via Maria Theresia strabe, la via principale, piena di negozi di abbigliamento griffato e souvenir. Passiamo davanti a palazzi affrescati in stile tirolese e a quello famoso, con la terrazza con la tettoia d’oro. Vicoli e stradine con bar e ristoranti. Tutto intorno le montagne, con una spruzzata di neve qua e là, e con le cime seminascoste dalle nuvole. Comunque nell’insieme, niente di particolare. Ci aspettavamo una città completamente diversa, tipo il paese di Heidi, con le casette di legno, prati e negozi di manufatti di legno.
Alle 12,30 torniamo al camper e del custode neanche l’ombra. Decidiamo di partire, destinazione Rovigo. Sull’autostrada prima del confine c’è da pagare 8 € ad un casello, non so’ per cosa, siamo ancora in Austria, avevamo già pagato la vignetta autostradale. Arrivati nei pressi di Verona, c’è un’afa pazzesca, abituati per 21 giorni a un clima più nordico,più secco. Ci manca quasi il respiro, purtroppo questa è la pianura padana, che ci vuoi fare?!
Arriviamo a Rovigo, a casa di mia suocera che sono circa le 17, gli facciamo una sorpresa, perché non ci aspettava. Saluti, baci e abbracci. Poi facciamo due passi per il centro. Rovigo è una città tranquilla e carina, con le sue piazze, i suoi monumenti, le stradine sotto i portici pieni di negozi, le due torri medievali e la famosa chiesa a forma esagonale, chiamata “la rotonda”.

Mercoledì 29 Agosto
In mattinata siamo invitati a pranzo da una nostra zia in vacanza a Sottomarina, località balneare a circa 70 km da qui. Zia Claraè sempre gentile con noi, ci invita spesso anche nel suo ristorante, ”Il Madrigale”, un bellissimo locale in stile medievale nei pressi di Spoleto.
Verso mezzogiorno siamo a Sottomarina. Fa’ caldo, ma si sta’ bene, l’aria di mare è tutta un’altra cosa. E’ bella questa località, c’è poco traffico, tranquilla e pulita. Dopo pranzo passeggiamo fino a Chioggia. E’ bello anche qui, ci sono canali con barche ormeggiate, e ponti e vicoli. Sembra una piccola Venezia, davvero molto graziosa. C’è anche un parcheggio per auto e camper a 8 € per 24 h vicino al porto turistico.
Partiamo per Rovigo intorno alle 18, e dopo aver cenato, verso le 21 siamo di nuovo in viaggio, questa volta destinazione Prato. Due ore di autostrada e siamo a casa. Finisce qui il nostro viaggio iniziato 21 giorni fa. Siamo un po’ stanchi per i tanti chilometri percorsi, ma soddisfatti, pieni di ricordi, di emozioni, di immagini ancora vivide nelle nostre menti, forse molte ancora da elaborare appieno per essere ricordate con consapevolezza.
Approfittando di quest’occasione, salutiamo tutti coloro che abbiamo incontrato sulla nostra strada, passando momenti di piacevole conversazione.
Un grazie a voi tutti, perché è anche questo che rende la vacanza itinerante diversa dalle altre.
Il fatto di vivere per strada e conoscere persone, spesso anche di cultura e modi di vivere differenti dal nostro, e condividere e raccontarsi le proprie esperienze di vita, di passioni, di viaggi. Tante piccole storie che rafforzano i ricordi dei luoghi visitati e per questo li rendono unici.

 

Ciro, Roberta e Linda, …alla prossima…
E per ultimo, ringrazio tutti gli amici di skype, che mi hanno aiutato, sopportato, e supportato durante la realizzazione di questo diario.
Per chi volesse ulteriori informazioni può contattarmi all’e-mail: ciromare@hotmail.it
Oppure su skype, nickname: ciromare.