Ciao a tutti, ho voluto scrivere questo diario di bordo con l’intento principale di
comunicare informazioni logistiche dei luoghi visitati, prendendo appunti delle
coordinate GPS degli uffici turistici delle città e dei vari parking dove abbiamo
sostato, principalmente gratis o pagando il giusto, e solo quando necessario
usufruendo di qualche camping, (soprattutto per lavare la biancheria, o per
quanto riguardava il carico e lo scarico delle acque, che spesso ti fanno fare
gratis), di modo che possiate agevolarvi nella ricerca degli stessi.
Un altro motivo per cui ho scritto il diario è perché, cosi facendo, i ricordi
restano più vividi nelle nostre menti, e in un certo senso si rivive il viaggio, ma
con più consapevolezza e tranquillità, apprezzando maggiormente i luoghi e le
città visitate.
Ho impostato il diario in due fasi; la prima dando solo i chilometri delle tappe,il
costo del parking e dell’autostrada dove questi si pagava,e le coordinate GPS,di
modo che chi ha bisogno d’informazioni non avrà l’obbligo di leggere tutto il
resto, anche se ovviamente fa piacere condividere con voi tutti le nostre
emozioni vissute in giro per l’Europa, poi si sa’ tutto è soggettivo, per cui vi
auguro di viverle dal vivo, sul posto, restando affascinati dai luoghi e dalle
città, cosi come è successo a noi. Buona lettura.
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Equipaggio: Ciro, Roberta e Linda -
Camper mansardato Mizar 140 CI - 2500 TD del 1996 km 69202
Serbatoio acqua potabile lt 100 -
Serbatoio acque grigie lt 90 -
Serbatoio wc nautico lt 40 per un’ autonomia di 4/5 gg
Batteria a scarica lenta da 90 A/h -
Apparecchi elettrici: nessuno
Km totali effettuati 4380 -
Litri di gasolio consumati 496 x € 551 -
Litri di gas consumati 15 x € 9
Autostrada e pedaggi vari € 80 -
Camping 3 gg x € 91
Siamo sempre stati autonomi in tutto e per tutto. Per il carico e lo scarico
abbiamo usufruito delle aree di sosta, dei camping e dei distributori di benzina. |
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1) PRATO-GRAZ- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -KM 682
Autostrada € 24,80 + vignetta per Austria € 7,60, valida 10 gg.
Graz: Parking Park & Ride nei pressi della stazione centrale di Graz €3,40 per 24 h.
I Park & Ride sono dei parcheggi situati nei pressi di fermate di treni, tram, bus, ecc..per
facilitare il raggiungimento del centro.
GPS N 47.07018 E 15.41576 (Park & Ride in Koflakcher Grasse)
GPS N 47.07017 E 15.43976 (uff. turistico in Herrengasse 16)
2) GRAZ-WIEN - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - KM 216
Wien: Parking in Hofburg, la residenza di Sissi (chiamato camping ITALIA) a pagamento
dalle 9 alle 19, € 0,80 /h sabato e domenica gratis, i ticket si trovano dal tabaccaio sotto i
portici della piazza.
GPS N 48.20543 E 16.36366 ( parking in Hofburg)
GPS N 48.22201 E 16.37592 (uff. turist. in Obere Augartenstrabe)
3)WIEN-PRAHA - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - KM 340
Vignetta autostradale Rep. Ceca 200kc, 7 € circa, valida 7 gg.
Praha: Camping caravan park Cisarka louka –Smichov-Praha 5, si trova su di un isolotto,
costo giornaliero: 21 € per 3 persone, con elettricità.
GPS N 50.06155 E 14.41403 (camping)
GPS N 50.08694 E 14.42207 (uff. turist. in Staromestske Namesti 932/6)
4) PRAHA-DRESDEN - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - KM 156
Dresden: Parking per auto e camper, con CS, a pagamento, 1,20 €/h. Segnalato da vari
cartelli, facile da raggiungere, tranquillo e praticamente in centro.
GPS N 51.04387 E 13.74271 (parking)
GPS N 51.05337 E 13.73136 (uff. Turist. In Ostra Allee 11)
5) DRESDEN-BERLIN- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - KM 200
Berlin: Parking in Alexander platz, gratis, in ristrutturazione, in alternativa parking vicino
al Belleveue,la residenza del presidente della repubblica,o un’area di sosta,la Reisemobil
station in Chauseestrasse, 82 Berlin mitte.
GPS N 52.52157 E 13.41623 (parking in Alexander platz)
GPS N 52.53828 E 13.37292 (parking in Chauseestrasse 82)
GPS N 52.52619 E 13.41528 (uff. turist. in Karl-Liebknet-Strabe 34)
5) BERLIN-AMSTERDAM - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -KM 687
Amsterdam: Camping Zeeburg in Zuider ljdijk 20, costo per 3 persone 31€ al giorno, con elettricità, pieno di ragazzi che rullano a tutto fuoco, è migliore
il Vliegenbos in Meeuwenlaan 138.
GPS N 52.36521 E 4.95848 (camping Zeeburg)
GPS N 52.38917 E 4.92584 (camping Vliegenbos)
GPS N 52.37856 E 4.89861 (uff. turist. In Stationsplein, stazione centrale)
6) AMSTERDAM-EDAM-VOLENDAM - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - KM 25
Edam: Parking occasionale per il mercato del formaggio del mercoledì. €5 per 24h,
facile da trovare, è un campo verde sulla strada principale.
GPS N 52.50950 E 5.04788 (parking in singelweg)
GPS N 52.51255 E 5.04908 (uff. turist. in Damplein 3)
7) EDAM-DEN OEVER –BREEZANDDIJK ( Asfluitdijk)- - - - - - - - KM 110
Asfluitdijk: Parking sulla diga del nord lunga 27 KM
GPS N 53.02268 E 5.21244 (parking)
GPS N 52.95935 E 4.76026 (uff.turist. a Den Oever: in Bernhardplein 89)
8) BREEZANDDIJK-ALBLASSERDAM-KINDERDIJK-ROTTERDAM-KM 179
Alblasserdam: Parking segnalato lungo il fiume, gratis, ma ancora per poco, poiché stanno costruendo delle case residenziali nella zona, e sicuramente sarà vietato
parcheggiarci in futuro.
GPS N 51.86252 E 4.65077 (parking)
GPS N 51.86204 E 4.65784 (uff. Turist. in Cortegene)
9) KINDERDIJK-BRUXELLES- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -KM 140
Bruxelles: Parking per auto nei pressi del centro 1€/h.
GPS N 50.84595 E 4.35505 (parking in Infant Isabellestraat)
GPS N 50.84704 E 4.35251 (uff.turist. in Grote Markt 35)
10) BRUXELLES-KOLN- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -KM 220
Koln: Parking gratis con CS. Accanto c’è un’area di sosta a 9 € con elettricità.
GPS N 50.96263 E 6.98286 (parking)
GPS N 50.94128 E 6.95818 (uff. Turist. vicino la cattedrale)
11) KOLN-MUNCHEN - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - KM 577
Munchen: Parking vicino all’ accademia d’arte figurative, gratis.
GPS N 48.15163 E 11.58057 (parking in Adalbert strabe 12)
GPS N 48.13711 E 11.57518 (uff. Turist. In Marienplatz)
12) MUNCHEN-INNSBRUCK - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -KM 170
Vignetta autostradale € 7,60 + € 8.
Innsbruck: Parking per bus, € 25 per 24 h, vicino al centro.
GPS N 47.27050 E 11.39942 (parking in Kaiserjagerstrabe 1)
GPS N 47.26712 E 11.39405 (uff. Turist. in Burggraben 3)
13) INNSBRUCK-ROVIGO - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - KM 360
Autostrada € 14,50
Rovigo: Parking nei pressi del centro.
GPS N 45.07170 E 11.78316 (parking in via Porta S.Giovanni 3)
GPS N 45.07172 E 11.78523 (uff. turist. in via Jean-Henri Dunant)
14) ROVIGO-SOTTOMARINA/CHIOGGIA - - - - - - - - - - - - - - - - -KM 67
Sottomarina: Parking area di sosta € 15 per 24h, o Park & Ride a 8 € x 24h
GPS N 45.22141 E 12.29535 (parking in via S. Marco)
GPS N 45.20576 E 12.29866 (uff. Turist. in Lungomare Adriatico)
15) SOTTOMARINA-ROVIGO- - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - KM 59
Rovigo: Vedi sopra.
16) ROVIGO-PRATO - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - - -KM 185
Autostrada € 10.
Prato: Arrivo alle ore 23 e purtroppo fine del viaggio.
GPS N 43.88741 E 11.10116 (parking con CS in viale Galilei)
GPS N 43.87977 E 11.09855 (uff. turist. in via Benedetto Cairoli 47) |
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Martedì 8 Agosto 2007
Il nostro viaggio comincia alle ore 15, con la partenza dal piazzale del nostro
condominio. Piove alla grande, bene, si viaggerà col fresco.
L’intento del viaggio è di visitare l’Olanda, ma arrivandoci con calma e
visitando le città più importanti che attraverseremo.
Imbocchiamo l’autostrada diretti a GRAZ in Austria, la nostra prima tappa, 682
km. Arriviamo al confine con l’Austria, al parcheggio, dove vendono le vignette
autostradali che sono ormai le 20,30, è quindi ora di cena. E’ buio e ci
perdiamo la vista del paesaggio che ci circonda, e che deve essere bellissimo.
Riprendiamo la marcia verso le 21,30, il navigatore mi indica che siamo a 195
km da Graz. La strada è sgombra e si viaggia sui 120 km/h dove è consentito,
ogni tanto ci sono dei lavori e bisogna rallentare.
Arriviamo a destinazione che sono ormai le 00,20, il navigatore ci guida fino al
parking sito a Maria Theresia allee. E’ un gran parco, parcheggio vicino a una
caserma della polizia e chiedo a dei poliziotti se posso sostare, mi dicono di sì e
che è gratis fino alle nove del mattino. Ok, aggiudicato! Ci prepariamo per la
notte e andiamo a letto tranquilli. |
Mercoledì 9 Agosto
Sveglia alle 8. E’ una bella giornata di sole, fatta colazione e pagato il
parcheggio fino alle 12, si parte per il centro, destinazione ufficio informazioni
turistiche. Lungo la città corre il fiume Mur passando sotto i numerosi ponti e
sotto le strade e le case anche, chissà cosa succede quando è in piena, perché in sostanza corre lungo le carreggiate della strada e quasi a livello dell’asfalto
dove ci sono delle ringhiere di ferro battuto molte belle e caratteristiche.
Graz è una piccola cittadina piena di musei d’arte moderna e chiese
interessanti da vedere, con un biglietto di 7 € a persona si visita tutto. La città è percorsa tutta da tram coloratissimi e rivestiti da vivacissimi cartelloni
pubblicitari divertenti e allegri. Arrivano praticamente dappertutto, fin quasi ne
negozi. A voi la scelta e la scoperta dei luoghi da visitare. La gente di quiè gentile e disponibile, come la ragazza dell’ufficio turistico che m’indica un Park
e Ride nei pressi della stazione centrale di Graz, al costo di € 3,40 per 24 h,
così alle 12 decidiamo di trasferirci lì. E’ un enorme spiazzo sterrato, ci sono
dei camper di francesi ma non c’è nessuno, parcheggio e pranziamo. Verso
le 15 siamo di nuovo in bici per la città,
nel tardo pomeriggio si alza un forte
vento e comincia a cadere qualche
goccia di pioggia, tutta la gente si
affretta a prendere la propria bici per
tornarsene a casa. Chiedo ad un signore,
anche lui frettoloso di scappare via, se
pioverà, mi dice di sì e parecchio anche,
cosi anche noi prendiamo le nostre bici e
ci avviamo verso il camper che dista a
circa 3 km. Si rivelerà una scelta errata, perché comincerà a piovere solo verso
le 20 e quasi per tutta la notte. Peccato, perché volevamo andare a sentire il
concerto di un gruppo jazz, che avevamo ascoltato in una piazzetta mentre
provavano alcuni brani, erano molto bravi. |
Giovedì 10 Agosto
Ci svegliamo sotto un cielo grigio e pieno di nuvoloni, ma non piove. Partiamo
per Vienna che sono le 9,30. Il navigatore ci guida fino all’Hofburg, la
residenza invernale della principessa Sissi. Avevo trovato le coordinate della
piazza in un diario di bordo su internet. E’ bellissimo, un palazzo enorme con
un gran prato curato all’inglese. Da un lato vediamo una decina di camper
parcheggiati, quasi tutti italiani. Parcheggio e chiedo ad alcuni di loro fermi a
parlare nei pressi dei loro camper, se si può restare anche a dormire, mi
rispondono che la polizia non vuole, ma che ci tollera. Bene, aggiudicato anche
questo parking, soprannominato poi “Camping Italia”. Leghiamo molto con altri
camperisti; c’è Luigi, veterano del Camping Italia, è di Brindisi, con la moglie
Antonella e la loro figlia Alice; poi c’è Mimmo, con la moglie Francesca e la
figlia Serena, sono di Taranto; poi ci siamo noi, io addetto insieme a Mimmo,
all’ufficio informazioni, ma solo per gli stranieri e intervistatore di camperisti
stranieri... e non, poi c’è mia moglie Roberta e mia figlia Linda; poi ci sono
Ettore, Tiziana e la loro figlia Dalila, nonché genero, figlia e nipote di Mimmo,
arrivati fin qui da Taranto in macchina, facendosi 1600 km in due giorni.
Facciamo un bel gruppo, a cui si unisce anche una famiglia di camperisti pisani
molto simpatici; Davide, Sabrina e Matteo, con cui faremo alcune delle nostre
tappe, nei giorni a
venire.
Vienna è una città stupenda, piena di
fascino e di cultura,
romantica, accogliente e
multietnica, allo stesso
tempo giovane e piena
di studenti. Carrozze
dell’800 trainate da
cavalli e strani taxi fatti
con biciclette elettriche
coperte a tre posti che
portano turisti in giro
per il centro. E’ piena di monumenti, chiese e musei. Tutta da vedere e da
ammirare, merita davvero.
Visitiamo la città da soli o con gli altri, passeggiando per le strade a piedi o in
bici, riunendoci poi la sera a chiacchierare o a “intervistare” altri camperisti,
come Sebastian and friends, tre ragazzi tedeschi con un vecchio Westfalia
camperizzato, di quelli che si vedono di rado, che hanno fatto la storia e che
piacciono tanto a mia figlia Linda; oppure Regina e Carl, una coppia di
separati, anche loro tedeschi che vivono nei pressi di Munchen, con cui
sorseggiamo vino e chiacchieriamo prima di andare a dormire, molto simpatici
e cordiali. Ci raccontano la loro storia di separazioni, con un po’ di amarezza,
soprattutto Regina. E’ una donna molto dolce, ma con un’aria triste e
malinconica, fa’ molta tenerezza.
In questi giorni, nei pressi della piazza del municipio, c’è una rassegna
cinematografica di film datati, e tutto intorno stand gastronomici di varie
nazioni. Per alcune sere insiemi agli altri, abbiamo fatto una grande tavolata e
mangiato un po’ di tutto, per assaggiare cibi di altre nazioni.
Passiamo così quattro giorni, dopo aver visitato le residenze di Sissi; quella
invernale e quella estiva, il Leopold Museum, la Mariahifler strasse (una via che
viene paragonata agli Champs Elisees di Parigi), il Danubio e poi tutto il resto,
fino al momento dei saluti e degli abbracci. |
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| Graz |
Vienna |
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Martedì 14 Agosto
Partiamo insieme a Davide e family alle 8.30, destinazione Praga.
Impiegheremo circa 12 ore per percorrere i 340 km che ci separano da Praga,
poiché ci siamo fermati alla frontiera, nella zona di porto franco per fare
acquisti a basso costo di abbigliamento e altro. Per finire in bellezza poi, non
riuscivamo a trovare la strada per il camping, posto su un isolotto in mezzo al
Danubio, difficile da raggiungere. Non ci sono cartelli purtroppo, e se non
s’imbocca il ponte giusto bisogna rifare tutto il giro della città. I praghesi poi
non aiutano molto, non danno informazioni, sono piuttosto restii e chiusi con
gli stranieri, sembra quasi che siamo indesiderati.
Arriviamo al campeggio che è quasi buio, ceniamo e poi a letto stanchi e
spossati dal viaggio. |
Mercoledì 15 Agosto
In Italia è giorno di festa mentre qui, boh?! Sembra di no. Facciamo colazione
e preparati gli zaini con panini e il resto, ci accingiamo a visitare la città. Dal
camping c’è un battello, che per 50 kc, circa 2 €, ci trasporta al di là del fiume
e avendo acquistato i biglietti del tram “giornalieri”, partiamo per il centro.
Praga è molto bella, piena di storia; chiese, ponti, monumenti, il quartiere
ebraico con le sue sinagoghe e cimiteri. Tutto è business qui. Si paga tutto e
dappertutto, pensano che noi siamo gli americani di turno. I praghesi con cui
abbiamo avuto a che fare, sia per chiedere informazioni o cose varie, sono
sempre stati scorbutici, maleducati a volte, mai un sorriso, insolenti, con
un’aria di superiorità Tipico atteggiamento delle persone ignoranti e chiuse al
prossimo. E’ ovvio che non faccio di tutta un’erba un fascio, ma a noi è successo così, purtroppo.
Una coppia di Portoghesi che
abbiamo conosciuto al camping e
invitato al nostro tavolo, ci dicono
che questo comportamento a loro
avviso è dovuto al fatto che sono
stati oppressi dal regime
comunista per troppi anni e quindi
abituati a non rispondere e a non
aprirsi con gli altri, soprattutto con
gli stranieri. Tutto ciò va solo a
loro discapito purtroppo, perché Praga è davvero una città meravigliosa, da visitare in
qualsiasi stagione dell’anno. |
Giovedì 16 Agosto
Oggi decidiamo di visitare la parte alta di Praga, la città vecchia e la città nuova. Come al solito zaini in spalla, biglietti “giornalieri” in tasca e via sui
tram per le vie della città. Qui, non prendiamo le bici, visto il modo di guidare
dei praghesi, non ci fidiamo a usarle, è pericoloso, vanno forte e sorpassano
tutti e dappertutto. Meglio usare il tram. Visitiamo le varie chiese, il Ponte
Carlo, il municipio della città vecchia con il famoso orologio astronomico, poi un
piccolo museo con una mostra dedicata a Salvador Dalì, e per finire la
bellissima cattedrale di S. Vito, posta in alto, sulla collina. Molto suggestiva e
imponente, con tutto intorno una terrazza panoramica da cui si può ammirare
tutta Praga; bellissima. |
Venerdì 17 Agosto
Ci svegliamo con la pioggia. Partiamo per Berlino e decidiamo di fermarci a
Dresda per il pranzo. Arrivati nel parking, segnalato da diversi cartelli,
conosciamo una giovane signora di Gorizia, è lì con un camper preso a
noleggio in Slovenia, assieme al marito e al figlio di un anno, la quale ci dice
che Dresda è in festa per tre giorni e che è interessante da vedere. Ci sono
birra, cibo e musica, vari stand in stile e costumi medievali. Il tutto colorito dal
volo di mongolfiere e venditori di manufatti artigianali.
Ci convince e restiamo anche la sera. E’ stata una piacevole scoperta questa
città, interamente ricostruita dopo i bombardamenti della seconda guerra
mondiale. E’ molto carina e
particolare. Siamo stati bene e ci
siamo divertiti. Peccato che in
mezzo alla confusione ci siamo persi
di vista con Davide e la sua
famiglia. Abbiamo anche ascoltato
della buona musica, con la
Filarmonica di Praga che
riproponeva pezzi dei Pink Floyd,
Led Zeppelin, Queen e Deep Purple.
Veramente bravi, e in un atmosfera
unica e molto suggestiva. Una
serata davvero speciale per tutti.
Camminiamo in giro per gli stand
mangiando carne e schiacciata, fermandoci qua e là facendo acquisti tra le
varie bancarelle fino a tarda sera. |
Sabato 18 Agosto
Stamattina c’è il sole, riprendiamo il viaggio per Berlino dopo aver aiutato la
coppia di Gorizia a fare rifornimento d’acqua, Davide gli ha prestato un
raccordo per la gomma e così perdiamo un po’ di tempo, ma non c’è fretta,
non ci aspetta nessuno. Arriviamo a
Berlino passato mezzogiorno e ci
fermiamo in una strada principale
vicino ad una chiesa. Il costo del
parcheggio è caro, 1,5 € per 15
minuti, e siamo troppo in mezzo alla
strada, così pranziamo e decidiamo di
cercare un altro parking. Imposto il
navigatore verso un’area di sosta o
simile e partiamo, ma per strada
vediamo dei camper fermi in un
parcheggio per auto e bus recintato. Siamo dietro Alexander Platz, giriamo e ci
fermiamo vicino agli altri camper, ma sono chiusi e non c’è nessuno. Chiedo a
un ragazzo in macchina, se si può sostare, mi risponde di sì, è un parcheggio
in ristrutturazione, e che i lavori sono fermi e riprenderanno lunedì alle 6 del
mattino. Così decidiamo di fermarci. Parcheggiati i camper, chiudiamo tutto e
prendiamo le bici per andare alla scoperta di Berlino. Visitiamo i diversi
monumenti sparsi per la città fino a sera e dopo aver cenato, facciamo un giro
per il centro. Matteo vorrebbe andare nella torre panoramica della TV alta 90
metri, ma purtroppo è chiusa. Giriamo fino alle 24, le strade sono deserte e fa’ anche un po’ freddino, poi tutti a nanna stanchi ma contenti. |
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| Praga |
Praga |
Praga |
Berlino |
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Domenica 19 Agosto
Anche oggi c’è il sole, Davide decide di portare suo figlio Matteo e la moglie
Sabrina a visitare lo zoo, noi decidiamo di andare a vedere il muro, o meglio il
km di muro che è rimasto ancora in piedi e che chiamano Est Side Gallery, per
il fatto che nel 2000 è stato dipinto da vari artisti famosi. Purtroppo il tempo
trascorso, le intemperie e le persone, hanno fatto la loro, ed è rimasto poco dei
murales. E’ tutto scrostato, scritte varie e pezzi mancanti portati via un po’ ovunque. Dall’altra parte, addirittura ci hanno fatto una specie di spiaggia con
tanto di sabbia, sedie, ombrelloni, bar e pizzeria annessa. La strada e il
marciapiede che lo costeggia è piena di pezzi di vetro di bottiglie rotte,
sicuramente di notte è pieno di persone ,che vengono qui a bere e a fare il
resto. Fa’ un certo effetto passeggiare lungo il muro, vengono quasi i brividi al
pensiero di quello che è stato e di quello che è successo, alle tante famiglie
divise e oppresse, alle vite perse nel tentativo di superarlo. Il muro è alto 3 mt,
fatto con pezzi di cemento armato di 30 cm di larghezza, sopra non c’è nulla,
ma prima era percorso tutto dal filo spinato. Linda decide di dare un piccolo
contributo artistico, disegnando su un pezzo di muro bianco, un occhio
lacrimante. Frequenta il terzo anno di un istituto d’arte ed è affascinata da
tutto ciò che è arte e storia, scatta foto a tutto spiano. Ne avrà fatte più di
mille alla fine del viaggio. Ogni tanto ci spiega la storia di qualche monumento
o cattedrale, in che stile è costruito, ecc… Poi ci siamo addentrati, sempre con
le bici, nell’ex zona dell’est, qui il tempo sembra si è fermato. Tutto è grigio e
un po’ squallido, le case e i palazzi sono fatiscenti, con gli intonaci scrostati,è pieno di bar e negozi di musulmani, egiziani forse. Qui costa tutto meno che in
centro, la gente è cordiale e disponibile. Compriamo del pane, è buonissimo, e
dei gelati, io ne prendo uno alla
cioccolata con peperoncino, ha uno
strano sapore il contrasto del piccante
con il freddo. Nel pomeriggio, dopo
pranzo, siamo andati a vedere il “check
point charlie”, che sarebbe il posto di
frontiera dove entravano o uscivano le
poche persone che potevano andare al
di là del muro. Adesso c’è solo un
casottino di legno contornato con dei
sacchi di sabbia, a mò di trincea, a ricordo del posto di guardia. Ci sono due
ragazze vestite da militare, una da americano e l’altra da sovietico dell’epoca,
che si fanno fotografare assieme ai turisti in cambio di qualche euro. Qui c’è anche il museo, con tanto di negozio annesso, che vende vari cimeli, ci sono
passaporti alle pareti, pezzi di muro e varie cartoline. Foto raffiguranti tragedie
umane indescrivibili, solo per la pazzia dell’uomo. A parte queste cose e i
mattoncini posati per terra lungo la linea dove si ergeva il muro, Berlino
sembra aver cancellato la sua storia. Tornati al camper decidiamo insieme agli
altri di partire per Postdam, un paesino a circa 30 km da qui, dove ci dovrebbe
essere una festa, ma arrivati lì non c’è più nulla, è finita il giorno prima. Così prendiamo l’autostrada diretti ad Amsterdam e verso le 21 ci fermiamo per
cenare in un’area di servizio, e per dormire. |
Lunedì 20 Agosto
Ci svegliamo verso le 9, Davide è già fuori dal suo camper a fumare, ci dice
che non continueranno il viaggio verso Amsterdam con noi, ma che hanno
intenzione di fare un altro itinerario, di girare un po’ per la Baviera, e portare
Matteo in qualche parco giochi. Cerco di convincerlo a continuare con noi,
siamo nei pressi di Hannover a circa 350 km da Amsterdam, ma nulla, è fermo
nella sua decisione assieme a Sabrina. Ci dispiace molto perché sono molto
simpatici e di compagnia.
Così ci salutiamo ripromettendoci di fare il ritorno in Italia assieme, quando
torneremo giù dall’Olanda, rincontrandoci da qualche parte in Germania.
Riprendiamo la strada verso Amsterdam e lungo il tragitto ci fermiamo a fare la
spesa, gasolio e pranzo. Ce la siamo presa con comodo, arrivando ad
Amsterdam verso le 17, al camping Vliegenbos. Ma è pieno, così sostiamo nei
pressi del camping accanto ad altri camper, e di lì a poco arriva la polizia. Ci
dicono che è vietato sostare fuori dai campeggi. Io ed un camperista spagnolo
gli diciamo che i camping sono pieni, a tal punto fanno delle telefonate ed
effettivamente è così, ma ci dicono comunque di spostarci. Gli chiedo almeno il
tempo di cenare e acconsentono. Alle 21 ci dirigiamo verso il camping Zeeburg
(un camperista di Padova ci aveva detto che fuori il camping c’è un parcheggio
dove si può sostare per dormire, prenotando per il giorno dopo), ma arrivati
sul posto e prenotato, ci chiedono 25 € per sostare lì fuori, non ci sto’ e mi
sposto in una stradina laterale. Dormiamo tranquilli e gratis assieme ad un
altro camper, una famiglia di Bari, che poi rincontreremo a Kinderdijk, il paese
dei mulini. |
Martedì 21 Agosto
Oggi è una giornata grigia e c’è vento. Entriamo nel camping Zeeburg che sono
le 10. Il camping è pieno di bungalow, i posti per i camper sono limitati. Ci
sono sopratutto tende di giovani, che rullano a tutto fuoco nel piazzale, e
mentre io sbrigo la burocrazia alla reception, Roberta va a lavare la biancheria
nelle lavatrici a gettoni. Passiamo la mattinata a lavare e a rassettare anche il
camper. Dopo pranzo prendiamo le bici e ci dirigiamo verso il centro, che è a
circa 4 km di pista ciclabile da qui. Arrivati alla stazione centrale,
parcheggiamo le bici e proseguiamo a piedi fino a piazza Dam, e da lì tra ponti,
vicoli e piazze, arriviamo anche nel cosiddetto “Red Light District” pieno di
vetrine con tanto di belle signorine, e coffee shop ad ogni angolo, colmi di
persone, sopratutto giovani che fumano marijuana e bevono ai tavolini.
Amsterdam la credevo più caratteristica, più raccolta, tipo Venezia, mentreè molto vasta e dispersiva ed è piena di gente frenetica, maree di turisti di tutte
le razze, in maggioranza giovani, che vengono qui sicuramente attratti dal ”fumo libero”. Grandi negozi di griffe, canali e ponti ovunque, che tra l’altro
immaginavo più piccoli, invece sono attraversati anche da auto che sbucano da
ogni dove e di continuo. Qui c’è un miscuglio di tutto e di più, non manca nulla,
basta solo chiedere e pagare. Peccato che i negozi e i musei chiudono alle 18 e
le strade cominciano a svuotarsi.
Inizia anche a piovere, cosi decidiamo di tornare al camping sotto una
pioggerellina insistente e fredda.
Tornati al camper, chiacchiero un po’ con un inglese della piazzola accanto, il
quale mi dice che per attraversare la manica in camper passando sotto
l’eurotunnel, ci vogliono circa 600 €, ma facendo la traversata di notte e in
settimana, come ha fatto lui, si riesce a spendere solo 120 € per l’andata e
ritorno. Buono a sapersi, perché forse l’anno prossimo andremo da quelle parti.
Ci piace parlare con la gente, sapere, conoscere, e quando troviamo persone
disponibili, ci passiamo volentieri del tempo. A me personalmente piace molto
ascoltare le storie di vita, di viaggi, di esperienze, di incontri, di emozioni
vissute in giro per il mondo e non solo. E’ anche per questo che mi piace
viaggiare in camper, perché si fanno incontri che altrimenti in un altro
contesto, sarebbe più difficile fare, perché cadono le barriere sociali. In strada
ci si sente più liberi. |
Mercoledì 22 Agosto
Questa mattina c’è un forte vento, ha piovuto quasi tutta la notte, ci sono molti
ragazzi fuori dalle loro tende, intirizziti dal freddo. Decidiamo di andare via dal
camping e di lasciare il camper in una via laterale, parallela a quella che porta
al camping, dove avevamo dormito la notte prima, e di andare poi in centro
con il tram. E così tra carico, scarico e cose varie si fa’ mezzogiorno. Usciamo
dal camping, parcheggio, chiudo tutto e prendiamo il tram. Arrivati in centro ci
dividiamo; le donne a visitare il museo di Van Gogh , io a fare un giro per la
città, addentrandomi tra vicoli, stradine e ponti, visitando anche più addentro
la zona rossa. No comment.
Poi di ritorno al camper, verso le
17, ci aspetta la sorpresa.
Troviamo le serrature rotte, ci
sono entrati nel camper e rubato il
mio cellulare, l’mp3 di Linda e il
suo portafoglio senza soldi, ma con
foto e ricordi delle sue amiche. Lei
è rimasta scioccata alla vista di
tutti i vestiti sparsi sul tavolo della
dinette e i pensili aperti. Inveisce
contro questi disgraziati.
Cerchiamo di calmarla e facciamo
un giro nei paraggi del camper,
per vedere se hanno buttato via il
portafoglio vuoto, ma nulla. Rimesso a posto tutto, decidiamo di andare via da
Amsterdam e così, con il morale sotto i piedi e la voglia di ritornare in Italia, ci
dirigiamo verso Edam a circa 20 km da lì.
Avevo letto diversi diari di bordo in internet, ma che rubassero in Olanda no.
Ero tranquillo, e per questo non ero stato attento più di tanto a parcheggiare il
camper. Magari bastava lasciarlo
in una zona meno isolata. E’ proprio vero che l’esperienza
insegna e che tutto serve nella
vita, anche se ne avremmo fatto
volentieri a meno. Ok,
sdrammatizziamo, consoliamoci
dicendo che poteva andare
peggio.
Arrivati a Edam, vedo dei camper
parcheggiati in mezzo ad un
grande prato, è un parcheggio
occasionale, che usano il giorno
del mercato del formaggio, che si è svolto questa mattina.
All’entrata pago 8 € ad uno pseudo guardiano, per restare fino al giorno dopo.
Parcheggio accanto agli altri camper, sono italiani, non c’è nessuno. E’ quasi
ora di cena ma decidiamo di andare a fare un giro per il paese. Edam è una
cittadina molto tranquilla e carina, con le case basse, a un solo piano e con
grandi vetrate senza tende alle finestre. Così ci ritroviamo a “spiare” le persone
intente a fare le proprie cose, chi a guardare la tv, chi a leggere, chi è al pc. Ci
vedono passare e ogni tanto qualcuno ci saluta. Gli Olandesi sembrano timidi,
ma una volta rotto il ghiaccio sono molto cordiali e ciarlieri. Parlano quasi tutti
l’inglese, come la coppia con tre figli che abbiamo conosciuto al ristorante “La
galera”, dove ci siamo fermati a mangiare una pizza. Parlando, gli racconto
della nostra disavventura e ci dicono che anche lì, la settimana prima, hanno
rubato dentro un camper. Ah, andiamo bene! Tutto il mondo è paese, c’è poco
da fare, anzi c’è da preoccuparsi purtroppo. Per quelli che come noi, stanno per “strada”, è davvero poco rassicurante.
Tornando al camper ci siamo persi per le strade di Edam, che ci sembrano
tutte uguali. Stradine tra canali e piccoli ponti, casette disposte in fila indiana,
tutte più o meno simili, con un piccolo giardino d’avanti all’entrata. La coppia di
prima ci aveva detto che lì, nei paraggi, c’era un mulino a vento funzionante,
dove fanno la farina, ma non lo troviamo. Comincia anche a scendere il buio,
cosi desistiamo nella ricerca. In giro non c’è quasi nessuno, chiediamo
informazioni per il parcheggio ad una signora in bici, che gentilmente ci indica
la via, eravamo da tutt’altra parte. |
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| Berlino, il muro |
Amsterdam |
Amsterdam |
Asfluitdijk |
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Giovedì 23 Agosto
Ci svegliamo con il sole, è una bella giornata calda. Facciamo colazione e
conosciamo gli altri camperisti che sono parcheggiati accanto a noi. Sono di
Napoli, simpatici e socievoli, ci dicono che hanno parcheggiato qui a Edam e
che vanno ad Amsterdam in bus, causa, paura di furti. Hai capito? A volte
basta poco. Sarà per la prossima volta. Verso le dieci, ci avviamo in bici diretti
a Volendam, un paesino di pescatori a circa 2 km. Paese questo, molto carino,
pieno di turisti, provenienti da ogni parte del mondo, portati qui da grossi
autobus. Di pescatori ormai qui c’è né pochi, è pieno di negozi che vendono un
po’ di tutto; souvenir, cartoline, navi di legno, pesce fritto caro un accidente
che non abbiamo preso, bar, ristoranti e alberghi. C’è anche un bel porticciolo
con diverse imbarcazioni e yacht di piccole dimensioni. Vedo una spiaggetta
con tanto di sabbia e scogli, e tutto contento vado a toccare l’acqua, convinto
che fosse il mitico mare del nord, e invece è acqua dolce. Guardando la
cartina, poi, mi accorgo che siamo al di qua delle dighe, è solo una grande
laguna. Mi viene anche spiegato dopo, da uno del posto, che l’Olandaè praticamente quasi tutta bagnata dall’acqua dolce e che solo una piccola parte
e qualche isola del nord è bagnata dal mare. L’incontro con il mare del nordè solo rimandato di poche ore, infatti, tornati al camper e salutato i nostri vicini
napoletani, partiamo per il nord, verso Asfluitdijk, la grande diga, lunga circa
30 km. Sul navigatore confondo la rotta delle navi con la diga, e mi dirigo
erroneamente a Den Oever
credendo che la diga era
da qui a Texel, ma nonè cosi, Asfluitdijk è più giù, a
circa 5 km di distanza.
Comunque qui c’è il porto
con tanto di imbarcazioni,
facciamo un giro e
visitiamo un galeone del
1750, riprodotto
fedelmente in scala 1/1. E’ molto bello, è quasi interamente in legno, come ci
ha spiegato il custode che ci ha fatto entrare praticamente gratis, essendo
quasi orario di chiusura. Ci dice che è stato costruito nel 1985 per essere
esposto in Giappone, e che poi è stato riportato qui su delle chiatte. Più tardi
arrivati alla famosa diga, la percorriamo fino a metà, dove c’è un parcheggio e
un ponte con la rampa per poter tornare indietro. C’è anche il solito negozio di
souvenir, bar, benzinaio e una terrazza per poter vedere la laguna, e il mare
dall’altra parte. La diga è praticamente un’autostrada a 4 corsie di 30 km circa,
con annessa l’immancabile pista ciclabile. E’ tutta dritta, come quasi tutte le
autostrade qui del resto, non essendoci montagne o colline da arginare. Quiè tutto piatto, fa uno strano effetto vedere sempre l’orizzonte davanti, ovunque
vai. Sono le 19, non c’è un filo di vento, le acque sono calmissime e
piatte, sia di qua che di là nel mare.
Rimango un po’ deluso, mi aspettavo, non
dico il mare impetuoso, ma almeno un po’ di onde e invece… Non si riesce a
distinguere il mare dal lago. Una coppia di Olandesi, a cui chiedo delle
informazioni, mi dicono che qui è sempre cosi, tutto l’anno,e che per via de
fondali bassi e sabbiosi non ci sono correnti marine. Forse è anche per questo
che è stato possibile costruire una diga di queste dimensioni e portata. Ci
sediamo a un tavolino di pietra, dal quale si può ammirare la vista del lago,
prendiamo la cartina e gli appunti scaricati da internet per fare un po’ il punto
della situazione e decidere le prossime tappe. Roberta e Linda vorrebbero
rientrare in Italia, tornare a casa, la stanchezza per i chilometri macinati sin
qui si fa sentire, ne abbiamo percorsi 2600, e siamo a circa 1500 km da casa,
poi sono ancora un po’ scosse dal furto subìto. Cerco di tirarle su di morale
sdrammatizzando l’accaduto e cercando di motivarle a continuare il viaggio,
anche perché abbiamo ancora parecchi giorni a disposizione e tornare indietro
proprio adesso sarebbe un vero peccato. Alla fine decidiamo di andare a
Kinderdijk, cioè il paese dove si trovano i mulini a vento.
Ci arriviamo che sono
le 23, è buio e non si vede un tubo nel parking dove mi ha portato il
navigatore. C’è acqua da tutte le parti, scendo per orientarmi meglio, ho paura
di finire in un canale. Ci sono altri camper, una decina, cosi parcheggio accanto
ad un altro italiano e ci prepariamo per la notte. |
Venerdì 24 Agosto
Ci svegliamo verso le 9. Un timido sole spunta all’orizzonte sopra l’acqua. Tutto
intorno è silenzio, e c’è umidità. Apro la finestra per vedere meglio fuori. Siamo
sopra della sabbia, da un lato il fiume con delle chiatte che trasportano un po’ di tutto. Un bel paesaggio lagunare si staglia all’orizzonte, mentre dall’altro lato
ci sono delle case residenziali in costruzione e altre già finite. Sono molto
graziose, con tanto di giardino e casettina in legno per garage, alla modica
cifra di 375 mila euro. L’ho letto sul cartellone che pubblicizza il lotto con tanto
di progetto finale, per cui penso che molto probabilmente questo parking non
esisterà più negli anni a venire. Mi auguro solo che lo faranno in un'altra zona
nei paraggi. E’ comodo qui, per andare a visitare i mulini a vento, distanti circa
5 km di pista ciclabile che costeggia il fiume. Una bella passeggiata. Fatta
colazione e il resto scendiamo a esplorare la zona, c’è il camper di una famiglia
di Ascoli Piceno che avevamo già incontrato ad Amsterdam fuori il campeggio
Vliegenbos. Ci fermiamo a fare quattro chiacchiere e ci raccontano un po’ delle
loro disavventure, si erano persi con le bici per i boschi fuori Amsterdam, nei
pressi del camping dove avevano dormito. Ci assicurano che il parking qui,è tranquillo e gratis, che c’è lo scarico per il wc a cassetta, e che nonostante ci
sia acqua tutt’intorno, manca l’acqua potabile. Poi ci salutiamo, sono in
partenza per Brugges, in Belgio.
Intanto sono quasi le 10, e il sole è già abbastanza alto. Preparo le bici e ci
avviamo verso i mulini a vento, ci aspettano un po’ di km da pedalare. Il posto è facile da raggiungere perché segnalato da diversi cartelli con il simbolo del
mulino. Mezz’ora dopo siamo nella strada dei mulini, che si snoda per 3 km
lungo canali e paludi, che qui chiamano “Polder”. Fazzoletti di terra circondati
d’acqua, con sopra i mulini. C’è quiete tutt’intorno, nonostante ci siano gruppi
di persone lungo la strada. Ci sono anche degli sposi giapponesi che si fanno
ritrarre assieme ai parenti, con lo sfondo dei mulini che si riflettono sull’acqua
limpida, è un panorama bellissimo. I mulini sono belli e maestosi. Oggi non
c’è vento e le pale sono ferme, anche se ho i miei dubbi che funzionano, cioè funzionano, ma non per quello a cui erano destinati, ma solo per attrazione
turistica. Sono alti circa 25/30 metri e ben conservati, sono patrimonio
dell’Unesco, per cui sovvenzionati per la ristrutturazione. Uno è visitabile anche
all’interno.
Facciamo i biglietti ed entriamo. L’interno è carino e raccolto, con le pareti
circolari ovviamente, e varie stanze, tra cui una anche con il camino, altre con
cuccette tipo quelle dei treni e mobilio vario. Si può salire fino in cima, dove c’è la ruota dentata di legno collegata alle pale e a tutto il resto degli ingranaggi.
Praticamente tutte invenzioni di Leonardo da Vinci, anche se il custode con cui
faccio quattro
chiacchiere, mi dice
che l’invenzione del
mulino è Giapponese.
Boh! Ho i mie dubbi,
anche il sistema per
pescare l’acqua e il
meccanismo a forma di
cavatappi l’ho visto a
Vinci, al museo dedicato
a Leonardo. Di ritorno al
camper, incontriamo la
famiglia di Bari, con cui avevamo dormito fuori dal camping Zeeburg. Sono
appena arrivati e ci chiedono informazioni sui mulini e tutto il resto.
Nel pomeriggio prendiamo il water bus (c’è la fermata proprio qui vicino), è un
piccolo battello veloce che ci porta fino a Rotterdam, comprese le bici, in 45
minuti di navigazione. E’ molto caratteristico navigare lungo il canale o fiume
che sia. A Linda e a Roberta gli dà noia il vento e vanno a sedersi all’interno,
mentre io rimango fuori a chiacchierare con una ragazza di Dordrecht,
un’insegnante di scuola elementare, la quale mi dice che il suo paese assieme
a Delft è da visitare, è uno dei più antichi di tutta l’Olanda ed è pieno di chiese
e monumenti. Mentre ci avviciniamo a Rotterdam, da lontano si vede il
bellissimo ponte che attraversa la città e i palazzi costruiti con architetture
all’avanguardia, quasi a sfidare le leggi della fisica, inclinati in avanti o in
diagonale, molto avveniristici. Di notte la città tutta illuminata avrà sicuramente il suo fascino. Facciamo un giro per il centro. E’ pieno di negozi, e
c’è molta gente per le strade, sembra una città qualunque. Andrebbe visitata
con più calma, ma ci restiamo poco, e torniamo al camper per l’ora di cena.
Mentre Roberta va a prendere il pane io vado a fare delle foto lungo il fiume.
C’è un motoscafo da corsa che schizza velocissimo a pelo d’acqua, gli faccio
diverse foto. C’è anche una signora con sua figlia ed il loro cane.
Chiacchieriamo un po’ e mi racconta della sua vita travagliata, con un marito
violento e alcolizzato. Adesso è separata e serena, mi dice gli basta guardare il
tramonto e poco altro per essere felice. Amerebbe viaggiare, ma ha ancora
quattro figli a cui badare, e che per il momento fa’ solo progetti e sogni.
Intanto arriva Roberta e dice che non ha trovato la panetteria, cosi la signora
si offre di accompagnarla fino al negozio. Dopo cena andiamo a fare quattro
passi per Alblasserdam. Non c’è nessuno in giro, tutti a casa, e noi di nuovo a “spiarli “da fuori. E’ buffo, passeggiamo e ci viene spontaneo guardare dentro
le case, ci sembra di guardare le vetrine di negozi.
Tornati al camper, rincontriamo le due famiglie di Napoli che avevamo
conosciuto a Edam, cosi di nuovo a chiacchierare fino a mezzanotte. |
Sabato 25 Agosto
Questa mattina vado a fare jogging, sono le 8,30 e le strade sono deserte. E’ sabato e la gente qui, come da noi, che non lavora, se la prende comoda, se
ne sta a letto a poltrire.
Verso le 10 andiamo a fare un po’ di shopping, abbigliamento e un po’ d’alimentari, poi salutiamo tutti e di nuovo in viaggio verso Brussel, a circa 140
km. Si comincia il ritorno verso casa, ma con calma, abbiamo ancora un po’ di
giorni a disposizione.
Arriviamo alla periferia di Brussel che sono le 14,30. Vediamo un mercato
lungo una strada e ci fermiamo. Facciamo un giro. Vendono di tutto, cose
usate, vecchie, dimesse, praticamente hanno svuotato le soffitte. Chiedo
informazioni per il centro a due poliziotte, ma dicono che siamo ancora lontano
e di chiedere più avanti. Cosi ripartiamo per il centro seguendo il navigatore.
Arrivati nei pressi della cattedrale, parcheggio lungo la strada principale e
andiamo a fare un breve giro per il centro. Brussel è bellissima, mi aspettavo
una città totalmente
diversa, piena di uffici e
palazzi moderni, e inveceè tutta da scoprire. La Grand
Place è stupenda, come le
gallerie e la piazzetta, dove
c’è la statuetta del bimbo
che fa la pipì, simbolo della
città. Negozi di dolci con
commesse all’ingresso che
ti fanno assaggiare biscotti
da intingere nella cioccolata
mentre cola da una specie
di fontana a cascata.
Deliziosa. Compriamo dei
waffel, con lo zucchero a
velo, buonissimi e
c’imbrattiamo i vestiti di bianco, e ce la ridiamo da matti. Passiamo cosi il
pomeriggio, girando per le strade del centro piene di turisti, fino a tardi. Ci
mettiamo in marcia verso Monaco di Baviera che è quasi ora di cena e ci
fermiamo dopo pochi chilometri in un’area di servizio per mangiare. Dopo cena
faccio un giro nell’autogrill e vedo delle cartoline che raffigurano Koln, la sua
bellissima cattedrale e vari monumenti. E’ da visitare assolutamente. Tornato
al camper, decidiamo di cambiare destinazione.
Arriviamo a Koln con il buio, è sabato sera e per le strade è pieno di gente,
sopratutto giovani. Parcheggio in una strada laterale del Duomo. Scendiamo a
fare un giro tutti eccitati. La cattedrale è una visione bellissima che ci lascia a
bocca aperta. E’ altissima e magnifica, alcune parti sono in ristrutturazione e
non la possiamo ammirare in tutto il suo splendore, ma è lo stesso stupenda.
Mentre giriamo intorno alla chiesa, vedo un cartello con la mappa della città,
gli do’ un’occhiata e trovo un Park & Ride non lontano da lì, cosi decidiamo di
andarci, dopo aver fatto un bel giro per il centro.
Arrivati nel parcheggio, vediamo che è pieno di macchine, ci sono pochi
camper e molto vecchi anche. Ci sono due ragazzi accanto al loro furgone e
bevono birra, sembrano tossici, gli chiedo se si può parcheggiare e mi
rispondono di sì, e che è gratis e tranquillo. Ok, aggiudicato anche questo,
anche se con un po’ di riserva. |
Domenica 26 Agosto
Stamattina c’è il sole. Scendo per primo dal camper per un giro di ricognizione,
e vedo un camper vecchissimo targato Torino che sta facendo rifornimento e
scarico alla colonnina posta all’ingresso del parcheggio. Mi avvicino, sono un
ragazzo e una ragazza, li saluto e parte “l’intervista”.
Praticamente sono fidanzati e girano l’Europa da due anni con quel camper
pagato 850 €. Lui è di Liverpool mentre lei è di Arona, un paese sul lago
Maggiore, dove tornano ogni tanto a trovare i suoi. Si mantengono facendo le
statue umane nelle piazze e ci invitano a vederli in centro, lui si traveste da
diavolo e lei da una specie di fata. La ragazza mi spiega che l’area di sosta
camper non è quella, ma è li di fianco e che non c’è posto, è sempre piena.
Loro sono lì da una settimana, è tranquillo dice, e sopratutto gratis, e nonè cosa da sottovalutare. Ci consiglia anche di andare a visitare Koblenz,
bellissima cittadina che dista circa 80 km.
Più tardi prendiamo il camper e torniamo in centro. Facciamo un giro, ma i
ragazzi non li abbiamo visti, forse sono già partiti, ci avevano detto che per il
weekend successivo dovevano essere a
Diamante, in Calabria, per il festival delle
statue umane. Di giorno c’è un’altra atmosfera,
di notte invece, con le luci era tutto più affascinante e magico. Mentre giriamo per le
strade del centro, nei pressi di un museo,
scorgiamo un mercatino di vasi e manufatti in
ceramica molto belli ed originali. Mi salutano
due ragazzi dietro una bancarella con dei vasi
esposti, sono i ragazzi a cui avevo chiesto
informazioni la sera prima nel parcheggio.
Parliamo un po’ e uno dei due, quello un po’ ”raffinato”, mi dice che sono di Berlino e che i
vasi li crea lui. Ha frequentato una scuola per
artisti e che ha seguito un corso anche in Italia,
ma non capisco dove, e siccome lì nel museo
c’è una mostra di manufatti e altri oggetti vari,
ne approfittano per vendere le loro opere e per
farsi conoscere. Salutati i due ragazzi entriamo
nel museo. Oggi è gratis. La mostra è molto
interessante, ci sono mobili, oggettistica e
manufatti molto belli e di varie epoche e
nazionalità. Passiamo almeno due ore a
visitarlo tutto. Poi per il pranzo ci spostiamo
lungo il fiume, e dopo, partenza per Monaco.
Ci aspettano più di 500 km di autostrada.
Arriviamo a Monaco che sono quasi le 22.
Lungo la strada dove parcheggio c’è molto
traffico. Facciamo due passi e troviamo un
posto dove sostare per la notte, in una zona
tranquilla vicino all’accademia delle arti figurative. Chiedo ad una ragazza che
ha appena parcheggiato, se si può sostare, mi dice di sì e che è gratis.
Cosi parcheggio e tutti a nanna. |
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Lunedì 27 Agosto
Anche oggi c’è il sole. Fatta colazione prendiamo le bici e ci avviamo alla
scoperta di Monaco. Compriamo una cartina della città all’ufficio turistico che si
trova all’interno della stazione centrale.
Il centro è molto caratteristico. Chiese di vario stile ed epoche, una addirittura
in stile barocco con i marmi rosa. Bella anche la chiesa di Marie platz, con
l’orologio, che alle 12 si anima con marionette meccaniche raffiguranti
personaggi vari, che fuoriescono da alcune finestrelle poste ai suoi lati.
La gente è molto cordiale qui, sorridente e disponibile. Giriamo fino all’ora di
pranzo per strade e piazze. Nel pomeriggio visitiamo il “giardino inglese”, un
grande parco con un laghetto, due fiumi e prati verdi molto curati. All’interno
c’è anche una torre cinese in legno di diversi piani, con intorno bar e
ristorante. Mentre giriamo in bici per i vari percorsi, scorgiamo lungo il fiume
delle persone nude che si apprestano a tuffarsi in acqua. Presi dalla curiosità ci
avviciniamo e, con sorpresa, troviamo persone nude e in costume, di tutte le
età. Chi a fare il bagno, chi a prendere il sole, chi legge e chi gioca a pallone.
Sembra una tranquilla giornata da spiaggia, e invece, siamo praticamente nel
centro di Monaco. E’ molto particolare come situazione, non avendo il mare,
qui, si adattano come meglio possono e c’è da invidiarli, perché ci riescono
benissimo.
Ripartiamo da Monaco alle 19, destinazione Innsbruck. Ci arriviamo alle 22
passate, il navigatore ci guida fino ad un parcheggio sotterraneo, altezza delle
sbarre all’ingresso 2 metri. Menomale che posso fare manovra per ritornare
fuori. Mentre rifaccio il giro, vedo che c’è un parking per soli bus a 25 €, ci
sono le sbarre alzate e non c’è il custode. Entro, parcheggio accanto ad altri
due camper e ci prepariamo per la notte. |
Martedì 28 Agosto
Ci svegliamo sotto un cielo grigio. Stanotte ha piovuto e fa anche un po’ freddo. Siamo intorno agli 800 metri di altitudine. I camper della sera prima
non ci sono più e in compenso il parcheggio è pieno di bus turistici. Un via vai
di gruppi di varie nazionalità. Ci avviamo verso il centro attraverso un’uscita
posteriore del parcheggio che affaccia su dei giardini di una piazza. In un
negozio chiedo ad una ragazza dove si trova l’ufficio informazioni turistiche e ci
manda in via Maria Theresia strabe, la via principale, piena di negozi di
abbigliamento griffato e souvenir. Passiamo davanti a palazzi affrescati in stile
tirolese e a quello famoso, con la terrazza con la tettoia d’oro. Vicoli e stradine
con bar e ristoranti. Tutto intorno le montagne, con una spruzzata di neve qua
e là, e con le cime seminascoste dalle nuvole. Comunque nell’insieme, niente
di particolare. Ci aspettavamo una città completamente diversa, tipo il paese di
Heidi, con le casette di legno, prati e negozi di manufatti di legno.
Alle 12,30 torniamo al camper e del custode neanche l’ombra. Decidiamo di
partire, destinazione Rovigo. Sull’autostrada prima del confine c’è da pagare 8 € ad un casello, non so’ per cosa, siamo ancora in Austria, avevamo già pagato
la vignetta autostradale. Arrivati nei pressi di Verona, c’è un’afa pazzesca,
abituati per 21 giorni a un clima più nordico,più secco. Ci manca quasi il
respiro, purtroppo questa è la pianura padana, che ci vuoi fare?!
Arriviamo a Rovigo, a casa di mia suocera che sono circa le 17, gli facciamo
una sorpresa, perché non ci aspettava. Saluti, baci e abbracci. Poi facciamo
due passi per il centro. Rovigo è una città tranquilla e carina, con le sue piazze,
i suoi monumenti, le stradine sotto i portici pieni di negozi, le due torri
medievali e la famosa chiesa a forma esagonale, chiamata “la rotonda”. |
Mercoledì 29 Agosto
In mattinata siamo invitati a pranzo da una nostra zia in vacanza a
Sottomarina, località balneare a circa 70 km
da qui. Zia Claraè sempre gentile con noi,
ci invita spesso anche
nel suo ristorante, ”Il Madrigale”,
un bellissimo locale in
stile medievale nei pressi
di Spoleto.
Verso mezzogiorno siamo a Sottomarina. Fa’ caldo, ma si sta’ bene, l’aria di
mare è tutta un’altra cosa. E’ bella questa località, c’è poco traffico, tranquilla e
pulita. Dopo pranzo passeggiamo fino a Chioggia. E’ bello anche qui, ci sono
canali con barche ormeggiate, e ponti e vicoli. Sembra una piccola Venezia,
davvero molto graziosa. C’è anche un parcheggio per auto e camper a 8 € per
24 h vicino al porto turistico.
Partiamo per Rovigo intorno alle 18, e dopo aver cenato, verso le 21 siamo di
nuovo in viaggio, questa volta destinazione Prato. Due ore di autostrada e
siamo a casa. Finisce qui il nostro viaggio iniziato 21 giorni fa. Siamo un po’ stanchi per i tanti chilometri percorsi, ma soddisfatti, pieni di ricordi, di
emozioni, di immagini ancora vivide nelle nostre menti, forse molte ancora da
elaborare appieno per essere ricordate con consapevolezza.
Approfittando di quest’occasione, salutiamo tutti coloro che abbiamo incontrato
sulla nostra strada, passando momenti di piacevole conversazione.
Un grazie a voi tutti, perché è anche questo che rende la vacanza itinerante
diversa dalle altre.
Il fatto di vivere per strada e conoscere persone, spesso anche di cultura e
modi di vivere differenti dal nostro, e condividere e raccontarsi le proprie
esperienze di vita, di passioni, di viaggi. Tante piccole storie che rafforzano i
ricordi dei luoghi visitati e per questo li rendono unici. |
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Ciro, Roberta e Linda, …alla prossima…
E per ultimo, ringrazio tutti gli amici di skype, che mi hanno aiutato,
sopportato, e supportato durante la realizzazione di questo diario.
Per chi volesse ulteriori informazioni può contattarmi all’e-mail:
ciromare@hotmail.it
Oppure su skype, nickname: ciromare. |
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