Dalla capitale alle fiabe: Berlino, la Märchenstraße e Monaco,
ancora nel Regno del Re delle favole.
di Chiara & Family, 16 -31 Luglio 2011
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In venti minuti siamo sotto la Colonna della Vittoria (Siegessäule - www.siegessaule.com/), che si trova vicino al monumento in onore di Bismarck. La Colonna è al centro di una rotatoria e si può raggiungere attraverso quattro tunnel costruiti nel 1941. Acquistiamo il biglietto alla cassa (3euro, ridotto 2,50euro) e saliamo i 285 gradini che conducono a una spettacolare vista della città! Da qui ci dirigiamo verso il quartiere di Charlottenburg, dove si trova la Chiesa ausstellungen/berlin-1933-1945/),una documentazione fotografica (con didascalie in tedesco e inglese) sulla politica di sterminio e persecuzione attuata dal regime dell ’ epoca collocata alle spalle di circa 200 metri del Muro originale. La mostra è aperta da maggio a settembre dalle 10 alle 20 con ingresso libero, in inverno chiude un paio d’ore prima. Sempre con ingresso libero, nella struttura di fronte alla mostra, un centro di documentazione che richiama oltre 500.000 visitatori l ’anno: la "Topografia del terrore" (Dokumentationszentrum Topographie des Terrors – sito web in italiano all’indirizzo www.berlin.de/mauer/orte/topographie_des_terrors/ index.it.php). È uno dei luoghi della memoria più visitati di Berlino, ubicato proprio nel Berlino: soldato addetto alla compilazione del passaporto per la DDR Berlino: mostra “Berlino 1933-1945 tra propaganda e terrore” commemorativa dell'Imperatore Guglielmo (Kaiser-Wilhelm-Gedächtniskirche), danneggiata dai bombardamenti, e lasciata così come fu devastata dalla guerra per rammentarne gli orrori; con rammarico scopriamo che è in restauro e, quindi, non possiamo vedere l ’esterno. Si può accedere però gratuitamente per ammirare l ’interno. Costruita alla fine dell’Ottocento, vi si trova ancora il Cristo di Hermann Schaper, la Madonna di Stalingrado e antichi mosaici sul soffitto. Nell’unica grande sala visitabile ci sono un mini negozio e una mostra fotografica chiamata Memoriale (Gedenkhalle). Visitiamo anche la sua Chiesa-gemella, si trova proprio di fronte ed è in stile ultramoderno; costruita per svolgere le funzioni ormai perse dalla vecchia. |
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All ’esterno ci sono molte e graziose rivendite di ogni genere di merce; assaggiamo il caratteristico "Currywurst", il wurstel al curry; tipicità (!) del posto tanto che è stato istituito un museo. Come in tutti gli angoli della Germania, anche qui ci sono disseminati Biergarten ovunque! Ci rimettiamo in sella alle bici e ci spostiamo al Sony Center, un complesso di edifici con una superficie di 26.000 m², inaugurato nel 2000 e veramente scenografico. In questo plesso si trova anche il centro giochi della Lego. Proseguiamo verso Potsdamer Platz, che, nella notte tra il 12 e il 13 agosto 1961, con la costruzione del Muro, si trovò divisa in due. Ora è stata egregiamente rivalorizzata con costruzioni moderne, e, oltre ai soliti pannelli informativi, vi si trova un soldato russo che con una modica cifra (mi sembra 2.50 euro) fornisce ai turisti una cartolina e un visto con i timbri delle diverse zone, proprio come si faceva ai tempi della città divisa. Una bella foto con il simpatico soldato e ci avventuriamo verso il Centro di Documentazione della Topografia del Terrore. Arriviamo in Niederkirchnerstrasse e guardiamo con attenzione la mostra open - air “Berlino 1933- 1945 tra propaganda e terrore Dokumentationszentrum Topographie des Terrors – sito web in italiano all ’indirizzo www.berlin.de/mauer/orte/topographie_des_terrors/ index.it.php). È uno dei luoghi della memoria più visitati di Berlino, ubicato proprio nel luogo dove si trovavano le sedi, durante il "Terzo Reich", del Comando Generale della Gestapo, delle SS e della Polizia Segreta. C’è la possibilità di utilizzare delle audio guide e, al piano inferiore, ci sono delle comodissime poltroncine con tanto di poggiapiedi, dove i turisti si riposano e, a volte, si addormentano! Trascorriamo qui due ore e, alla fine, in dieci minuti raggiungiamo il Check Point Charlie (www.berlin.de/mauer/grenzuebergaenge/friedrichstrasse/index.it.php), noto posto di blocco tra la Berlino Est e la Berlino Ovest. Una mostra fotografica tra le strade Friedrichstraße e Zimmerstraße documenta le molte fughe spettacolari di cittadini che tentavano di lasciare la zona. Anche qui un soldato a disposizione per foto-ricordo. La fame si fa sentire e così saliamo al piano superiore del Mc Donald e mangiamo sul terrazzo con vista Check Point! È ormai tardino, ma non abbiamo per nulla intenzione di rientrare; ultimo appuntamento della giornata ad Alexander Platz sulla Torre della Televisione, la Fernsehturm (www.tv-turm.de/ - ingresso adulti 11euro, fino a 16 anni 7euro, sotto i 3 anni gratuito). Siamo anche fortunati, c’è un’attesa di “soli” venti minuti. Ci godiamo una bella “Berlino by night” da 200 metri circa di altezza. Torniamo lentamente al camper quasi all ’una di notte, lasciando una città in piena vita! |
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19 luglio: usciamo alle 10 per visitare la Sinagoga (www.centrumjudaicum.de/), vicinissima all ’area di sosta; in realtà non è più una sinagoga attiva, ma solo un museo. Non c’è audio guida in italiano ma solo in tedesco, inglese ed ebraico, le didascalie sono anche in inglese ed è assolutamente vietato fotografare. Venne costruita intorno alla metà dell ’Ottocento su progetto dell'architetto Eduard Knoblauch, ed era la più grande sinagoga di Berlino. Durante la Notte dei Cristalli, nel 1938, quando vennero distrutti più di 7.000 negozi ebrei, fu danneggiata anche se in modo non considerevole. I bombardamenti del secondo conflitto mondiale ne peggiorarono le condizioni; in ultimo, nel 1958 le autorità della DDR ne decretarono la demolizione. Fu ricostruita tra il 1988 e il 1995. Tornati al camper, saldiamo il conto e ci spostiamo su
Altonaer Straße, non lontano dalla Colonna della Vittoria; abbiamo intenzione di
passare una giornata allo Zoo, e da qui non è distante. La sosta sul viale è consentita,
abbiamo chiesto ad un uomo della “Polizei”. Un contrattempo ci costringe a un
fuoriprogramma: una bici con una gomma a terra ci obbliga a tornare al camper e a
spostarci alla ricerca di una rivendita per sostituire la camera d’aria. Scopriamo un
negozio ("tip Auto …" - www.tipauto.de/ in Reinickendorfer Straße, 1) che è un
vero paradiso; 7.000 mq. di accessori per auto, moto e bici, dove compriamo molto
più del necessario. Risolto il problema della bici, è ormai troppo tardi per lo zoo.
Tornare nell’area a quest’ora è impossibile, avrà già tutti i posti occupati, così parcheggiamo vicino la Reichstag e dedichiamo il pomeriggio al centro di Berlino. La
Reichstag non possiamo visitarla, bisognava prenotare almeno tre giorni prima; la
visita è gratuita ma bisogna compilare un modulo on-line (www.bundestag.de/besuche/besucherdienst/index.jsp). Proseguiamo verso il centro e arriviamo alla grandiosa
Porta di Brandeburgo (Brandenburger Tor), simbolo dell ’unità tedesca. La quadriga
posta sulla sua sommità è della fine del Settecento e, a inizio Ottocento, Napoleone
la portò a Parigi come bottino di guerra, ma qualche anno più tardi i prussiani
la riportarono indietro, aggiungendo una croce di ferro alla corona. Anche questo
splendido monumento cadde sotto i bombardamenti della seconda guerra mondiale
che la danneggiarono e ne resero necessario il restauro alla fine degli anni Cinquanta;
la fortuna fu che gli stampi originali si trovavano, e si trovano tuttora, nel deposito
della fonderia Noack a Berlino Ovest. Durante il periodo della Berlino divisa fu
rivolta verso la Berlino Est, per poi riprendere la posizione originale quando cadde il
muro. Nella piazza una buona quantità di personaggi che svolgono lo stesso compito
dei Centurioni del Colosseo, soldati tedeschi e russi che si fanno immortalare con i
turisti. Sembra un po’ il cuore della città, da qui partono molti tour turistici, i taxibici
e si possono affittare delle buffissime bici che permettono il trasporto di molte
persone. Dalla Porta inizia il viale Unter den Linden (Sotto i Tigli), così chiamato per
gli alberi di tiglio che popolano il percorso centrale del viale più elegante della città.
Lo percorriamo tutto inoltrandoci nel quartiere Mitte, e arriviamo alla Cattedrale di
Sant ’Edvige (www.hedwigs-kathedrale.de/), il luogo di culto cattolico più importante
della città. Qui è sepolto padre Bernhard Lichtenberg, ucciso in un campo di concentramento
e beatificato come martire. C’è da precisare che in Germania la regione
con una buona componente di cristiani cattolici è la Baviera, nel resto del Paese la componente protestante è in maggioranza; in ogni paese o città, comunque, c’è
sempre un cartello che indica gli orari delle funzioni di entrambe le correnti religiose.
Non lontano vi è il maestoso Duomo, purtroppo possiamo ammirarlo solo dall’esterno perché a quest’ora è ormai chiuso. Passeggiando attraversiamo anche un
bel ponticello sullo Strea e arriviamo pian piano nell ’Alexanderplatz, palcoscenico di Facciamo numerosi acquisti di souvenir, e non solo, e, tornando al camper, ci lasciamo alle spalle una spettacolare Porta di Brandeburgo illuminata ad arte. Restiamo qui per la notte, visto che sembra molto tranquillo. |
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Al mattino (20 luglio), però, dobbiamo spostarci entro le 10; oggi da quest’orario,
infatti, vige il divieto di sosta per chissà quale motivo. Parcheggiamo di nuovo su Altonaer Straße; oggi è la giornata dello Zoo (www.zoo-berlin.de/). Lo raggiungiamo
passando attraverso il Tiergarten, l’immensa area verde della città. Usciamo dal
parco zoologico alle 18, orario di chiusura; è molto ben tenuto e con infiniti esemplari.
Il settore che ci colpisce particolarmente è quello degli animali notturni: mai
visto niente di simile. Domani inizieremo il percorso lungo la Via delle Fiabe, ma ci
dispiace lasciare Berlino: è una città splendida, giorno e notte, accogliente e vivibilissima
come pedoni e come ciclisti. Di monumenti datati non ce ne sono molti a
causa dei bombardamenti dell ’ultima guerra. La parte Est è tuttora in “restyling”;
incredibile l ’opera di trasformazione attuata in pochi anni, moltissimi dei palazzoni in
stile sovietico e in stato di avanzato degrado sono stati ristrutturati e rimodernati.
Curiosi quelli in fase di rifacimento: si vede l ’edificio da recuperare e, davanti, un’immagine della struttura così come sarà trasformata. Riflettendo sulla città, c’è da
dire che qui colpisce, ancor più di ciò che si vede, ciò che ormai non c’è più; come
mostrano le esposizioni fotografiche disseminate nelle strade, testimonianze di una
vecchia città ormai scomparsa, sostituita da una in prevalenza moderna, fin troppo! |
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La nostra vacanza prosegue ora su una delle tante strade tematiche della Germania: la Via delle Fiabe (Deutschen Märchenstraße). Si snoda in un percorso di quasi 700 chilometri, da Buxtehude (non lontano da Amburgo) a Hanau. Protagonisti del percorso i Fratelli Grimm (in tedesco Brüder Grimm), che, nati ad Hanau, furono ispirati dalle tante cittadine comprese in quest’area per la stesura dei loro racconti conosciuti in tutto il mondo. Occorrerebbero molti giorni in più rispetto a quelli che dedicheremo durante questo viaggio, ma sarà un’occasione per tornarci. Ripartiamo, quindi, in direzione Buxtehude; prima città della Deutschen Märchenstraße iniziando da Nord. Arriviamo tardino all'area camper (Area Attrezzata Am Schützenplatz in Genslerweg - parcheggio gratuito, carico e scarico 1euro, 6 colonnine con 6 allacci elettrici – vicinissima al centro - www.buxtehude.de/default.cfm?mid=25004). Piccolo avviso: in questo, come in molti altri piccoli centri, ci sono zone in cui possono circolare anche le auto (oltre ai pedoni e alle bici), in zone in cui possono circolare bici e pedoni, e una ristretta zona pedonale in cui è possibile circolare soltanto a piedi, bisogna scendere dalle bici. |
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21 luglio: Buxtehude sembra essere poco visitata dagli italiani, nell’area solo camper tedeschi. È piccolina, ma molto bella; sembra proprio un paesino in cui vengono ambientate le fiabe, non a caso il motto della città: “Furbo chi c’è già” ("Schlau, wer schon da ist!"), palese riferimento alla qualità della vita. Visitiamo dapprima la Chiesa evangelica di San Pietro (St. Petri), a tre navate e costruita in mattoni, che conserva un altare pieghevole dedicato alla Madonna del 1410; 18 dipinti a olio raffigurano gli episodi più significativi di Maria. Tra una camminata e una pedalata, incrociamo il monumento della fiaba-simbolo di Buxtehude, quella del Riccio e la Lepre (Hase und Igel); storia poco conosciuta, che vuole insegnare che non si deve prendere mai in giro il prossimo perché potrebbe avere doti nascoste, e si può ottenere di più usando l'astuzia (riccio), anziché la prestanza fisica (lepre). Poi, divertente, è quello legato alla famosa leggenda che accompagna da secoli questo piccolo centro, un Cane e una campana (Buxtehude, wo die Hunde mit dem Schwanz bellen - Buxtehude, dove i cani abbaiano con la coda). Questa espressione sembra esserci dall ’Ottocento; però gli abitanti referiscono farla risalire addirittura al Medioevo, all'epoca della fondazione della città. L'Arcivescovo Gilbert chiamò ingegneri olandesi che conoscevano bene le nuove tecniche di costruzione in zone con molta acqua. Dove c'era il monastero di Buxtehude, costruirono una città portuale moderna, Buxtehude appunto. Come simbolo della nuova città, che sarebbe presto diventata membro della Lega Anseatica, c'era una bellissima Chiesa con un alto campanile. E mentre in tutte la altre città le campane erano suonate con un martello, qui usarono la corda. Questa ben presto si consumò, tanto da ricordare la coda di un cane! Da qui il detto che abbaiano con la coda, ovvero le campane che si suonano con la corda. La frase vuole essere un implicito riferimento allo spirito progressista dei cittadini di Buxtehude. Ci tratteniamo parecchio anche nei negozi. Buonissimi i dolci ai semi di papavero e i ribes freschissimi! |
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Dopo un veloce pranzo, partiamo alla volta di Brema (portale turistico della città in lingua italiana - www.bremen-tourismus.de). In centro si potrebbe entrare solo con la Plakette verde, ma è consentito il transito ai camper che ne sono sprovvisti solo se diretti verso l'area di sosta; arrivati nell’area Am Kuhhirten (10euro/notte e si deve uscire il giorno successivo entro le 14; elettricità 0,50euro/1kw scarico gratuito, carico 1euro/100 l. oppure 10cent/10 l. - 5 minuti in bici dal centro - attenzione bisogna avere monete da 50 cent per l’elettricità - www.stellplatz-bremen.de), ci sistemiamo e intorno alle 18 usciamo in bici. Per quanto riguarda le fiabe dei Grimm, Brema è il simbolo dei Musicanti (Bremer Stadtmusikanten); troviamo subito il monumento ai quattro animali, ma quello che ci colpisce è la bellezza del Rathaus (il Municipio), la statua del Rolando (il Roland), la Böttcherstraße dall ’architettura veramente particolare, il quartiere storico di Schnoor (Schnoorviertel), il Seute Deern, l’ultimo veliero in legno, e il Duomo di San Pietro (St. Petri Dom), che però non riusciamo a visitare perché già chiuso; rimandiamo la visita a domani, intanto ci gustiamo un’ottima cena in stile bavarese nell ’Hofbräuhaus di Brema (www.hb-bremen.de/). Scegliamo come menù Zuppa bavarese di patate con speck (Bayerische Kartoffelnsuppe), Zuppa bavarese con polpettine di fegato (Münchener Leberknödelsuppe) e il Piatto misto (Tapas-Teller). |
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22 luglio: questa mattina completiamo la visita di Brema; temperatura a 14°! Il Duomo è una Chiesa Evangelica Luterana; è molto bello, e interessanti sono anche le cripte. Uscendo curiosiamo nel mercatino e approfittiamo per un po’ di spesa tra cui vari tipi di pane, al pomodoro e basilico, alle cipolle e ai semi vari. Per completare ci spingiamo fino alla scenografica Galleria Kaufhof, nella Brema dello shopping. Tornati all ’area di sosta, eseguiamo le operazioni di camper service e ripartiamo.
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Incontriamo anche la Casa del Pifferaio magico del 1602 con l ’iscrizione che ricorda l'esodo dei bambini. Divertentissimo il liquore in vendita: il" RattenKiller", l' Ammazzatopi! Da metà maggio fino a metà settembre viene rappresentata in piazza la leggenda del Pifferaio, ogni domenica alle ore 12. Non resteremo per assistere allo spettacolo, che è in tedesco, e così lasciamo il Pifferaio per raggiungere il Barone di Münchhausen (Baron von Münchhausen), famoso per i suoi racconti inverosimili. Questa non è una fiaba dei Grimm, ma un romanzo di Rudolf Erich Raspe, che s’ispirò a un tizio di Bodenwerder chiamato Karl Friedrich Hieronymus e vissuto nel ‘700. Il Barone, grande intrattenitore, era solito raccontare le sue storie palesemente inverosimili: volava nello spazio a cavallo di una palla di cannone, dei suoi tre servitori uno sentiva crescer l'erba, per salvarsi dalle sabbie mobili si era afferrato per i capelli ed era riuscito ad uscire, in sostanza una fandonia dopo l ’altra! E anche qui c’è uno spettacolo che si tiene ogni prima domenica del mese da maggio a ottobre alle 15. Nel bellissimo paesino di Bodenwerder, in ogni angolo ci sono monumenti, pitture sui muri e tanto altro che ricordano il celebre personaggio. C’è una comodissima area camper, “Am Mühlentor” (6euro/giorno, elettricità a forfait 2,50euro, acqua sempre a forfait 2euro—http://www.muenchhausenland.de), ma dovendo restare giusto il tempo di una passeggiata, ci fermiamo in un parcheggio all ’inizio del paese. È un luogo ideale per il relax: area interna pedonale e uno dei più bei marciapiedi lungo il fiume Weser (Weserpromenade). Da qui si può prendere un battello per minicrociere o spostamenti sul fiume. Terminata la nostra passeggiata, ancora una favola: Cenerentola (Aschenputtel). Ci fermiamo a Polle nel parcheggio di un supermercato non lontano dal Castello, ottima posizione per una visita veloce. Una breve passeggiata e siamo a Burg Polle, castello rinascimentale in rovina che ispirò la fiaba di Cenerentola. Nell ’edificio accanto una compagnia teatrale di anziani sta provando uno spettacolo, ci salutano con simpatia e proseguono il loro copione. Per la notte puntiamo dritti a Hofgeismar, nell ’area attrezzata "Turnhagen Sälber Tor" (gratuita, elettricità 1euro/2 kWh, acqua 1euro/80 l., edificio con servizi per disabili). |
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23 luglio: raggiungiamo il centro a piedi, passiamo all ’ufficio turistico e prendiamo qualche opuscolo informativo. Siamo nella Reinhardswald (la foresta di Reinhard), zona della Bella Addormentata nel Bosco (Dornröschen), e, se si conosce il tedesco, si possono prenotare visite guidate con il Cavalier Dietrich, un personaggio in costume che conduce i turisti alla scoperta dei Castelli e della Foresta. Da segnalare l ’Altstädter Kirche, la Collegiata di Nostra Signora, una delle più importanti dell ’Assia (la regione in cui ci troviamo); all ’interno un altare del 1310, probabilmente parte della chiesa del convento dei Francescani. La parte centrale del Passionsaltar è purtroppo andata persa, rimangono i pannelli laterali. I due pannelli a sinistra mostrano l'inizio della Passione di Gesù, cominciando con la preghiera sul Monte degli Ulivi e la cattura prima della crocifissione, mentre, quelli di destra, Gesù già risorto dalla morte e un altro pannello e Maria Maddalena presso la tomba del Salvatore risorto. |
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Abbandoniamo questa zona che forse meriterebbe un po’ più di attenzione e ci spostiamo a Trendelburg; non ci sono molti turisti in giro e riusciamo a parcheggiare nella piccolissima piazza di fronte l ’entrata del Castello. Fatto costruire nel XIII sec. dal conte Konrad II von Schöneberg, nel corso dei secoli è passato sotto vari proprietari, ma dal 1949 è stato convertito in una struttura alberghiera e di ristorazione (www.burg-hotel-trendelburg.com/). Secondo la tradizione popolare era un tempo abitato da Raperonzolo (Rapunzel) tenuta prigioniera da una strega che si arrampicava sulla torre grazie alla sua lunga treccia bionda. La fiaba finisce, come spesso accade, con un principe e Rapunzel che vissero felici e contenti. Oggi rimane questo bell ’edificio con una lunga treccia che scende giù dalla torre e che affascina tanti turisti; l ’accesso al cortile interno e alla base della torre (da cui si può quasi toccare la treccia) è gratuito. Si può anche dormire nella torre di Rapunzel e mangiare nel ristorante dove si organizzano le affascinanti Cene da Favola. Ogni Domenica da Aprile a Ottobre alle 15 esce Raperonzolo che concede autografi insieme al suo principe (adulti 3euro, bambini da 6 a 12 anni 1,50euro). Osservando il Castello dalla strada sottostante è impossibile non notare una casa costruita quasi a ridosso delle antiche mura, una vera bruttura! Ci divertiamo un po’ a fotografarci mentre tocchiamo la treccia, ma presto ripartiamo alla volta di Oberweser. |
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Abbiamo qualche difficoltà a raggiungerlo, poiché nel nostro navigatore non appare nella lista delle località; così aggiriamo l'ostacolo cercando tra i punti di interesse dove scoviamo un campeggio. In effetti, è proprio fuori la cittadina simbolo di ben due fiabe: Biancaneve e il Gatto con gli Stivali (Schneewittchen e Der gestiefelte Kater). Il monumento al Gatto con gli Stivali non lo cerchiamo neanche, mentre l ’unico che vediamo è quello a Biancaneve; nulla di scenografico per la verità: una pietra con i personaggi scolpiti in bassorilievo. Curiosa è l ’interpretazione che dà alla sua opera l'autore, Wienhold Gernemann: Biancaneve rappresenta la grazia e la lealtà, i nani, con nomi diversi da quelli a tutti noti, rappresentano l ’individualismo, la sensibilità, la saggezza, la matrigna la gelosia e la vendetta; sulla scultura sono rappresentate anche una nonna con la propria nipotina per trasmettere, a chi le osserva, che gli insegnamenti delle fiabe non vanno mai dimenticati nella vita. C’è un’altra città (Lohr am Main, in Franconia) che si fregia del titolo di ispiratrice della Biancaneve dei Grimm, chissà quale sarà quella autentica! Dedichiamo parecchio tempo, invece, al mini-parco Il Mulino (Der Mühlenplatz - ingresso adulti 2euro e ragazzi 0,80euro - www.muehlenplatz-gieselwerder.de/), una mostra aperta da aprile ad ottobre, dalle 10 alle 18 che comprende riproduzioni esatte di mulini ad acqua, castelli e palazzi, chiese ed altro, site in Germania e in altri paesi europei. Molto bello! Il parcheggio è all ’ingresso della struttura. |
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Ancora pochi chilometri e ancora una principessa: Sababurg, il Castello della Bella
Addormentata (Dornröschenschloss - ingresso adulti 1euro e bambini 0.50euro –
parcheggio comodo e gratuito - http://www.sababurg.de/). Oggi c’è anche un piccolo
spettacolo di animazione con un personaggio in abito d’epoca; deve essere molto
divertente a giudicare dalle sonore risate degli spettatori, ma è, ovviamente, in tedesco. Anche se parzialmente ridotto in rovina, nel settore ancora in buono stato vi
si trovano un albergo e un ristorante (www.sababurg.de/guidedtour/guidedtour.php?startseite=0). L’atmosfera fiabesca continua visitando la città di Hannoversch Münden,
che non ha caso si può fregiare del titolo di più bella città di edifici a graticcio della
Weserbergland. Ci sistemiamo in via Vor Der Bahn, in un parcheggio libero dopo aver
chiesto informazioni alla "Polizei". Tra i personaggi leggendari celebrati vi è il
famigerato dottor Johann Andreas Eisenbarth, il “medico viaggiante” in italiano noto |
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Ci spostiamo a Kassel; l ’area camper
di fronte al campeggio Fulda Kassel-Camp è al completo, così proseguiamo per altri
12 chilometri circa per vedere il Castello e il Parco di Wilhelmshöhe (Bergpark Wilhelmshöhe -
www.wilhelmshoehe.de/). Ci fermiamo nel parcheggio del punto più alto,
proprio dietro la statua di Ercole. Questa statua fu commissionata da Karl von
Hessen, dopo aver visto, ed esserne rimasto affascinato durante uno dei suoi viaggi
in Italia, l ’Ercole Farnese (rinvenuto nelle Terme di Caracalla, era all ’epoca collocata
nel portico del cortile di Palazzo Farnese, venne nel 1787 trasferita a Napoli, e
ora si trova nel Museo Archeologico Nazionale). Pare che l ’Ercole di Kassel abbia in
seguito ispirato l ’artefice della Statua della Libertà di New York. Siamo sul monte |
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Ripartiamo spostandoci a Wolfhagen. Parcheggiamo nell ’area camper, peraltro abbastanza affollata, ci colleghiamo alla colonnina per l ’elettricità e ceniamo con una bella minestra bollente, fuori sono 11°! (area in Siemensstraße – gratuita – con servizi e una Grillhütte, una specie di baita per il barbecue). |
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24 luglio: come sempre temperatura esterna al massimo a 15°, così, ben coperti, usciamo a visitare il paese-simbolo della fiaba Il lupo e i sette capretti (Der Wolf und die sieben Geißlein), che è ricordata con un monumento nella piazza centrale: laMärchenbrunnen, la Fontana delle fiabe. Ci trasferiamo, quindi, a Schwalmstadt (area gratuita su prato e senza servizi) per scoprire uno dei tanti luoghi che ricordano Cappuccetto Rosso (Rotkäppchen). L’ispirazione della popolare favola venne proprio dall ’abitudine delle donne di questo paese di portare un piccolo cappello rosso sul capo, e non poteva certo mancare il monumento dedicato alla celebre bambina con il temuto lupo; c’è anche un museo locale (www.schwalm-touristik.de/), dove si trovano i tipici costumi del personaggio. In estate, in città e nei dintorni, si svolgono molte manifestazioni e, in questo periodo, c’è addirittura la Settimana di Cappuccetto Rosso (www.rotkaeppchenland.de/). Schwalmstadt come città esiste dal 1970 e nacque dalla fusione dei comuni di Treysa e Ziegenhain. In quello che era il territorio di Treysa, attira la nostra attenzione la Chiesa senza tetto, la Totenkirche, o Chiesa dei Morti che è l'emblema ufficiale di Treysa. Le sue rovine sono uno splendido sfondo per molti spettacoli; è così chiamata perché dopo il 1610 venne utilizzata solo per celebrare funerali. Il
tempo oggi non è un granché e cade anche un
po’ di pioggerellina, così ci spostiamo di nuovo,
questa volta ad Alsfeld (www.alsfeld.de/).
Riusciamo a sistemarci nel parcheggio vicinissimo |
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Il tempo è ancora incerto, così la nostra visita si limita alla piazza centrale, dove è situata la statua ai Fratelli Grimm. Alziamo la testa dalle pagine delle fiabe, e lasciamo così l ’ultima città della Via. Abbiamo in verità dedicato pochi giorni, ci vorranno almeno altri due viaggi per completarla, visto che sono 52 i paesi che, tra fiabe e monumenti notevoli, compongono questo percorso tematico. Abbiamo saltato molte città tra cui quelle che ricordano Frau Holle, e anche molti musei, ma impegnare troppi giorni rincorrendo lo stesso tema alla fine stanca, e così ci spostiamo in Baviera per completare un altro tracciato, Monaco e i luoghi di Re Ludwig II. Prima di tutto, però, un giorno di divertimenti al parco Legoland (www.legoland.de/). Dormiamo lungo l ’autostrada, dopo una breve sosta per la cena nell ’immenso parcheggio proprio di fronte alla rivendita Expocamp (5euro/notte – possibilità di elettricità - www.expocamp.de/) nelle vicinanze di Wertheim sulla strada chiamata Hymerring (www.tourist-wertheim.de/); di fronte un centro Outlet. |
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25 luglio: Legoland dispone di un comodo parcheggio camper al costo di 5euro al giorno, si deve però uscire entro le 22. La giornata trascorre tra giochi e aree espositive. È molto divertente e non grandissimo, si riesce a vederlo tutto anche con un solo giorno. Usciamo ad ora di chiusura (ore 20), ceniamo nel parcheggio e per la notte ci spostiamo nell ’area camper del centro vendita di Sulzemoos (www.caravan-motorcaravan.glueck-freizeitmarkt.de/). |
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26 luglio: oggi è decisamente più caldo. Prima di ripartire diamo un’occhiatina all ’ enorme rivendita di camper e accessori, ora hanno anche un partner italiano che aiuta per l ’immatricolazione, se si vuole acquistare un mezzo. Con pochi chilometri di percorso arriviamo a Monaco (sito web in italiano all ’indirizzo www.muenchen.de/it). Entrando nell ’Allianz Arena, dove avevamo parcheggiato in occasione di una nostra precedente visita nella città bavarese, una coppia di camperisti tedeschi ci avvisa preoccupata che oggi non si può sostare, stasera c’è la partita di calcio Bayern-Milan, e così è stato chiuso l ’intero parcheggio. Ci spostiamo quindi
verso il centro, si potrebbe utilizzare l ’Olympia Park ma lo scorso inverno l ’area riservata
ai camper ci è sembrata abbastanza lontana dalla metro; ci vorrebbe un posticino
un po’ più comodo, che riusciamo finalmente a trovare in una stradina del
quartiere Milbertshofen che ci dicono esser tranquilla e utilizzata da parecchi altri
camper. Restiamo! Pranziamo e usciamo immediatamente per dirigerci subito al centro
storico di una Monaco riscaldata da un piacevolissimo sole. Sarà che a riveder le
cose già viste si scoprono aspetti trascurati, ma non ci annoiamo davvero a passeggiare
in questa splendida città che ci ospita per la terza volta. Siamo venuti precedentemente
sempre in inverno, una prima volta con una deviazione della RomanticheStrasse
(diario di viaggio sul nostro sito http://kiala.altervista.org nella sezione “Diari
di viaggio > Estero”) e una seconda volta per il Mercatini di Natale. Decidiamo di
restare per più di un giorno, così alla stazione della metropolitana acquistiamo il biglietto
Partner per tre giorni al costo di 22,80euro (sito web per informazioni sui trasporti in italiano sul sito http://www.mvv-muenchen.de). Magnifica come sempre
la Marienplatz, dove assistiamo insieme con altre centinaia di turisti con il naso in
su allo spettacolino del Carillon del Neues Rathaus, si ripete tre volte al giorno: alle
11, alle 12 e alle 17 in estate, mentre da novembre a febbraio solo alle 11 e alle 12.
Ci rechiamo poi all ’interno della Frauenkirche (www.muenchner-dom.de),
il Duomo costruito nel 1494; simbolo della città con le sue torri a cupola identiche, è |
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Usciamo e ci spostiamo al Viktualienmarkt, il notissimo mercato non lontano dalla Marienplatz, dove si vendono prodotti tipici internazionali e bavaresi. Mangiamo qualcosa al NordSee (www.nordsee.com/de), l ’ottima catena di ristorazione a base di pesce. Passiamo tra i Palazzi tipicamente affrescati e decorati, raggiungiamo la KönigPlatz, quindi riprendiamo il bus e ci rechiamo all ’Englischer Garten, splendido parco di 374 ettari nel cuore della città; è impossibile visitarlo tutto a piedi! Lungo le stradine monacensi che corrono, turisti che camminano e ammirano le molte specie avicole del laghetto; nei prati tanti ragazzi che giocano a calcio, immancabile la Bier Garten. Qualche giretto nei negozi e torniamo al camper. |
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27 luglio: oggi si visita il Deutsches Museum (www.deutsches-museum.de). Vanta
vari primati; è uno dei primi musei del mondo dedicati alla scienza e alla tecnica, uno
dei più grandi al mondo con una superficie di 50.000 m² e anche uno dei più visitati.
I settori sembrano non finire mai, così come i giochi e gli esperimenti interattivi.
Splendide le barche a vela antiche, le sonde spaziali e un’altra infinità di capolavori
della scienza. Mi colpisce molto la ricostruzione degli interni delle navi che
portavano i migranti europei verso l ’America nei primi del ‘900, il primo sommergibile
tedesco, l ’U1 costruito nel 1906 e nel museo dal 1921, la storia degli strumenti
di calcolo, dall ’abaco fino ai modernissimi pc. Fantastico il modellino in scala di una fabbrica di birra che illustra la produzione della bevanda simbolo della Germania,
così come si usava tantissimi anni fa, ai tempi dei Re! Ci vorrebbe un libro intero per
darne una descrizione esaustiva, basta sapere che siamo entrati alle 10 e usciti alle
18 senza riuscire neanche a fermarci in moltissime sale! Ci facciamo poi una bella
passeggiata in centro fino a Karlsplatz, e a cena ci concediamo dei piatti tipici bavaresi
alla Löwen am Markt (nel sito anche il menù in italiano cliccando alla voce Speisekarte - www.loewe-am-markt.de). Per esser precisi ordiniamo due mezzi stinchi
di maiale croccante con salsa alla birra scura, canederlo di patate e cappuccio in insalata
(½ Knusprige Schweinshaxe mit Kartoffelknödel und Krautsalat) e un arrosto di maiale al
forno con salsa alla birra scura, canederlo di patata e cappuccio in insalata |
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28 luglio: Oggi si prosegue l ’itinerario iniziato lo scorso anno e che vede protagonista uno dei più enigmatici e singolari Re, Ludwig II di Wittelsbach. Durante le vacanze di Natale 2009/2010 abbiamo visitato i suoi Castelli, ora proseguiremo, anche se non completeremo, il ricco itinerario che lo vede protagonista. È stato definito con molteplici appellativi, il Re delle fiabe, il Re sognatore, il Re architetto, il Re dell ’ innovazione; indubbiamente è un personaggio che affascina e che, per paradosso, fu colui che dilapidando i beni del regno per costruire i suoi castelli, ha permesso ai bavaresi di sviluppare una delle industrie più redditizie: il turismo. Oggi è il momento tanto atteso della visita al Castello barocco di Nymphenburg (Schloss Nymphenburg - con il biglietto combinato di 11.50euro si può visitare il Castello, le Scuderie con il Museo delle Carrozze, il Museo della Porcellana e gli edifici del parco Amalienburg, Badenburg, Pagodenburg e Magdalenenklause – sotto i 18 anni è gratuito – 3.50euro l ’audio guida in italiano solo per gli appartamenti - www.schlossnymphenburg.de). Segnalo, per chi ha intenzione di visitare più siti in questa regione, la carta dei Castelli Bavaresi al prezzo di 24euro a persona o 40euro per una famiglia (2011), corredata di una comoda brochure in inglese e tedesco con spiegazioni e orari. Tornando al Castello, venne edificato per essere residenza estiva nella seconda metà del Seicento, poiché all ’epoca era collocato nella periferia di Monaco in piena campagna; oggi è ormai integrato nella città. L’occasione della costruzione fu data dalla nascita di Massimiliano, figlio del Principe Elettore Ferdinando Maria, per donarlo alla moglie Enrichetta Adelaide di Savoia. Conserva ancora arredi e quadri in perfetto stato; da non perdere la Camera Verde (Schlafzimmer der Königin) dove il 25 agosto 1845, giorno in cui si venera San Ludovico (Luigi IX di Francia), nacque Re Ludwig II, che venne battezzato il giorno successivo nella sontuosa “Sala di Pietra” o “Sala delle Feste” (Steinerner Saal); sempre in questo splendido ambiente, egregiamente affrescato da Johann Baptist Zimmermann, si esibì Mozart all'età di sei anni davanti al Principe Elettore Massimiliano Giuseppe III. Entusiasma molti turisti la straordinaria “Galleria delle Bellezze”, la Schönheitsgalerie, voluta dal Re Ludwig I (nonno di Ludwig II) che accoglie alle pareti quadri con i ritratti di 38 donne (in realtà 37, perché una è immortalata due volte), fra le più belle secondo l ’avventuriero Re. Il pittore Joseph Stieler ne eseguì 36 tra il 1827 e il 1850, altri due furono aggiunti successivamente e dipinti dal pittore Friedrich Dürck. Nella galleria anche il ritratto di Lola Montez, irlandese che si fingeva spagnola, ballerina e amante del Re Ludwig I; questa vicenda fu il motivo scatenante della rivoluzione di Monaco del 1848. |
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Ci piace molto anche il Marstallmuseum, originale raccolta di carrozze, e non solo, usate dalla famiglia reale per varie occasioni; insolite e moderne per l ’epoca quelle appartenute a Ludwig II, come una slitta in stile rococò con una lampada a olio per le uscite notturne. C’è addirittura imbalsamato “Cosa Rara”, il Cavallo preferito dal Re, che pare fosse abituato a mangiare a tavola come una persona! Passiamo poi al Museo della Porcellana e quindi al Parco, dove si può accedere anche senza biglietto, e che nasconde tra la fitta coltre di alberi i padiglioni, a volte chiamati castelletti:
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Usciamo all ’imbrunire con un tempo divenuto un po’ incerto, che ci invita a rintanarci
nella famosissima fabbrica di birra Hofbräuhaus per una bella cena in stile bavarese
(www.hofbraeuhaus.de). È veramente unica: pare contenga circa 5.000 posti!
Abbandoniamo lo stinco per questa sera e assaggiamo zuppa vegetale
(Hausgemachte Gemüserahmsuppe), canederli di fegato in brodo (Suppenterrine mit großem
hausgemachtem Leberknödel in Rinderbrühe), spätzle bianchi (Eierspätzle), contorni vari e il
famosissimo piatto dolce, il Kaiserschmarrn (letteralmente frittata dolce dell ’
imperatore, servita con mousse di mele). Restiamo soddisfatti, anche se c’è troppa
confusione e una cameriera che è l ’antitesi della cordialità e dell ’educazione, in altre
parole appena capisce la nostra provenienza diventa veramente indisponente! I
nostri vicini di tavolo italo - tedeschi, che hanno capito perfettamente i commenti
che faceva sugli italiani, ci consigliano di non lasciarle la mancia …seguiamo alla lettera
il loro consiglio! Una bella passeggiata per digerire un po’ l ’abbondante pasto fino alla Residenz e nelle vie del centro. Attira
la nostra attenzione una folla nei pressi dell ’
Hotel Bayerischer Hof; albergo frequentato da
VIP in soggiorno a Monaco, dove pare ci sia
Robbie Williams che dovrà tenere un concerto
domani sera all ’Olympia Park. In questo lussuoso albergo ha soggiornato anche Michael |
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29 luglio: oggi si lascia Monaco per inseguire ancora il mito del Re Ludwig II. Andiamo al Lago di Starnberg, precisamente a Berg e senza troppe difficoltà troviamo la strada che conduce al punto dove morì il bizzarro Re. Parcheggio di fortuna su strada, in via Waldstraße. Il Re era stato trasferito il 12 giugno 1886 dal Castello di Neuschwanstein alla residenza di famiglia di Berg (BergSchloss), che sarebbe divenuta la sua prigione, essendo stato deposto dal trono e dichiarato pazzo da una commissione medica senza mai essere stato visitato. Un considerevole raggruppamento di contadini si riunì a Hohenschwangau (che si trova in fondo alla strada per Neuschwanstein) per proteggerlo; voleva salvarlo dalla cattura, ma egli rifiutò. Era molto amato allora come ancora oggi dai bavaresi a causa della sua avversione alla guerra. Il giorno successivo il Re uscì per una passeggiata con il suo medico, il dottor von Gudden. Arrivata la sera e non vedendoli tornare, le guardie uscirono per cercarli: li trovarono entrambi senza vita proprio dove si trova ora la croce commemorativa. Scesi dal camper, incrociamo WittelsbacherStraße, dove c’è l ’entrata
del Castello di Berg (BergSchloss), che appartiene ancora ai parenti del Re, circondato
da un bellissimo parco che lo protegge dagli occhi dei curiosi. I discendenti
della famiglia Wittelsbach non ne permettono la visita ma, passando davanti al cancello,
lo troviamo aperto e, curiosando, scorgiamo un tale che sta attraversando il Scendiamo fin sulla sponda del lago e, vicinissima alla riva, la semplice croce, simbolo commovente della fine misteriosa di Ludwig. Il posto è molto frequentato, arrivano intere comitive; il triste epilogo della vita di quel Re che si estraniava tanto dalle realtà di corte, ha dato una notorietà incredibile a questo minuscolo paesino. Ci attende un’altra tappa della “Ludwig Strasse”: l ’Isola delle Rose (Roseninsel - aperta da maggio fino al 15 ottobre - dal martedì al venerdì si può entrare ogni ora dalle 12.15 alle 17.00 - sabato,domenica e festivi stesso orario ma visite ogni mezz'ora - il lunedì è sempre chiuso - http://roseninsel.org/). Questa volta abbiamo più difficoltà a trovare il molo per raggiungere l ’isola, così aggiungiamo al percorso una sosta non prevista: Possenhofen, la Residenza estiva della Principessa Sissi. È chiuso, ma non abbiamo intenzione di vederlo, anche se in qualche modo fa parte del contenuto del nostro tour. Infatti, la popolarissima principessa ebbe un ruolo importante nella vita de Re, di cui era peraltro cugina. |
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Ci spostiamo un pochino più avanti e riusciamo finalmente a trovare il
parcheggio del Parco di Feldafing. Si percorre a piedi una stradina interna al parco
fino ad arrivare al piccolo molo da cui parte la deliziosa piccola barca che, nella bella
stagione, trasporta i turisti fino sull ’isoletta (adulti andata e ritorno 4euro, bambini
1euro – sito web all ’indirizzo www.faehre-roseninsel.de). Il territorio dove ora c’è
il Parco era stato acquistato dal Re di Baviera Massimiliano nel 1850 insieme all ’
Isola di Wörth, nome originario della Roseninsel. Avrebbe voluto costruirvi un Castello,
ma l ’inaspettata morte lo fece restare l ’unico esempio di giardino di corte
bavarese senza edifici. Sulla minuscola isola, invece, vi fece costruire un Casino di
caccia e uno splendido giardino di rose progettato da un tale Lennè, direttore dei
giardini reali prussiani. Questa costruzione doveva offrire alla famiglia reale soggiorni
estivi lontano da persone curiose. Ludwig invitò in questo piccolo paradiso la
zarina di Russia Maria Alexandrowna e Richard Wagner, ma, soprattutto, era luogo
dei suoi incontri con la cugina Sissi. Accomunati dalla voglia di sottrarsi alla vita di
palazzo e dalla passione per l ’arte, Ludwig e Sissi si lasciavano lettere e poesie all ’interno del Casino; tra i vari scritti il famoso “Saluto del mare del Nord” in cui Sissi
paragona se stessa a un gabbiano e Ludwig a un’aquila. La visita guidata (3,50euro) |
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La nostra ultima giornata non è ancora finita, e il nostro ripercorrere il mito del Re Bavarese prosegue al Castello di Linderhof (Schloss und Park Linderhof - www.schlosslinderhof.de). Il Castello lo avevamo già visto lo scorso anno, ma era inverno e ci era rimasta la curiosità di vedere la Grotta di Venere (Venusgrotte) e il Parco, che sono visitabili solo nella bella stagione. Il Castello era in realtà una casa di caccia di Massimiliano II, padre di Ludwig, che lo aveva acquistato dall ’Abbazia di Ettal (e gestito dalla famiglia Lind, da qui il nome; ma c’è anche chi attribuisce la denominazione a un grande albero di Tiglio, in tedesco Lind). Sarebbe più corretto chiamarlo Palazzo piuttosto che Castello. Il figlio Ludwig II acquistò il terreno circostante con l'intenzione di costruire una "villa reale", non un palazzo sontuoso e di rappresentanza ma un piccolo rifugio per il sovrano. Approvati i progetti dell'architetto Georg Dollmann, che in seguito costruirà anche Herrenchiemsee, iniziarono subito i lavori che terminarono nel 1879. Restiamo allibiti dalla Grotta, dal vastissimo Parco e dagli altri edifici. La Venusgrotte è una scenografica grotta artificiale ispirata alla Grotta Azzurra di Capri, che il Re vide durante uno dei suoi viaggi in Italia restandone affascinato. Fu progettata e costruita con enorme ingegnosità tecnica: alla base un quadro di travi in ferro e pilastri ricoperto di cemento, con decorazioni che danno l ’effetto di una grotta naturale, completa di stalattiti. All ’interno della grotta specchi, un lago con una cascata artificiale e onde create meccanicamente; una barca a forma di conchiglia sulla quale Ludwig si lasciava cullare vestito da Lohengrin e passava intere ore a sognare e riflettere. Fu dotata inoltre, di un dispositivo in grado di produrre una sequenza programmata di cinque differenti effetti di illuminazione, della durata di dieci minuti ciascuna che si conclude con la comparsa di un arcobaleno sopra il dipinto di una scena del Tannhauser di Wagner, dipinto che costituiva lo sfondo di un piccolo palco. Le macchine elettriche che producevano questi effetti comprendevano 24 dinamo, una delle quali è oggi esposta nel Museo Tedesco di Monaco di Baviera (Deutsches Museum). Si entra in gruppo e si sentono le espressioni di stupore e ammirazione dei visitatori. Ludwig aggiunse altri edifici al Parco, creando così una serie di ambientazioni esotiche. |
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Nella Capanna di Hunding (Hundinghütte), che è stata costruita intorno al tronco di un albero, è ricostruito il set del primo atto della Valchiria; qui Ludwig e i suoi compagni seduti su pelli d'orso usavano bere l’ Idromele, ossia il vino di miele, una bevanda che sembra aver origini ancor più antiche del vino e della birra. Questo edificio fu distrutto dalle fiamme ben due volte, l ’ultima ricostruzione risale al 1990. Il terzo atto del Parsifal di Wagner diede spunto al sovrano per la costruzione dell ’ Eremo di Gurnemanz (Einsiedelei des Gurnemanz), dove il Re poteva calarsi nell'atmosfera della storia. Questi due edifici, benché chiusi, riusciamo a vederli e fotografarli dalle finestre. Sicuramente diverso da questi rifugi rustici è lo splendore del Chiosco Moresco (Maurischer Kiosk) con lo spettacolare trono dei pavoni e le splendide e variopinte vetrate. Questo edificio fu acquistato da Ludwig nel 1876 dal proprietario di un castello in Boemia, ma probabilmente proveniva da Parigi. La Casa Marocchina (Marokkanisches Haus) Ludwig la acquistò nel 1878 all ’Esposizione Universale di Parigi; venduta dal governo bavarese alla morte di Ludwig nel 1886 e portata nella vicina Oberammergau, è stata riacquistata e riportata nel parco nel 1998. Non riusciamo a vederne gli interni. Usciamo al momento della chiusura, e adesso si può davvero dire che la vacanza è conclusa. Attraversiamo l ’Austria passando prima da Garmisch Partenkirchen, bellissima cittadina ricca di case con le facciate affrescate. Scattiamo le ultime foto, facciamo le solite operazioni di carico e scarico nell ’area camper in Wankbahn Straße e ripartiamo. |
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La notte la passiamo in un parcheggio sul Brennero e, il 29 luglio, dopo qualche acquisto nei pressi di Bolzano, proseguiamo il viaggio di ritorno. |
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La sera del 30 luglio sostiamo nell ’area camper di Montefiascone e il 31 luglio siamo di nuovo a casa.
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Questo diario è pubblicato sul sito http//kiala.altervista.org. |
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