Vacanze di Natale in Francia
di Chiara & Family, 21 Dicembre 2007 - 6 Gennaio 2008
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23 dicembre: oggi si entra nel vivo della vacanza, quindi partenza alle 6.20 (!) sulla N83. Alle 8 la temperatura esterna è di –11°! Ci fermiamo per la colazione: finalmente la prima colazione con croissant e baguette. Il panorama è incredibilmente suggestivo: brina ovunque: sulla vegetazione, sulle case ...sembra un mondo incantato. Dalle notizie recuperate (internet e diari di viaggi) ci rendiamo conto che non basterebbe un mese per un’accurata visita all’Alsazia natalizia e noi abbiamo solo tre giorni: decidiamo per un programma esclusivamente “natalizio” e abbandoniamo le visite d’altro genere. L’Alsazia è, per il periodo natalizio, idealmente divisa in 7 aree tematiche: - i paesi dei misteri (pays des Mystères) - i paesi delle luci (pays des Lumières) - i paesi dei sapori (pays des Saveurs) - i paesi dell’abete (pays du Sapin) - i paesi delle stelle (pays des Étoile) - i paesi dei canti e delle stoffe (pays des chants et des Étoffes) - i paesi delle veglie (pays des Veillées) |
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Riusciremo a “toccare” tutte le aree, anche se molto velocemente. Il primo paese è nell’area dei pays des chants et des Étoffes : Altkirch. Parcheggiamo vicino agli impianti sportivi e in pochi minuti raggiungiamo il centro del paese dove ogni anno viene allestita la Forêt enchantée: manichini allestiti con molta cura a rappresentare scene di racconti e leggende alsaziane; il tutto arricchito da musica e da spiegazioni audio in lingua francese e in lingua tedesca.. Ogni scena è poi presentata da un pannello che descrive la favola sempre in lingua francese e tedesca. Ci sarebbe da visitare anche la Grotte aux Lucioles, ma non riusciamo a trovarla e, visto che ormai è ora di pranzo torniamo al camper cercando di non prendercela troppo comoda:c’è una pista di pattinaggio in piazza e così, dopo aver mangiato ci dirigiamo vero Le Patinoire de Plain Air. Mentre siamo in pista scorgiamo sulla piazza trampolieri e personaggi in costumi fiabeschi che si aggirano per le strade. Dopo solo un’ora siamo già di nuovo su strada (N83): direzione Ungersheim. Andiamo a visitare l’Ecomuseè d’Alsace: unico sito dell’area dei pays des Veillées. E’ molto esteso (circa 20 ettari) ed è la sintesi del patrimonio architettonico-rurale alsaziana , oltre che dei mestieri e della tradizione. Le case tipiche a graticcio sono 72, cui si aggiunge una stazione ferroviaria recuperata, un sito minerario, tanti sentieri, un ristorante, un negozio souvenir etc. Il parcheggio è ampio anche se per alcuni tratti un po’ scomodo per camper di grandi dimensioni. All’interno delle case ci sono gli artigiani al lavoro e i laboratori per i bimbi. Chiara impasta, ritaglia e assaggia i biscotti speziati, impara a fare le decorazioni natalizie con la paglia, le candele in cera d’api e tutti assaggiamo un tris di dolci preparato da un pasticcere che dispensa (in francese!) a tutti i segreti della sua creazione. C’è anche l’angolo della tipica birra di Natale.Lasciamo l’Forêt enchantée Ecomuseè decisi per una nuova futura visita estiva e ci dirigiamo verso Colmar. Arriviamo alle 20.40, ci sistemiamo nel parcheggio Lacarre, molto comodo per il centro e pernottiamo qui (km. percorsi 306 – totali 1551) |
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24 dicembre: mattinata dedicata ai mercatini di Colmar, dopo aver provveduto al rifornimento viveri presso il Super U. Colmar è nel territorio dei pays des Étoile e, anche se è il centro più importante e grande dell’Alto Reno, si presenta con un aspetto di “villaggio” piuttosto che di città. Le vie e i palazzi sono decoratissimi per il Natale, addobbi originali e splendidi in ogni finestra, vetrina e perfino nel canale della Petite Venise dove staziona una canoa guidata da Babbo Natale. I mercatini sono cinque. In Place des Dominicains si trovano circa cinquanta casette di legno che espongono oggetti tipici natalizi, idee regalo e prodotti gastronomici locali. Altri mercati si trovano in Place Jeanne D’Arc, in Place de l’Ancienne Douane, all’interno dell’edificio Koifhus (oggetti d’arte molto originali e d’antiquariato), in Place des Six Montagnes Noires (è il mercatino di Natale dei bambini nel quartiere della Petite Venise con giostra, presepe, Père Noël in carne e ossa e l’immancabile postazione per spedire le letterine a Babbo Natale. In Champ de Mars c’è invece il mercatino degli abeti. Girovagando per le strade della cittadina, incrociamo anche la Maison des Tetes, la famosa casa sulla cui facciata sporgono ben 106 teste. Per scelta in questi giorni che precedono il Natale cerchiamo di non inoltrarci in musei, chiese, castelli etc: tutto ciò è rimandato a futuri viaggi, per ora cerchiamo solo manifestazioni natalizie. Acquistiamo qui il noto pain d’epices, dolce al miele aromatizzato con spezie ... molto buono. Pranziamo a tempi di record e ci dirigiamo verso Selestat. Entriamo nei pays du Sapin, ma il mercatino sta chiudendo (è il 24 dicembre!) e così dopo aver ammirato gli alberi sontuosamente decorati allestiti al centro delle rotatorie, ci spostiamo a Ribeauvillè (siamo di nuovo nei pays des Étoile). Arriviamo all’imbrunire, ma riusciamo a vedere ugualmente il volo di una cicogna. L’Alsazia è il territorio delle cicogne; rimangono qui anche in inverno e i tetti delle case di Ribeauvillè sono ricchissimi di nidi. |
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25 dicembre: è Natale! Oggi tutte le manifestation dei pays o sono concluse o sospese.
Ci svegliamo alle 9: fuori ci sono –9°! Da
quando siamo in Alsazia la temperatura nonè mai salita sopra i –6°! Dobbiamo scaricare le
acque chiare ma con questo gelo è impossibile
aprire gli scarichi; ci ricordiamo del consiglio
di due camperisti italiani incontrati a Ribeauvillè:
basta spostarsi al Castello di Haut-
Koenigsbourg dove, salendo (mah!), la temperatura
sarà più alta e gli scarichi si sbloccheranno
...seguiamo le loro indicazioni e ...vero! Appena
arrivati su siamo già a +2°. Finalmente
qui si rivede il sole e sotto di noi un oceano di nebbia. Spettacolo indimenticabile e incantevole:
tutta la pianura con i suoi paesi è coperta da una fittissima nebbia che il sole
non riesce ad attraversare: strano fenomeno. Dalla bianca distesa emergono come isolette
solo le montagne più alte, panorama eccezionale.
Il Castello non si può visitare anche se questo è uno dei pochi giorni di chiusura, così |
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La visita del Santuario è rinviata al mattino
del 26 dicembre: risaliamo e, come di consueto
da queste parti, troviamo temperature più miti.
L’Abbazia si trova sul monte omonimo dedicato
alla Santa protrettrice dell’Alsazia. St. Odile
visse nel VII sec. ed era stata ripudiata dal padre
che aspettava un figlio maschio; Odile era
nata cieca e fu affidata dalla madre ad una balia
per proteggerla dalla rabbia paterna. Odile
crebbe nel convento di Palma ed a 12 anni riacquistò miracolosamente la vista nel giorno del
battesimo. Con le sue preghiere riuscì a far convertire il padre che donò alla congregazione
delle suore cui apparteneva la figlia, il Castello di proprietà della famiglia che
venne trasformato in Abbazia. All’interno si possono visitare la sua tomba, la Chapelle
de la Coix, e la rappresentazione illustrata della triste vita della Santa. Belle le Cappelle
esterne (la Chapelle des Larmes e la Chapelle des Anges), la grande terrazza panorami-
Riscendendo dall’Abbazia di St. Odile
ca e la Chemin de Croix, con le stazioni della via crucis rappresentate in ceramica.
Scendendo ancora dalla via crucis si arriva, attraverso una stradina, alla sorgente dell’-
acqua miracolosa di St. Odile. Terminata la visita all’Abbazia torniamo al camper per il
pranzo e nel primo pomeriggio ci spostiamo a Obernai. Anche questo villaggio ha, come |
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Oggi (27 dicembre) prosegue il viaggio verso Parigi. Abbiamo programmato però una sosta a Jouarre, per vedere l’abitazione di mio marito nei suoi primi quattro anni di |
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E’ il 31 dicembre ed approfittiamo per visitare gli ultimi siti riguardanti lo sbarco ancora aperti; da quanto visto dai vari opuscoli gennaio è molto spesso mese di chiusura per i musei. Iniziamo con il Cinema Circulaire di Arromanches (4€ gli adulti, gratuito per i bambini sotto i 10 anni). Il filmato è ben fatto, soprattutto per l’effetto della proiezione a 360° ma, a nostro giudizio, meno bello se confrontato con quello visto successivamente presso il cimitero americano. Proseguiamo la nostra visita a Longues sur Mer alle Batterie de Longues: è l’unica della zona che conserva cannoni praticamente intatti. Ci sono quattro casematte in cemento armato che si possono visitare liberamente. Ci spostiamo subito dopo a Colleville sur Mer (da segnalare un camper-service lungo la D514 a S.te Honorine des Pertes) per la visita al cimitero americano. Sono più di 9000 le croci bianche nell’immenso cimitero e all’interno vi è una terrazza panoramica e un percorso per arrivare fino all’oceano. E’ stato da poco allestito un centro di documentazione con la sequenza dello sbarco, foto, filmati e reperti originali; c’è anche una sala dove viene proiettato un filmato con le storie di alcuni soldati caduti durante lo sbarco. E’ impossibile descrivere le impressioni che si avvertono attraversando l’esteso spazio del cimiteire, le croci sembrano infinite, ordinatissime; i visitatori si aggirano tra il verde del prato e il bianco delle croci in silenzio e sotto alcune sono deposti fiori. Un anziano con accento americano si allontana da una croce con fiori appena deposti piangendo. L’ultima visita di questa intensa giornata è la Pointe du hoc. Qui ci fu l’assalto dei Rangers e sono visibili ancora varie postazioni di tiro; bellissime le scogliere che costeggiano il mare. Si dovrebbe restare altri giorni perché sono tantissimi i posti ancora vedere, ma cerchiamo di accontentarci e procediamo, dopo aver fatto camper-service a Bayeux, verso Le mont St. Michel per passare lì la notte di Capodanno. Lungo il percorso ci sfugge l’indicazione per l’uscita e allunghiamo un pochino, ma alla fine arriviamo e ci sistemiamo nel parcheggio di fronte l’Abbazia (l’area attrezzata a 2 km. dove avevamo soggiornato l’estate scorsa è chiusa). Aspettiamo la mezzanotte guardando gli spettacoli trasmessi dalla tv italiana e gustando il cenone; a mezzanotte fuochi d’artificio (pochini e ci sembrano organizzati da alcuni camper) e poi a dormire. (km. tot. 3250). |
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La mattina di Capodanno sveglia imposta
dall’addetto alla riscossione del ticket per il
parcheggio. La mattina trascorre con i compiti
di Chiara ed una passeggiata lungo le stradine
del Mont St. Michel. Nel primo pomeriggio
ci spostiamo nei pressi di Cherrueix, parcheggiamo
vicino ad un mulino e passeggiamo sulla
sabbia: c’è bassa marea e “tocchiamo” l’acqua
dell’oceano dopo più di un’ora di cammino;
d’obbligo indossare gli stivali di gomma
alti. Più si avvicina l’acqua e più si vedono, o
meglio si sentono, quantità incredibili di mitili sotto la sabbia bagnata. In circa dieci
minuti raccolgo quasi un chilo di “cuori”! Torniamo al camper che è già buio da un po’ e mentre ci prepariamo per riprendere il viaggio, notiamo un tizio chino da un lato del
camper; la strada è deserta e le prime case lontane, non ci chiediamo per molto perché sia lì in quel momento, andiamo via di fretta …non si sa mai. |
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3 gennaio: mattina che passata con i soliti
compiti della bimba, a seguire una lunga passeggiata
sulla spiaggia. Oggi inizia il viaggio di
ritorno; ci sarebbe piaciuto tornare sulla terraferma
percorrendo il Passage du Gois (antica
strada romana), ma è praticabile solo negli orari
di bassa marea e questo avviene solo in due
brevi momenti della giornata. L’orario è indicato
ogni giorno su appositi cartelli posti lungo la
strada e scopriamo di essere fuori orario: pazienza,
ci accontenteremo della D38! Viaggiamo
tutto il pomeriggio con una breve pausa-pranzo e la sera siamo al parcheggio del
Castello di Chenonceaux; c’è anche un altro camper e sembrerebbe molto tranquillo
all’apparenza, c’è però purtroppo la ferrovia vicinissima e di tanto in tanto qualche treno
passa! Per la prima volta oggi abbiamo incontrato un po’ di pioggia, per fortunaè una giornata di viaggio! (km. tot. 4003) |
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Ci avventuriamo lungo la N85 "rassegnati" a rimandare di un giorno il rientro in Italia;
ma la deviazione ci dà l’opportunità di un’altra visita fuori programma:Notre Dame de la Salette. Passiamo la notte di fronte al Santuario, che avevamo raggiunto con un po’ di apprensione per le curve e la strada innevata (km percorsi 627 – totali 4630) , e al
Le Passage du Gois
mattino (5 gennaio) ci svegliamo con una bella
coltre di neve sul camper; siamo gli unici visitatori
e rimaniamo molto affascinati dal luogo.
Molto bella anche la Chiesa interna e il video,
anche se in francese. Terminiamo la visita e
iniziamo a riscendere un po’ preoccupati: la
strada è stretta, con moltissime curve e tanta
neve. Ormai dobbiamo pensare solo al rientro e
non possiamo più permetterci soste, anche se ce
ne sarebbero molte; unica pausa l’ultima spesa
francese e poi senza soste (fatta eccezione per i
pasti) fino a sera. La notte la passiamo in un’area di sosta in autostrada nei pressi di La
Spezia (km percorsi 470 – totali 5100). |
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Questo diario è pubblicato sul sito http//kiala.altervista.org. |
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