Isère, Drôme, Haute Loire, Puy-de-Dôme, Cantal, Bouches-du-Rhôn
di Chiara & Family, 31 Agosto - 7 Settembre 2009
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Le Palais si trova Hauterives, e fu costruito da Ferdinand Cheval, un postino che, inciampando ad una pietra durante il suo lavoro, iniziò a pensare alla costruzione di un castello. Ogni giorno, durante i suoi giri per la consegna della posta, prendeva le pietre che riteneva più utili per la realizzazione del suo sogno; alla fine, dopo ben 33 anni, completò la sua opera. Il suo lavoro fu apprezzato anche da Picasso, e a questo si aggiunse anche la costruzione della sua tomba (vi lavorò 8 anni) nel cimitero di Hauterives. Il suo lavoro è stato riconosciuto come “monuments historiques” edè stato anche immortalato con un francobollo dalle poste francesi. Nel Palais non passiamo molto tempo e, uscendo, proviamo a completare la giornata con la visita a Saint Antoine de l’Abbaye (dip. Isère). Villaggio medievale dell’associazione “Plus Beaux Villages de France”. L’Abbazia, in stile gotico, è il più grande complesso architettonico religioso delle Alpi del Rodano; al suo interno si trova un organo del 1600 alla cui valorizzazione provvede un’apposita associazione; è stata costruita a partire dall’XI sec. ed annesso vi è anche un museo che non visitiamo perché ormai chiuso, A Saint Antoine c’è un bel punto sosta che ci indica la gentile guida dell’Abbazia, ma preferiamo proseguire per anticipare un po’ di chilometri previsti per il giorno successivo e per la notte ci fermiamo a Saint-Nazaire-en-Royans (dip. Drôme), nel parcheggio vicino l’entrata delle grotte. Qualche foto a cigni e paperelle, cena e finalmente a dormire: la giornata è stata intensa. |
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2 settembre: sveglia e colazione con molta
calma; prima di rimetterci in viaggio nutriamo
ancora i cigni e facciamo di nuovo qualche
foto. Verso le 10 siamo sulla strada diretti
al Le Puy en Velay, ma come spesso capita,
facciamo una sosta per una interessante visita
alla Chiesa romanica di Saint-Pierre Eynac
(dip. Haute Loire). E’ dell’XI secolo e, oltre
al portale romanico, si può ammirare il campanile
e all’interno una bella collezione di statue e capitelli scolpiti.
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3 settembre: alle 10 siamo
di fronte alla biglietteria; oggi
piove ma poco importa,
visto che Vulcania è completamente
al coperto, tranne
che per un paio di attrazioni. |
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E’ una zona dove si trovano numerosi stabilimenti termali, restiamo il tempo della pausa pranzo di qualche foto su un lago e si riparte. Alle 16 circa siamo ad Aigues Mortes, passeggiata in centro e poi finalmente approdiamo alla meta. Resteremo qui fino alla fine delle vacanze. La sera stessa usciamo per fare quattro passi sul lungomare dopo aver parcheggiato nell’”Aire de camping-car” che si trova sul lungomare (8,50 al giorno) subito dopo la “Rond Point de la Vallèe de Lys”, alle spalle del “Camping de la Brise”. L’area ha anche tre camperservice a disposizione degli utenti; l’ acqua però è a disposizione soltanto durante il giorno. All’ufficio turistico (vicino l’Arena) c’è un addetto che parla molto bene l’italiano e che il giorno successivo (5 settembre) ci fornisce depliant e info veramente preziosi. Il caso vuole che siamo capitati qui proprio in occasione della Fête de la Saladelle; la Saladelle è una pianta che cresce solo in questa zona, ha piccoli fiorellini rosa e, una volta raccolta, si mantiene al vaso per un anno. Sulla Camargue e, più precisamente, su Les Saintes Maries si dovrebbe parlare abbondantemente; per informazioni in italiano si può visitare il sito dell’ufficio turistico. La nostra mattinata prosegue con l’Abrivado: dei tori vengono guidati in una
corsa per le vie della città circondati da cavalli e da esperti cavalieri. Per le vie della
città profumo di Paella che i ristoranti locali cucinano “a vista” nei classici padelloni.
Pranzo veloce e giro in battello nelle
foci del Rodano: esperienza straordinaria.
Lungo il percorso i commenti
sono in francese, ma viene distribuita
agli stranieri presenti sul “Bateaux” la
traduzione scritta. Tornati a terra assistiamo
ad una sfilata di bimbe, ragazze
e donne nei costumi tipici provenzali
che si esibiscono in danze tipiche accompagnate da un uomo che suona. |
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Il 6 al mattino i festeggiamenti prevedono una colazione offerta all’interno dell’Arena a base di baguette, patè, formaggio, grigliata di pancetta e vino. La colazione è abbondantissima e accompagnata dalla banda musicale di Aigues Mortes, che sarà presente durante tutti i festeggiamenti. A metà mattinata di nuovo l’Abrivado e poi sfilata di tantissimi personaggi in costume provenzale che distribuiscono a tutti i presenti la Saladelle. Torniamo per pranzo e nel primo pomeriggio io scelgo di restare al camper per un riposino (al mattina c’era tanto vento e non sto un granché) mentre la bimba va con il papà in spiaggia. La spiaggia viene pulita anche nei tratti non “gestiti” (di arenile in concessione ce n’è veramente poco) ed è dotata di docce gratuite. Il pomeriggio abbiamo in programma la Course Camarguaise all’Arena: indimenticabile!!! I toreri (ma qui si chiamano “razeteurs”=rasatori) sono vestiti di bianco e non hanno lo scopo di uccidere il toro, ma soltanto di strappargli le coccarde che ha legate alle corna. E’ quindi una corrida non cruenta ...per il toro, ma certo non meno pericolosa per i “rasatori” che armati di un gancio (le crochet), cercano di strappare le coccarde, aiutati da assistenti, per conquistare premi (in genere in denaro) che vengono offerti da commercianti e associazioni del posto. Più è ostico il toro e più ovviamente si alza la quota. I rasatori devono avvicinare il toro, strappargli le coccarde e poi correr via il più velocemente possibile. In alcuni momenti si sta veramente con il fiato sospeso; i tori sono molti e alla fine c‘è la premiazione al miglior rasatore, il miglior toro e il miglio “guardian”. La parte più divertente è arrivata quando in campo è sceso un toro che imitava i rasatori e saltava la prima staccionata! C’è da dire che la tipicità di questa razza di tori è quella di avere le corna rivolte verso l’alto. Alla sera facciamo di nuovo una bella passeggiata lungomare e poi a dormire. |
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Al mattino ci rendiamo conto che siamo arrivati all’ultimo giorno di vacanze (7 settembre). Si dovrebbe restare almeno un’altra settimana per completare la visita di questa particolare cittadina (martedì c‘è anche il “brocante”, il mercatino d’antiquariato), ma dobbiamo accontentarci del mercato settimanale peraltro molto interessante: niente cineserie, solo cose autentiche del posto. Salumi di toro (buonissimi quelli che abbiamo acquistato da un simpatico ragazzo che parla perfettamente l’italiano avendo la mamma torinese), cappelli da “guardian”, spezie provenzali, formaggi, vini (tra cui il famoso “vin de sable”, il vino prodotto con l’uva cresciuta sulla sabbia) e tanto altro. Questa gita camarghese non poteva non terminata con una bella “promenade a cheval”. In genere se si effettua la passeggiata partendo dal centro della città si va sulla spiaggia da dove sono soprattutto visibili i fenicotteri rosa, ma noi preferiamo andare verso gli stagni (etang) e vedere anche tori e cavalli. La tipicità di questi cavalli bianchi sta nel fatto che alla nascita sono rossi o neri, poi diventano grigi ed infine in età adulta (7/8 anni) tutti bianchi. |
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Siamo ormai al pomeriggio e vorremmo visitare Arles, ma non troviamo subito un posto per parcheggiare, così dedichiamo le ultime ore della giornata allo shopping francese: scorta smisurata di formaggi, biscotti, crème fraiche, andouillette e tanto altro.
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Questo diario è pubblicato sul sito http//kiala.altervista.org. |
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