Lasciai l’Eritrea nel lontano 1964, e per diversi anni mi spostai in varie parti del mondo soprattutto
per ragioni di lavoro, dapprima in Etiopia, poi Uganda, Kenya, Tanzania, Zaire, Cuba , Nigeria,
visitato il Nord Europa, gli U.S.A. e l’Estremo Oriente, dagli anni ’80 sono quasi “stazionario” in
Italia, ripromettendomi ogni anno che sarebbe stato quello giusto per una visita in Eritrea, poi vuoi
gli eventi bellici e gli impegni di lavoro si giunge in quel del 2004.
Il necessario stimolo mi è dato dal “ Mai Tacli” che organizza per l’ottobre 2004 un viaggio in
collaborazione con l’Agenzia Afronine dell’amico G. Russo. Rotti gli ultimi indugi decido di
partecipare al viaggio unitamente con mia moglie, digiuna di Eritrea, ma contagiata dal mio
entusiasmo. Pur avendo tanta esperienza di viaggi per il mondo, la mia eccitazione nei mesi
precedenti la partenza è al massimo, ed ancora mi pare un sogno poter rivedere l’Eritrea. Il tempo
passa inesorabile e giunge il giorno della partenza.
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Giovedi 21 Ottobre 2004: mio figlio Giorgio ci accompagna all’aeroporto Malpensa di Milano, quasi
subito nella hall avvisto un gruppo che ….credo di ex asmarini, infatti non mi sbaglio … ci uniamo al
gruppo e facciamo conoscenza anche con Gianmarco Russo dell’Agenzia “AfroNine”. Ricevo ancora
alcune telefonate di lavoro : non mi sento ancora in ferie, le responsabilità di lavoro mi tengono in
tensione, anche se alcuni miei collaboratori meritano tutta la mia fiducia.
Ore 13: 50 finalmente in aereo, spento il telefonino mi sente rilassato, si parte con l’Eritrean Airline
per Asmara, si respira già aria di ….Eritrea, le hostess e la musica eritrea in volo, ed i compagni di
viaggio numerosi: gli ex Asmarini, siamo in 57, realizzo anche di essere uno dei più giovani, infatti,
molti i 70enni e non mancano i giovanissimi anche se solo 3.
All’ arrivo ad Asmara sono le 21,40, l’ora viene aggiornata + 1 anziche +2 ,data l’ora solare. La
temperatura è di 14° C e il freschetto si fa sentire con tanta sorpresa di mia moglie che ….”in Africa“ si aspettava un caldo torrido.
Arrivo all’Hotel Amba Soira vicino al famoso Hamasien e sistemazione nella camera, poi leggera cena
al ristorante dell’hotel, finalmente frutta tropicale fresca: papaie, banane ecc.e odore di berberè. |
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Venerdi 22 Ottobre 2004: giornata libera per tutti, visita di Asmara e circondario. Il canto del
Muezzin che dalla moschea invita i fedeli alla 1° preghiera funge da sveglia. I rintocchi delle
campane della Cattedrale si fanno riconoscere, suoni sepolti nel più profondo della mia memoria.
Colazione al ristorante dell’hotel, fremo dalla voglia di uscire e rivedere la mia città. Prenotiamo un
taxi e cosi facciamo conoscenza con Russom il tassista, che parla bene l’italiano e l’inglese e si
dimostra molto ma molto più che un tassista.
Partenza per Asmara e circondario, prima tappa il Cimitero di Asmara civile e militare, visito le varie
tombe nella speranza di riconoscere qualche nome conosciuto ed in particolare di Attilio Sabattini,
mio compagno di giochi e vicino di casa deceduto negli anni cinquanta poco più che decenne per un
male incurabile.
Il cimitero è ben tenuto, anche quello militare curati dalla nostra ambasciata. Il cimitero dei bambini è stato rimosso ecco perché non trovo la tomba di Attilio. Di fronte al cimitero lo spiazzo è pieno di
gente sul sagrato di una chiesa copta, tutti vestiti a festa nei costumi locali, probabilmente è una
festa religiosa, da un altoparlante un prete fa il suo sermone in lingua tigrigna. |
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Dal cimitero proseguiamo per il Villaggio Paradiso ove risiedevo negli anni ‘50 e ‘60, sosta alla
Chiesa degli Eroi dove ho frequentato le scuole elementari, ed ho fatto la 1° comunione, dalle suore
Orsoline, quanti ricordi, la chiesa è la stessa con il suo campanile incompleto, mi faccio aprire il
portone e ci raccogliamo in preghiera osservando l’interno con le pitture sulla cupola degli eroi per il
resto non è cambiata una virgola, ci raccogliamo in preghiera mentre tante immagini della mia
infanzia in questo luogo mi scorrono davanti veloci: padre Prospero con la sua lunga barba, la
Superiora delle Orsoline con la sua aria bonaria e l’occhio affetto da strabismo. Di fronte alla chiesaè stato costruito il nuovo stadio, nel tempo che fù vi era un boschetto di eucaliptus che attraversavo
regolarmente per andare alle scuole media di Amba Galliano.
Il Mai Belà river è stato ricoperto e la toponomastica della zona è sostanzialmente cambiata in
meglio.Proseguendo per la strada che porta a Keren, le baracche sulla sinistra sono sparite, rivedo il
palazzo Cafulli era residenza dei padri Cistercense ora fa parte dell’Università.
Poco più avanti il quartiere con una serie di villette…forse 12 tra le quali ritrovo la mia vecchia casa … un po' malandata , la facciata meriterebbe una ristrutturata,una brutta inferriata protegge le
finestre ed il giardinetto con le bouganville è trasformato in uno spoglio cortile…evito di visitare
l’interno! Si affaccia una bimba di 8 – 10 anni vestita a festa con il vestito tradizionale: bellissima.È la figlia degli attuali inquilini.
Verso la periferia di Asmara ecco il campo sportivo “Cicero” e mi scorrono veloci le immagini delle
partite del campionato eritreo ero un accanito tifoso del G.S. Asmara del vari Fenili, Vassallo, ecc.
Rientro all’hotel per il pranzo e confermo l’appuntamento per le 15,00 con il tassista. Percorriamo ex
Corso Italia, la via principale di Asmara, i marciapiedi sono sempre gli stessi con le caratteristiche
piastrelle, e le palme che trovo raddoppiate in altezza! Colpisce la pulizia, si incontrano parecchie
donne che ramazzano i marciapiedi e le strade, altro particolare è di poter passeggiare anche tardi la
notte nella sicurezza più assoluta.
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Rivisito Teatro Asmara, l’interno invariato nel tempo: con le poltroncine di legno originali, originali
pure gli addobbi alle pareti il tutto sembra fermato nel tempo, ma funzionante, rivedo gli edifici della
ex Scuola Principe di Piemonte, ex Commissariato, più avanti, negli anni ‘60 vi era il negozio di
maglieria con la bella signora bionda ricordo; poi il negozietto di Gargiulo e il bar latteria Moderna
del mio compagno di Istituto di Arduino di fronte alla Cattedrale ecc. quanti ricordi. Proseguendo per
C.so Italia sfoglio l’album dei ricordi, guardo le vetrine e le immagino come erano addobbate 40 fa,
quanto tempo è passato! Giungiamo di fronte al Cinema Impero : come non ricordare la “maschera”all’ingresso per il controllo dei biglietti del cinema che spesso ignorava l’ingresso furtivo
di noi ragazzi senza biglietto! Procedendo rivedo il Municipio e di fronte il mercato coperto del pesce,
si arriva verso GezzaBanda con sosta alle mitiche fontane.
Ceniamo al ristorante “Il castello” con assaggi di injera e zighini, non manca la cernia alla griglia il
tutto bagnato dalla famosa birra Melotti ora denominata Asmara.
Ritorno in Hotel per Telefonare in Italia a Giorgio, in ogni modo molti sono gli Internet cafè e i
contatti sono frequenti anche via e-mail. |
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Sabato 23 Ottobre 2004 - Escursione a Cheren. Si parte per Keren con due pulmini, il panoramaè stupendo. colline terrazzate, e ovunque euforbie . Piante di pepe e qualche orto e frutteto, con tanta
emozione attraversiamo i paesi di Embaderhò con il ristorante“All’11°”, che ci ospiterà per la cena
d’addio, Adi Terclesan a km 40 da Asmara, poi nella valle del fiume Anseba per giungere ad Elaberet
(si denotano ancora i frutteti con alberi di mango, papaie ecc, ex azienda agricola di De Nadai
famosissima in tutta l’Africa orientale con i suoi frutteti) meta delle nostre gite scolastiche.Arrivo a
Keren. Visita al Cimitero degli Eroi.
Ben tenuto e ristrutturato, tante emozioni di fronte alle centinaia di tombe allineate con la scritta “Ascaro Ignoto” sulle quali sovrasta la tomba del Gen. Lorenzini a noi caro. Firmo il registro dei
visitatori con emozione, collego la carriere militare di mio figlio Luigi quale elicotterista appena
rientrato dall’Iraq in missione di quattro mesi.
Ci rechiamo verso la “Madonna Nera del Baobab (Santuario di Mariam
Dearit) nella cavità dell’imponente baobabè stata depositata una statua
della Madonna Nera notiamo un certo fermento nella costruzione a fianco
del baobab di una chiesa. Ci rechiamo nuovamente a Keren in un albergo
di recente costruzione per il pranzo. |
Prima di passare alla visita della cittadina ci rechiamo nella valle che fù teatro dell’ultima cruentissima battaglia contro gli inglesi nel 1941.
Nel primo pomeriggio si visita la cittadina alla ricerca delle abitazioni di
alcuni ex cherenini, poi all’importante mercato, via e vai di dromedari
carichi e famoso per le botteghe dell’oro ed argento cesellato finemente
nella filigrana, si fanno alcuni acquisti, ma il tempo vola è tempo di
rientro ad Asmara.Viaggio di rientro suggestivo, al tramonto con lunghe ombre dei monti sulle valli
un rigagnolo d’argento risplende nella valle del fiume anseba…… Si cena alla “Casa degli Italiani”.
All’ingresso dominano ancora i due “fasci” e nel cortile sventola il tricolore.
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Domenica 24 ottobre 2004 - Asmara: La domenica la dedichiamo ancora ad
Asmara, a piedi ci rechiamo alla Cattedrale per la S.S. Messa, la
Cattedrale è gremita, siamo tanti ex asmarini, vi è anche l’ambasciatore
Pignatelli e signora. Emozioni a non finire, siamo tutti con le lacrime agli
occhi.
Poi per pranzo, propongo ad Anna una visita al Nile Restaurant, vicino
all’ex Bar Zilli per una zighinata. All’ingresso ci accolgono festosi e ci
fanno accomodare con altri gruppi di avventori , un po perplessi
seguiamo le indicazioni delle bellissime cameriere. Mangiamo vari tipi di
Zighini, bevendo la “sua” ed il “Mies”, sono veramente soddisfatto:
finalmente ho fatto un pranzo “locale” con i fiocchi. Meraviglia delle
meraviglie , recandomi alla cassa per saldare il conto, il proprietario mi rimprovera
bonariamente alludendo che questa domenica e la festa religiosa di un tal Santo “ ? “ pertanto è tutto offerto dalla casa….Con stupore ringrazio e faccio rientro in
albergo per rifocillarci e poi via ancora a visitare Asmara.
La lunga passeggiata per la via centrale ex Corso Italia, poi Viale della Regina,
Corso del Re, Piazza della Posta ecc ecc. Rivedo il posteggio dei taxi ove negli anni
50 posteggiava il taxi di mio padre. In C.so Italia le abitudini sembrano quelle di
40 anni fa: gente che passeggia su e giù per il corso (ricordo le famose vasche) i
bar gremiti Bar Royal, il Bar Impero, il cinema Impero ecc. ecc., quanta nostalgia !
Pochi giovani parlano l’italiano , ma lo parlano ancora!Mentre molti anziani lo
parlano con orgoglio e tanta nostalgia. Tutti sono in ogni caso cordiale e
disponibile. Le varie “nostre” scuole Principe di Piemonte, Amba Galliano,
Sant’Anna, La Salle , sono statali mentre Il Liceo Martini, L’istituto Tecnico V.
Bottego sono stati accorpati come Scuole Italiane . Vi è da dire che è molto ambito
dagli eritrei frequentare le ns scuole, punta di diamante è la materna “Montessori” diretta dalla bravissima Patrizia Reffo che colà risiede. |


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Lunedi 25 ottobre 2004 Asmara. Una piccola indisposizione di mia moglie ci
trattiene ancora ad Asmara Ne approfitto per completare la visita dei quartieri di
Godaif, il Settantotto e non manca una puntatine alla … Kagnew Station ora zona
militare. Poi puntatine ad Abbasciaul (ex quartiere indigeno) ed al ex
Caravanserraglio ove è un fermento rumoroso di attività commerciali ed artigianali
quali il riciclo di ogni tipo di materiale ferroso, plastico e gomma, in una vecchia
baracca acquisto alcuni “primus”, vecchi fornelli a petrolio in uso negli anni ’50.
Ritorno verso il centro della città sostando alla chiesa copta di Fidane Mehret per
poi proseguire al mercato coperto, suggestivo con i suoi pilastri in mattoni rossi, si
trova di tutto, dagli ortaggi alle granaglie per non parlare degli oggetti usati quali
vecchie radio, sostiamo per qualche acquisto di artigianato locale i nei
banchi delle spezie.
Rientrando verso il centro rivisitiamo il quartiere residenziale: Villa Roma
residenza dell’Ambasciatore d’Italia, altre ville e il maestoso albergo
Hamasien. Scendendo per ex V.le Roma, al posto dell’ex Croce del Sud vi è un bar a forma di tucul con parco annesso, proseguendo rivisitiamo il
Cinema Roma e poi una traversa per rivedere l’ex Piscina Mingardi.
Finalmente rivedo le ali della Fiat Tagliero in fase di ristrutturazione
mentre l’ex Alfa Romeo giace abbandonata.
Breve puntata davanti all’ingresso della ex base americana Kagnew
Station (ora zona militare), in pochi minuti si rievocano tanti ricordi, in particolare all’interno si
acquistavano gli ultimi successi musicali e si creavano amicizie a volte sfociate in relazioni durature,
tutt’oggi si hanno dei contatti con americani ex kagnew. Ripercorro l’ex V.le Crispi, il vecchio Albergo
CIAAO è stato ristrutturato, mentre il Cinema Capitol avrebbe bisogno di una spolverata! L’ex
Ospedale Regina Elena è stato ingrandito e pare molto funzionale.Dopo la sosta per il pranzo Il
tassista propone una visita nel circondario di Asmara, si parte verso la strada di Massawa per una
breve sosta al Dorfù ove vi è un bar ed il panorama della valle del Dorfu è mozzafiato. |
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Martedi 26 ottobre 2004 Massawa in treno poi pulmini Partenza alle 07,00 per Massawa con i pulmini
alla vecchia stazione ferroviaria, il programma prevede di percorrere con il treno a vapore il tratto
Asmara-Ghinda, per poi proseguire con i pulmini che sono al seguito.Da Asmara si parte alle ore
09.00 circa, la ferrovia e la strada da Asmara discendono precipitosamente dai 2450 mt s.l.m. a 0 del
livello del mare Rosso. Banchi di nuvole si addensano sulle pendici, mentre il trenino arranca nella
vecchia ferrovia a scartamento ridotto. La vecchia locomotiva di fattura ANSALDO dei primi del 1900 è stata ingegnosamente riattivata dai vecchi ferrovieri eritrei (ormai ottantenni) che hanno fatto
tesoro degli insegnamenti dei ferrovieri italiani. Carrozze d’epoca, che fanno sognare tutte le gite
scolastiche fatte da noi ragazzi per recarci al mare. Non manca il buonissimo caffé, servito alla
maniera eritrea, fatto nel “gebenà “ sulle braci e servito con i “fingian” .
Appena fuori da Asmara si attraversano alcuni viadotti spettacolari, vanto dell’ingegneria italiana di
inizio secolo, poi Arbaroba con tutti i suoi fichidindia fino a Ghinda , che tristezza vedere malridotto
l’albergo ristorante “Buon Respiro“ ridotto a un cumulo di macerie dai bombardamenti, Era lo stop
obbligato per tutti i viaggiatori verso il mare negli anni 50 e 60.
A tratti appare la “Littorina“ che ci segue con a bordo un gruppo di turisti Inglesi, la ferrovia spesso
fiancheggia la strada e attraversa spettacolari paesaggi.
A Ghinda sosta e ripartenza per Massawa con i pulmini che erano al seguito. Breve sosta al
monumento ai Caduti di Dogali. Passiamo alcuni minuti in raccoglimento, rimembranze di un passato
ormai lontano, ma qui perennemente presente e comunque sempre presente nei nostri cuori.
Attraversiamo alcuni viadotti e ponti suggestivi con brevi fermate su quelli di maggior interesse:
restano ancora ben visibili molte scritte anche in dialetto piemontese. L’ingresso a Massawaè suggestivo, attraversando la diga ci appare come d’incanto il vecchio albergo Torino. Hotel Red Sea
ci accoglie per il pernottamento, prima di cena visitiamo il palazzo diroccato del governatore, la
moschea e una costruzione con una “musharabia” in legno, ci fermiamo in un locale ad assaporare il
delizioso tè speziato (cannella, chiodi di garofano e zenzero) osservando gli antichi palazzi. Visita in
pulmino all’isola di Massawa, poi a piedi nei vari negozi e mercatini.
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Mercoledi 27 ottobre 2004 - Isole Dahlac Al piccolo molo c’imbarchiamo, l’arcipelago delle Isole
Dahlac a prima vista sembrano deserte e prive di vegetazione, ma non appena si sbarca ci si accorge
che sono piene di sorprese appena si frequentano e si scoprono piccole baie riparate e spiagge
bellissime, e un mare tra i più belli del mondo tropicale.
Dopo circa un’ora di navigazione arriviamo all’isola di Dissei, da lontano si profila il villaggio di
capanne e le ragazze che corrono verso di noi con i cesti pieni di conchiglie e collanine da proporci.
Scattiamo alcune foto e facciamo qualche acquisto e proseguiamo per un’altra isola, Madot , isola
deserta e con poca vegetazione ma con spiaggia di finissima sabbia bianca un mare cristallino.
Immersione con maschera e boccaglio per godere della bellezza della barriera corallina , un mare
limpido e meraviglioso e ricchissimo di fauna e flora, pesci che si fanno quasi toccare, infatti qui il
turismo di massa non è ancora arrivato, preservando la natura intatta. Passiamo la giornata tra la
spiaggia ed il mare, in un silenzio rotto dalle onde del mare e dal cinguettare di qualche uccello. Nel
pomeriggio assistiamo all’attracco di un sambuco con alcuni nostri compagni di viaggio. Al rientro
ammiriamo altri isolotti piatti sul mare, si intravede anche l’Isola Verde e sullo sfondo Massawa con
alle spalle le ombre del tramonto. All’avvicinarsi di Massawa si nota la bella villa ex Melotti ed altre
ville di recente costruzione.
Realizzo che la visita delle isole Dahlak merita più che un’escursione di una giornata in motoscafo,
infatti l’ideale è con il sambuco per una crociera di almeno 4-5 giorni. |
Giovedi 28 ottobre 2004 - Spiaggia di Gurgussum. Da Massawa ci dirigiamo verso la spiaggia di
Gurgussum, si oltrepassano le saline e la spiaggia si presente con pochi cambiamenti, quanti ricordi
e quanti giorni passati su queste spiagge da ragazzo. La spiaggia si estende per una decina di km ed è ben tenuta con sdraio ed ombrelloni, pochi i turisti, due ristoranti abbastanza forniti.
Favoloso pranzo con zighini di pesce con cerimonia del caffè della durata di un ora. La prima
impressione è la bassa marea che nella piatta spiaggia evidenzia i crostacei e vari animaletti marini
lasciati indietro dal mare e preda di vari uccelli, gabbiani, aironi ecc che volano sulla spiaggia. Ci
groggioliamo al sole mentre un odore di mare ci giunge spinto da un lieve venticello, l’acqua appare
leggermente torbida forse ricca di alghe ma non rinuncio ad immergermi. Rientro a Massawa per un
ultima passeggiata in città, al Bar Torino, senza più i fasti del tempo che fù!, il porto e per le viuzze
della città vecchia.
Per cena convinco alcuni compagni di viaggio a recarci dal “Dancalo” ove assaporiamo la cernia
cotta nel tradizionale forno dancalo scavato in terra ove il pesce è cotto intero previa speziatura
interna. Risulta essere un’esperienza unicaoltre che gustosa, ci ritorneremo! |
Venerdì 29 ottobre 2004 Partenza al mattino con i pulmini per Asmara, Breve sosta a Ghinda dove
incontriamo un contingente di militari italiani facente parte del corpo di pace dell’ONU,
c’intratteniamo cordialmente con i giovani militari che sono diretti ai vari cimiteri italiani per i
preparativi della commemorazione del 2 novembre.
Arrivo ad Asmara verso le 11,00. Facciamo un’ ultimo giro per la città in particolare visitiamo il
mercato ed il centro per l’ultima volta.
Alla sera, è stata organizzata una cena d’addio con la presenza dell’Ambasciatore Pignatelli e
Signora e tutti gli ex asmarini che sommano a circa 90 includendo il 2° gruppo ( i viaggi dei due
gruppi sono stati organizzati dal nostro giornale “Mai Tacli” in collaborazione con l’Agenzia AfroNine
di G. Russo)
La cena risulta essere spettacolare nel tipico ristorante, famoso nei tempi andati, “all Undicesimo” 11° km sulla strada per Cheren, con l’orchestra Eritrea ai suoni dei tipici strumenti, poi la lunga e
spettacolare cerimonia del caffè per non parlare dell’ottimo zighinì. Poi il discorso dell’ambasciatore
e replica del direttore del Mai Tacli M. Melani e controre plica di un ragazzo Eritreo.
I balli tradizionali eritrei concludono l’ottima serata. Infine con i pulmini ci rechiamo all’aeroporto di Asmara per il rientro in Italia.
Desidero concludere asserendo che per il sottoscritto sono stati
inaspettatamente giorni indimenticabili, vacanza senza problemi alcuni, anzi dato anche
l’entusiasmo di mia moglie che visitava l’eritrea per la prima volta, sto già considerando la
possibilità di ritornarci.
Unico neo per l’appunto è stata la poca disponibilità di tempo, 9 - 10 giorni sono pochi, un viaggio in
Eritrea merita perlomeno la disponibilità di almeno 21 - 25 giorni.
Arrivederci ERITREA, mia terra
natale e seconda patria, so che tornerò, magari presto come desidero, per ora mi accontento di
portarti con me nei miei ricordi della gioventù colà …lasciata… del tempo che fù, e di sognarti ancora
e spesso.
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Lorenzo ODINO
[Copyright ©2006 Lorenzo Odino] |
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