Russia e le Repubbliche Baltiche

di Maurizio e Stefania, 2 - 31 Agosto 2013

 

Equipaggio: Maurizio, 66 anni, guida, addetto ai lavaggi (panni, piatti), alle foto ed estensore di questo diario);
Stefania, 61 anni, guida, addetta alla cucina, alla gestione economica ed alle tecnologie (PC, navigatore, appunti di viaggio, CB...)
Autocaravan: Aiesistem Project 100 su Opel Movano 2500 TD


É il nostro terzo viaggio in carovana di camper organizzata da un noto tour operator (Camper e Giramondo), dopo 20 anni come "viaggiatori solitari". Il primo era stato, nel marzo 2012, in Marocco, il secondo a Capodanno 2013 in Tunisia (i nostri diari di tali viaggi sono pubblicato sui vari siti per camperisti). Il pacchetto proposto comprendeva, oltre agli accompagnatori (i titolari di Camper e Giramondo, anche loro, ovviamente, in camper):
- disbrigo di tutte le pratiche burocratiche (visti, traduzione patente, …);
- polizze assicurative aggiuntive e permessi vari;
- campeggi/parcheggi per la sosta notturna;
- entrata e guide turistiche locali nei siti più importanti (Ermitage, Cremlino, …);
- due escursioni in battello;
- due cene e un pranzo in locali tipici;


Avendo a disposizione 5-6 giorni in più rispetto a quelli previsti per il viaggio organizzato, decidiamo di partire un giorno prima per vedere la zona dei Laghi Masuri che non fu possibile apprezzare durante il giro della Polonia (nel 2008) causa maltempo e di fermarci qualche giorno, al termine del viaggio organizzato, per completare la visita delle Repubbliche Baltiche.

Come già scritto nei diari relativi ai viaggi in Marocco e Tunisia, il viaggio in carovana organizzata permette, a nostro avviso, di ottimizzare i tempi permettendo di vedere in un tempo relativamente breve cose che altrimenti avrebbero richiesto parecchi giorni in più. Infatti, avendo gli accompagnatori già effettuato più volte tale percorso, sanno già in partenza il tempo necessario per gli spostamenti e le eventuali criticità, curiosità e cose interessanti (non sempre segnalate sulle guide). Non occorre cercare parcheggi o campeggi la cui ubicazione è già nota e che sono già stati precedentemente contattati e prenotati, specie in zone, come queste, dove rari sono i campeggi e le aree attrezzate, quest’ultime per nulla segnalate e, quindi, difficili da trovare per camperisti “fai da te” (vedi note) considerando anche che è difficile conoscere siti sicuri per la sosta libera; inoltre, arrivati nei posti, si trova già la guida, anch'essa precedentemente contattata e le escursioni e l’entrata ai musei già prenotate. Senza contare il piacere della compagnia. Certo, manca, ovviamente, il piacere della scoperta, quel senso (razionale) di avventura, la libertà di cambiare itinerario e di mutarlo a tuo piacimento, il potere viaggiare con i tuoi tempi ed i tuoi ritmi dovendo rispettare tempi e ritmi prestabiliti. Come in ogni cosa occorre valutare i pro e i contro.

Per quanto riguarda il percorso da Roma ad Augustow (in Polonia, vicino al confine con la Lituania), luogo dell’incontro con gli altri partecipanti (in tutto 16 camper) e punto di inizio del viaggio organizzato, abbiamo effettuato quello consigliato da Via Michelin, che poi è lo stesso indicato nei diari di viaggio consultati, cioè: da Roma a Tarvisio, per poi attraversare in diagonale, Austria, Rep. Ceca e Polonia, passando vicino a Vienna, Brno, e Varsavia, per arrivare ad Augustow in 23 ore percorrendo 2057 km (in realtà, come sotto specificato, alla fine della terza tappa giungiamo a GiŜycko). Il percorso, diviso in tre tappe, le prime due di circa 800 km, la terza di 613
km, si è rivelato abbastanza pesante, non tanto per le due prime tappe, quanto per la terza, tutta in territorio polacco, con strade pessime, spesso con cantieri, continui attraversamenti di centri urbani, trattori-lumaca spesso difficili da superare per via delle strade (per questo abbiamo lasciato meno km da fare nella terza tappa); solo qualche km prima di Katowice e di Varsavia abbiamo incontrato un tratto autostradale. Al ritorno abbiamo optato per un altro percorso: da Augustow a Varsavia, da qui, con una delle poche autostrade polacche complete (che si innesta su una autostrada tedesca) fino a Berlino e, da lì, a Roma, con un percorso interamente in autostrada. Abbiamo allungato di circa 300 km ma impiegando lo stesso tempo, consumando lo stesso carburante (si viaggiava quasi sempre in 6a marcia) e risparmiando, parecchio, sullo stress. I camperisti che sono passati per la Bielorussia lo sconsigliano vivamente: tempi allucinanti alla frontiera.

Anche se le visite sono guidate, abbiamo consultato, trovandole molto utili (specie per la parte oltre il viaggio organizzato):
1) la guida verde “Mosca, San Pietroburgo, Anello d’Oro” del Touring Club Italiano (utile per le piantine e la descrizione delle città e dei monumenti);
2) le cartoguide di Mosca e San Pietroburgo del Touring Club Italiano (utilissime per muoversi in città così grandi).
3) la guida Routard: “Polonia e capitali baltiche” (per tutte le informazioni pratiche come ristoranti, usi e costumi, gastronomia, acquisti, ...., ).;
4) la guida verde : “Paesi Baltici” del Touring Club Italiano (utile per le piantine e la descrizione delle città e dei monumenti);
5) gli articoli/itinerari di PleinAir n° 427 (Russia); n° 443 (Lituania); n° 456 (Lettonia); n° 392 (Repubbliche Baltiche).

 

2 agosto 1a tappa di trasferimento: da Roma a Tarvisio
Prima tappa del percorso verso Augustow: 817 km tutti in autostrada, senza problemi di traffico, a parte il tratto del passante di Mestre, dove, a causa di una serie di incidenti, di cui uno grave, perdiamo circa 2 ore. Nella corsia opposta, verso sud, traffico da bollino rosso. Sosta nella comoda AA di Tarvisio dove avevamo appuntamento con un equipaggio conosciuto nel precedente viaggio in Tunisia, che effettuerà anch’esso il viaggio in Russia e che ci avrebbe accompagnato anche nel prolungamento del viaggio nelle Repubbliche Baltiche.

3 agosto 2a tappa di trasferimento: da Tarvisio a Katowice
795 km parte in autostrada. Necessarie le vignette per autostrada: quella austriaca costa €8,5 per 7 giorni, quella ceca €17 per 10 giorni. Pernottamento a Katowice, nel Campeggio “Dolina 3 Stawów”, bel campeggio proprio all’uscita dall’autostrada:

4 agosto 3a tappa di trasferimento: da Katowice – GiŜycko
La tappa più corta (613 km) ma più stressante. Come programmato, siamo in anticipo di un giorno sulla data dell’appuntamento e, pertanto, puntiamo, verso i Laghi Masuri per effettuare, l’indomani, una gita in battello sui laghi (visto che il tempo sembra bello). Pernottamento in a GiŜycko, nel campeggio Borowo, in località Bystry, sul lago. I servizi del campeggio lasciano molto a desiderare (alle ore 20 non c’è acqua calde nelle docce).

5 agosto I Laghi Masuri: da GiŜycko ad Augustow
Sembrava bello! Stesso copione di 5 anni fa: pioggia torrenziale. Saltati tutti i programmi e decidiamo di far rotta sul luogo dell’appuntamento, cioè Augustow, sperando, nel frattempo, in un miglioramento. Che infatti arriva: ad Augustow via le nubi e un caldo sole ci permette di effettuare qui, la gita sul lago che era saltata a GiŜycko. Nel
pomeriggio, nel parcheggio sede dell’appuntamento (uno degli ampi nuovissimi parcheggi sul lago, dove pernotteremo), cominciano ad arrivare gli altri camper della carovana. A pochi metri, un ristorantino sul lago offre a tutti carne alla griglia, contorno e birra per 5 € a testa.

Note: ad Augustow, gli imbarcaderi lungo il fiume, offrono gite di varia durata in battelli e barche più piccole. La nostra, gradevole, in battello della durata di 90’ è costato 60 Zl.

6 agosto In Lituania: Trakai e Vilnius
Inizia il viaggio organizzato alla volta della Russia, con un “antipasto” in Lituania. Il castello di Trakai, in gran parte ricostruito, non è niente di speciale (grazioso il piccolo museo interno) ma utile per rilassarsi dopo tre giorni di tappe forzate e in vista di quelle per Mosca. Fa caldo. Pernottamento nel Vilnius City Camping.

7 agosto Vilnius e partenza per la Russia
Non ci sono, a Vilnius, grandissime particolarità da vedere, a parte la gotica chiesa di S. Anna (Šventos Onos bažnyčia), con la sua slanciata facciata in mattoni rossi; è la città nel suo insieme ad essere molto graziosa, tranquilla ma viva ed estroversa, curata anche nei dettagli, come ci si aspetta da una città nordica, molto scandinava (e molto poco sovietica); è piacevole passeggiare nel centro storico. meriterebbe una visita più accurata, ma la meta del viaggio è la Russia.

Nel pomeriggio partenza verso il confine lettonerusso. La strada, in Lituania, scorre in un bel paesaggio tipicamente nordico, tra boschi e laghi. Verso il confine, il fondo stradale, in cemento con giunti di dilatazione ravvicinati, produce un rumore abbastanza fastidioso. In Lettonia, tratti stradali scadenti si alternano con tratti buoni e tratti in rifacimento con gli inevitabili sensi unici alternati. Passiamo sempre tra boschi e laghi, il tempo è soleggiato e fa caldo, per fortuna la sera rinfresca. Pernottamento nel parcheggio della stazione ferroviaria di Rēzekne (LV).

8 agosto Ingresso in Russia
La strada verso il confine russo è abbastanza bruttina con il fondo alquanto rattoppato. Le formalità alla frontiera lettone sono rapide, quelle alla frontiera russa molto più lunghe (vedi oltre nelle note). I primi 150 km, circa, della strada per Mosca sono stati appena rifatti poi lunghi tratti di lavori in corso con inevitabili sensi unici alternati; comunque, per gli standard russi, una strada sostanzialmente buona (almeno per il momento). Pernottamento nel parcheggio del Motel Nelidovo (nei pressi della omonima cittadina), sulla M9, accanto al benzinaio A3C.

Nota: si legge su Camperonline: posteggio per camion videosorvegliato a 300 km da Mosca (100 rubli a notte). Piccolo ristorante spartano, non parlano inglese, bagni un po' sporchi. Unico punto sosta sulla strada dalla frontiera lettone/russa a Mosca

9 agosto Verso Mosca
Tempo soleggiato e fa caldo. Da Nelidovo circa 130 km di strada in rifacimento; si passa su una “strada” con appena la prima stesura di sassi compressi. In alcuni tratti solo una corsia dove passano i due sensi di marcia. Non si va (a parte i russi) a più di 30 km/h. A 100 km da Mosca si incontra il raccordo anulare esterno, ancora lavori in corso, ancora sensi unici alternati. A Mosca il traffico è intenso e caotico. Pernottamento nella AA ”Sokolniki”.
Mosca di notte, specialmente la Piazza Rossa è molto affascinante e da non perdere.

Note: la AA Sokolniki, dentro un palazzetto dello sport , è ricavato dalla ex pista per hockey su ghiaccio dismessa. I servizi sono quelli del complesso sportivo; le docce sono all’interno degli spogliatoi e un addetto alla reception da la chiave per uno spogliatoio intero (ci sono da due a quattro docce e bagni) e le docce sono senza separazione (di solito si andava in coppia). Il rubinetto per l’acqua è su di un lato del parcheggio, a parte i camper che stanno su quel lato, tutti gli altri avranno bisogno di tubi molto lunghi per fare acqua senza doversi spostare (nel nostro caso abbiamo unito i tubi di 4 equipaggi e con quello fatto acqua tutti). Le prese per l’elettricità sono abbondanti ma concentrate su un unico sportello, pertanto anche in questo caso occorrono cavi lunghi per chi sta sugli altri lati. Lo scarico per wc (solo a cassetta) è, diciamo, molto “creativo”: un grosso imbuto incastrato in un tombino! Serve anche per le acque grigie, se scaricate con un secchio perché è impossibile avvicinarsi con il camper (tombino vicinissimo alla rampa di accesso). L’area è sorvegliata con tanto di sbarra. Vicino c’è un parco pubblico con accesso wi-fi gratuito, a 500 m metropolitana Sokolniki, comoda per il centro. Su Camperonline si legge che è gestito dall'agenzia San Pietroburgo, prenotabile dall'Italia e che si paga in loco, solo in euro, 25€ a notte.

Castello di Trakai - Lituania Metropolitana di Mosca: stazione“Komsomol’skaja” (linea circolare 5) Mosca: la cattedrale dell’Annunciazione, nel Kremlino Mosca: il cimitero Novodevičij

10-11-12 agosto Mosca
tre giorni a Mosca, anche avendo a disposizione due guide che si alternano, sono appena sufficienti.
Le stazioni delle linee della metropolitana costruite nel periodo staliniano sono di un lusso assurdo: sembrano foyer di un teatro ottocentesco! Spettacolari, ridondanti, autocelebrative (e a volte un po’ kitsch), ma assolutamente da vedere. È molto utile la presenza della guida locale che seleziona quelle più significative (citiamo la Majakoskaja, la kropotkinskaja, la Tetralnaja, Kievskaja,…). Immensa la Piazza Rossa, minuscola la graziosissima cattedrale di San Basilio con le sue variopinte cupole a cipolla: sembra un giocattolo. I magazzini GUM non sono più, ovviamente i magazzini popolari di epoca sovietica; abbondano le griffe più note, ma vale la pena di visitarli anche perché, al terzo piano, c’è un self service economico ma con piatti di ottima qualità (abbiamo gustato una porchetta che non aveva nulla da invidiare a quella di Ariccia). Il perché tutt’ora, dopo 24 anni dalla fine del potere sovietico, ci sia la fila (noi abbiamo impiegato 15’) al mausoleo di Lenin, si spiega con l’ammirazione che i russi hanno per i condottieri, per “l’uomo forte”: Pietro il Grande e Lenin sono i loro eroi, mentre l’ex Zar Nicola II° sta per essere addirittura beatificato! (Stalin e Eltsin sono spariti dalla considerazione dei russi).

Nel Kremlino occorrerebbe starci un’intera giornata (forse due) per vedere tutto tanta è la sua vastità (e non tutto è visitabile!) e le cose bellissime che contiene. Bellissima la Piazza delle Cattedrali (Sobornaja ploščad) con la cattedrale della Dormizione (Uspenskij sobor), la cattedrale dell’Arcangelo Michele (Arhangel’skij sobor) e quella dell’Annunciazione (Blagoveščenskij sobor): la summa dell’arte religiosa russa (ma con ampi contributi di architetti italiani). Fantastici sia gli affreschi che ricoprono interamente (colonne comprese) gli interni (come nella quasi totalità delle chiese ortodosse russe, almeno in quelle da noi visitate), sia le iconostasi. Imperdibile il museo posto nel palazzo dell’Armeria di Stato (Gosudarstvennaja Oružejnaja palata): non ci sono armi ma raccolte di grandissimo interesse storico-artistico.
La Galleria Tret’jakov (Tret’jakovskaja Galereja) raccoglie il meglio dell’arte nazionale (non solo icone). Il Monastero delle Vergini (Novodevičij monastyr) è un complesso di chiese ed edifici di grandissimo interesse (100 Pyb), ma, la cosa più interessante e curiosa è l’adiacente cimitero, che ospita le tombe degli uomini più illustri della Russia, Gogol, Majakovskij, Čechov, Nikita Krusciov, e tanti altri. Sembra strano trovare interessante un cimitero (infatti all’inizio cercavamo di convincere la guida ad andare altrove) ma l’architettura delle lapidi, sia quelle sofisticate che quelle pacchiane e retoriche, danno, meglio di altre forme d’arte, un’idea dell’animo russo. É così particolare che occorre provarlo (non a caso è il luogo dove abbiamo scattato più foto).

L’ulica Arbat, prima cuore della bohème moscovita poi del dissenso antisovietico è ormai diventata un bazar di souvenir e fast-food; val la pena, comunque di farci due passi. Al centro della via la statua Bulat Šalvovič Okudžava (il Brassens russo).
La cattedrale del Cristo Salvatore è, senz’altro la meno bella delle chiese russe, massiccia nell’aspetto esteriore con pesanti affreschi e decorazioni all’interno. Abbattuta da Stalin e ricostruita da Boris Eltsin, è la più grande e alta chiesa russa.
Persino il paludato TCI (che non è certo una associazione filosovietica), scrive, nella sua Guida Verde < …..era una chiesa pesante e inelegante: tra le insensate distruzioni di edifici religiosi perpetrate dai sovietici, questa forse fu la più comprensibile.> e ancora <... la sua costosa ricostruzione è stato uno dei colossali sperperi dell’era Eltsin>. L’unica cosa interessante è la vista a 360° su Mosca che si gode dalle terrazze della cupola.
Due posti dove le guide locali tendono a portare i visitatori sono il Parco delle Esposizioni e la collina dei Passeri. il primo è una specie di chiassoso luna park con padiglioni pieni di negozietti di chincaglieria varia, la seconda un belvedere che però da su uno stadio e con alle spalle l’Università, uno dei 7 grattaceli, in stile neobaroccostaliniano (molto brutti), di Mosca. A nostro avviso evitabili tutti e due.

Nota1: attenzione all’abbigliamento per la cattedrale del Cristo Salvatore se non volete essere messi alla porta; nella maggior parte delle chiese: donne in gonna lunga e capo coperto, uomini in pantaloni lunghi (vedi oltre in“informazioni utili”).
Nota2: sulla guida verde del TCI “Mosca e San Pietroburgo” c’è, nelle pagg. 120-121, una descrizione e indicazione delle stazioni più interessanti.

13 agosto L’ Anello d’Oro: Vladimir e Suzdal
Per uscire da Mosca occorre mettere in conto tanto tanto tempo e molta pazienza. Il traffico è molto intenso e, come al solito, caotico. La strada che, tra boschi di pioppi e betulle, conduce alle cittadine del cosiddetto “Anello d’Oro”, pur essendo una strada extraurbana, è molto antropizzata con case, attività commerciali e industriali, piena di semafori, molto traffico, molti Tir e tratti di strada con i “solchi” che caratterizzano ancora molte strade dei paesi “ex-sovietici”: Pur senza lavori in corso e, quindi, senza sensi unici alternati, sono occorse 4 ore per fare i 200 km (contando 30’ per fare gasolio e un poco di spesa) che separano Mosca da Vladimir.

A Vladimir bella (dall’esterno) la Cattedrale della Dormizione (Uspenskij sobor), meno interessante l’interno con l’unica cosa da vedere, l’affresco di Andreij Rublëv, scarsamente visibile. Bella anche la piccola e candida cattedrale di San Demetrio (sempre l’esterno perché il martedì è chiusa). Rotta su Suzdal. Cena (buona) nel ristorante ubicato all’interno del Kremlino e sistemazione per la notte in un parcheggio custodito.

Nota: Il parcheggio, recintato e sorvegliato, è praticamente privo di servizi, infatti,è vero che c’è, all’esterno, una fontanella, ma per ubicazione e tipo di attacco può essere utilizzata solo con taniche; lo scarico per wc a cassetta (che pure esiste) è riservato solo a stomaci molto forti. Su Camperonline si legge che costa 200 rubli a notte ed è custodito solo di giorno.

Suzdal: pantofole modello T-34 Suzdal: una delle Porte d’Oro della cattedrale della Natività della Vergine Jaroslav: chiesa del profeta Elia Jaroslav: chiesa del profeta Elia

15 agosto L’ Anello d’Oro: Jaroslav
Fin qui (e lo sarà fino a San Pietroburgo) le architetture più belle da vedere in Russia (a parte la metropolitana e la Galleria Tret’jakov di Mosca) sono le chiese. Le città e i paesi, anche piccoli, ne sono piene e quelle distrutte in epoca sovietica sono tutte in via di restauro o ricostruzione.
Il kremlino di Jaroslav cioè il monastero della Trasfigurazione del Salvatore (Spaso-Preobraženskij monastyr), è un complesso fortificato, all’interno del complesso si trova la cattedrale della Trasfigurazione del Salvatore (Spaso-Preobraženskij sobor), con pregevoli affreschi e bella iconostasi; staccato dalla cattedrale, interessante il campanile a vela (Zvonnica) con campane di varie dimensioni suonate in concerto da un unico addetto, ma anche da gruppi di campanari per i concerti più elabora ti, (ne vedremo altre in Russia).

Anche la chiesa del profeta Elia (Cerkov’ Il’i proroka) presenta pregevoli affreschi. La cattedrale della Dormizione (Uspenskij sobor) è una ricostruzione non conforme all’originale, di una chiesa distrutta (gradevole, specie all’esterno, ma nulla di più). Pernottamento sempre nel parcheggio di Jaroslav.

16 agosto L’ Anello d’Oro: Rostov – Sergev Posad
La temperatura si è molto abbassata, il sole picchia ancora ma l’aria comincia ad essere frizzante; la mattina e la sera comincia ad essere d’obbligo la felpa. Anche Rostov sul Lago Nero, ha il suo bel kremlino nel cui interno spicca la cattedrale dell’Assunzione (Uspenskij sobor). L’interno della cattedrale è ancora in restauro; completi gli affreschi delle pareti (ma non ancora l’iconostasi). Il campanile a vela ospita campane di varie dimensioni suonate in concerto come già visto a Jaroslav, solo che le campane di Rostov sono celebri in Russia per la limpidezza dei suoni.

Sergev Posad luogo sacro dei russi ortodossi; purtroppo il Monastero di Sergev Posad (è, in realtà, un insieme di chiese noto come “Vaticano Russo) è tutto in restauro (termine dei restauri previsto per maggio 2014) e i ponteggi coprono molte facciate. Sarebbero interessanti le icone di Andreij Rublëv ma è difficile vederle visto che la piccola cappella che le contiene è sempre strapiena. Pernottamento, a Sergev Posad, in un parcheggio per autobus turistici (senza alcun servizio a parte tre wc chimici).

17 agosto verso Novgorod
Tappa di trasferimento per Novgorod. Occorrerebbe tornare, praticamente, a Mosca e imboccare la M10 dalla circonvallazione esterna, famigerata per il traffico pazzesco; per evitare ciò si fanno strade secondarie, allungando di circa 40 km su strade in cattivo stato di manutenzione e con buche sul ciglio destro ma, almeno, poco trafficate. Ripresa la M10 a Tver, c’è l’incubo del passaggio, obbligato, di Vyšnij Voločok (che ci era già stato preannunciato, a Mosca, dalla guida): 12 km di fila per passare il ponte-diga sul lago con molti Tir in paziente fila sulla corsia destra (in senso inverso la fila era di 14 km).

Dopo Vyšnij Voločok la strada, buona, è caratterizzata da molti parcheggi per Tir con bar-ristoro. Per dare un’idea dei tempi che occorrono in Russia: per fare 600 km abbiamo impiegato 13 ore (una breve sosta per rifornimento carburante e una, di 1 ora, per pranzare). Pernottamento nel parcheggio pubblico Sennaya Ploshchad, dove un gruppo folkloristico ci ristora con una esibizione di canti e balli e ci vende oggetti di artigianato un po’ più graziosi di quelli visti finora sulle bancarelle.

Rostov: cattedrale dell’Assunzione Novgorod: Il monumento al Millenario della
Russia
Novgorod: museo all’aperto delle case di
legno
Pushkin: palazzo di Caterina

18 agosto Novgorod
il kremlino di Novgorod sulla sponda ovest del Volhov, il fiume che divide in due la città, è ancora cinto dalle mura (più volte restaurate). Nel kremlino vari edifici tra i quali spicca la bella cattedrale di S. Sofia con l’interessante“porta occidentale” in legno ricoperta di bronzo con belle incisioni. Notevole, al centro del kremlino, è il monumento al Millenario della Russia (Pamjatnik Tysjačeletiju Rossii), con altorilievi raffiguranti i protagonisti della storia russa. Il museo all’aperto delle case di legno è formato da case e chiese, tutte in legno, qui trasportate da varie zone della Russia; quattro di queste case hanno gli interni arredati così da dare uno spaccato di come si viveva nelle campagne russe (e penso, come si vive ancora!).Più delle case è interessante l’annesso museo, con costumi, attrezzi, e oggetti vari. Pernottamento ancora nel parcheggio pubblico Sennaya Ploshchad.

Note: Il Kremlino è proprio di fronte al parcheggio. Per il museo si deve prendere il bus 7 (bus circolare, si scende al museo e si monta per il ritorno alla stessa fermata – biglietti sul bus) dopo 5/6 km fuori città (dopo il Monastero di San Giorgio) c’è il museo. Su Camperonline si legge (a proposito del parcheggio): non parlano inglese, trattare sul prezzo, 500 rubli a notte.

20-21 agosto San Pietroburgo
Che dire! San Pietroburgo è veramente una città molto bella, molto occidentale (specie rispetto a Mosca), aristocratica e abbastanza ordinata.
Nella la Fortezza dei SS Pietro e Paolo, interessante l’omonima cattedrale (Petropavlovskaij sobor), che contiene le tombe dei Romanov; belli gli interni, originale la lunghissima guglia del campanile.
Si trova sul bordo di un canale la chiesa della Resurrezione (Hram Voskresenija Hristova) chiamata anche “chiesa del Salvatore Sangue versato”. L’esterno è veramente splendido, con mosaici e le multicolori guglie a cipolla come quelle di Mosca, cosa insolita in una città barocca e rococò come San Pietroburgo.

Grandiosa e sontuosa la cattedrale di Sant’Isacco; gli interni, sebbene ricchi di ori e marmi, non risultano eccessivamente pesanti. Belle le colonne di malachite, fatte incollando, con precisione, innumerevoli tessere di detto materiale (tecnica usata, in Russia, anche per vasi e altri oggetti, sia in malachite che in lapislazzuli).
Dalla cupola panorama a 360° sulla città. Non si può, a San Pietroburgo, non andare a vedere il mitico incrociatore Aurora, che con i suoi cannoni diede inizio alla rivoluzione bolscevica (è ancorato sulla Neva, dove la Petrovskaja Naberežnaja fa un angolo di 90°, a poca distanza dalla fortezza).
Le stazioni della linea rossa della metropolitana non hanno nulla da invidiare, in fatto di sfarzo, a quelle di Mosca.
Sulla Prospettiva Nevskij interessante, al civico 48, la galleria Passaž (galleria commerciale di fine ‘800) e la cattedrale di Nostra Signora di Kazan (imitazione, in scala ridotta, della Basilica di S. Pietro a Roma, con tanto di colonnato); da non perdere, di fronte alla citata cattedrale, la libreria Dom Knigi (ex negozio Singer), vistoso edificio Art Nouveau e, al civico 56, il ristorante/alimentari/pasticceria Eliseevskij magazin, altro splendido esempio di Art Nouveau (deliziosi e raffinati gli interni).
È interessante vedere la città dalla Neva. La città ha un rapporto molto stretto con il suo fiume (abbiamo visto celebrare rinfreschi di matrimonio su barconi appositamente attrezzati).

L’Ermitage (Èrmitaž) è immenso (5 edifici tra cui l’ex Palazzo d’Inverno) e immensa è la quantità di opere d’arte in esso contenute tanto che per vederle tutte ci vorrebbero mesi. La guida russa ci conduce per oltre 4 ore (attraverso un itinerario prestabilito che tutte le guide di gruppi organizzati debbono seguire) verso le sale
contenenti le opere più significative. La bellezza di ciò che si vede è incomparabile; come detto sopra, questo vale tanto per il palazzo quanto per le opere esposte.
Unico lato negativo (come per il palazzo di Caterina): la folla. Difficile gustare ciò che si vede in tali condizioni, la ressa è allucinante (molte crociere fanno scalo a San
Pietroburgo) ma, d’altronde nei mesi estivi è così dappertutto, occorrerebbe venirci d’inverno (certo San Pietroburgo con la neve deve essere spettacolare!). Essendo gruppo organizzato (prenotato) entriamo senza fare fila da un ingresso a parte (all’uscita abbiamo visto l’ingresso “normale”: file lunghissime). Si conclude, a notte fonda, con lo spettacolo (verso l’1,30) dell’apertura dei ponti sulla Neva per permettere il transito delle navi (di solito petroliere o portacontainer).

San Pietroburgo: una sala dell’Ermitage San Pietroburgo: chiesa della Resurrezione Architetture art nouveau a Tallin

22 agosto verso Tallin
By by Russia. Tappa di trasferimento, lunga (circa 600 km), con passaggio della frontiera. L’uscita da San Pietroburgo è più agevole di quella da Mosca (lunghe file, però, in senso opposto,in entrata in città). La strada che conduce a Narva è complessivamente buona (solo alcuni tratti con buche e avvallamenti). Al ritorno pratiche di frontiera abbastanza celeri (solo 2 h!) con controlli dell’interno del camper. La strada per Tallin è buona, anzi, in alcuni tratti diventa veramente ottima, una superstrada/autostrada a 4 corsie che taglia un bel bosco. Il panorama è paesaggisticamente più bello di quello russo anche se egualmente piatto. Dopo 50 km dal confine, in un parcheggio a fianco della strada è bastato inoltrarsi per 50 m nel bosco per trovare porcini e galletti. Pernottamento nel parcheggio Suurtüki Parkla P6
(sterrato) lungo le mura di Tallin, all’ingresso del Vanalinn (città vecchia)

23 agosto Tallin – Riga
Graziosissimo il centro storico, medievale, di Tallin, racchiuso nella sua cerchia di mura con torri, tra le quali spicca quella denominata “Margherita la Grassa”. Sulla collina di Toompea, la piazza del castello, ornata di bei palazzetti ma rovinata dalla chiesa ortodossa posta al centro della piazza (prima occupata da un giardino), corpo estraneo posto a simbolo della conquista zarista. Vale per Tallin quanto detto per Vilnius: città tipicamente scandinava.
Molto belli i tessuti di lino (tovaglie, canovacci, …) e gli oggetti di lana e feltro nei negozi del centro storico. Molto bella la strada per Riga, sia i tratti a 4 che quelli a 2 corsie (molti Tir ma è agevole superarli perché la strada è prevalentemente rettilinea). Pranzo in un parcheggio nel bosco (Reiuranna Tee, cioè strada Reiuranna, pochi km dopo Parnu), pieno di mirtilli. Poco dopo il confine con la Lettonia la strada si fa costiera, con molti parcheggi sul mare. Il mare è di un verde scuro, poco invitante, la spiaggia è ampia. Il traffico, fin qui tranquillo, si fa intenso entrando a Riga. Pernottamento nel Riga City Camping, sull’isola nel fiume Daugava, comodissimo perché vicino al centro che si raggiunge a piedi in pochi minuti.

24 agosto Riga
Se Tallin e Vilnius erano tipicamente scandinave, Riga è profondamente mitteleuropea. Città piacevole e lo sarà di più dopo i restauri che interessano molti pregevoli edifici, specie quelli, , numerosi, art nouveau. Il centro storico, cioè Vecriga, è piccolo e grazioso e si gira in una mattinata. Da vedere le mura, il duomo, la “casa del gatto” (in Amatu iela, 19), la piazza del municipio con il palazzo della Confraternita delle Teste Nere e il Mercato Centrale, allocato nei 5 grandi hangar dei dirigibili Zeppelin.

A questo punto termina il viaggio organizzato, l’estensore di questo diario (assieme all’equipaggio con cui avevamo iniziato il viaggio a Tarvisio) seguita a visitare Lettonia e Lituania mentre gli altri equipaggi prendono la via del ritorno verso l’Italia.

La zona delle architetture art nouveau, per cui Riga è celebre, è lungo i grandi viali esterni al centro; Elizabetes iela, Alberta iela, Brivibas iela, Gertrüdes iela, Terbatas iela, sono le vie più ricche di tali architetture, non tutte, purtroppo, in buono stato di conservazione (alcune, però, in fase di restauro, compreso l’edificio che ospita il museo dell’art nouveau, che i lettoni chiamano, come in Germania, Jugenstil (Rīgas Jūgenstila muszejs). Pernottamento ancora nel Riga City Camping.
Nota: un esauriente elenco delle architetture art nouveau di Riga si trova a pag. 436 della Lonely Planet: Polonia e capitali baltiche.

Architetture art nouveau a Riga Riga: passato e presente Ospiti in pietra sui tetti di Riga

25 agosto Talsi – Costa dei Livi – Ventspils
La A10 per Jurmala, a parte qualche tratto, è ottima e dritta, una fettuccia di asfalto che attraversa boschi di pioppi e betulle, percorsa da un traffico scarsissimo (come in tutta la Lettonia) ma con le indicazioni solo in lettone (simile al finlandese, per noi, incomprensibile). Talsi, tra due piccoli laghetti, è, nella guida TCI gratificata con ben due asterischi (cioè da non perdere); in realtà è un piccolo borgo tranquillo e bucolico, ma niente di più.

Percorriamo la Costa dei Livi fino a Kolka (siamo nel Parco Nazionale dello Sliteres); la spiaggia sul capo è bella e selvaggia, con la battigia ingombra di rami e tronchi di alberi e il bosco immediatamente dietro: ricorda un po’ la spiaggia di Marina di Alberese, nel Parco della Maremma (l’Uccellina). Su una duna, davanti al mare, originali “bungalow” a forma di grande botte, piccoli , per una coppia, denominati, infatti, “Romantiska Naktsmītne” (alloggio romantico). Ventspils è una città portuale, tranquillissima, molto curata, ma senza un gran interesse, se non per un piccolo castello e statue di mucche/buoi variopinte/i sparpagliate per il centro. Lungo la strada per Kuldīga molte indicazioni di campeggi con ristorante sul mare o sui laghi.

Arriviamo al campeggio Nabīte, in località Padure, tra Ventspils e Kuldīga, un grande e curato prato che si specchiava su un laghetto circondato da un fitto bosco; sul laghetto due barchette con pescatori immobili davanti alle loro canne da pesca: sembrava una cartolina! Eravamo gli unici ospiti e, con i camper sul ciglio del prato abbiamo ammirato un tramonto da favola e passato una notte super-tranquilla.

26 agosto Kuldīga – Liepaja - Nida
Si sente che l’estate, almeno qua a nord, sta terminando: alle 7 ci sono, all’esterno, 6°C. A Kuldīga, graziosa e tranquillissima cittadina dalle belle case in legno, balza evidente la differenza con le cittadine russe: la cura per l’arredo urbano (a Kuldīga come a Ventapils e altre cittadine, molte strade, anche in periferia, non asfaltate ma
mattonate), l’ordine e la pulizia. Immensa e bella la spiaggia con alte dune (Jermala Park) dietro un bel parco verde, nella cittadina di Liepaja. Neringa è una penisola, solo che essendo la parte attaccata al resto del continente in territorio russo (nell’enclave russa di Kalinigrad) per i lituani è come se fosse un’isola, quindi, per andarci, occorre traghettare da Klapeida.
Essendo le 18,30, decidiamo di andare al campeggio a Nida, all’estremità della penisola per poi, l’indomani risalire visitando tutto ciò che c’è da visitare (e non è poco).
La strada per Nida scorre, tutta dritta, per 48 km attraverso fitti boschi e non sembra di stare su una penisola stretta, in media, 500 metri (il punto più largo misura 800 metri). dopo 7 km dallo sbarco si trova il casello per il pagamento per l’entrata nel parco (70 Litas).

Pernottamento nel campeggio Nidos Kempingas di Nida.

Nota1: i traghetti per Nerida sono frequenti (circa ogni 10-20 minuti); costo camper + 2 persone (ovviamente andata e ritorno) 112,90 Litas
Nota2. nel Nidos Kempingas le piazzole debbono essere liberate entro le 13; questo permette di visitare Nida e dintorni a piedi, essendo il campeggio a circa 300 m dalla cittadina e dalla grande duna.

Ventspils: un bue “idraulico” Kolka: un “alloggio romantico” Caffetteria ambulante a Klapeida

27 agosto Nida
È piacevole passeggiare per Nida; pur essendo una rinomata stazione balneare, è priva del caos che ci si aspetta. Arriviamo a piedi sulla grande duna, bello il panorama con la sottile e boscosa penisola stretta tra il mare e la laguna. Ripreso il camper rifacciamo, a ritroso, la strada fatta il giorno prima. La salita alle dune della Riserva Naturale di Nagliai, ci regala un bellissimo panorama. Nel parcheggio per le dune (venendo da Nida è il primo dopo Pervalka) curiosa Smart trasformata in caffetteria ambulante con espresso all’italiana (ne vedremo altre in Lituania).
Curiose le numerose statue lignee nella Collina delle Streghe (Raganų kalnas) a Juodkrantè. Ripreso il traghetto, pernottamento al Camping Žemsoda Plunges (pochi km a sud di Plungè, in località Mardosai.
Nota: al centro di Nida c’è un ufficio informazioni dove prendere dettagliatissime cartine della penisola con indicazioni di parcheggi e punti panoramici.

Statue lignee nella Collina delle Streghe a Juodkrantè Siauliai: la Collina delle Croci

28 agosto Collina delle Croci (Siauliai) - Varsavia
La cosiddetta Collina delle Croci (Kryžių kalnas), vicino Siauliai, è un bassa collinetta dove milioni di croci, piccole e grandi, l’una sull’altra, formano un allucinante groviglio. Le grandi infisse nel terreno, quelle medie appese ai bracci delle grandi, quelle piccole appese ai bracci di quelle medie, …….. Anche se in noi sono assenti motivazioni religiose, è pur sempre una testimonianza della cultura di un popolo e, poi, per i lituani, aveva anche un profondo significato politico visto che tutti i dominatori che avevano assoggettato il paese la radevano al suolo (e i lituani la ricostruivano con ancora più croci). È, purtroppo, venuto il momento di iniziare il viaggio di ritorno, in tre tappe, come all’andata, ma, come già detto nella premessa, cambiando itinerario. Pernottamento a Varsavia nel campeggio Astur (123).

Note1: il TomTom non ci fa passare, come verrebbe d’istinto pensare vedendo la carta stradale, per Kaunas, ma indica un percorso che si sviluppa su strade secondarie costeggiando il confine con l’enclave russa di Kalinigrad. Si rivelerà un consiglio azzeccato: strade buone e, fino a Marijampolè, senza traffico. Con la A12/E77 fino a Tauragé, poi per Jurbarkas, indi per Marijampolè dove prendiamo la trafficata A5 che porta al confine polacco dove comincia il travaglio delle strade polacche, a corsia singola, piene di Tir e, spesso, con i famigerati solchi prodotti dal passaggio dei mezzi pesanti.
Nota2: il campeggio Astur, pur non essendo un gran ché, è molto comodo, se uno volesse visitare Varsavia, perché abbastanza vicino al centro che può essere raggiunto con mezzi pubblici che fermano nelle vicinanze

29 agosto 1a tappa di ritorno: da Varsavia a Dresda
da Varsavia a Dresda , passando per Berlino, percorso tutto in autostrada (e si vede, nonostante i 729 fatti arriviamo a Dresda alle 17,30, in tempo per una passeggiata nel centro storico). Pernottamento nell’AA all’interno del parcheggio “Stellplatz am Bluherpark”, vicinissimo al centro storico.

Nota1: l’autostrada polacca, da Varsavia fino al confine tedesco, è, per ora, gratuita (i caselli per il pedaggio sono ancora in costruzione) per circa 80 km (fino all’uscita di Kutno Zgiez). Poi fino a Konin 9,90 Zl, dopo 2 pagamenti di 15 zl ciascuno.
Nota2: l’AA di Gr. Meißner Straße/Wiesentosraße era impraticabile in quanto c’erano lavori in corso sulla strada di accesso. È stato l’addetto di questa AA ad indicarci (segnandolo direttamente sul nostro TomTom, quella in cui poi siamo andati.
Nota3: nell’AA Stellplatz am Bluherpark, si paga solo con monete (14€) o, in alternativa, al City Herberage, a 300m. I servizi essenziali sono assicurati da una Sanistation.
Nota4: ancor più vicino al centro storico delle AA citate è il parcheggio (con zona camper) posto in Waisenhausstraße Non è dato sapere se è permessa la sosta notturna.

2a tappa di ritorno: Da Dresda a Rovereto
Anche questa tutta in autostrada. A Chiusa cena in ristorante ricavato in un vecchio mulino ad acqua (cena molto buona) e congedo con i nostri compagni di viaggio. Pernottamento in un parcheggio a Rovereto.

Nota: l’AA di Rovereto, in via Palestrina, nei pressi dello stadio Quercia, è momentaneamente in manutenzione. Noi utilizziamo l’ampio parcheggio sovrastante che da sui campi sportivi e dove sono già altri camper (è immediatamente dopo l’ AA)


3a tappa di ritorno: da Rovereto a Roma
Purtroppo è finita anche questa vacanza!!!!!

Nota: da segnalare l’ottimo camper service dell’Area di Servizio “Garda Ovest”, sulla A22: scarico ampio e funzionale (facile da centrare), fotocellula per lavaggio automatico, scarico wc a cassetta, anch’esso con lavaggio automatico. Visto che la maggior parte dei CS incontrati era chiusa o in condizioni pietose o di difficile utilizzo, ci è sembrato opportuno segnalare questa che dovrebbe essere presa ad esempio.

 

CONCLUSIONI
Viaggio molto bello, anche se lungo: ben 9400 km. Sulle strade russe (e alcune polacche) la guida è stata, come evidenziato nel diario, abbastanza pesante, ma la bellezza dei luoghi visitati ci ha ricompensato del disagio. Si consiglia di abbinare (se si hanno giorni a disposizione) la Russia con le Repubbliche Baltiche (come da noi fatto): infatti per arrivare al confine polacco-lituano occorrono, dal confine italiano, non meno di 2 giorni e altrettanti per il ritorno; pertanto una volta che si è arrivati lassù …; magari cercando di arrivare all’isola di Kiži (a nord di San Pietroburgo), famosa per le fantastiche le chiese in legno, considerate le più interessanti della Russia.

Certo saranno 400-500 km a nord, nella Carelia russa, ma dalle foto viste sulle riviste del settore, devono essere uniche e spettacolari. Certamente, come detto nella premessa, il viaggio organizzato fa risparmiare tempo e inconvenienti in una terra (la Russia) che non “coccola” di certo i viaggiatori; in caso di viaggio “fai da te” calcolare almeno 3/4 giorni in più e armarsi di santa pazienza: i russi (sia uomini che donne), specie se hanno una divisa (dai poliziotti ai portieri), non brillano per cortesia, pochissimi (anche i giovani) che masticano qualche parola di inglese; in molti luoghi, specie se ci si allontana dalle rotte turistiche classiche, le indicazioni sono solo in caratteri cirillici.

Per ricapitolare quanto esposto nel diario:
A Mosca:
da non perdere:

- il giro delle stazioni della metropolitana;
- la Piazza Rossa con la cattedrale di San Basilio, il Mausoleo di Lenin e i Grandi Magazzini GUM;
- il Kremlino con le sue cattedrali e il Museo dell’Armeria;
- la Galleria Tret’jakov;
- il Monastero delle Vergini;
- il cimitero Novodevičij;
da fare:
- due passi lungo l’Arbat;
- girare per i negozi e pranzare al self service dei Magazzini GUM;
si possono tranquillamente perdere:
- la cattedrale del Cristo Salvatore;
- il Parco delle Esposizioni;
- La collina dei Passeri.
Lungo l’Anello d’Oro e verso San Pietroburgo:
da non perdere:

- la cattedrale di San Demetrio a Vladimir;
- la cattedrale della Natività della Vergine a Suzdal;
- la cattedrale della Trasfigurazione del Salvatore e la chiesa del profeta Elia a Jaroslav;
- il kremlino con la cattedrale dell’ Assunzione e l’adiacente campanile a vela a Rostov;
- la cattedrale di S. Sofia e il monumento al Millenario della Russia a Novgorod;
da vedere:
- la Cattedrale della Dormizione a Vladimir;
- il museo all’aperto delle case di legno a Novgorod;
A Pushkin e San Pietroburgo:
Da non perdere:

- il palazzo di Caterina;
- la fortezza dei SS Pietro e Paolo;
- la chiesa della Resurrezione;
- la cattedrale di Sant’Isacco ;
- l’incrociatore Aurora;
- le stazioni della linea rossa della metropolitana;
- l’Ermitage: per il contenuto e per il contenitore;
da fare:
- due passi sulla Prospettiva Nevskij;
- una gita in battello lungo la intricata rete di canali che attraversa la città.
Nelle Repubbliche Baltiche:
da non perdere:

- Il centro storico di Tallin (EST);
- a Riga (LV): il centro storico, la zona delle architetture art nouveau, il Mercato Centrale;
- Kolka e la Costa dei Livi (LV);
- Kuldīga e lo Jermala Park (LV);
- la penisola di Nerida con la Riserva Naturale di Nagliai, la cittadina e la duna di Nida, la Collina delle Streghe a Juodkrantè (LT);
- la Collina delle Croci a Siauliai.
si possono tranquillamente perdere:
- Talsi (LV)
- Ventspils (LV)

 

NOTE


FRONTIERE
Inesistente quelle per e tra le tre Repubbliche Baltiche, mentre esiste, e occupa molto tempo, quella tra la Lettonia e la Russia. Noi ce la siamo cavata in circa 4 ore ma ci riferiscono di tempi che possono anche arrivare a 8 ore, pertanto è necessaria una elevata dose di pazienza. Conviene cercare di passare la frontiera di primo mattino (ci sono meno code). Sono necessari:
- passaporto (validità di almeno 6 mesi);
- visto rilasciato dal consolato russo (anche tramite agenzie specializzate);
- traduzione in lingua russa della patente (a meno che non si abbia la patente internazionale);
- carta verde (oltre, ovviamente, al libretto di circolazione e documento di possesso del camper).

Tutti i documenti debbono essere originali. Prima di partire verificare se la carta verde della nostra assicurazione contempla anche la Russia (non tutte lo fanno). In caso contrario contattare l’assicurazione per stipulare una polizza aggiuntiva. Si può fare anche in Russia, alla frontiera (non sappiamo se contiene o no ma, certo, allunga tempi già estenuanti). Se il veicolo non è di proprietà di uno dell'equipaggio occorre delega notarile. Per animali o minori senza genitori al seguito occorre altra documentazione.

Conviene avere con se fotocopie di tutti i documenti (carta di circolazione, passaporto,...) e due foto tessera dei membri dell'equipaggio. Per la Russia è consigliabile stipulare una polizza integrativa sanitaria; nelle Repubbliche Baltiche vale la nostra tessera sanitaria.

Le modalità alle frontiere sono le seguenti:
Frontiera lettone:
1) in un primo gabbiotto: registrazione del camper e rilascio di un foglio timbrato contenente dati e targa del camper;
2) controllo passaporti, libretto di circolazione e patente (originali) e controllo sommario del camper con apposizione di un altro timbro sul foglio di cui sopra;
3) consegna del foglio in un secondo gabbiotto e passaggio verso la frontiera russa.
Frontiera russa:
1) prendere, in un gabbiotto, possibilmente mentre si è in fila per entrare, il foglio di immigrazione (uno a testa) e compilarlo. Il foglio, in cui occorre scrivere i dati riportati sul passaporto, consta di due parti, A e B, da compilare in maniera eguale (le indicazioni sono, oltre che in cirillico, anche in inglese);
2) una volta entrati consegnare il suddetto foglio: la parte A verrà trattenuta mentre la parte B verrà restituita (conservarla con cura, servirà, al ritorno, per l’uscita dal paese). Segue ispezione del camper;
3) in un altro gabbiotto si prende, si riempie e si consegna il foglio di importazione del camper, dopodiché si esce dalla zona di frontiera entrando a tutti gli effetti in Russia.
Per riportare in Italia oggetti dalla Russia informarsi prima di partire, molte cose (caviale, icone,…) hanno limiti o divieti di esportazione.

COSTI
Il cambio, ad agosto 2013, era:
- in Russia: 1€ = 42,76 rubli (pyb)
- in Estonia: c’è l’euro
- in Lettonia: 1€ = 0,70 Lats (Ls)
- in Lituania: 1€ = 3,45 Litas (Lt)
- in Polonia: 1€ = 4,28 zloty (Zl)
Essendo un viaggio organizzato, il costo dei campeggi e parcheggi dove abbiamo sostato era compreso nel pacchetto, così come alcuni pranzi e cene e ingressi in musei e siti vari. I costi extra (ingressi, pranzi/cene, …) e quelli relativi ai pernottamenti nella parte del viaggio “fai da te”, sono indicati nel diario e, salvo indicazioni diverse, si intendono per coppia (ingressi, cene, ….) e per equipaggio (pernottamenti).

Comunque, in Russia, il costo della vita è senz’altro più basso che in Italia, specie per quel che riguarda alimentari e carburante (il gasolio costa, in media, 0,70€). Nelle Repubbliche Baltiche si spende un pochino di più, ma sempre meno che in Italia (es: il gasolio costava, circa 1,3€). A titolo di esempio, noi abbiamo speso, circa 1.800€, di cui 1090€ di gasolio (876 litri, cercando di fare il pieno sempre dove costava di meno). Da considerare, come già detto, che molte spese erano comprese nel pacchetto del viaggio.
In Russia portare denaro contante, ma senza esagerare: a Mosca e San Pietroburgo è possibile trovare sportelli automatici ATM (bancomat) e, in alcuni distributori, pagare con carta di credito.

Nelle Repubbliche Baltiche e Polonia nessun problema: bancomat e pagamenti con POS.

TEMPO E TEMPERATURE
Fino a poco più di metà agosto, cioè fino a Mosca compresa, caldo, tanto caldo; abbigliamento obbligato (tranne che per visitare chiese): calzoncini, sandali e t-shirt. Dopo, un po’ perché a queste latitudini fine agosto è l’inizio dell’autunno un po’ perché si saliva verso nord, le temperature, specie la mattina, calano sensibilmente; di giorno il sole picchia ancora ma l’aria si fa frizzante (contemplare felpa, jeans e sneakers). Improvvisi acquazzoni sono sempre in agguato; consultare le previsioni meteo prima di uscire per un giro in città: si lascia il camper con il cielo limpido e si rischia di tornarci fradici.

INFORMAZIONI UTILI
Di solito non portiamo molte cibarie (riteniamo che viaggiare significa anche fare conoscenze culinarie ed evitiamo ristoranti italiani) ma, data la estrema differenza di usi e abitudini e la difficile reperibilità di prodotti per noi essenziali abbiamo portato una buona scorta di prodotti a lunga conservazione: caffè, tonno, fagioli, carne in scatola, pasta, passata di pomodoro, vino, parmigiano, salumi e affettati confezionati. Infatti molti prodotti sono assai diversi da quelli da noi usati: caffè con diversa tostatura, olio solo di girasole, il vino c’è, anche italiano, ma è caro e di non eccelsa qualità (se ti vuoi far amico un russo, regalagli una bottiglia di vino italiano), maiale e pollo ok ma trovare una bistecca di manzo o vitella è raro. Comunque dappertutto si trovano supermercati, più o meno grandi. Di solito hanno le vetrine coperte con manifesti che riproducono alimenti; abbastanza facile trovare un buon espresso: ormai hanno tutti macchine da caffè italiane o a capsule tipo Nespresso (a proposito, chi ce l’ha porti con se la tessera del Nespresso Club: a San Pietroburgo, sulla Prospettiva Nevskij, c’è un negozio del Club per gustarsi un caffè difficile da rifare nel camper)

Né a Mosca né a San Pietroburgo siamo riusciti a trovare giornali italiani (neppure con l’ausilio delle guide).

Assolutamente sconsigliato, almeno in Russia, bere acqua non sigillata. Mettere Amuchina nel serbatoio del camper (anche quando vi assicurano che è potabile) anche se, ovviamente, non si usa per bere. É difficile sapere quanta Amuchina aggiungere (occorrerebbe sapere l'entità della carica batterica!). La cosa migliore sarebbe aggiungere Amuchina fino a che, nell'acqua, dopo qualche minuto, permane un odore di cloro (sintomo che i batteri sono stati distrutti e rimane del cloro in eccesso). Comunque con una concentrazione di 50 ml di Amuchina (quella che si trova nelle farmacie e anche nei supermercati) per 100 litri si acqua, si dovrebbe stare sicuri. Ovviamente se si fa un rifornimento parziale mettere una quantità inferiore proporzionale al carico. Per avere un buon effetto antibatterico occorrerebbe aspettare almeno 15'-30' dopo il trattamento con l'Amuchina. Con questa concentrazione il sapore del cloro è appena percepibile e non fastidioso. In alternativa, se l’odore del cloro da proprio fastidio, si possono utilizzare i sali di argento (reperibili in qualsiasi negozio di articoli da campeggio).

Nelle Repubbliche Baltiche l’osservanza di tali precauzioni non è necessaria.

Si consiglia, anche se nessuna vaccinazione è obbligatoria, la vaccinazione antitetanica. É molto opportuno portare con se un antibiotico specifico per problemi intestinali e fermenti lattici (meglio in polvere) per combattere l'eventuale fastidiosa "diarrea del viaggiatore".

Il CB in Russia dovrebbe essere, dal 1993, permesso ma, visto che alcuni camperisti hanno avuto problemi, è meglio, alla frontiera, occultare l'apparecchio e, se è possibile e facile, smontare l'antenna. Rimontarla solo dopo la frontiera; da questo punto in poi non ci sono problemi. Certo, se si incontrano pattuglie della polizia è meglio evitare di farsi vedere col microfono in mano o davanti alla bocca. In Austria è vietato, pertanto usare la stessa procedura. D'altronde, se si viaggia in carovana, il CB è indispensabile.

Partire con le bombole di gas piene: l'attacco delle loro è diverso da quello delle nostre; comunque noi abbiamo consumato meno della metà di una sola delle due bombole, visto che, a parte alcune cene (i pranzi erano di solito, piatti freddi, per questione di tempo) il gas è servito solo per il frigo (nelle soste in parcheggio, laddove l'elettricità mancava) e per la stufa (gli ultimi giorni, pochi minuti, la mattina presto).

All’altezza di Mosca non abbiamo più ricevuto il segnale TV dalla parabola. Evidentemente stavamo troppo ad est, oltre il raggio di azione del satellite Hot Bird. Per ricevere il segnale occorre modificare l'angolo dello skew. Lo skew è quel parametro (regolato ruotando leggermente sull'asse di rollio l'illuminatore) che permette di "ritrovare" la perpendicolarità del sistema ricevente rispetto al fascio di segnale captato: essa deve essere sempre a 90 gradi per ottenere il massimo livello di segnale e per far si che le polarizzazioni vengano rispettate (verticale-orizzontale).

Le prese elettriche sono, nella maggior parte dei casi, quelle tedesche (le Siemens o Shucko), raramente quelle CEE azzurre.

Per comunicare con il cellulare si possono comprare schede telefoniche in loco. Noi ne abbiamo comprate 2 (una a Mosca ed una a San Pietroburgo, perché c’è una divisione in aree geografiche tra le due città, nei negozi Megafon); non le abbiamo però comprate per comunicare tramite chiamate telefoniche, ma solo per la connessione dati (scegliendo un apposito piano tariffario), comunicando poi tramite WhatsApp. Possono essere scelti anche piani tariffari che prevedono chiamate verso l’estero (quindi verso l’Italia) ad un prezzo sicuramente più vantaggioso rispetto alle schede di operatori italiani (questi prevedevano tutti un costo chiamata di € 3 minuto). Precisiamo che sia a Mosca (in zona centralissima lungo l’Arbat) che a San Pietroburgo vicino alla metropolitana del parcheggio camper non è stato facile conversare in inglese con gli addetti.

Anche se non diffusissimo, è possibile trovare il WiFi, ad esempio tutti i McDonald lo mettono a disposizione gratuitamente e a Mosca lo si può trovare in varie aree pubbliche.

Attenzione ai passaggi a livello: sono sempre senza barriere; occhio al semaforo.

Nella maggior parte delle chiese russe è obbligatorio, per le donne, la gonna lunga almeno fino al ginocchio (in alternativa un pareo da mettere attorno alla vita), in alcune sono tollerati i pantaloni lunghi, mai quelli corti o le minigonne. Per gli uomini, assolutamente obbligatori i pantaloni lunghi (non sono permessi neppure quelli tipo
“pinocchietto”): zelanti custodi provvedono a mettere alla porta chi non è in regola.

Nella maggior parte dei posti visitati (molto spesso su laghi, fiumi o canali) costante è la presenza di zanzare. Provvedere dotando il camper di “armamento” apposito.

Tener presente che nelle Repubbliche Baltiche occorre mettere avanti di un’ora l’orologio; in Russia di due ore.

Concentrazione e attenzione nella guida: il rispetto delle norme di circolazione, in Russia, è merce sconosciuta. È prassi consueta vedersi sorpassare a destra, a tutta velocità, sia sulle corsie di emergenza che sulle banchine, sia se si è fermi in coda sia se si è in marcia; i cartelli con i limiti di velocità probabilmente vengono considerati abbellimenti stradali e gli indicatori di direzione, degli optional superflui, mentre la guida a zig zag un elemento di distinzione.

DA COMPRARE
Difficile trovare vero artigianato. Solo a Jaroslav, nella mostra-mercato annessa al Museo di Arte Antica (Muzej drevnerusskogo iskusstva), abbiamo trovato piatti e belle scatole laccate decorate con miniature; altrimenti le solite matrioske, spesso con volti di politici (Obama, Berlusconi, …). Simpatiche nella loro assurdità le pantofole a forma di carota o di carrarmato, viste nelle bancarelle a Suzdal. Numerosi i venditori di ricordi nostalgici dell’era sovietica (distintivi, berretti militari, …). Come già detto sopra, per riportare in Italia oggetti dalla Russia informarsi prima di partire, molte cose (caviale, icone,…) hanno limiti o divieti di esportazione.

STRADE E CARBURANTI
La situazione delle strade russe è, a dir poco, allucinante: Sarà pure la seconda potenza industriale del mondo, ma le sue strade sono da terzo mondo (o forse da quarto mondo, se esiste). Un terzo delle strade da noi percorse erano, ad essere magnanimi, delle mulattiere approssimativamente asfaltate, che solo con molta fantasia poteva fregiarsi dell’appellativo di strada. Un altro terzo era rappresentato da cantieri, con conseguenti sensi unici alternati, su, spesso, percorsi provvisori sterrati. Solo il rimanente 30% era costituito da strade normali (perché appena rifatte); di autostrade neppure l’ombra (anche se alcune strade erano spacciate per tali). Pertanto nel calcolare il tempo necessario per gli spostamenti, occorre calcolare una media di percorrenza di 30-40 km/h.
Questo vale sia per le arterie che collegano centri minori sia per quelle che collegano centri grandi e importanti.

Buone (in alcuni casi ottime) le strade e le autostrade nelle Repubbliche Baltiche. In Polonia la situazione sta migliorando rispetto anche a pochi anni fa: molte delle famigerate strade con i profondi solchi sono state rifatte e si stanno costruendo autostrade; rimane, comunque, ancora molto da fare.

Lungo le strade russe, una presenza costante sono le molte pattuglie di polizia munita di rivelatore di velocità. In Russia sembrano non esistere semafori differenziati, anche sulle grandi arterie, per cui girare a sinistra è, spesso, assai arduo.
In Russia, per i rifornimenti di carburante (la pompa del gasolio è contraddistinta dalla sigla DT, spesso scritta in cirillico, cioè Д Т) occorre avere molta pazienza. Nella maggior parte dei casi è possibile pagare solo in contanti con la seguente procedura:
1) si va alla cassa dando una quantità di soldi pari o superiore a quella necessaria per il nostro fabbisogno di carburante; il gestore rilascerà una ricevuta;
2) fatto il rifornimento, si torna alla cassa per riavere indietro l’eccedenza; solo a quel punto il gestore (con molta, molta calma) sbloccherà la pompa per il successivo cliente.
Non tutti i distributori accettano carte di credito, come pochi sono quelli in cui il rifornimento avviene come da noi (cioè si fa carburante e poi si va a pagare). Tutto normale, per il rifornimento, nelle Repubbliche Baltiche e in Polonia.
I prezzi al litro del gasolio erano (ad agosto 2013), in media:
- in Russia: 31 ryb
- in Estonia: mai fatto rifornimento
- in Lettonia: 0,9 Ls
- in Lituania: 4,67 Lt
- in Polonia: 5,66 Zl
- in Austria e in Germania sui 1,3-1,4 €

CAMPEGGI – AREE ATTREZZATE
In Russia rari i campeggi (circa una decina in un territorio sconfinato, nessuno a Mosca) e noi non ne abbiamo mai usufruito; pochissime le aree, più o meno, attrezzate. Lungo alcune arterie (come la M10 che da Mosca porta a San Pietroburgo) si notano cartelli indicatori con il simbolo della tenda da campeggio: in realtà sembrano indicare parcheggi (forse attrezzati con servizi igienici) per camionisti (infatti in quelli che abbiamo incrociato era sempre presente una pompa di benzina), da tener presente in caso di necessità; comunque non potevamo fermarci per approfondire (eravamo in carovana) e poi, tanto, erano lontanissimi da qualsiasi centro abitato.

Le AA russe, A Mosca e san Pietroburgo, sono ricavate da parcheggi di centri sportivi (di cui si utilizzano i servizi igienici e le docce) in cui sono stai aggiunti un rubinetto per l’acqua, un tombino per gli scarichi e alcune prese di corrente. Tali AA, rustiche ma, tutto sommato,sufficienti, sono frutto di accordi tra alcuni Tour Operator italiani e le suddette società sportive; in essi abbiamo incontrato solo carovane organizzate di camper (come la nostra) e non mi è dato di saper se sono fruibili anche da camperisti “fai da te”, anche se, a giudicare dai diari letti sui siti, sembrerebbe di sì. Sono tutte sorvegliate, spesso 24/24h, con sbarre di chiusura (la sorveglianza, in Russia, è capillare).

Da tener presente che non sono assolutamente segnalate, pertanto l’unico modo per sapere della loro esistenza e trovarli è reperire informazioni sui siti per camperisti o sui diari di viaggio. Il alcuni parcheggi, anche abbastanza centrali (come in quelli indicati nel presente diario), è possibile la sosta notturna.

Buoni e numerosi i campeggi nelle Repubbliche Baltiche (più numerosi di quelli riportati nei depliant turistici dati negli uffici informazioni), mentre non abbiamo utilizzato le AA (che pure esistono, stando agli elenchi reperibili sui siti per camperisti). Varia è la qualità dei campeggi polacchi: accanto a strutture gradevoli e ben organizzate (normalmente piccoli campeggi di cittadine) abbiamo i campeggi gestiti dal PTTK (organizzazione pubblica per lo sport e lo svago) in cui colpisce, per la maggior parte di essi, lo stato di abbandono, anche di complessi che dovevano essere, viste le strutture ancora presenti, molto più frequentati in altre epoche. Le strutture molto grandi, la presenza di bungalow e altre strutture "collettive", evidenziano l'uso, negli anni passati, a mo' di colonia per ragazzi o vacanze strutturate per lavoratori tipo "dopolavoro", caratteristica comune a molti campeggi nell'est europeo.

Comunque sono abbastanza economici e stanno, via via, in fase di ammodernamento. Sono tutti contraddistinti da un numero (alcuni anche da un nome).

 

Per informazioni: Moma47@libero.it