Ungheria 2007
di Maurizio e Stefania, 28 Luglio - 26 Agosto 2007
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28 luglio: Partenza |
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29 luglio: Verso Kranjsca Gora A Nova Gorica inizia il percorso lungo l’Isonzo, passiamo per Kanal (spiagge vicino al piccolo campeggio), Tolmin, Kobarid, Bovec, Soča, Trenta (la strada sembra chiusa dal Triglav, che si para davanti imponente), Il fiume è bellissimo; tra Soča e Trenta molte organizzazioni di rafting. A Trenta due campeggi di montagna piccoli e tranquilli. Si prosegue per il passo del Vršic, 47 tornanti di cui la metà per arrivare al passo l’altra metà per scendere a Kranjsca Gora (interessante solo per chi ama gli sport invernali). A metà della discesa interessante la Cappella dei Russi (piccola cappella in legno in mezzo ad un bosco). Pernottamento al campeggio Špik di Kranjsca Gora. |
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30 luglio: verso l'Ungheria fuggendo dal maltempo Torniamo sulla statale e ci becchiamo il traffico. A Lubijana piove anche più forte: speriamo bene. Proseguiamo per Zagabria ma piove ancora e ci dirigiamo in Ungheria. Passiamo il confine a Gorican e ci fermiamo nella prima cittadina: Nagykanisza per prelevare fiorini. L'ingresso in Ungheria è caratterizzato da un accentuarsi dei colori delle case e dei tanti manifesti pubblicitari coloratissimi. Siamo diretti a Pecs ma è troppo lontana e consultando la mappa dei campeggi troviamo Nagyatád dove arriviamo alle 20. Il campeggio è quasi vuoto, piazzole ben delimitate da siepi, ottimi servizi (come quasi tutti quelli della catena Castrum), svariate piscine termali scoperte e coperte, impianti sportivi, ma parlano solo ungherese e tedesco! Comunque riusciamo a farci capire a gesti. |
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31 luglio: Verso Szeged passando per Villany Riprendiamo la strada 68 verso Barcs che dista una 40ina di km. Tipica zona agricola con case ad un piano in fila lungo la strada. Verso Pécs. Periferia grande zona commerciali con Tesco aperto 24h. A Pécs parcheggiamo facilmente (ma il nostro camper è solo 5,5 m) a ridosso del centro. Un francese con un motorhome lo troviamo nella piazza principale. Pranzo al Dom in Kiraly ùtca e visita secondo Guida Verde Touring, poi verso Harcány quadrilatero verde e intorno case e negozi. Il campeggio è un po' oltre l'ingresso delle piscine che sono tutte scoperte e il sole nel frattempo si è nascosto dietro le nuvole. Decidiamo di andare a Villány praticamente una strada con cantine lungo i lati, per assaggiare i famosi rossi barricati. Ogni cantina fa assaggiare (a pagamento) i suoi e noi non abbiamo indicazioni di quali sono le migliori. Ci fermiamo a caso, assaggiamo due rossi: un Portugieser e un Cabernet Sauvignon del 2001, molto tannico, che non vale i 5000 ft a bottiglia; Rimaniamo un po’ delusi e non compriamo nulla. Proseguendo nell'itinerario abbiamo poi scoperto che in realtà ci sono marchi di vini di Villány abbastanza buoni (ad esempio Teleki). Andiamo verso Szeged e ci dirigiamo a Baja per la notte, ma il campeggio segnalato nella guida di Plein Air e prontamente trovato grazie al tom tom è chiuso per restauro. Non ci resta che dirigerci direttamente a Szeged, dove sempre grazie al tom tom troviamo il Napfeny un motel-camping, dove per fortuna la reception è quella di un albergo quindi sempre aperta (siamo arrivati che erano le 21 passate). Il camping è un po’ desolato, praticamente vuoto eccezion fatta per la zona dei bungalow (evidentemente negli anni passati era una specie di colonia) ma i servizi sono abbondanti e puliti e poi domattina saremo già in città. |
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1° agosto: Szeged e Gyula Andiamo in città: il centro è vicinissimo. Seguiamo il
percorso Guida Verde TCI. La città è stata distrutta a fine
800 ed è stata ricostruita nei primi del 900, quindi ci sono Ritornati al camper usciamo dalla città poco dopo le 16 direzione Gyula dove giungiamo due ore dopo. Tra il campeggio Thermal, un po’ decentrato ed il campeggio Mark scegliamo questo, a due passi dalle terme, molto piccolo in verità, ma la nostra piazzola è fin troppo grande. Andiamo a vedere dove sono le terme per capire come funzionano ma tutto è in ungherese, rumeno e tedesco e non riusciamo a capire le varie scelte offerte per gli ingressi. Lo capiremo solo più tardi collegandoci al sito delle terme che è anche in inglese. |
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2 agosto: Relax a Gyula |
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3 agosto: Hortobágy e la Puszta Hortobágy è poco più che un villaggio. Il vero centro, con negozi e il Centro Visite del parco, è alla fine del villaggio, poco prima del ponte, dove c’è anche la caratteristica vecchia Hortobágy Csarda (1699) ancora in funzione ed uno dei due campeggi del villaggio, quello in cui ci siamo fermati, cioè il Puszta Camping (è dietro il Museo dei pastori). Il campeggio è decisamente in rovina, ma i servizi essenziali ci sono edè comodo, specie per passarci una notte, vista la vicinanza con il centro. Per la visita guidata occorre superare il ponte e seguire le indicazioni dell’ Hortobágy Club Hotel (prima traversa a destra) poi della Mata. Gli orari attuali della visita sono alle 10, 12, 14, 16, si effettua su carretti trainati da cavalli e dura circa 90 minuti al costo 2200 ft a persona. È la classica visita per turisti (mandriani in costume tradizionale che, ormai, non usa più nessuno– esibizioni di destrezza) ma è l'unico modo per poter ammirare il fascino della Puszta e i suoi particolari animali che solo lì vengono allevati: le pecore racka dalle corna ritorte, i maiali mangalica dal pelo riccio, il bue grigio dalle lunghe corna e (come avrò occasione di apprezzare) dalle saporite carni. Cena alla Hortobágy Csarda: locale semplice, musiche popolari ungheresi (suonate da due suonatori) non invadenti (di solito non apprezziamo i classici locali per turisti con chiassose orchestrine, ma qui è molto soft); cibi: vino Merlot di Villany 2004 (Teleki), Bogracsgulyas (goulash), Magyaros bivalytokany (filetto di bue grigio con contorno: eccezionale!) pasztortarhonyaval (filetto di bufalo con contorno: altrettanto buono) e borjujava joasszony modra (grey cattle), dessert strudel e palacinta con ciliegie e cioccolato tutto per 10.000 ft con la mancia (40 euro in due!). |
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4 agosto: Tokaj. Visto che il campeggio è quasi vuoto non c'è stato bisogno di prenotare; riusciamo con il camper alla volta di Tokaj. La cittadina è piccola e graziosa, si parcheggia agevolmente (in periferia, il centro è pedonale); ovviamente è piena di cantine che offrono degustazioni a pagamento (cosa che abbiamo trovato dappertutto in Ungheria e che ci è molto gradita: così non abbiamo obblighi morali ad acquistare) e noi scegliamo (su consiglio della Lonely Planet) le cantine Rakoczi, che offrono degustazioni varie in una suggestiva cantina. Il livello dei vini è decisamente elevato, i prezzi, per i nostri standard, non eccessivi: un ottimo Furmint a 1800 Ft e un'altrettanto ottimo Tokaji 5 puttonyos del 2001 a 7100 Ft (preferiamo il 5 puttonyos perché troviamo il 6 troppo dolce ed esageratamente dolce la pur pregiata Eszencia) per cui acquistiamo il massimo che riusciamo a portare (il camper è almeno a 500 metri). |
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5 agosto: Verso Eger Arrivo, in serata, nel campeggio Tulipan, che è nella stessa via delle cantine (Szepasszonyvolgi útca). |
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6 agosto: Eger Dopo la visita al castello ci concediamo un buon pranzo in un ristorante vicino e poi una degustazione
nell'enoteca Bikaver Borhaz (Bor Bar) della Pannon Vin '98 di Dobo Ter 10, dove acquistiamo 2 bottiglie di
bianco perché il famoso Bikavér non ci convince per rapporto qualità/prezzo ed avevamo ragione come si
vedrà in seguito. Torniamo al camper risalendo con qualche difficoltà (causa
assaggi) la breve salita che ci divide dal campeggio. Il campeggio nel frattempo si è ripopolato ed il clima da |
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7 agosto: da Eger verso Budapest Il paesino consta fondamentalmente di due strade e conserva intatta l'architettura rurale e le usanze contadine dell'Ungheria ottocentesca e del polpolo Paloc. Alcuni lo giudicano una "sceneggiata" per turisti (a noi nonè sembrato così), ma l'atmosfera è piacevole come piacevole è il panorama che si ammira dal castello. Pranzo buono e abbondante con dolci e birra a 24 € equivalenti (compresa buona mancia). Torniamo indietro per la E77 arrivando a Szécsény S22 a Balassagyarmat c’è un museo all’aperto dei Paloc, ma dopo una brevissima ricerca desistiamo per non perdere tempo. A Vác, sull’ansa del
Danubio traversiamo il fiume col traghetto (è un po’ caro: 15 € equivalenti
contro gli appena 2 della traversata sul Tisza). Giriamo un po’ l’isola, ma |
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8 agosto: Budapest Qui, col valido aiuto del navigatore, ci districhiamo nel traffico cittadino e troviamo subito il campeggio. Il Zugligeti "niche" camping presenta luci ed ombre: è ricavato dall'ex capolinea del tram n° 50 (due vetture, trasformate in bar ne costituiscono l'ingresso) e consta di una strada in salita, ai margini della quale sono ricavate le piazzole (alcune abbastanza piccole e non sempre in piano, adatte a camper piccoli), la strada termina in uno slargo con il ristorante (colazione compresa nel prezzo) e qui, possono campeggiare anche camper di dimensioni maggiori. I servizi sono ottimi e alla reception parlano italiano, inoltre e ben collegato con il centro città: all'uscita del campeggio l'autobus 158 porta rapidamente a Moszkva Ter, da cui partono bus, tram e metro per ogni parte della città. Una doccia e muniti di un abbonamento settimanale a prezzo ridotto (3000ft contro i normali 3600), emesso per un festival, sbarchiamo al centro. Il navigatore perde il segnale, ma la nostra memoria (sono passati 10 anni dalla visita precedente) no e ritroviamo subito il Karpatia (Ferenciek tere 7/8), dove ceniamo a un prezzo decisamente elevato per gli standard fin qui sperimentati, ma con cibi e vino di una qualità decisamente superiore. Riprendiamo la metro, troviamo con qualche difficoltà il capolinea del 158 e di lì a poco siamo a dormire decisamente aiutati dall'ottimo Merlot di Villány centellinato a cena. |
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9 agosto: Budapest |
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10 agosto: Budapest Presi i biglietti facciamo un giro per il Belvaros, dal lungo Danubio e ritorno all’interno passando per Santo Stefano. Visita al Parlamento e prosecuzione del giro da Andrassy út. Palazzo della Posta (in restauro) e inizio di Andrassy, fino all’Octogon dove prendiamo la graziosa metro fine ottocento (il piccolo metrò giallo) fino alla Porta degli Eroi. Visita parco ritorno con il metrò giallo fino al capolinea, gelato da Gerbeaud e ritorno in metro e tram, con sosta alla stazione Nyugati P. |
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11 agosto: Budapest Andiamo a Moskva Ter dove al centro commerciale Mammuth scopriamo molti negozi. Troviamo il giornale italiano, ma ce l'avevano anche al Gellert. Entriamo al Gellert; l'ingresso si paga per l'intera giornata, salvo restituzione all'uscita, quando si passa con la carta magnetica. Se la permanenza è inferiore a 3 o a 4 ore restituiscono 400 o 200 fiorini. Il biglietto costa 2800 ft. Si può usufruire delle piscine esterne, interna e termali più saune e bagno turco. Si ha diritto ad uno spogliatoio che viene chiuso dall'addetto, che conserva la chiave. Altri trattamenti si possono ottenere pagando (massaggi, lampade, ecc.). La struttura non è molto diversa da come doveva presentarsi all'inizio del secolo scorso, molto diversa dalle razionali ed efficienti SPA moderne, molti servizi (spogliatoi, ad esempio) lasciano a desiderare, ma ha il suo fascino. All'uscita troviamo una lunga fila per entrare. Le piscine sono già piene (si sono riempite all'ora di pranzo). Torniamo al campeggio per riuscire per cena. Optiamo per il Menza, locale moderno ma che serve piatti tipici ungheresi, si trova in Liszt Ferenc Ter vicino all’Ocktogon. Ottima cena (carni, contorni, caffè, dessert e ottimo Shiraz) ad un prezzo decisamente abbordabile (14.000 Ft). |
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12 agosto: Budapest Giriamo per le parti d’interesse che non abbiamo ancora visto: il quartiere ebraico, l’Istituto di Geologia in Stefania Ut e il vicino Istituto dei ciechi (architetture Liberty). Chiudiamo con un gelato e un Marocchino (mondiale!) al New York. Sarà perché avevamo ombrelli e K-Way ma non ha mai piovuto nonostante il tempo si sia mantenuto coperto. |
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13 agosto: Budapest Ultimo giro per il centro tra un ritorno al Museo di Arti Applicate per comprare altre cornici liberty in un negozietto di fronte al museo, il Mercato Centrale e Váci Ut, poi al campeggio. |
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14 agosto: Gödöllő Grazioso il castello di Gödöllő e apprezzabile lo sforzo per restaurarlo, viste le condizioni in cui era ridotto (come si evince dalla piccola parte ancora da restaurare), per gli amanti del Liberty (che qui chiamano Secessione, come in Austria) molto interessante il museo della città (di fronte al castello) con la mostra della Colonia di Gödöllő: gruppo di artisti della Secessione ungherese. Molti disegni per tappezzeria e tappeti. Ripassando per Budapest per andare in direzione opposta, verso Gyor. Ci fermiamo al campeggio di Tata, un complesso bellissimo con molti bungalow che è quasi deserto. Le piscine all'interno sembrano in disuso: parte vuote, una sembra uno stagno. Venendo abbiamo visto alberi che ci sono sembrati pieni di nidi di uccelli. Abbiamo letto che qui lo spettacolo del volo degli uccelli sul lago in inverno è imperdibile. |
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15 agosto: Sopron Riprendiamo la nazionale per Gyor che traversiamo e poi per Sopron con una deviazione per Fertőd per visitare il castello degli Esterhazy (interessante). Sopron è piccola ma molto graziosa e vale veramente la lunga deviazione fatta per vederla e per passeggiare lungo i vicoli del centro (a forma di ferro di cavallo). |
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16 agosto: Hévíz, Arriviamo ad Hévíz, entriamo in campeggio e andiamo a vedere il lago termale. Il campeggio è un 5 stelle della catena Castrum. Veramente molto bello. |
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17 agosto: Relax a Hévíz |
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18 agosto: Čatež, Le Terme di Čatež sono un complesso formato da tre alberghi (tutti con SPA, usufruibili anche per i non clienti degli alberghi), bungalow e appartamenti di vario taglio e campeggio; all'interno due strutture con piscine di vario genere (tipo Acquapiper o Acquafan, con tutti i pregi e difetti di questo tipo di strutture), una scoperta e una al coperto, per cui è possibile fare bagni e passare ore di relax in qualsiasi stagione e con qualsiasi tempo. Le strutture sono forse un po' pacchiane (quella coperta abbonda di palme in plastica) ma sono perfettamente organizzate, curate, pulite e dotate di tutte le comodità (caratteristiche comuni a moltissimi complessi del genere sia in Slovenia che in Ungheria). Ma la cosa che a noi rilassa veramente (ed è una cosa che abbiamo trovato solo qui) è il Sauna Park: all'interno della struttura coperta della Riviera Termalna (ingresso 12 € per 3 ore + 2 € per ogni ora in più – orario 11-21), attorno ad una piscina termale a gradoni (36°) sono collocati 7 tipi differenti di saune, un bagno turco, due lettini solari, una doccia solare, più piccole piscine di acqua fredda oltre a svariati lettini; tutto è a disposizione dei clienti mentre sia la musica New Age a bassissimo volume sia l'abitudine di tutti a parlare a bassa voce contribuisce a dare un grande senso di relax. Noi ci passiamo almeno 3/4 ore al giorno. (Attenzione: il giovedì dalle 17 in poi il Sauna Park è riservato alle donne). |
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23 agosto: Verso Soave Arriviamo in serata a Soave, per recarci, l'indomani, presso la Cantina di Soave (Viale Vittoria, di fronte le mura) dove, come facciamo spesso, ci riforniamo di vini vari (specialmente Recioto di Soave, un eccellente passito). Per la notte ci fermiamo presso la comoda area di sosta lungo le mura (arrivati davanti all'ingresso della cinta muraria, girare a sinistra, dopo circa 200 metri c'è l'area), vicinissima alla cantina suddetta (gratuita, camper service e elettricità). |
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24/25 agosto: Montepulciano |
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26 agosto: ritorno a Roma |
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NOTE: |
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Per informazioni: maurizio47@fastwebnet.it |
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