Lavanda Tour 2009: mission ...possible

di Mauro, Maurone e Damila, 3 - 5 Luglio 2009

Sono passati diversi mesi dal giorno in cui mi è balenata l’idea di andare a vedere la lavanda in fiore in Provenza; sapevo che la cosa avrebbe fatto molto piacere alla mia Signora e quindi….perchè no? Ho sempre letto diari di viaggio che riportavano di paesaggi mozzafiato e di colori indimenticabili, potevamo quindi far mancare tutto questo al nostro repertorio francese???? Certo che no!!!
E vista cotanta ambientazione, abbiamo deciso di lanciare la proposta anche ai nostri amici camperisti di lunga data e provata esperienza. Incassato il primo ok dal Maurone76’s Team (ci sono voluti meno di 20 secondi di trattativa), sono passato all’azione di convincimento della Damila’s Company. A dire il vero lo sforzo non è stato eccessivo causa immediato crollo nella tentazione da parte dei sopracitati. Incassata la fiducia sono passato allo studio di un possibile percorso che si adattasse al poco tempo a disposizione: partenza venerdì sera e rientro la domenica ad un orario non impossibile….


Dopo attenta analisi (e conciliaboli vari) abbiamo deciso di passare dal Colle del Monginevro e di pernottarvi la prima notte, poi giù verso la Provenza per visitare il Colorado di Rustrel e l’altopiano di Valensole ed i suoi campi di lavanda. Rientro con sosta o al Lago di Serre Ponçon o a Briançon in base alle condizioni meteo. E sono proprio quest’ultime che mi hanno fatto preoccupare nell’immediata vigilia della partenza. L’elevazione dell’anticiclone africano ha portato la Francia a toccare temperature che non si vedevano dal 2003; per oltre una settimana la Provenza ha viaggiato tra i 35 ed i 39 gradi di massima……..ovviamente il cambio di circolazione, con i forti temporali al seguito, era previsto proprio per il week-end. Tutto in sospeso (un fiume di mail) fino alla riunione tecnica del mercoledì sera al ristorante dove (con i Damila’s costantemente informati), visto che le carte meteo sono nettamente migliorate, si decide per la partenza.

VENERDI’ 3 LUGLIO 2009

Oggi il programma prevede la visita dal pediatra per il Pupo: è ora di fare il tagliando!! Fortunatamente lo posso fare in officina così taglio un pochetto i costi…… ovviamente le sorprese sono sempre dietro l’angolo: controllando l’aria condizionata scoprono che non funziona perché c’è un tubo staccato (forse dimenticato, appeso al motore, da qualche meccanico genio quando ho rifatto la distribuzione all’Iveco)……ripristinato il tutto si passa alla ricarica di gas refrigerante ed alla sostituzione dei tergicristalli. Sono quasi le 18.30 ed il Bimbo è ancora senza mascherina anteriore….GRRRRRRRRR!!!!!!!!
Terminati gli ultimi controlli non mi resta che aspettare la Lella al capolinea del tram e partire (19.30).
Il programma prevedeva l’incontro con il Roller Man al primo autogrill della A4 ma il primo contatto telefonico fa cambiare il tutto. Noi fortunatamente, dopo il primo incolonnamento, non troviamo altre difficoltà a raggiungere l’autostrada; loro non lo sono altrettanto e si ritrovano imbottigliati sulla tangenziale nord!! Optiamo per proseguire a ritmo regolare e di incontrarci direttamente all’autogrill di Rivoli dove abbiamo l’appuntamento con la Damila’s family. Niente da segnalare fino al randez-vous; finalmente riusciamo a ritrovarci tutti e ripartiamo verso la prima tappa del Tour: il Col du Montgenèvre. Autostrada fino nei pressi di Oulx (con pochissimo traffico), poi uscita e via sulla SS24 che porta al Colle. Strada comoda fino a Cesana Torinese; poi inizia a salire mica male (comunque sempre comoda) fino all’abitato di Clavière. Passato il tunnel si entra finalmente in terra transalpina; pochi minuti e siamo a destinazione. L’area di sosta è molto grande ed occupata solo in minima parte da altri colleghi camperisti. Sistemiamo per la nanna i Pupi e respiriamo un po’ di aria buona (temperatura fantastica!) Prima di andare a nanna ci guardiamo un po’ in giro nel parcheggio e facciamo il briefing per il giorno dopo. Giornata impegnativa quella di domani che merita un attento studio sull’ora della partenza; con grande gioia di Federica e Silvia, decidiamo di partire verso le 7.30!! Quindi tutti a nanna perché la sveglia batte minacciosa i minuti verso la mezzanotte……

SABATO 4 LUGLIO 2009

Notte che è trascorsa splendidamente grazie all’arietta fresca che entrava dall’oblò; la sveglia suona presto (6.20) perché non abbiamo tempo da perdere….. Colazione, sistemata, pagamento biglietto (€ 6) e lasciamo l’area di Montgenèvre in perfetto orario; la discesa dal Col mi preoccupava un po’, invece è molto bella ed assolutamente fattibile anche per chi è alle prime armi. Una decina di km (N94) e siamo a Briançon; notiamo un grande parcheggio con alcuni camper proprio sotto ad uno dei forti che dominano la vallata e la cittadina. Annotiamo perché può tornare molto utile per la prossima volta visto che il posto ci ispira alquanto. Da segnalare invece un dislivello alquanto impegnativo (10% di pendenza) a metà strada tra Briançon ed Embrun. Il traffico è molto scarso e siamo velocemente nei pressi del lago di Serre Ponçon (Embrun); se prima avevamo una mezza idea di fermarci qui al ritorno…..ora ne abbiamo la matematica certezza!! Posto splendido: acqua verde smeraldo e molte aree ombreggiate dove fermarsi a fare il pic-nic. Circumnavigato il lago artificiale seguiamo la nazionale per Gap (N94) fino nei pressi del paesino de La Batie Neuve dove prendiamo la D942 che ci accorcia notevolmente la strada. Ora seguiamo per Sisteron (N85) mentre attorno a noi si alternano campi di grano a filari di meli in un continuo cambio di colori che rilassa il viaggio. Quando arriviamo a Sisteron veniamo colpiti dalla bellezza di questa cittadina che non conoscevo; ci sono anche un paio di parcheggi dove sostare (uno è pieno!!).

Area di sosta al Col del Monginevre Sisteron

E siamo già a due cose da vedere assolutamente in futuro……bisognerà iniziare a studiare il calendario!!! Si prosegue e, dopo aver tentato in vano la sosta in un Super U, ci fermiamo in un altro centro commerciale perché i Pupi iniziano ad avere sete. Fare gasolio non è affatto semplice; gli spazi sono molto ristretti e si rischia ad ogni manovra di portarsi via un ricordino del distributore. Nel mentre assistiamo anche ad una scena da saloon in pieno stile Rozzangeles; un paio di “signori” si prendono prima a male parole (probabilmente uno dei due ha fatto il furbo saltando la fila) poi uno dei due tira fuori dal baule un piccone, con il chiaro intento di tirarlo sul cofano dell’altro….. Ancora un paio di porconi ed il tutto si calma prima di degenerare definitivamente (sotto gli occhi preoccupati del Maurone76 che sta facendo gasolio proprio al loro fianco).
Terminata la sceneggiata non ci resta che ripartire in direzione sud; percorriamo l’ampia N96 che corre parallela all’autostrada (A51) e che non la fa certo rimpiangere. Lungo il percorso decidiamo di fermarci ad una bella boulangerie per rifornirci di baguettes per la cena (mi pappo anche un bel Toast au chèvre……delizioso). Facciamo ancora un po’ di km sulla stessa strada che poi lasciamo immettendoci nella N100 in direzione di Forcalquier (carino) ed Apt.

Molto più tortuosa della precedente ma sempre comunque ottima (anche perché il traffico resta scarso); da sottolineare numerosi tratti con ai lati grandi platani (picchiatori???) che precludono completamente la vista del cielo….
Giunti ad Apt (abbastanza piena di gente, causa mercato) prendiamo la D22 diretti a Rustrel dove ci aspetta il tanto agoniato Colorado Provençale. Una decina di km ci separano dalla meta; pochi minuti e giungiamo al parcheggio. Qui una gentile signora ci spiega che possiamo tranquillamente fermarci anche per la sosta notturna tra gli alberi; riassumendo: parcheggio e possibilità di pernottamento + biglietto d’ingresso al Canyon + piantina dei sentieri……..10 Euro.
Eh si…….cari amici miei di viaggio, avete sentito proprio bene (il Maurone76 mi guarda allibito) ora capite perché io preferisco venire qui piuttosto che stare nelle follie tariffarie italiane!!!!!! Sistemati i campers è ora di pensare anche ai rifornimenti per il pancino…
Prima di addentrarci alla scoperta ci fermiamo in un piccolo giardinetto provenzale (alquanto diroccato) adibito a baretto; dopo essersi sottratto da un tentativo di sbranamento di un cane un po’ troppo da guardia, il Maurone76 sciolina il suo english con il proprietario…..
Ci siamo solo noi e scopriamo ben presto il perché: il prestinaio non è passato e gli sono rimasti solo 4 panini. Andarcene ci prendi male, decidiamo di restare e di dividere quello che c’è da buoni fratellini..
Recuperate un po’ le forze (in fondo poteva andare peggio) e dopo aver scambiato quattro chiacchere col “gestore” ci incamminiamo lungo i sentieri colorati del canyon. Ci sono tre percorsi (arancione, nero e blu) divisi in base alla lunghezza; decidiamo di fare la via di mezzo che comunque prevede una bella camminata di più di due ore..

Colorado di Rustrel Colorado di Rustrel

Ci addentriamo prima nel “Sahara” e poi su verso le pareti di ocra con dei colori semplicemente meravigliosi; le foto si sprecano sotto un cielo azzurro che rende ancora più suggestivo l’ambiente.
Fa molto caldo e la seconda parte del percorso (nella foresta) benché presenti un continuo sali e scendi spacca gambe ci consente di respirare un po’. Curiosiamo la piccola cascata e raggiungiamo il nuovo belvedere dal quale si gode un magnifico panorama sul colorado e su tutta la zona circostante. Purtroppo il tratto che consente l’accesso al punto più spettacolare: lo Chemins des Féesè chiuso….va beh…..pazienza!

E’ ora di scendere verso il parcheggio per un po’ di meritato riposo sotto le fresche frasche; approfittiamo di questo breve relax per studiare un po’ il percorso verso l’altopiano di Valensole dove ci aspetta la lavanda (o almeno spero).
Ad accelerare i preparativi per la partenza ci pensa il cielo che diventa improvvisamente minaccioso….decidiamo di percorrere un pezzetto di D22 e poi la D30. Strada panoramica ma alquanto stretta; in più qui le poche macchine che incroci sembra che stiano facendo un rally (evito non so come uno che taglia un tornante in modo assurdo per di più con un carrellino al seguito). Le dipartimentali che percorriamo nella zona sono sempre tortuose ed anche quella che ci conduce a Manosque non è da meno. Attraversato il centro abitato prendiamo la D6 che ci porta direttamente sull’altopiano di Valensole.
Ed ecco che ci appare il tanto sognato paesaggio alla base di questa lunga trasferta provenzale…..campi interminabili di lavanda in piena fioritura si alternano con la marea gialla del grano, in un’alternanza di colori che ci ripaga del viaggio e delle fatiche accumulate. Via alla sagra della foto artistica!!!! Ripartiamo ma nuovamente ci si ferma…….questa volta i soggetti sono i girasoli!!!
Bello….Bello…..Bello……ora però iniziano i problemi logistici; in paese la strada si stringe e dobbiamo fare a pari e dispari con un altro camper italiano per poter proseguire. Ci troviamo davanti ad un bivio, una strada porta alle gole del Verdon (per cui è da evitare), l’altra risale Valensole e sembra dare maggiori possibilità di sbocco.

Altopiano di Valensole Altopiano di Valensole Altopiano di Valensole

Decidiamo ovviamente per la seconda; primo tratto tutto sommato praticabile, poi la strada bella se ne va verso Manosque e a noi resta la D15 che scende fino a Villeneuve dove ci dovrebbe essere un’area attrezzata.
Dipartimentale che sembra contorcersi come un serpente; mai più di 50 metri di rettilineo e visibilità su chi sale praticamente nulla!!!! 5 km di discesa avventurosa (anche perché quelli che salgono vanno sempre forte……o non sanno guidare).
Quando finalmente arriviamo in pianura ci troviamo di fronte ad un ponte, su cui stanno facendo dei lavori, vietato ai maggiori di 35 quintali. Preferisco accostare per riflettere un secondo e, veniamo subissati di clacson e gestacci da parte di alcuni ragazzi (soprattutto una ragazza alquanto esagitata) che ci seguivano in macchina….mi piacerebbe sapere secondo loro dove avremmo dovuto fermarci per farli passare lungo la D15…..ovviamente non posso fare a meno di alzare il mio bel ditino medio della mano destra!!!!
Va beh….si prosegue, attraversiamo il fatidico ponte e via!! I problemi però non sono finiti, abbiamo impostato le coordinate GPS del parcheggio sul navigatore e, puntualmente, ci fa cannare strada. Ci troviamo imbottigliati tra le stradine strette di Villeneuve con le logiche conseguenze del caso. Devo fare un paio di numeri tra le case (ovviamente tutte le macchine del paese arrivano nello stesso momento) e, mentre gli altri raggiungono l’area, riusciamo a liberarci dalla sgradevole situazione.
Devo ora ringraziare tre signori del posto che, vistoci in difficoltà, si sono fermati a spiegarci la strada migliore per raggiungere la nostra agonista meta finale. Nel frattempo il resto della comitiva si era già sistemato e ci aspettava; imperterriti risaliamo ancora la strada precedente e questa volta riusciamo a raggiungerli. Non sto a ripetervi la serie infinite di ingiurie verso coloro i quali hanno deciso di mettere un’area sosta proprio alla sommità del paese così difficilmente raggiungibile……eppure è piena!! Ora non ci resta che acchiappare l’ultimo posto disponibile e via ai preparativi per la cena serale. Finalmente un po’ di tranquillità dopo tanta fatica sulle dolci note di “Vieni avanti cretino” con il grande premio Oscar…..Lino Banfi.
Dopo cena io e il buon Maurone76 facciamo un sopralluogo per capire da che parte uscire e …….scopriamo che la strada di accesso era un’altra (probabilmente quella che mi aveva indicato il signore), comoda e facilmente percorribile…..GRRRR maledetto navigatore!!! La stanchezza è tanta e le prime a crollare sono le tre signore!!! Noi resistiamo stoicamente (non sono neanche le 10) e ci sistemiamo sulle seggioline a scambiare quattro chiacchere. Ad un certo punto però si apre una finestrella del Jumbo Camper e compare nella penombra una capoccia variopinta…….è Federica che si trasforma in Boom Boom e ci fa notare che non riesce a dormire perché parliamo ad alta voce. Non ci resta che coprirci il capo di cenere, raccogliere le nostre cose e sparire!! Serata calda qui a Villeneuve con conseguenti timori per la nottata; fortunatamente con oblò e finestra posteriore aperta si riesce a dormire tranquillamente (meno male!!). Una bella dormita non può che ritemprare il fisico perché domani è già ora (purtroppo) di rientrare in Italia.

DOMENICA 5 LUGLIO 2009

Anche stamattina la sveglia suona presto ma la Lella la anticipa e alle 6.20 è già indaffarata a ramazzare il camper!!! Preparazione e abbondante colazione e, alle 9, siamo pronti a partire. L’insidia però è dietro l’angolo: un cartello di deviazione mi frega, così seguo per Forcalquier sulla D216. Inizialmente comoda (il navigator mi diceva di riattraversare il paese……ignorato subito) diventa via via più stretta diventando in breve tempo poco più che una stradina di campagna che si inerpica su per le colline (sembra di stare in Sardegna……così la Silvia si sente a casa) dove per 12 km preghiamo di non incrociare nessuno altrimenti son dolori. Credevamo di aver raggiunto l’apice dell’avventura sulla D15 …….e invece no, questa è molto peggio. Fortunatamente ci va di lusso e l’unica auto che incontriamo è in un tratto leggermente più agibile, dove può far manovra.

La D216 ...la mittica Lago di Serre Ponçon Lago di Serre Ponçon

Una volta raggiunta Forcalquier (dove mi fermo appena prima di incastrarmi in una viuzza), riprendiamo il percorso dell’andata. Stesse strade e pochissimo traffico; niente da segnalare (tranne un leggero errore di percorso subito rimediato) fino al lago di Serre Ponçon. Qui ci fermiamo una prima volta per fotografare una chiesetta solitaria in mezzo all’acqua e una seconda in una bella area attrezzata con tavolini da pic-nic proprio in riva al lago (e all’ombra). Giornata splendida, luogo altrettanto e totale relax per un paio d’orette; terminato il pranzo, i due equipaggi amici passano allo studio delle carte per la vacanza in Norvegia….. Tra Atlantic Road e “mulattiera” dei Troll è arrivata l’ora di riprendere la marcia.

La viabilità resta ottima (a parte una carovana di gitani) e raggiungiamo Briançon senza insidie; qui la nostra marcia è un po’ rallentata da alcuni ciclisti che stanno facendo una sorta di gara verso non si sa bene dove……
Ah, la salita che precede Briançon si dimostra molto impegnativa ma per fortuna è abbastanza breve ed il Pupo può nuovamente sgranchirsi le ruote! Anche l’ascensione al Monginevro non ci riserva sorprese (a parte la solita gente che ha premura); giunti in cima ci fermiamo a riposarci ed a respirare l’aria buona prima di tornare sotto la cappa padana.
Decidiamo di non prendere subito l’autostrada a Oulx (ci potrebbero essere lavori in corso in una galleria) e di proseguire sulla statale (SS24); sotto un improvviso acquazzone ammiriamo un paio di cosette niente male (forte e castello) che ci promettiamo di tornare a vedere con calma sotto l’organizzazione del buon Damila.
Giunti a Rivoli (dopo essere rientrati in A32) le nostre strade si separano: i Jointisti ci salutano, per loro il viaggio è ormai giunto al termine.
Noi ci fermiamo in autogrill per un veloce rifornimento e via verso Milano con un cielo minaccioso alle nostre spalle. Niente da segnalare fino alla barriera della A4 (a parte alcuni automobilisti alquanto ………meglio che non lo dico); qui ci salutiamo con i nostri potentissimi mini CB, appuntamento per domani……sul forum del COL!!!!
Riportiamo il Bimbo in rimessaggio e prima delle 20 siamo a casina. Ed eccoci alle conclusioni finali: abbiamo macinato tanti km (circa 950) e spesso su strade a dir poco al limite del colpetto di cuore (D216 su tutte), ma i paesaggi ed i colori che abbiamo incontrato ripagano in pieno delle stanchezze di questo viaggio lampo.

Un plauso ai Pupi che hanno affrontato salite e discese da veri “Conquistatori”, ai tanti colleghi camperisti francesi sempre prodighi nel saluto (proprio come gli italiani…….eh?!), a tutti quelli che ci hanno dato info lungo il percorso ed anche a chi ci ha mandato “allegramente” a quel paese (tanto gli ho risposto per le rime…… con grande soddisfazione!). Un ringraziamento particolare ai nostri compagni di viaggio che, ancora una volta, si sono dimostrati persone assolutamente squisite su cui poter fare affidamento anche al di fuori dell’ambiente camper; nella speranza che le nostre avventure assieme possano continuare così… Ovviamente nota di merito alla mia cara moglietta nonché addetta alla cucina ed alla navigazione, sempre validissimo appoggio nei momenti di difficoltà.. Ed infine il solito grazie a tutti voi che avete avuto la pazienza di leggere le nostre allegre avventure di vita vissuta con la speranza, come sempre, che vogliate emulare le nostre “eroiche” gesta…..


Aurevoir et A Bientot.