22.04.2007
Partenza da Casa verso la metà del pomeriggio, viaggio tranquillo fino al Tunnel a parte un po di traffico lungo la statale, vista tutta la strada che ci aspetta era meglio se a salire prendevo l'autostrada e una mezz oretta la risparmiavo, ach . la taccagneria non rende. Arriviamo in Francia e giù per la statale fino a Le-Fayet , puis on prend l'Autoroute Blanche , anche se è più cara di quella della Vallée, e via pancia a terra in direzione di Parigi, passiamo Bourg-en-Bresse, Macon, Tournus e ceniamo in una bella area di parcheggio (senza stazione di servizio) come si incontrano solo in Francia, facciamo ancora una breve tappa per caffè e gasolio, quando sono quasi le 23 e siamo a circa 45 Km. da Auxerre la mia attenzione, ormai flebile vista la stanchezza (circa 450 Km percorsi), viene attratta da un cartellone turistico così abbandono l'A6 e faccio rotta su Avallon dove riesco a parcheggiare in pieno centro vicino ai bastioni e all'ospedale. |
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23.04.2007
Sveglia con comodo e passeggiatina con il Bubone (Benny) in cerca di baguette e croissant, poi sbarchiamo la Bibici rimessa a nuovo per un
giretto di collaudo e per visitare la bella cittadina che ho esplorato prima.
Girovaghiamo senza meta per le viuzze del paese, passando sotto una porta arriviamo in una piazzetta dove i portoni completamente spalancati della chiesa di Saint-Martin sembrano invitarci ad una visita, all'interno ci stupisce l'impostazione quasi da teatro, le navate sono a gradoni inclinati verso l'altare, probabilmente per seguire il terreno ma anche per assicurare la visibilità a tutti gli ordini di banchi, all esterno nei giardini della piazzetta fa bella mostra di sé una grande rana di granito. |
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Ripartiamo lungo la A6, ai lati tra le colline spiccano chiazze di campi fioriti in un giallo vivo che ci accompagneranno per tutto il viaggio, ad Auxerre deviamo lungo la RN6 o N60 a seconda delle indicazioni. Quando incrociamo il canale di Orleans nei pressi del Pont des Besniers la vista dal viadotto è invitante, un placido coso d acqua con due vie
sterrate che corrono sulle alzaie, non resisto e anche se è un po presto per le Ns. abitudini di viaggio mi parcheggi sull erba, all ombra del ponte ma con le finestre della dinette praticamente sul canale.
Pranzo e passeggiatina sulle sponde del canale con Benny che spaventa tutte le papere del circondario, non contenti inforchiamo il velocipede e seguiamo per il canale, da un certo punto in poi, forse disturbato dal rumore delle ruote sul ghiaino, un maestoso trampoliere grigio (un airone cinerino?) ci precede tratto-tratto con piccoli voli per mantenere la distanza di sicurezza, in una piccola ansa in canale è ricoperto da foglie di ninfee da cui spunta un fiore giallo che si sta aprendo. |
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Proseguiamo fino a parcheggiare all ombra della cattedrale di Orleans, visitia e giro in bici per le viuzze della zona pedonale fino al bordo del fiume con l immancabile passaggio sotto la casa natale della Pulzella. Verso le 17,00 ci rimettiamo sulla N157 che su e giù per le collinette ci porta verso Le-Mans purtroppo devo fermarmi lungo la strada, un Relais Routier mi ha martellato per km con la sua pubblicità delle Pommes-Frites-Maison che in effetti meritavano un assaggio, poco prima della città riprendo l'autostrada (questa volta la A81), cena on the road
con le razioni della sopravvivenza e ci fermiamo a dormire a Servon-Sur-Vilaine che ci mette a disposizione un
tranquillissimo parking nei pressi della biblioteca. (i km oggi sono circa 500). |
24.04.2007
Oggi il cielo non è piu cosi limpido come nei giorni precedenti pero non piove e visti i diari di
viaggi consultati è gia una bella cosa per la
zona, facciamo una breve passeggiata per il
paesino, veramente piccolo ma grazioso, con
visita alla chiesa in pietra multicolore e dal
caratteristico campanile in centro alla facciata
(scopriremo più avanti che è una caratteristica
normale da queste parti) e dalla punta tronca con
quattro gargoglies ai lati che incombono
minacciosi sulla piazzetta sottostante.
Ci mettiamo in marcia pero dopo pochi Km, ci fermiamo vicino a Rennes per dar da bere agli assetati, per fortuna un
Carrefour ci fornisce gasolio a poco più di 1 euro, approfittiamo per far la spesa e un giretto al marché aux
Chaussures non si sa mai. visto che la fame non ci sfiora nemmeno, decidiamo di rimetterci in viaggio.
Lungo la strada, come accade sovente, un pannello turistico segnala un sito archeologico, sul momento non ci faccio
molto caso, però quando dopo una mezz'oretta sono all uscita giusta decido di dirottare lì per il pranzo, non ricordando
più il paese esatto vado un po all avventura, alla prima rotonda un provvidenziale cartello accqueil touristique
mi fa
l'occhiolino, certo di trovare l'equivalente di un APT seguo le indicazioni e cosi trullo-trullo mi ritrovo ad imboccare
deciso il viale di ingresso di una scuola militare con un gran correre di soldati sorpresi dall ingresso di un camper.
Mentre inizio la manovra per uscire un graduato esce dalla sua guardiola e gentilmente mi da le indicazioni necessarie,
da qui tutto diventa facile Tom mi porta veloce e preciso a pochi Km da Mont-Neuf nel sito Les pierres droites . |
Visitiamo subito gli allineamenti di menhir e la ricostruzione della tecnica usata per erigerli, pranziamo
con insalatina e côtes premières d agneau
alla
griglia, dopo il caffè ci inoltriamo per un magnifico
sentiero nella boscaglia alla ricerca di ulteriori megaliti,
seguendo le indicazioni troviamo una sepoltura a
camera con accesso a tunnel, abbastanza ben
conservata ma completamente incustodita nella
vegetazione, pensare che ad Aosta ce ne sono un paio
di bellissime sotto chiave da decenni. Rientriamo al camper trafelati perché l'andata era tutta in discesa ma il ritorno ..! |
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Proseguiamo ancora una quarantina di km fino a Vannes dove in place de la Liberation troviamo parcheggio
proprio vicino alla Gendarmerie , la cittadina, che a prima
vista non sembrava interessante, si rivelerà degna del
rilievo datole dalla guida, le viuzze pedonali ci fanno
scoprire delle splendide case a graticcio, perfettamente
restaurate passeggiarci in mezzo è molto piacevole e
rilassante, quasi alle 18,20 rientriamo al camp, il
parchimetro sta per scadere cosi ci facciamo un caffè e
ripartiamo. Per la note arriviamo a Auray dove vicino al centro Athena troviamo una colonnina euro relais piazzata in modo
veramente demenziale, per fare acqua è necessario salire con il mezzo completamente sul marciapiede se no si
ingombra la strada di accesso al parcheggio degli autobus, riempiti i serbatoi fatta una breve passeggiatina di
esplorazione nei dintorni ceniamo e poi ci accingiamo, come facciamo sempre, a farci lo jogurth maison Sorpresa
delle sorprese quando versiamo nella pentola il lait ribot tradition normandie
che avevamo comprato per la bisogna
questo si rivela già fermentato e denso rimandiamo il tutto a domani. |
25.04.2007
"a 'm sun desdé sta matena l'è primavera ma l'piov" acqua tutta la notte e anche adesso gocciola, il giro con il Bubu è ridotto all osso pero anche cosi torna al camper bagnato come un pulcino (vista la mole sarebbe meglio dire pulcione),
esco di nuovo per il latte e le brioches, per affogare il brutto tempo prendo torchon au chocolat, tarte au pommes e
beignets , rientrando passo davanti alla chiesa di Saint Gildas da dove si espande il suono dell organo, forse il sacrista
si sta esercitando o un giovane sta prendendo lezioni.
Vista la pioggia ci spostiamo alla periferia per un giro
nei centri commerciali e poi torniamo al parcheggio
vicino al centro di Auray da cui scendiamo fino al
vecchio porto di Saint Gousten con le sue case in
legno e pietra e i suoi battelli ormeggiati alle piccole
banchine, percorriamo il quai Benjamin Frankin e poi
rientriamo per la rue du Chateau verso le 15,00 finalmente pranziamo con un po di insalata.
Poco dopo arriviamo a Carnac (strana l assonanza con il tempio egizio di Karnak dalle tante colonne) qui dalla strada,
visto che non è più possibile accedere al sito megalitico, rimiriamo gli allineamenti di Menec, di Karlescan e di
Kermario dove migliaia e migliaia di menhir (circa 5000 in zona) si estendono ad intervalli regolari e per file parallele
per chilometri e chilometri. |
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Lasciato il camper lungo la strada prendiamo la bici e
per un breve sentiero nel bosco andiamo a vedere un
quadrilatero di piccole pietre che sembrano formare
una piscina e il Geant du Manlio il monolito più grande della zona dove, mentre faccio la foto di rito un
simpatico gallo si mette in belle posa a fianco di
Titty, durante il rientro iniziano di nuovo a cadere delle
gocce di pioggia.
Per cenare e dormire ci spostiamo a Quimper, antica capitale della Bretagna dove ci aspettano la città vecchia e la
cattedrale gotica, arrivati nel parcheggio indicato da un sito francese questo appare desolato e squallido, durante il giro
di perlustrazione col cane, l impressione è confermata intorno solo caseggiati tetri e deserti e neanche un anima in giro,
per fortuna ho adocchiato, dall altra parte del fiume un piazzale in mezzo ad una zona abitata, visto il nome della via di
accesso tom ci porta sicuro alla meta passando per le vie strette del vecchio quartiere. |
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26.04.2007
Questo deve essere il posto più silenzioso della terra, quando al mattino guardiamo fuori dal finestrino il parcheggio è ormai stracolmo però non si è sentito sbattere una portiera, una parola detta ad alta voce o una brusca manovra, molto
strano anche se la pioggia potrebbe aver attutito i suoni.
Anche aspettando un po il tempo non accenna a migliorare opto per un scappata veloce a fare qualche foto al centro e
alla chiesa e poi al ritorno decideremo il da farsi.
Gia decisi a salire verso Brest ci prepariamo alla partenza e mentre accendo il motore un raggio di sole tenta di fare capolino dalle nuvole che si sono schiarite parecchio, rapido cambio di programma, facciamo rotta verso la Pointe du
Raz
per vedere l atlantico aperto e se siamo fortunati ad arrivare ad un cambio di marea potremmo vedere i gorghi che
si formano tra le scogliere che proseguono oltre la punta. |
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Piano piano tra schiarite e qualche goccia di pioggia arriviamo al grande parcheggio attrezzato quasi a mezzogiorno
vista la colazione abbondante e tardiva e considerato il fatto che il cielo è quasi sereno, anche su consiglio della signora
preposta all accoglienza dei visitatori, decidiamo di lasciar perdere la navetta e farci la passeggiata costiera fino al faro,
una mezz oretta di camminata tra la macchia ricostruita e sul filo delle scogliere ci porta fino alla punta da dove la
statua della Vièrge des Naufragés
guarda verso l atlantico aperto, peccato che qui il vento soffi forte e freddo, lascio
Titti al riparo dall aria dietro un camioncino degli addetti al restauro della statua, scendo in tutta fretta il centinaio di
metri che mi separano dal punto di osservazione e mi godo lo splendido spettacolo della Plage des Trapassés da dove
la leggenda dice che partissero le barche con i corpi dei Druidi defunti per portarli alla sepoltura sull'isola di fronte alla
pointe du Raz.
Ci fermiamo una decina di minuti a riposarci al riparo
dal freddo nel locale apposito alla partenza della
navetta, poi rientriamo al centro visite per il sentiero
diretto, ci fermiamo a pranzare in un grazioso localino,
moules meunières, frites e crêpe sucrée per Titti e la
barque du pecheur per me, che abbuffata ..il caffè pero non lo arrischiamo e endiamo a farcelo sul
camper. |
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Ripartiamo verso Ovest, tappa veloce a Cleden-cap-Sizun per il camper service e poi via nella campagna bretone
costellata dalle mucche, da caratteristiche chiesette e calvari in pietra grigia ricoperte di muschio, campi fioriti di giallo,
castelli, casette con il tetto a punta e generatori eolici. Arriviamo a Dinan che il cielo inizia a scurirsi seguo le indicazioni per il centro città e scopro che nella piazza
principale c è un grande parcheggio alberato senza nessuna limitazione alla sosta, riesco ad infilare il camper tra due
alberi in un angolo dove non da fastidio, quando scendo per il giro di ispezione con Benny scopro di essere proprio
davanti all Hotel de Police, la nottata sarà tranquilla!, nella passeggiatina notturna scopro una cittadina eccezionale,
tutte le strade sono lastricate e circondate da case perfettamente restaurate, domattina la gireremo per benino. |
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27.04.2007
Nonostante la posizione centrale pochissimi rumori, ci svegliamo abbastanza tardi avvolti nella bambagia, il cieloè lattiginoso e la foschia copre le case, rendendo irreale il giro in cerca della colazione e di un coiffeur. Dopo Brushing
con salasso e piccola manutenzione, il tempo è migliorato, girovaghiamo un po a piedi e un po in bici alla ricerca di
curiosità e golosità, visitiamo la basilica du Saint Sauveur
tutta sbilenca in quanto a fianco di una grande navata a
botte romanica è stata costruita una sola navata laterale con transetto coro e deambulatorio in stile gotico, l'effetto è comunque piacevole. Prendiamo per la cena delle salsiccine di manzo e porco aromatizzate alle erbe locali. |
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Verso le 12 e mezza partiamo verso Saint-Malo passiamo per Dinard che si rivela una cittadina senza alcuna attrattiva
per noi, e con molta calma lungo le R.N. arriviamo fino alle porte della città vecchia ma qui tutti i parcheggi sono o
sbarrati a due metri o a prezzi esagerati, nel tornare indietro incrociamo dei campers parcheggiati in mezzo ai docks, la
soluzione non ci piace per niente, cosi optiamo per il Parking di accoglienza dove per la folle somma di 2,50 euro ci
danno la custodia, lo scarico e il carico nonché la navetta gratuita per il centro.
Dopo aver pranzato carichiamo la bibici sulla navetta e andiamo in centro con un bel sole che ci accompagna, appena
arriviamo sui bastioni per goderci la vista dell oceano e della spiaggia il cielo si copre in un baleno e inizia a gocciolare
cosi ci rintaniamo nel nella cattedrale di Saint Vincent dove, oltre alla caratteristica di avere il coro e l'abside su piani
sfalsati rispetto alle navate che la rende curiosa, la visita è allietata dall organista che prova dei pezzi e riempie l aria
con le sue armonie.
Terminiamo il giro
delle viuzze del centro ,
mangiamo una
gauffre e con la bici
terminiamo il giro dei
bastioni con un pallido
sole, quando si
riannuvola di corsa
torniamo alla navetta e
da qui al parcheggio.
Scarichiamo i serbatoi e prendiamo la strada costiera
verso Mont-Saint-Michel, qui giunti al parcheggio ci
prende la voglia di mangiare qualcosa di diverso dal
solito, torniamo all ultimo agglomerato di case dove
c è un negozio e compriamo una confezione di
Soupe d homard e crostini all aglio, i crostini li
mangiamo e la zuppa dopo averla scaldata la
buttiamo e ripieghiamo su un piatto di pasta al sugo.
Dopo cena esco con Benny per una passeggiatina ma mi lascio prendere la mano e arrivo fino alle porte dell abbazia , al
rientro incontriamo un cagnone con cui incomincia a giocare, poverino, il suo cuore è ancora cucciolo ma il suo fisico
no e cosi rientra zoppicando vistosamente, dovrò limitare le mie passeggiate con lui, certo la sua devozione lo
porterebbe a seguirmi fino in capo al mondo, caro Bubu questa sarà l'ultima lunga passeggiata anche se mi mancherà la
tua compagnia nei lunghi giri di perlustrazione alla ricerca delle panetterie, delle fontanelle o di uno scorcio suggestivo
per una foto. |
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28.04.07
Pioggia quasi tutta la notte, alle 7,30 un tuono secco e violento ci sveglia di soprassalto, guardo fuori pioviggina e la
basilica è completamente avvolta dalla nebbia, addio visita al monte, la prospettiva di pagare il parcheggio e poi partire
mi spinge ad una pitoccata, metto in moto e mi sposto in un paesino con comodo parcheggio con boulangerie dove
ci rimettiamo a nanna beati. Dopo colazione un pallido
sole ci convince a tornare
indietro, cosi ci godiamo la
visita del monte gremito di
ristoranti e negozi di souvenir,
la cosa più bella è senza
dubbio l'abbazia pero vista la
coda e la scorpacciata di
chiese gotiche fatta nei giorni
scorsi opto per la zona dello
sbarco.
Appena partiti facciamo tappa in una fattoria dove ci spiegano tutto il procedimento per la fabbricazione del sidro e del
Calvados
con relativi assaggi, più tardi mi pentirò di non aver preso il calva, per le RN ci dirigiamo verso Caen
godendoci gli splendidi paesaggi.
Per il pranzo ci fermiamo in un area di parcheggio nei
prezzi di Isigny-sur-Mer (nota per il burro) che mi
attrae da lontano per una strana installazione, un
pontile in legno, alcuni banchi di sabbia, 49 monoliti di
pietra scura che formano una specie di labirinto, una
collinetta con sentiero a spirale che la percorre e sulla
cima un grande arco d acciaio che sostiene un uccello
ad ali spiegate, senza nessuna spiegazione. ma molto
suggestivo. |
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Poco dopo mi fermo alla Pointe-du-Hoc, il tempo è cambiato nuovamente e ha inscenato una coreografia irreale, la
nebbia sale dalla falesia alta 30 metri, l atlantico che non si vede ruggisce forte, il sito è il teatro di uno dei primi
combattimenti del D-Day a parte l erba tutto è rimasto come nel 44 bunker parzialmente distrutti, altri con vistosi fori
di proiettile e crateri di esplosioni che costellano tutto l altopiano, perdendosi nella nebbia e lasciando vagare la
fantasia sembra di sentire i rumori della battaglia e l odore acre della cordite. sulla strada mi fermo a visitare un piccolo museo nei pressi di Omaha Beach che raggiungo poco dopo, parcheggio
proprio vicino al punto dove era stato realizzato il pontile metallico che per un po di tempo ha fatto le funzioni di porto
artificiale, proprio quando stiamo rientrando dalla visita il cielo si apre e il sole spazza via la nebbia che avvolgeva
tutto, cosi invece di salire al camper scendiamo a passeggiare in spiaggia fin quasi a raggiungere le onde.
Continuiamo verso nord e ci
fermiamo nuovamente a
degustare il sidro e il
calvados, sulla strada faccio
una sosta in una rotonda
sulla spiaggia dove accanto
ad una scultura metallica
recente (forse del 2004)
c è il memoriale della 1° divisione di fanteria the big red one
un piccolo brivido mi corre lungo la spina dorsale nel
leggere il loro motto "No mission too difficult, No sacrifice too great duty" . |
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Arromanches ci accoglie verso le 17,00 il comune ha messo a disposizione per i camper una parte di parcheggio
adiacente al centro, peccato che il camper service sia fatto da cani almeno c è.
Ceniamo in centro con
Moules, frites e Quiche Loraine poi, uno splendido
tramonto ci accompagna nella
passeggiata lungo la baia in
cui si vedono ancori cassoni di
cemento affondati 60 anni fa
per creare una baia artificiale
da usare come porto.
29.04.07
Ci svegliano le tortore e cosi vado a prendere il necessario per la colazione, la giornata, come le ultime si presenta
nebbiosa pero no ci scoraggiamo e scarichiamo comunque la bici e facciamo un giretto in paese per curiosare nei
negozietti di souvenir, girovaghiamo un po intorno al museo a vedere da vicino i residuati bellici poi superata a piedi la
parte più ripida del sentiero cominciamo a pedalare sul crinale della falesia in mezzo ai campi avvolti dalla nebbiosi in
direzione del nulla, fatti alcuni km rientriamo tanto non si riesce a vedere nulla.
Scaricato e fatto acqua
andiamo a Caen dove
mangiamo davanti al
memoriale, la visita
successiva meriterà appieno
il prezzo pagato, soprattutto
il filmato muto tratto dagli
archivi dell'epoca. |
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Quando esco è spuntato un pallido sole, partiamo in direzione di Honfleur però dopo alcuni Km. il tempo rapidamente
come sempre volge al brutto, decidiamo cosi di anticipare l avvicinamento, passando per Lisieux, Evreux e Dreux, a
tratti ci accompagnano violenti scrosci di pioggia e in alcuni tratti le campagne a fianco della strada sono allagate.
Arriviamo a Chartres giusto in tempo
per visitare la maestosa cattedrale il
parcheggio pero è squallido cosi andiamo alla ricerca di un posto adatto
alla sosta notturna, in questa zona pero
sono concentrati i paesini più brutti
della Francia, e per trovare un posto
accogliente arriviamo fino a pochi km
da Orleans. |
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30.04.07
La giornata inizia male, giro e rigiro tutto il paesino e non trovo neanche uno straccio di negozio aperto, la boulangerie è in ferie, il bar è chiuso per turno di riposo, però il cielo è quasi sereno, prima di partire mi cimento in un esproprio
ambientalista, taglio un paio di rametti di un cespuglio fiorito e lo metto a bagno in una bottiglietta per provare a
ricavarne delle talee.
Fatti pochi km. Ci fermiamo a Saint-Benoit-sur-
Loire, proprio di fonte all abbazia di Fleury, che
visitiamo, finalmente dopo tanto gotico, anche
fiammeggiante, un pochino di architettura romanica
non guasta, inoltre Benny passa a controllare i suoi
possedimenti esteri.Dopo con la bibici partiamo per stradine campestri e piste
ciclabili lungo la Loira e rientriamo al paese solo dopo aver
sgranchito per bene le gambe.
Mangiamo e ripartiamo, non facciamo molta strada e ci
fermiamo al castello di Sully-sur-Loire che però è in restauro, si
vista solamente una stanza con esposizione di pochi quadri,comunque il maniero è notevole e meriterebbe una
visita completa.
Riprendiamo la strada di casa, breve tappa a Gier per trovare un Mr.Piccard
che ci rifornisce di lumache e altre
ghiottonerie surgelate, proseguiamo lungo la RN.7 che a tratti diventa A77, gratuita scorrevole e ben tenuta, lungo il
tragitto una distesa di vigneti a perdita d occhio sulle colline ci spinge ad una deviazione verso il paese di Puilly-sur-
Loire dove visitate un paio di Caves ci portiamo a casa una canette di vino bianco profumatissimo.
Dopo aver viaggiato ancora un po stiamo per fermarci in una cittadina medioevale quando il cielo si oscura e comincia
a gocciolare, cosi mettiamo il Cap verso casa con l intenzione di fermarci a Bourg-en-Bresse che a Titty ricorda
qualcosa.Per la cena ci fermiamo nei pressi di Charolles, il minestrone è pero una fetecchia e non lo buttiamo solo per la
voglia di verdura, mentre mangiamo si accostano un paio di campers di cui uno di milanesi che rientrano da Parigi,
giusto il tempo di buttare gli avanzi e dalla nuvoletta giove pluvio si dà da fare, arriviamo comunque a Bourg e ci
parcheggiamo vicino alla cattedrale, la notte passa tranquilla interrotta solamente dai canti di qualche giovanotto in
festa.
01.05.07
Girovaghiamo un po per la città e poi rientriamo a casa tranquillamente
In Totale i Km fatti sono circa 3000. |
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