Pasqua in Camargue

di Roberto Forcherio, 2003

E’ nostra intenzione trascorrere qualche giorno fuori casa per Pasqua. Purtroppo, per vari motivi, abbiamo dato forfait al raduno del camper Club. Così proprio all’ultimo minuto si è deciso per un piccolo tour della Camargue (Francia del sud), facendo vita da nomadi.
Partiamo alle ore 10,30 del VENERDÌ verso Briancons attraverso il Monginevro, non dando retta alle previsioni meteo che danno brutto tempo sull’arco alpino. Da Cesana Torinese in su tempo da lupi, con bufera di neve che, per fortuna, non si attacca al suolo e si tramuta in pioggia. 
Al colle del Monginevro ci sono molti sciatori, la stagione invernale quest’anno in montagna è stata redditizia. 

Giunti a Savin Le Lac ci fermiamo in un parcheggio sopra il lago per il pranzo, ma sorpesa, del lago c’è solo l’invaso, manca totalmente l’acqua e il battello che di solito porta i turisti è in secca. Forse ci sono in corso opere idrauliche prima della bella stagione. Certo che non è un bello spettacolo.
Verso le ore 14,30 partiamo per Aix En Provence , cosicché giunti a Gap imbocchiamo l’autostrada e superata AIX usciamo sulla statale in direzione di Marigna/Martigue e proseguiamo fino a Carro (Pronuncia Carro’) un piccolo paese di pescatori che ha dato i natali a famoso comico francese Fernandel.
Direttamente a fianco del porto riservato ai pescherecci è stata costruita un’area di sosta dotata di carico e scarico acque al prezzo di euro 4,60 (macchinetta automatica – tutte le monete meno i cinque centesimi di euro).
L’area è ben ordinata e ogni piazzola è ben delimitata e insiste direttamente su una piccola spiaggia davanti il mare. Ci sono una trentina di autocaravan tra svizzeri, italiani , francesi e tedeschi, che qui vengono per fare wind surf, perché sembra ci sia abbastanza vento per lo scopo.

SABATO
Alle ore 8,00 il sole è già alto in cielo e fa caldo. Prima di partire una passeggiata lungo mare.
Vorremmo prendere la direzione verso Port De Bouc, dove ci si può’ imbarcare sul traghetto che porta a Port St. Louis ma sbagliamo strada e andiamo verso Istre e poi Port St. Louis, pagando il pedaggio per l’attraversamento di un affluente del rodano (4 euro – Bac De Barcarin - Droit de passage - Syndacat mixte des Traversèes du Delta du Rhone)), infine Salin Di Giraud.
Una delle più grosse saline d’Europa si presenta ai nostri occhi.. Parcheggiamo. Alla base del punto di visuale panoramico e giunti sopra immediatamente la nostra mente torna indietro di 20 anni quando siamo giunti qui per la prima volta con un furgone Fiat 242 tutto scassato e con nostro figlio maggiore grande di anni due e non possiamo fare a meno di ricordaci che allora tutti i nostri cari erano in vita; gocce di umidità scendono dai miei occhi. Potenza dei ricordi e suggestione dei luoghi.
Quindi dopo i rituali acquisti di ricordini, proseguiamo per latri 11 km per la famosa spiaggia di Piemoncons, una spiaggia composta da sabbia così compatta che i camper possono parcheggiarvi tranquillamente. Il tempo è bello ma tira forte vento. A fianco della spiaggia c’è uno stagno dove si possono vedere i fenicotteri rosa che qui si fermano durante l loro migrazioni.
Facciamo una lunga passeggiata per qualche km sulla spiaggia e poi torniamo al camper. 
Ore 15,00 – Partiamo in direzione Le Saintes Marie De La Mer e vi giungiamo dopo 62 Km sulla D35 godendo di panorami mozzafiato, attraverso allevamenti di cavalli e tori. I turisti si fermano a bordo strada per veder da vicino i cavalli che si lasciano accarezzare mansueti.
E così facciamo anche noi.
Verso le ore 17 siamo alla meta e entriamo nell’area riservata alle autocaravan all’inizio del paese pagando all’addetto euro 6 per 24 ORE. Anche qui carico e scarico compresi.
E’ un’area che può contenere fino a 150 camper ed è molto comoda per visitare il paese. Ne esiste anche un’altra, piu’ scomoda per 200 posti all’altro estremo del paese.
Nessuno sa dire chi fosse con precisione Sara la Kàli la donna nera che protegge i gitani e i rom. Forse si trattava della badessa di un grande convento in Libia, martire cristiana. Un’atra storia racconta invece di una serva di Maria di Giacomo, Maria Salomè e Maria Maddalena, parenti del Cristo e della Vergine, che dopo la cacciata dalla Giudea approdarono in Camargue. Fatto sta che quaggiù, nel sud della Francia si svolge uno dei piu’ grandi e spettacolari riti della cristianità. Il tema del tutto religioso non nasconde, per altro, antiche credenze, supersitizoni e costumi del popolo”nomade” – La festa si tiene nel mese di maggio (24 e 25) e il suo fulcro è la bellissima cattedrale che abbiamo visitato il giorno di Pasqua e che raccoglie le statue delle Marie e reliquie di ogni tipo.
Una processione di fedeli composta da nomadi, gitani e rom, raggiunge , con partenza dalla cheisa il mare e qui il sacerdote su di una barca da pesca benedice il mare e la terra dei gitani. Durante le notti seguenti grandi balli, danze e musiche sono uno spettacolo incommensurabile ed è proprio tra queste danze che trova radici il ballo del Flamenco, che viene associato alla regione spagnola dell’Andalusia ma che nella realtà trova radici nelle antiche movenze delle donne iraniane e indiane.
Dunque il folk zingaro, l’oro delle statue votive, il nero dei Toron, il bianco dei cavalli, il fuoco dei tanti falò, i balli, i suoni ed i i canti che racchiudono un mondo a se stante.

DOMENICA - PASQUA
Ci alziamo più tardi del solito (è Pasqua) e pensiamo che abbiamo dormito bene, poiché nonostante i molti camper non abbiamo sentito rumori di sorta.
Dopo colazione ci rechiamo a visitare l’arena, posta proprio sul lungomare e qui, ci viene offerto un piccolo rinfresco di benvenuto a base di pancetta, lardo e vino del luogo. Apprezziamo molto l’iniziativa e restiamo sugli spalti a ad ascoltare una serie di bande musicali locali che suonano pezzi provenzali che ci ricordano in diversi casi le musiche occitane delle nostre valli. Ci sono molti turisti e tutti applaudono sentitamente.
Poi prendiamo il trenino che ci porta a visitare le aziende dove avviciniamo e diamo da mangiare pezzi di pane ai cavalli, vediamo gli stagni popolati di fenicotteri rosa e i famosi tori neri (Toron) piu’ piccoli di quelli spagnoli ma sempre dei bei bestioni.
Al ritorno i città abbiamo la sorpresa di vedere la corsa che i “Gardien” fanno compiere ai tori nelle vie della città controllandoli con le loro lunghe picche di legno.
Poi troviamo un piccolo ed accogliente ristorante lungo la passeggiata a mare dove gustiamo una succulenta “paella”, molto abbondante e ben condita e con vino, acqua, dolce e caffè; spendiamo 35 euro in tre persone.
Il tempo è discretamente bello e soprattutto non piove. La sera due parole con alcuni camperisti e poi a nanna .

LUNEDI’
Alle ore 9,30 partiamo per Arles (22 Km) e qui imbocchiamo l’autostrda fino ad Aix En Provence (5 euro), poi proseguiamo in direzione GAP sulla superstrada che attraversa Aix. Usciamo a Pertuis prima del casello di Sisteron (euro 1,60) . Il paesaggio che attraversiamo in direzione di Manosque è stupendo tra verdi colline, laghetti., fiumi, basse viti. Dopo 30 Km giungiamo a Manosque dove ci riforniamo di gasolio (euro 0,81 al litro) in un supermercato. La differenza rilevata rispetto ai distributori esterni è notevole (da 0,92 a 0,81 = cent 0,11 ovvero lire 213) – Chi da tempo viaggia in Francia sa bene che nei supermercati, a seconda della zona si possono risparmiare per i rifornimenti di carburante anche 300 (euro 0,16) delle vecchie lirette.
Proseguiamo per Riez la Romaine dove si trovano appunto antiche vestigia romane e imbocchiamo la strada per l’altipiano di Valencole (l’altipiano della lavanda) e alle ore 13 giungiamo a Saint Croix ssur Verdun. Il parcheggio comunale con carico e scarico acque è gratuito fino alle ore 19 poi si paga per la notte (5,50 euro) e non si puo’ restare piu’ di due giorni consecutivi. E’ ancora come altre volte che siamo venuti quaggiu’ – Dal parcheggio si ammira tutto il lago e si vedono in lontananza i paesini che si trovano sulle sue coste. Inoltre ci sono i bagni pubblici mlto puliti e al fondo del parcheggio ci sono diversi giochi per le bocce (petanque). A differenza del mese di agosto ci sono solo 6 autocaravan e tutto è molto tranquillo. Pensiamo di recarci, dopo aver circunmnavigato il lago a La Salle sur Verdon ma non rifermiamo e proseguiamo fino all’inizio della gola del Canyon del Verdun, uno dei piu’ belli del mondo. Nel rivedere il Canyon ci ricordiamo quando qualche anno fa abbiamo fatto canoa dentro di esso inoltrandoci al suo interno.
Pio dopo qualche foto ricordo proseguiamo per Aiguine e giungiamo davanti al tunnel del Fayet. Da questo punto guardando verso il basso si vede il fiume e anche il famoso sentiero Martel. 
Dopo un’ulteriore sosta sul ponte dell’Artuby che unisce le due rive del canyon, quindi dirigiamo verso Castellane che raggiungiamo verso le ore 18 e ci fermiamo per la notte lungo il fiume, all’interno del paese.
Castellane si sviluppa ai piedi di una falesia di roccia calcarea che sovrasta tutto il luogo, sulla cui sommità si trova una chiesa che svetta su tutto il circondario. In questo luogo che vive principalmente di turismo per gran parte dell’anno, durante la bella stagione operano diverse scuole di rafting, che promuovo escursioni nel fiume a bordo di grossi canotti e preparati istruttori, con tanto di fotografia da ritirarsi al ritorno presso il fotografo locale. Ci sono molti parcheggi e il centro storico da percorrere a piedi è molto bello.

MARTEDI’
Dopo un sonno ristoratore di fianco al fiume, partiamo in direzione di Digne les Bains città termale , che si raggiunge seguendo la Route Napoleon, meravigliosa strada che tra verdi vallate e monti ancora innevati scende verso Digne, attraversando gole e piccoli canyon. Ad un certo punto ci fermiamo perché una lunga colonna di auto, camper e bus blocca la strada. Ci dicono che durante la notte è scesa una frana dal costone della montagna e per fortuna non ci sono state vittime. Noi ci fermiano qui che sono le ore 10 e ci mettiamo a chiacchierare con un camperista francese che per anni ha guidato grossi TIR su e giù per l’Italia. Ci dice che la strada sarà aperta verso le ore 12,30. Stiamo ancora pranzando quando una tromba concede il via libera e così è tutto un fuggi fuggi verso i mezzi per partire subito ed io salto letteralmente al posto di guida lasciando che la moglie se la sbrighi con i piatti etc.
Partiamo e dopo trenta minuti passiamo all’esterno di Digne, grazie ad una scorciatoia segnalataci dal simpatico autista francese prima incontrato e andiamo in direzione di Sisteron, dove invece di imboccare l’autostrada proseguiamo per la statale che la costeggia, altrettanto bella, fino quasi a Gap , poi prendiamo per Barcellonette e rifacciamo l’itinerario dell’andata fino a Briancons. Siamo quasi a casa e anche questa vacanza sé quasi terminata.