Alla scoperta del Lago d'Iseo

3 - 5 Aprile 2009





INFORMAZIONI DI VIAGGIO


Km percorsi: 410 km

 

Spese: 210 €, di cui gasolio 100 €, campeggio 37,60 €, ingressi, traghetto e spese varie 72,40 €

DIARIO DI VIAGGIO

Da quando siamo stati a Mantova, nello scorso mese di Novembre, non abbiamo più utilizzato il camper, complice anche la brutta stagione, e così, iniziata da poco la primavera abbiamo deciso di fare la prima uscita dell'anno. Avendo solo a disposizione il weekend abbiamo scelto una meta facilmente raggiungibile il venerdì sera in modo da poter sfruttare al meglio il sabato e la domenica. La scelta è ricaduta sul Lago d'Iseo, sul quale sia io che Stefano non eravamo mai stati.

Venerdì 3 Aprile (km percorsi 190)

Dopo aver passato la giornata a scrutare le previsioni meteo per il fine settimana, partiamo appena usciti dal lavoro nella speranza di avere un weekend clemente dal punto di vista metereologico per poter visitare la meglio Iseo e il suo lago, la Riserva Naturale delle Torbiere del Sebino, Montisola e le Piramidi di Zone.

Partiamo quindi con il cielo sereno, attraversiamo la pianura vercellese per raggiungere l'autostrada e notiamo come le risaie siano già state allagate riflettendo così i colori della primavera appena iniziata, e facendo da contrasto con le montagne ancora innevate di Biellese e Vercellese. Alle 20 siamo alla barriera di Milano, che attraversiamo senza difficoltà, proseguiamo sulla A4 in direzione Brescia ed usciamo al casello di Rovato.

Da qui, seguendo le indicazioni per Iseo e attraversando i comuni di produzione del Franciacorta, raggiungiamo il Camping Punta d'Oro, molto ben segnalato sulla provinciale. Sono le 21.30, ed uno dei gestori ci aiuta a sistemarci in una delle piazzole direttamente sul lago, e mentre io preparo la cena, Stefano si esalta cercando di fotografare l'altra sponda del Lago illuminata. Dopo cena facciamo due passi sul lungolago, distante circa 400mt dal campeggio e scopriamo questa piccola cittadina affacciata sul lago omonimo.

Sabato 4 Aprile (km percorsi 0)

Ci svegliamo intono alle 8.30, la giornata non promette nulla di buono...nuvoloni gonfi di pioggia si affacciano dietro le montagne bresciane e siamo indecisi sul da farsi: in bicicletta fino alla Riserva Naturale delle Torbiere del Sebino o gita a Montisola con il traghetto?

Alla fine, dopo una breve consultazione con uno dei gestori del campeggio optiamo per la seconda, lasciando la visita delle Torbiere in bicicletta per il pomeriggio nella speranza che il tempo migliori.

Alle 10.30, dal molo di Iseo ci imbarchiamo (andata e ritorno 4,55 €) per l'isola lacustre più grande d'Europa, che con i suoi 11 km di perimetro di erge imponente nelle acque del lago o scurando i due isolotti di San Paolo e di Loreto rispettettivamente a sud e a nord dell'isola stessa. Sulla sponda occidentale di Montisola crescono prosperose le ginestre, il fiore del Lago d’Iseo, con antichi uliveti, mentre nella parte alta si estendono campi coltivati tra i boschi, alberi da frutto, alcuni vigneti, prati e verso la sommità un castagneto. Sbarchiamo a Peschiera Maraglio dopo una mezzora di navigazione e dopo una breve passeggiata sul lungolago, iniziamo la salita verso l'antico Santuario della Madonna della Ceriola, edificato nel 1500, probabilmente sui resti di una cappella dell'XI secolo sulla sommità dell'isola.

Una ripida scalinata che si fa strada intorno alle case del borgo, porta direttamente all'imbocco del sentiero per il Santuario; la segnaletica indica che in circa 45 minuti si arriva alla frazione di Cure e poi da qui, in mezz'ora si può raggiungere la sommità dell'isola.

La prima parte del sentiero, che si snoda tra campi coltivati ed ulivi è piuttosto ripida, a scaloni, ed è consigliabile indossare delle scarpe adatte (soprattutto per la discesa!), poi appena prima di raggiungere la frazione di Cure, la strada spiana e il sentiero diventa più agevole regalando degli scorci sul lago davvero molto suggestivi.

 
 

Una volta raggiunto l'abitato di Cure, il sole che timido si era affacciato a riscaldare l'aria, ci abbandona, lasciando spazio alle prime gocce di pioggia. Non essendo attrezzati, e non volendo inzupparci, decidiamo di fare retromarcia e di non raggiungere il Santuario. Scendiamo quindi nuovamente a Peschiera e ci imbarchiamo sul traghetto delle 13 per ritornare ritornare ad Iseo.

Pranziamo sul camper e mentre io sistemo la cucina, Stefano prepara le biciclette. Seguendo le indicazioni che avevamo reperito via internet, decidiamo di iniziare la visita delle Torbiere partendo dal Centro Visiatori che si trova nelle immediate vicinanze del campo sportivo della cittadina.

A seguito della comparsa del lago d'Iseo, avvenuta sul finire dell'ultima era geologica e del progressivo ritiro delle acque, nella zona a sud del Sebino rimase una depressione paludosa intermorenica caratterizzata da distese acquitrinose, che più avanti vennero chiamate Torbiere. Con il trascorrere dei millenni l'abbondante vegetazione cresciuta permise la crescita di uno spesso strato di torba, il quale andò via via sostituendosi all'acqua trasformando la zona in un'estensione di prati umidi.

Alla fine del settecento, con la scoperta che la torba, una volta essiccata, aveva una resa calorica superiore alla legna, iniziò l’estrazione massiccia della torba da utilizzarsi come combustibile nelle filande di Iseo e come combustibile per uso domestico e divenne un materiale prezioso per l'economia della zona dato che era in grado di sostituire quasi completamente l'utilizzo del carbone.

La riduzione dell’interesse verso questo combustibile e la completa trasformazione di flora e fauna della zona, portarono verso il 1950 all’abbandono delle attività estrattive della torba ed iniziarono invece le operazioni di scavo per l’argilla, per la fabbricazione di mattoni. Queste operazioni terminarono negli anni settanta, a seguito dell'introduzione dei primi vincoli di salvaguardia ambientali e la nascita della Riserva.

L'area delle Torbiere è formata prevalentemente da canneti e specchi d'acqua circondati da campi coltivati oppure da manufatti dell'uomo (strade, abitazioni). Una parte si trova a diretto contatto con il Lago d'Iseo ed è denominata "lamette"; c'è poi una parte interna, formata da grandi vasche intervallate da sottili argini di terra, denominata "lame" e un'altra area con vasche rettangolari ottenute dall'escavazione della torba.

Le sponde, dominate dall'antico monastero romanico di San Pietro in Lamosa, si sono ricoperte di vegetazione palustre: ninfee, rife, canne palustri e carici, secondo la diversa profondità delle acque, che, comunque, non supera i 2,5 m.

Curiosi di visitare la riserva saltiamo in sella alla bicicletta e ci dirigiamo verso le Torbiere. Arriviamo di fronte allo stadio ed intravediamo un cartello che indica la riserva: già da subito notiamo uno stato di semi-abbandono e di non curato. Una sbarra blocca l'accesso al parcheggio del Centro Accoglienza Visitatori (se avessimo avuto il camper avremmo vovuto parcheggiare nei parcheggi dello stadio), un pannello esplicativo introduce alla visita delle Torbiere, con le relative mappe e divieti. Il percorso pedonale nord inizia appena dopo la sbarra, ed una macchinetta tipo parchimetro invita a pagare 1 euro a testa per la visita. Raggiungiamo dapprima il Centro Accoglienza Visitatori, anch'esso in apparente stato di abbandono, il cartello indica l'apertura tutti i giorni dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 18. Sono le 16 e non c'è nessuno...non volendo lasciare incustodite le biciclette, e non potendole portare con noi nel percorso pedonale, decidiamo di effettuare il percorso ciclabile segnalato sulla mappa all'ingresso.

Riprendiamo quindi la ciclabile di fronte allo stadio, ma con nostro stupore dopo appena 100 metri termina. Visibilmente delusi, e non potendo chiedere informazioni a nessuno in quanto la zona era deserta, facciamo dietro front e ce ne torniamo in centro ad Iseo sfuttando altri pezzi di ciclabile che girano intorno al Paese. Tornati in campeggio, ci godiamo un po' di pace a ridosso del lago e Stefano si esalta a fare fotografie mettendo in pratica quanto imparato ultimamente sulle macchine digitali.

Sono le 8 quando il sole decide nuovamente di fare capolino tra le nuvole e di regalare un bellissimo tramonto sul lago.

Domenica 5 Aprile (km percorsi 220)

Questa mattina ci svegliamo con calma, il tempo purtroppo non è bello, il sole oggi non si intravede neanche, e così facciamo un giro tra le vie del centro per gli ultimi acquisti di prodotti locali da portare a casa.
Dopo le operazioni di scarico in campeggio, decidiamo di spostarci a Zone, circa 15 km a nord, per ammirare un'ampio e spettacolare anfiteatro situato nella valle che si affaccia sulla sponda orientale del Lago d'Iseo, caratterizzato dalla singolare presenza di numerose piramidi di terra, sormontate da larghi cappelli di roccia resistente, originato dall'azione erosiva sull'originario deposito morenico, conosciute come le "Piramidi di Zone".

Con il camper è conveniente non fare la strada costiera panoramica, ma prendere la superstrada del lago d'Iseo fino all'uscita di Zone (ben segnalata). Noi salendo abbiamo fatto la litoranea, ma dall'abitato di Marone a salire verso Zone si vede fare un pezzo molto stretto tra le case con tornanti molto stretti. Noi con il nostro da 6 metri e 90 abbiamo faticato, e per fortuna non abbiamo trovato nessuno in senso contrario, direi che comunque non vale la pena rischiare ed è meglio fare la superstrada. Abbiamo lasciato il camper nella frazione di Cislano, proprio all'ingresso del Parco Naturale, in un bel parcheggio con 4 posti anche per i camper. C'è proprio una vera e propria area attrezzata, mancano solo elettricità e carico scarico, ci sono invece tavoli da pic-nic, barbecue, giochi per bambini e una fontanella per l'acqua. Dal parcheggio parte subito il sentiero che porta a vedere dall'alto questa meraviglia che ci offre la natura. Il percorso e ben segnalato ed è protetto con staccionate; in circa 15 minuti si arriva ad una terrazza dalla quale si possono ammirare dall'alto le piramidi. E' anche possibile, con una camminata di circa 2 ore, ammirarle dal basso e poi risalire, sempre seguendo il sentiero che sbuca appena prima dell'abitato di Cislano.

Noi ci siamo limitati ai 15 minuti per arrivare alla terrazza, e ne è davvero valsa la pena perchè sono uno spettacolo davvero unico.

Ritorniamo al camper per il pranzo e poi sotto un violento acquazzone ripartiamo per tornare a casa, dove ad attenderci c'è un bel sole primaverile (che beffa!).

 

CONSIDERAZIONI

Bilancio del weekend: positivo, abbiamo scoperto una piccola parte di Italia che non conoscevamo, ben curata e tranquilla è Iseo, con il suo molo e il lungolago, caratteristica è Montisola con i suoi 11 km di circonferenza, molto bella Zone con le sue piramidi. Un vero peccato per le Torbiere del Sebino, ci aspettavamo molto da questa riserva ed è stata una vera delusione.