Pasqua tra le province di Verona e Mantova

2 - 5 Aprile 2010





INFORMAZIONI DI VIAGGIO


Km percorsi: 565 km



Spese: 221 € in totale, di cui gasolio 63 €, aree sosta e parcheggi 21 €, pedaggio autostrada (telepass!), ingressi ai parchi 28 €, spese varie 109 €

DIARIO DI VIAGGIO

Quest'anno l'inverno è stato lunghissimo con la neve che è caduta fino alla metà di marzo...e così appena è iniziata la primavera iniziamo anche noi la stagione camperistica! L'ultimo viaggio risale a capodanno, siamo stati in Umbria ed abbiamo preso tantissima acqua.

Fino all'ultimo però non sappiamo se per il breve ponte pasquale riusciamo a far sgranchire le gambe al GoGo-Mobile 2, e così restiamo indecisi sul da farsi anche perchè le previsioni meteo non sono delle migliori. Alla fine, senza un itinerario ben definito ci dirigiamo verso il nord est dell'Italia.

Venerdì 2 Aprile (km percorsi 277)
 

Partiamo verso le 15, imbocchiamo la A4 a Greggio con direzione Milano e non incrociamo molto traffico complice anche il blocco alla circolazione dei camion per questo ponte pasquale.

Dopo la consultazione dell'ultimo bollettino meteo decidiamo la meta per la sera: il caratteristico borgo medioevale di Molina, una frazione del comune veronese di Fumane dove contiamo di visitare domani il Parco delle Cascate.

Dopo Peschiera imbocchiamo l'autostrada del Brennero per uscire dopo pochi chilometri dopo a Verona Nord. Dall'uscita dell'autostrada proseguiamo per tutta la superstrada fino a San Pietro Incariano. Poi seguiamo le indicazioni per Fumane, e per il Parco delle Cascate di Molina che è ben segnalato.

Da Fumane la strada si fa stretta e ripida: ci sono alcuni tornanti impegnativi, che nel giro di poco portano in quota. Dopo 7 km si giunge alla piccola frazione di Molina; seguendo le indicazioni per il parcheggio dei bus turistici si arriva all'area camper che è gestita dal titolare della trattoria "Ai piè della creta". Il costo dell'area è di 5€ per 24 h. Sono passate da poco le 18 e noi siamo arrivati a destinazione.

Ci sono già alcuni camper parcheggiati; le piazzole sono ben delimitate e con possibilità di allaccio elettrico che purtroppo però non funziona. In una piazzola posta su di un alto livello rispetto all'area c'è la pobbilità di caricare e scaricare acqua.

Dopo aver sistemato e livellato il camper andiamo alla scoperta di questo piccolo borgo.

Il paese è immerso nel verde e conserva intatte ancora oggi le caratteristiche di un antico borgo medievale con le sue strette vie, le case dai tetti in pietra, un paese dove il tempo scorre lentamente assecondando il ritmo della natura... Regna la pace più assoluta, e non incontriamo nessuno per la strada, se non qualche turista che esce dal Parco. L'ufficio informazioni è già chiuso così come la piccola bottega che vende prodotti tipici della valle.

Rientriamo così al camper e prepariamo la cena. Facciamo poi ancora due passi per il paese tutto illuminato, ma non si intravede nessuno. La notte trascorre neanche a dirlo nella quiete più assoluta.

Sabato 3 Aprile (km percorsi 45)

Ci svegliamo con tutta calma perchè fino alle 9 il Parco è chiuso. Questa mattina c'è un bel sole caldo anche se il cielo inizia a velarsi. Scarponcini da montagna, zaino e macchina foto e siamo pronti per partire alla volta dell'ingresso del Parco che dista circa 10 minuti a piedi dall'area camper.

Il Parco delle Cascate di Molina è situato a sud-est del Paese in località Vaccarole, e per raggiungere l'ingresso si deve fare una bella discesa ciotolata tra gli orti coltivati. Giunti finalmente alla biglietteria, facciamo i biglietti (5€ a testa) ed entriamo.

La particolarità di questo territorio è la ricchezza d'acqua grazie all'esistenza di sorgenti perenni poste a nord del paese di Molina. Sono proprio queste sorgenti d'acqua unite alla morfologia del territorio che danno vita a queste cascate.

Ci sono tre percorsi possibili nel Parco a seconda delle difficoltà, noi decidiamo di seguire il più lungo (sentiero nero) che porta a visitare tutte le cascate e le grotte. Stando alla guida sono necessarie 2 ore per questo percorso, noi ce ne abbiamo messe di più perchè ci siamo fermati più volte lungo il percorso a scattare fotografie.

La prima parte del percorso è in discesa, con una serie di gradoni si arriva in fondo alla profonda gola sentendo sempre di più il rumore dell'acqua che scorre. Si giunge così alla prima cascata: la Bocca dell'Orso.

Facendo poi una deviazione dall'anello del percorso giungiamo alla Cascata Doppio Covolo. Forse la più bella di quelle che abbiamo visto. L'acqua sgorga in un anfiteatro naturale che lascia a bocca aperta il visitatore.

Rientriamo sul percorso principale e con una ripida scala in ferro risaliamo la Cascata Bocca dell'Orso giungendo così la Cascata Pozzo dell'Orso.

Continuando la passeggiata ammiriamo le Cascata del Tombolino e subito dopo la Cascata del Tombolo.

Percorsi alcuni tornanti si arriva alla Cascata Marmittone; il nome è azzeccato, infatti la cascata ha lo stesso rumore di una marmitta e il flusso dell'acqua è sottile e deciso.

Qui i percorsi si dividono: il verde e rosso, rispettivamente facile e medio continuano su dolci pendii, mentre quello nero si inerpica con una salita più decisa che permette di raggiungere una piazzola panoramica da cui si gode di un bel panorama.

Dal punto panoramico il sentiero discende lentamente e si raggiunge la Cascata Pozzo Tondo.

Da qui con un'altra deviazione giungiamo alla spendida Grotta delle Tette More. Entrando nella grotta si passa dietro al flusso dell'acqua ammirando la cascata da un'angolatura insolita. Ritorniamo sul percorso principale e dopo una scalinata il nostro percorso si ricongiunge con quello verde e rosso.

Siamo quasi in dirittura di arrivo, le ultime tre cascate che ammiriamo sono la Cascata Spolverona, la Cascata Nera e la Cascata Verde. Il percordo termina proprio dove era iniziato, ovvero in prossimità dell'area picnic e del bar dove è possibile fermarsi a mangiare.

Noi preferiamo rientrare al camper perchè ci sono brutti nuvoloni all'orizzonte e non abbiamo gli ombrelli per ripararci. Facciamo appena in tempo ad arrivare alle prime case del paese che inizia a piovere...

Dopo aver fatto alcuni acquisti alla bottega del paese, torniamo al camper per pranzare. Finalmente riusciamo a trovare anche il gestore dell'area così saldiamo il conto.

Il gentilissimo signore ci racconta un po' di cose sul pese di Molina, invitandoci a tornare in estate per ripararci dalla calura e per godere a pieno di tutto quello che offre il territorio. Lo faremo di sicuro perchè il parco ci è davvero piaciuto molto!

Dopo pranzo, muniti di ombrelli andiamo a visitare anche il vecchio mulino ancora funzionante e la malga. Entrambi li troviamo chiusi, probabilmente vengono aperti solo in occasioni di visite guidate delle scuole.

In origine il Molin de Lorenzo era dotato di due ruote, dalla ristrutturazione però ne è stata recuperata solo una. Si potevano quindi effettuare contemporaneamente la macinazione dei cereali e la follatura della lana. All'esterno del mulino si può ancora vedere un rudimentale blocco di pietra scavato, che un tempo serviva per sgranare il mais.

Verso metà pomeriggio lasciamo questo bellissimo posto e scendiamo giù verso Fumane. Da qui con la strada statale raggiungiamo Monzambano che scegliamo come base d'appoggio per la visita di alcuni borghi nel mantovano.

L'area è gremita di camper, ma riusciamo a trovare ancora un posticino nell'Oasi Park che è stata risistemata in modo eccezionale dai volontari dell'Associazione Camperisti di Monzambano.

Facciamo due passi per il paese raggiungendo anche il castello mediovale e poi rientriamo al camper per pianificare i prossimi due giorni. Le previsioni prevedono acqua per domani e così decidiamo di prendere il camper e di spostarci verso Castellaro Lagusello e poi a Sabbioneta, per poi rientrare in serata a Monzambano.

 

 

 
Domenica 4 Aprile (km percorsi 0 in camper, circa 20 in bicicletta)

La notte trascorre tranquilla anche a Monzambano, anche se non è paragonabile alla quiete della serata precedente.

Al risveglio della temuta pioggia nenache l'ombra, anzi, il sole cerca di fare capolino attraverso le sottili nuvole. Mentre Stefano va ad acquistare il pane, io preparo colazione e modifico i piani della giornata. Perchè muoverci con il camper se si preannuncia una bella giornata di sole?

E così, dopo colazione inforchiamo la bicicletta e con la comoda ciclabile che si snoda lungo il Mincio, andiamo alla scoperta di qualche borgo mantovano.

Dall'area di sosta attraversiamo il centro di Monzambano e raggiungiamo il ponte sul Mincio. Giriamo a destra sulla ciclabile che porta a Mantova ed iniziamo la pedalata. Dopo circa 7 chilometri raggiungiamo Borghetto sul Mincio, incantevole borgo disteso lungo un'ansa del fiume. Borghetto è una frazione di Valeggio sul Mincio ed è inserito tra i Borghi più Belli d'Italia. Questo bel paesino ha antiche origini, in longobardo significa "insediamento fortificato", ed è il nome del primo abitato sorto nei pressi del punto di guado del fiume Mincio.

La cosa più bella che offre ai visitatori è appunto un paesaggio naturale di grande respiro e suggestione: le acque del fiume indugiano silenziose tra anse e canneti, dove nidificano numerose specie di uccelli, il tutto raccolto e protetto dalle imponenti rocche del Ponte Visconteo.

Dopo la visita del borgo inforchiamo le nostre biciclette e riprendiamo a pedalare arrivando fin quasi a Pozzolo. Il vento contrario ci fa desistere dal proseguire e così giriamo le biclette e con un più piacevole vento a favore rientriamo a Monzambano con nuvoloni neri che si avvicinano minacciosi.

Pranziamo in camper e nel pomeriggio inforchiamo nuovamente le biciclette per andare verso Castellaro Lagusello che dista circa 8 km da Monzambano. Dopo qualche chilometro la minaccia delle nubi si fa sempre più insistente, così rientriamo al camper e muniti di ombrelli facciamo una passeggiata a piedi arrivando fin quasi a Peschiera seguendo la ciclabile lungo il Mincio.

Cena in camper e poi, non ancora sufficientemente stanchi facciamo ancora quattro passi in paese prima di andare a dormire.

 
Lunedì 5 Aprile (km percorsi 243)

La notte trascorre tranquilla con la pioggia che finalmente arriva e ci fa compagnia con il suo ticchettio sul soffitto del camper. Al mattino il cielo è ancora velato, ma il sole cerca di fare capolino tra le nuvole.

Dopo una veloce riassettata al camper lasciamo Monzambano salutando i sempre gentili e disponibili volontari dell'area e ci dirigiamo al Parco Sigurtà di Valeggio che dista pochi chilometri.

Parcheggiamo il camper in un prato adibito a parcheggio e con la navetta gratuita raggiungiamo l'ingresso.

Sono le 9.30 e ci sono ancora pochi visitatori...di lì a poco però il parco si riempirà. Abbiamo la riduzione sul bigleitto di ingresso presa a Monzambano e così paghiamo 9 € a testa invece che 12 €.

Noi decidiamo di visitare il parco piedi, ma volendo si possono usare le biciclette o le golf cart o il trenino o ancora lo shuttle... insomma, ci sono mille modi per godere appieno di questo spettacolare ed immenso giardino.

Purtroppo in questo periodo dell'anno troviamo fioriti solo i giacinti e i tulipani...tra un mese con tutte le piante e le rose fiorite penso che sia da non perdere!

Acquistato nel 1941 dal Dottor Carlo Sigurtà, il Parco venne aperto per la prima volta al pubblico il 19 marzo del 1978: da allora quest'oasi naturale ha affascinato migliaia di visitatori (tra cui ospiti illustri come Premi Nobel e autorità di Stato), tanto da essere definito da botanici di fama internazionale uno tra i giardini più straordinari al mondo.

Ammiriamo la Grande Quercia , l´Eremo, i  laghetti fioriti, il Giardino delle Piante Officinali, la fattoria didattica, la valle dei Daini, l'immenso Tappeto Erboso che mette una gran voglia di fare tante capriole....

Camminando nei viali ciotolati del Parco dobbiamo fare molta attenzione alle golf cart che "sfrecciano" su e giù...assistiamo perfino ad un incidente: alcuni ragazzi non riescono a sterzare e vanno a sbattere sul muretto di una aiuola. Per fortuna non si sono fatti niente....

Usciamo dal parco che sono quasi le 13...tra una fotografie e l'altra e i 20 km di viali del parco non ci siamo accorti dell'ora. Pranziamo in camper e poi ci mettiamo in marcia verso casa.

In autostrada troviamo un lungo serpentone di auto...sta iniziando il grande rientro dal ponte pasquale!

Dopo la barriera di Milano il traffico diminuisce drasticamente tanto che poco dopo le 17 siamo a casa.

Siamo stanchi, ma molto soddisfatti perchè abbiamo scoperto un'altra piccola parte della nostra bella Italia che non finisce mai di stupirci....

CONSIDERAZIONI

Per noi che amiamo la natura e la tranquillità Molina è stata davvero una piacevole scoperta e ci torneremo sicuramente! Certo la strada da percorrere da Fumane a Molina scoraggia un po', ma si viene certamente ripagati dal panorama che si gode da lassù. Ci torneremo anche perchè vogliamo andare al belvedere posto a 1400 mt di altezza per vedere il Lago di Garda grande come una pozzanghera così come ci ha detto il gestore dell'area di sosta!!!

Per quanto riguarda il mantovano ogni volta ne scopriamo un pezzetto... Anche qui sicuramente ci torneremo, dopotutto non siamo ancora riusciti ad andare a Castellaro Lagusello e Sabbioneta!