Quest'anno il capodanno abbiamo deciso di passarlo in Toscana. Come base d'appoggio abbiamo scelto
Poggibonsi, piccola cittadina in provincia di Siena. Da lì ci siamo mossi per tutte le tappe del nostro
viaggio. |
Lucca e Certaldo (29 Dicembre) |
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Il primo giorno ci siamo fermati a Lucca, anche detta "la città delle 100 chiese": siamo
arrivati relativamente presto e fortunatamente siamo riusciti a parcheggiare all'interno delle mura. Le macchine
non autorizzate non possono entrare nel centro storico, e così ce la siamo girata tutta a piedi!
Seguendo Via Fillungo, la via principale del centro storico fiancheggiata da antiche case e torri medievali,
abbiamo iniziato la visita della città... Cento chiese: forse sono anche di più! Ne trovi una in
ogni angolo. Noi abbiamo visitato le più importanti: il Duomo, San Frediano e San Michele in Foro. |
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Il Duomo, dedicato a S.Martino, è il principale monumento religioso della città, di stile
romanico, è in gran parte opera di Guidetto da Como. La parte superiore è molto simile a San Michele
in Foro, ma si differenzia per la sua asimmetricità.All' interno, nella parte centrale del transetto
sinistro (e a pagamento!) si può ammirare il Monumento funebre di Ilaria del Carretto,
capolavoro di Jacopo della Quercia. |
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San Frediano, domina il quartiere omonimo, e ha una facciata molto più semplice rispetto alle altre due chiese, ed è sormontata da un mosaico bizantineggiante che raffigura l'ascensione.
L'alta facciata di San Michele in Foro, è un tipico esempio di architettura pisano-lucchese, 4 ordini di loggette con ricchissime decorazioni; nel fastigio c'è l'imponente statua di San Michele. Nell'adiacente Via di Poggio, c'è la casa natale di Giacomo Puccini con documenti e ricordi del compositore.
Molto suggestiva è anche la Piazza dell'Anfiteatro romano, fu aperta nel 1830 demolendo gli edifici che avevano occupato l'antica cavea. Della costruzione romana restano solamente parte dell'anello esterno e l'originaria planimetria di forma ellittica. |
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E per sfruttare meglio il parcheggio che avevamo già pagato fino alle 12.30 (da buoni Biellesi, ovviamente!), ci siamo fatti una passeggiata lungo le mura bastionate costruite tra il 1504 e il 1645, ma mai usate per scopi difensivi e che circondano la città. E dopo aver pranzato in una trattoria appena fuori Lucca, per la precisione a Colognara di Compito, frazione di Capannori, ci siamo diretti seguendo la strada provinciale 439 a Certaldo, paese natale del Boccaccio. Il borgo si allunga sul piano della Valdelsa, sul tracciato della Via Francigena; il compatto nucleo antico, che si erge sul colle è cinto di mura e assume un colore rossastro per il cotto con cui sono costruite case e chiese.
Al centro storico, detto anche “Castello”, vi si accede tramite le antiche porte: Porta Alberti, Porta al Sole e Porta al Rivellino, oppure dalla più moderna Via del Castello, o tramite la funicolare che parte da piazza Boccaccio a Certaldo bassa. Noi abbiamo scelto la macchina fino ai piedi del borgo, e poi siamo entrati da Porta Alberti. |
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Caratteristica principale dei borghi medioevali è la piazza, ma Certaldo ne è sprovvista; la sua funzione è stata assunta dall’attuale Via Boccaccio sulla quale infatti si affacciano la Chiesa, il palazzo del potere (Palazzo Pretorio) e le Logge del Mercato (Palazzo Stiozzi Ridolfi), oggi chiuse ma ancora visibili nei muri.
La casa del Boccaccio, al n°18 dell'omonima via, ricostruita in gran parte dopo la Seconda guerra mondiale, oggi è un Museo dedicato al grande letterato del Trecento...chiuso per restauri! Così come era chiusa l'enoteca, dove avremmo voluto assaggiare l'ottimo vino e la prestigiosa marmellata di cipolle rosse.
Da Certaldo, seguendo sempre la strada provinciale, ci siamo diretti a Poggibonsi, che avevamo scelto come base d'appoggio per il nostro viaggio. |
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Volterra, San Gimignano e Colle Val d'Elsa (30 Dicembre) |
Abbiamo soggiornato all'Hotel Alcide ***, mezza pensione più il cenone di San Silvestro. Le due cene a base di pesce (l'hotel è rinomato per le specialità di pesce) bevande incluse, colazioni a buffet con ogni ben di dio, cenone tutto a base di pesce (prosecco di aperitivo, 5 antipasti, 2 primi, 2 secondi, frutta, dolce, vino bianco DOC, Asti Spumante per brindare al nuovo anno, caffè e liquori, volendo anche musica dal vivo)...alla fine abbiamo speso 230 € a testa.
Siamo stati molto soddisfatti...anche perchè avevamo scelto a scatola chiusa su internet, è vero che avremmo speso poco, ma non sapevamo la qualità a cui andavamo incontro. Invece è andato tutto più che bene...hotel consigliatissimo! |
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La mattina del 30 dicembre ci siamo diretti a Volterra, città dell'alabastro. Seguendo le indicazioni dateci lungo la strada in un agriturismo dove abbiamo acquistato dell'olio e del Chianti, siamo arrivati a Volterra tramite una strada segnalata come senza uscita ma che in realtà porta ad un pargheggio sotterraneo proprio in centro città. Abbiamo evitato i souvenire...non capivi bene, si passava da negozi con scacchiere da 3000€ (un po' care per noi comuni mortali...) a negozi con scacchiere da 50€ (spontaneo chiedersi se si trattava di alabastro cinese....), e così abbiamo tralasciato.Sull'omonima Piazza si affaccia il Palazzo dei Priori, massiccio parallelepipedo in pietra, merlato, sul quale si leva una torre a doppio ballatoio. |
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Ora è sede del municipio, conserva sulla facciata numerosi stemmi in terracotta. Dietro al palazzo dei Priori sorgono il Duomo e il Battistero. Il primo è di costruzione romanica, con una facciata semplice, non abbiamo potuto visitarlo perchè si stava celebrando la messa. Di fronte al Duomo, il Battistero, edificio ottagonale a bande bianche e verdi. All'interno una pregevole fonte battesimale di Andrea Sansovino. |
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La fortezza di Volterra non è visitabile, fin dalle sue origini utilizzata come progione, è ancora oggi adibita a penitenziario.
Sorge sul punto più elevato della città, è ben visibile dalla strada di accesso a Volterra proveniendo da San Gimignano. Noi l'abbiamo ammirata dal Parco archeologico Enrico Fiumi, nel quale è possibile visitare una grande cisterna romana e resti dell'acropoli etrusco-romana. |
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Cittadina quindi dai trascorsi etruschi e romani, ne resta ancora il segno nella Porta all'Arco, che si apre al termine dell'omonima via (foto a fianco) caratterizzata da numerose botteghe di alabastro. |
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Resti romani si possono ammirare come detto nell'Acropoli e al Teatro romano. Di quest'ultimo se ne conservano gran parte della caveacompelta delle scalinate, la scena e una parte del portico, nella cui area fu inserito più tardi un edificio termale.
In tarda mattinata, non prima di esserci fatti fare due panini col prosciutto di cinghiale tipico della zona, abbiamo lasciato Volterra e ci siamo diretti verso San Gimignano, seconda meta della giornata. |
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San Gimignano: la città delle torri. Nel 1200 si contavano nove "hospitatores" per i mercanti che vi affluivano, e le famiglie del luogo che si erano arricchite per i commerci avevano fatto sorgere 72 torri, per legge nessuna poteva poteva essere più alta della Torre del Comune, la Rognosa. Ora ne rimangono 15 che danno un unico profilo alla città ben visibile dalle colline che la circondano. A noi San Gimignano non è piaciuta particolarmente...sarà perchè era piena di turisti ed era diffcile camminare lungo le vie, sarà che rispetto a come ci era stata raccontata è diventata una città puramente turistica con ben poco di tipico, sta di fatto che non ce la siamo goduta per niente. |
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Ormai è diventata una città che vive esclusivamente di turismo...dai 2 € all'ora del pargheggio (neanche a Siena così caro!), le botteghe di artigiani e di prodotti tipici si sono trasformate in botteghe di souvenire con pen poco di tipico, poi anche per entare nella basilica si deve pagare...a noi è sembrato un po' troppo esagerato... |
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Dopo aver fatto un po' di foto per immortalare le torri passeggiando lungo le vie del centro storico, ci siamo fermati nella triangolare Piazza della Cisterna unita da un passaggio aperto in Piazza del Duomo, formando un insieme armonico che costituisce il centro della vita cittadina fin dal 1200.
La piazza del Duomo è circondata da palazzi medioevali e neanche a dirlo...da torri! |
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Annessa al palazzo del Podestà si erge la Rognosa, alta 51 metri; a fianco, sull'inizio delle Via S.Martino, si erge la Torre Chigi che precede di poco le totti gemelle dei Salvucci. |
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Colle Val d'Elsa sorge a 7 km da Poggibonsi, ci siamo fermati un po' per caso di ritorno da San Gimignano.
E' un borgo molto tranquillo, di umori e sapori antichi, poca gente per le strette stradine del borgo, turisti pochissimi.
Piazzaforte a lungo contesa tra fiorentini e senesi, cadde sotto il dominio dei primi a metà del 1300, quando la sua potenza economica era al culmine. La città è inoltre famosa per aver dato i natali, nel 1240, ad Arnolfo di Cambio, architetto e scultore del XIV-XV secolo, al quale è stata in seguito dedicata la piazza principale. |
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Passeggiando lungo la via del Castello abbiamo ammirato le botteghe del cristallo, infatti Colle di Val d'Elsa è prima di tutto città del Cristallo, perchè presenta una tra le più alte concentrazioni del mondo di aziende che producono cristallo, cosa che noi abbiamo scoperto lì e che prima non sapevamo...
Nella raccolta Piazza del Duomo, sorge il trecentesco palazzo pretorio e il barocco Duomo della cittadina.
Al n° 63 di Via del Castello, si erge la casa-torre di Arnolfo di Cambio, dove la tradizione vuole sia nato il celebre scultore e architetto. |
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Siena e San Galgano (31 Dicembre) |
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L'ultimo giorno dell'anno abbiamo deciso di trascorrerlo a Siena, città che sorge in un paesaggio di colline al centro dell'altopiano toscano.
Siena è distesa su tre colli, la zona all'interno delle mura è chiusa al traffico e la macchina la devi per forza lasciare in uno dei tanti parcheggi a pagamento che la circondano. Costo: 1,60 € all'ora. E dai pargheggi a piedi abbiamo raggiunto il centro storico. |
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Abbiamo iniziato la visita della città dal Duomo (ovviamente ingresso a pagamento: 3€ solo il Duomo, 10€ per l'intero complesso), caratteristico per la mole marmorea bianco-nera dell'architettura romanico gotica, è il vanto dei senesi d'ogni epoca, "concepito come il maggior monumento della cristianità". La maestosa facciata è in gran parte opera di Giovanni Pisano. L'interno, a croce latina, è a tre navate sorrette da pilastri imponenti; il pavimento è unico nella storia dell'arte per gli intarsi marmorei a colori e a sgraffio. |
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Nel transetto sinistro si trova il pulpito di Nicola Pisano, realizzato con l'aiuto del figlio Giovanni. A pianta ottagonale, è eretto su 9 colonne marmoreee, delle quali la centrale ha piedistallo con otto statue allegoriche e le esterne appoggiano alternativamente su figure leonine. Per visitare la libreria Piccolomini, all'estremità della navata sinistra, si deve pagare un altro biglietto...che non è compreso nei tre euro del Duomo! |
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Testimonianza dell'armonia urbanistica medioevale della città è la Piazza del Campo, quella che i senesi chiamano semplicemente "il Campo", ha un'originale forma a valva di conchiglia, ed è il centro vitale della città dove due volte all'anno si svolge il Palio. |
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La facciata di Palazzo Pubblico e l'elegante figura della Torre del Mangia fanno da cornice alla piazza. Nonostante un po' di claustrofobia e un po' di vertigini, abbiamo deciso di salire i 102 metri della torre, 400 scalini segnati all'ingresso, 350 contati da Stefano...un po' faticoso, ma alle fine ne è valsa la pena....da lassù si gode di un buon panorama... |
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E se si guarda giù il Campo.....meglio non guardare troppo....abbiamo solo sporto la macchina fotografica e scattato una foto! |
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Palazzo Pubblico è simbolo dell'indipendenza e del potere economico dell'oligarchia senese, ed è tra le più belle e significative realizzazioni dell'architettura gotica civile in Toscana.
Dalla balconata che si raggiunge tramite i quasi 400 scalini, si può fotografare tutta Siena, dal Duomo, alla Chiesa si San Domenico, dalla Piazza del Campo...alla stessa Torre del Mangia...se il sole lo permette, sui tetti del centro storico!
Questa è una delle foto artistiche!!!! |
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Da Siena ci siamo spostati, circa 30 km a sud, all'Abbazia di San Galgano per vedere la "spada nella roccia".
Nel silenzio delle campagna senese è in gran parte distrutta l'abbazia fondata in onore di San Galgano; i cistercensi la portarono allo splendore nel XIII secolo, nel '400 comincio la decadenza che la portò alla rovina. Il grandioso interno a tre navate è ormai scoperchiato, la navata centrale conserva parte delle volte a crociera originali. |
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Poco distante, sul vicino poggio di Monte Siepi, c'è un'originale chiesetta romanica a pianta circolare con campanile a vela.
All'interno, al centro, il masso nel quale San Galgano avrebbe confitto la spada in segno di pace. |
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Da lì siamo tornati a Poggibonsi in tempo per il cenone....
Come avevo anticipato prima, cenone tutto a base di pesce...che mangiata!
Ci siamo alzati da tavola che non ce la facevamo più....eppure a cena c'erano un bel po' di vecchietti che finito di mangiare si sono trasferiti nella vicina sala da ballo e si sono scatenati per tutta la notte....che coraggio! |
Le cinque terre (1 Gennaio) |
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Alla sera leoni....al mattino....mamma mia che mal di testa....
Avremmo volentieri dormito fino a tardi, ma si doveva lasciare l'albergo ed avviarci verso casa. Sosta lungo il percorso alle Cinque Terre, Monterosso al Mare. Bello, perchè è bello, ma la strada per arrivarci è da panico...non ho mai sofferto così tanto la macchina in vita mia. Dall'uscita dell'autostrada a Sarzana, ci siamo addentrati per l'entroterra ligure seguendo le indicazioni del Garmin...abbiamo attraversato spertuti paesini liguri, (pieni di autovelox tra l'altro!), e dopo una quarantina di km su e giù per i monti siamo finalmente arrivati a Monterosso.
Pranzo in riva al mare e poi ripartenza verso casa....
Per fortuna non abbiamo più fatto la stessa strada di prima, abbiamo seguito le indicazioni per Levanto e da lì abbimo ripreso l'autostrada...e sul Turchino abbiamo anche incontarto la neve... |
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CONSIDERAZIONI E RINGRAZIAMENTI |
Le uniche note dolenti del viaggio sono state le spese per i parcheggi...in proporzione si è speso di più a pargheggiare che a mangiare!!!
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