Valsavarenche...a due passi dal Paradiso

4 - 6 Luglio 2008





Panorama da campeggio Pont

Dopo esserci allenati la scorsa settimana in Valsesia, questa settimana, con l'ausilio del camper, siamo andati in Valle d'Aosta. Il nostro programma prevedeva: venerdì sera arrivo in Valsavaranche, in località Pont, con sistemazione presso il campeggio Pont Breuil situato alla fine della strada; sabato mattina escursione al Rifugio Vittorio Emanuele; domenica defaticante con passeggiata verso il Ghiacciaio del Grand Etret e poi rientro verso casa.

Intorno alle 22 arriviamo al campeggio, la reception è ormai chiusa, ma c'eravamo informati per tempo ed è stato possibile entrare e sbrigare le formalità il mattino seguente. Non c'è che dire...un panorama incantato...le montagne a due passi con la neve che brillava alle ultime luci della sera.... Dopo aver sistemato il camper, abbiamo cenato e ci siamo concessi un passeggiata nel campeggio ad ammirare le montagne innevate...non prima di esserci messi una bella giacca a vento...è vero che siamo a luglio, ma a 2000 metri, appena va via il sole inizia a fare piuttosto freddo.

Verso il rifugio 1

Sabato mattina la sveglia è suonata presto...per fortuna il tempo è bello, mentre io preparo il caffè Stefano fa due passi lungo il torrente Savara che scorre a fianco al campeggio e fa il primo incontro con i camosci che popolano la valle. Sbrigate le formalità in reception e soprattutto prepati gli zaini, ci incamminiamo. Dal piazzale antistante il campeggio partono numerosi sentieri, noi volevamo affrontare il n° 1 per giungere al Rifugio Vittorio Emanuele. Questo è uno dei sentieri più trafficati della Valle d'Aosta, che si inerpica su facili ed ampi pendii ed una volta raggiunte le "plattes" fuori dal rado bosco si può godere di scorci di grande effetto, soprattutto nei pomeriggi di luce incantata, quando una dopo l'altra, Tresenta, Ciarforon, Becca di Monciair, Denti del Broglio, Testa e Ghiacciaio del Grand Etret e Punta Fourà gareggiano nel giganteggiare.

Verso il rifugio

La segnaletica, presente all'inizio del sentiero dice che per raggiungere il Vittorio Emanuele (2735 m s.l.m.) ci vogliono 2h e 10m, noi partiamo alle 9. Se tutto va bene per le 11 dovremmo essere al rifugio. Questa è una meta piuttosto frequentata, in quanto il rifugio Vittorio Emanuele è la base di partenza per l'ascensione sulla vetta del Gran Paradiso (4.061 m s.l.m.) per la via normale.
Tecnicamente l'escursione non presenta difficoltà particolari (ci sono riuscita io!) e non ci sono punti esposti, anche se la salita è pittosto lunga e costante. Lungo il percorso è facile incontrare esemplari di camosci (noi 0), stambecchi (noi 0) e marmotte (noi 4), quindi la fatica viene sicuramente appagata da questi incontri piacevoli. Le marmotte sono fantastiche....ti osservano, poi appena tu ti accorgi della loro presenta, emettono il loro inconfondibile fischio e saltano via tra le rocce. Purtroppo non siamo riusciti a vedere nè camosci nè stambecchi...forse perchè la via è così trafficata che preferiscono stare alla larga.

Panorama
Camoscio
Becca Monciair Denti Broglio
PAnorama da rifugio

Seguiamo il sentiero che costeggia il torrente sulla nostra destra e che porta verso la testa della valle e incrociamo già alcune persone che scendono, evidentemente avevano passato la notte al rifugio ed ora stavano raggiungendo le macchine. Il percorso è in lieve pendenza, fino ad entrare nel bosco. Da qui si trovano le indicazioni per il rifugio Vittorio Emanuele contrassegnate con il numero 1. Si segue pertanto il sentiero che si arrampica nel bosco a brevi tornanti. Una volta usciti dala vegetazione, siamo intorno ai 2200 metri, il sentiero continua sempre su percorso ben tracciato e segnalato seguendo il fianco della montagna.

Da questo punto è visibile ancora Pont con il campeggio dove abbiamo lasciato il camper e si incomincia a intravedere la cima del Ciarforon che prima avevamo abbandonato entrando nel bosco.
Si segue il sentiero con una moderata pendenza che ci porta dapprima in cima alla montagna che sovrasta Pont e poi si rialza verso il Rifugio che è visibile solo alla fine del percorso. Il sentiero è molto largo, infatti era stato costruito in modo che il Re riuscisse a passarci con il cavallo. Molto caratteristico è il passaggio su roccia reso addomesticato da una grossa scalinata costruita interamente a secco con le pietre del posto, che è il preludio all'arrivo al Rifugio. Giunti difronte alla struttura a botte rovesciata guardiamo l'orologio: 11.10....siamo stati bravissimi!!!

Rifugio Vittorio Emanuele
Lago Moncorvè

Storicamente veniva utilizzato dal re d'Italia Vittorio Emanuele come rifugio di caccia in un posto sicuramente molto redditizio per questo tipo di attività! Finito il periodo di monarchia in Italia e successivamente alle guerre è stato recuperato e preso in gestione dal CAI.
Il rifugio è piuttosto spazioso e dispone di circa 130 posti letto. E' sempre meglio prenotare in caso di pernottamento infatti è molto frequentato vista la sua ottima posizione come base d'appoggio per la salita al Gran Paradiso.

Marmnotte
Lago rfugio vittorio emanuele

Vicino al rifugio troviamo anche il lago di Moncorvé dalle acque veramente "glaciali". Noi ci siamo fermati sulle sue sponde per godere del panorama mozzafiato che si riflette sull'acqua e soprattutto per riposarci un po' dopo la camminata. Come detto il Rifugio Vittorio Emanuele II è base di partenza per l´ascensione al Gran Paradiso, al Ciarforon, Tresenta e le altre vette del massiccio del Gran Paradiso. In due ore si può anche raggiungere il Rifugio F. Chabod e scendere poi a valle nella frazione prima di Pont. Dal Lago del Moncorvè salendo sul colle che lo sovrasta, è possibile ammirare la vetta del Gran Paradiso...noi ne abbiamo fatto un pezzo, poi la stanchezza cominciava a farsi sentire e siamo tornati indietro.

Verso l'una e mezza abbiamo iniziato la discesa verso Pont, che abbiamo comodamente raggiunto intorno alle 15.

Visto che non eravamo eccessivamente stanchi abbiamo programmato per il mattino seguente di fare un'altra escursione, più breve, prima di tornare a casa. Consultando la carta dei sentieri della Valsavaranche, abbiamo deciso di seguire il sentiero n° 2 in direzione Ghiacciaio del Grand Etret.

Questa volta sveglia tranquilla, e partenza seguendo dal campeggio il corso del torrente Savara. Ci accorgiamo da subito che quest'oggi il sentiero non sarà bello come quello verso il Vittorio Emanuele. Tutto su roccia e mal tenuto...si vede che non è molto frequentato e poco turistico!

CAmoscio1

Ghiacciaio Grande Etret

Il sentiero è pressochè in piano, defaticante rispetto a quello del giorno prima, con tratti di sentiero su pietra e tratti in mezzo a folta vegetazione...un po' di timore per la paura di incontrare qualche vipera. Per fortuna non è stato tutto negativo, infatti in questo tratto di sentiero, forse proprio perchè poco frequentato abbiamo incontrato tantissime marmotte e camosci. E Stefano è riuscito a fare delle splendide fotografie.

MArmotta
Panorama Pont

Il cielo verso metà mattina purtroppo si è fatto grigio, e dopo pochi minuti è iniziato a piovere. Un temporalone pazzesco...con raffiche di vento che ti spostavano....siamo giunti al camper fradici nonostante gli impermeabili! Dopo una mezz'oretta spuntava già il sole...vabbè...

A parte questo piccolo inconveniente è stato davvero un weekend molto molto bello e ci ha fatto venire ancora più voglia di montagna e di escursioni....appena ci sarà possibile organizzeremo un altro weekend così!