Spagna e Portogallo: parte 3

8 Agosto : Lisbona – Cabo de Roca KM 37 – Totale 2653 KM

Ci svegliamo presto, vogliamo raggiungere il centro di Lisbona prima che cominci il gran caldo. Riprendiamo il pullman come ieri e in circa 35 minuti raggiungiamo Praça de Figueira, il capolinea. Già dal bus, vedendo i quartieri che attraversiamo, ci rendiamo conto dello stato di degrado in cui si trova la capitale portoghese….sembra tutto abbandonato a se stesso.
A piedi ci immergiamo quindi nella città, è ancora tutto chiuso, ma almeno non fa troppo caldo e riusciamo a camminare. Vediamo i tram storici che sfrecciano tra le strette vie del centro, gli elevador, e i palazzi che si affacciano nel quartiere del Rossio.

Vediamo la Cattedrale e il Castello di San Giorgio, ma rimaniamo molto delusi dal contesto. O meglio, noi Lisbona ce la aspettavamo diversa. La troviamo caotica, disordinata, sporca…lontana anni luce dalle altri capitali europee che abbiamo visitato nei nostri viaggi.

Rientriamo in campeggio, e dopo pranzo partiamo con destinazione Cabo de Roca, il punto più occidentale d’Europa. Lo raggiungiamo prendendo la tangenziale di Lisbona e seguendo le indicazioni per Sintra. Dopo 37km siamo al capo.

Ci sistemiamo nel parcheggio e a piedi raggiungiamo la croce sul promontorio. C’è un sole caldo e un cielo terso, la vista si perde all’orizzonte….oltre quello a migliaia di km di distanza, il Nuovo Mondo.

Ci rechiamo all’ufficio del turismo e con un obolo di 5,26€ ci rilasciano il certificato che “Laura & Stefano” sono stati a Cabo de Roca….”aquì, onde a terra se acaba e o mar comeca….”.
Quando la miriade di bus turistici lasciano il capo ci sistemiamo meglio nel parcheggio, nel frattempo arrivano anche altri camper che come noi passeranno qui la notte.

Dopo il tramonto, tutti a nanna!

9 Agosto : Cabo de Roca – Fatima KM 240 – Totale 2893 KM

Al mattino ci svegliamo avvolti dalla nebbia! Che bella sorpresa!

Ci mettiamo in marcia verso un’altra splendida scogliera, sperando che nel frattempo la visibilità migliori. 110km a nord di Cabo de Roca vicino a Peniche, si trova Cabo Carvoeiro. Il capo si trova dall’altra parte della città e lo ragiungiamo che sono circa le 12 (ora italiana). Il contesto è formato da un insieme quasi caotico di rocce frastagliate e da scogli altissimi dove le onde si infrangono come potenti rulli.

Il terreno sopra la falesia è ricoperto di erica e di piante grasse che hanno invaso tutta l’area dove il vento ha depositato sabbia e terra.

Parcheggiamo sotto al faro e andiamo al Mirador ad ammirare il panorama, poi, invece di fermarci qui a mangiare, decidiamo di tornare indietro di un paio di km e di fermarci sul propontorio di Papoa, dove avevamo visto in sosta altri camper.

Il panorama è davvero pazzesco, la costa è davvero splendida e battuta da un forte vento. Peccato che se si volge lo sguardo sulla terraferma si vedono solo enormi costruzioni in cemento. Anche qui, come in altri luoghi, è stato costruito in modo selvaggio e senza regole andando a deturpare questo luogo incantevole.
Nel pomeriggio raggiungiamo Obidos, un paesino davvero caratteristico anche se sistemato ad hoc per i turisti. Il paese è arroccato su un piccolo colle, cinto da mura e sormontato da un castello.

Le case sono tutte imbiancate a calce con le basi colorate di azzurro, giallo ocra e rosso, le bouganville tutte fiorite, le stradine acciotolate…il colpo d’occhio è davvero bello.

Peccato che di tipico ormai sia rimasto ben poco, le strette viuzze sono un susseguirsi di negozietti turistici e bar.

Dopo aver fatto carico scarico nell’area attrezzata del paese sotto un sole cocente, ripartiamo. Prima di sera vogliamo visitare le tre basiliche più famose del Portogallo: Alcobaca, Bathala e Fatima.

Continuando verso nord raggiungiamo dapprima Alcobaça, 37km da Obidos e sede dell’omonimo Monastero che è stato nominato dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità. Parcheggiamo il camper a circa 200mt in un parcheggio molto in pendenza e a piedi raggiungiamo il monastero che ha uno stile molto lineare ed austero. L’interno è spoglio, freddo e sembra abbandonato. Stessa impressione che ci da l’esterno. La piazza antistante è piena di erbacce ed è tutto mal tenuto per essere un patrimonio dell’umanità.

Dopo la visita del complesso proseguiamo sulla N-8 verso la Basilica di Batalha che dista 20km. Parcheggiamo nel parcheggio auto, visto che quello che dovrebbe essere riservato ai camper è occupato dalle macchine.

Il monastero è in stile gotico ed è considerato il simbolo dell’indipendenza portoghese. La chiesa si visita gratuitamente, mentre se si vuole vedere tutto il resto bisogna pagare un ticket di €5 a persona. Anche qui rimaniamo stupiti dal pessimo stato di manutenzione in cui si trova il complesso.

Percorriamo ancora 20km e siamo a Fatima. Facciamo un po’ di giri a vuoto intorno alla Basilica, poi con il provvidenziale aiuto di un camperista portoghese, riusciamo a raggiungere il parcheggio dedicato ai camper..

Il complesso è ben tenuto, ci sono numerosi pellegrini, anche se sinceramente ce ne aspettavamo di più. Visitiamo la Basilica con le tombe dei tre pastorelli e poi usciamo sulla spianata che è stata costruita quando era arrivato qui Giovanni Paolo II. Si respira un aria particolare, e vedere le numerose persone che camminano in ginocchio in segno di devozione fa riflettere.

Dormiamo nell’area attrezzata camper della Basilica, disturbati da un tursta belga vicino di camper…un po’ alticcio!

10 Agosto : Fatima (P) – Illa de Arousa (E) KM 453 – Totale 3346 KM

Intorno alle 9 partiamo da Fatima proseguendo il nostro viaggio verso nord con destinazione Aveiro, conosciuta per essere la Venezia del Portogallo per il fatto di essere attraversata da un paio di canali che vengono solcati da imbarcazioni simili alle nostre gondole.

Alle 11 ci fermiamo nel parcheggio segnalato lungo il canale e poi raggiungiamo il centro a piedi. C’è nebbia e la città non ci entusiasma per niente. Forse con il sole i colori brillanti delle case e delle imbarcazioni la renderebbero diversa.

Ci rimettiamo in viaggio e per l’ora di pranzo siamo a Braga, vogliamo andare a visitare il Bom Jesus do Monte, il Santuario della città che si trova a 4km dal centro ed è situato su un colle a 400mt s.l.m.

Parcheggiamo all’ombra ai piedi della scalinata, pranziamo e poi con il trenino a cremaliera che corre parallelo alle scale, raggiungimao il Santuaro.

Giunti dinanzi all’ingresso ammiriamo la bellezza del panorama che si gose da quassù. Entriamo nel santuario, ma è in corso un matrimonio e quindi non possiamo girare tra le navate. Peccato.

Scendiamo questa volta attraverso la scalinata e una volta in fondo ci voltiamo ad ammirare il santuario da basso, con la scala a zig zag che ne fa senz’altro una delle più belle opere architettoniche viste in Portogallo. Il colpo d’occhio è davvero bello!

Decidiamo di lasciare il Portogallo, per la serata vogliamo raggiungere la Galizia e dormire sul mare. Alle 16 siamo a Tui, la prima cittadina spagnola che si incontra dopo il confine.

Ho segnalazione di un’area attrezzata, ma è piena. Così proseguiamo verso nord alla ricerca di un posticino per fermarsi. Facciamo la strada costiera, c’è un traffico pazzesco soprattutto in concomitanza dei centri urbani e delle spiagge che sono affollatissime.

Arriviamo a Pontevedra, e ci mettiamo più di mezz’ora ad attraversarla…c’è un caos pazzesco. Una volta usciti dalla cittadina proviamo a fermarci a Combarro nel parcheggio del porticciolo, ma è pieno di macchine. Anche i posti riservati ai bus turistici sono occupati dalle autovetture…

Sempre più stanchi e insofferenti dal non trovare neanche un posto dove fermarci, proseguiamo verso Illa de Arousa, sperando che non valga la legge “non c’è due, senza tre”!!!

Fortunatamente troviamo posto nel parcheggio sterrato appena dopo il ponte che si affaccia su di una bella spiaggia. C’è anche un piccolo bar e il posto di primo soccorso.

Anche qui è pienissimo di gente, ma lo spiazzo è grande e troviamo posto anche noi! Ci sistemiamo, e poi non resistiamo….andiamo subito a bagnare i piedi nell’Oceano!

Passiamo la notte qui, nella quiete più assoluta in compagnia di una ventina di camper. Siamo gli unici italiani.

11 Agosto : Illa de Arousa – Cabo Finisterre KM 193 – Totale 3539 KM

Al mattino ci svegliamo…cielo coperto e nebbiolina. Speriamo che il tempo migliori durante la giornata! Partiamo con destinazione Santiago de Compostela, che dista circa 60km. Lungo la strada ci fermiamo a fare un po’ di spesa in un supermercato…i prezzi sono decisamente più bassi dei nostri.

Giunti a Santiago raggiungiamo la nuova area camper, inaugurata ad aprile 2012, c/o Parking de Salgueiriños a circa 3km a piedi dal centro. Tariffa camper 3€.

All’ingresso, il simpatico addetto ci spiega che la cattedrale si può raggiungere o in 15-20 min a piedi oppure prendendo il bus n°1 in partenza appena fuori dall’area, biglietto a bordo €1. Optiamo per il secondo metodo, e tra attesa del bus e viaggio, nel giro di dieci minuti siamo in centro….scendiamo alla fermata che si trova poco prima dell’area pedonale…e seguendo i tanti pellegrini, raggiungiamo la piazza della Cattedrale.

C’è tantissima gente…è davvero bello vedere tutte queste persone che dopo tanti km, arrivano alla loro meta, sfiniti ma nello stesso momento contenti. Entriamo nella Cattedrale e la visitiamo…splendida!

Quando usciamo passeggiamo tra le vie del centro e poi ritorniamo alla fermata dove eravamo scesi in attesa del bus che ci riporti al parcheggio.

Facciamo scarico (non possiamo caricare acqua perchè il rubinetto è chiuso) e poi ripartiamo per ritornare vero il mare. Impostiamo sul navigatore Muros, e percorrendo la AC-550 raggiungiamo la cittadina costiera.

Tanto per cambiare non troviamo neanche un posticino dove parcheggiare, e così ci fermiamo poco dopo in uno dei tanti mirador che ci sono lungo la strada. Il tempo purtroppo non migliora e ci sono dei nuvoloni neri molto minacciosi.

Pranziamo e poi proseguiamo sempre sulla strada costiera. Dopo 7km circa siamo a Larino, dove ci fermiamo a vedere l’omonimo faro…il tempo è sempre più brutto, sembra che ci stia seguendo!

Facciamo sosta anche a Carnota, dove oltre a vedere l’horreos più lungo della Galizia, ci fermiamo all’area attrezzata per fare carico d’acqua. Qui perdiamo più di un’ora a causa di due giovani camperisti inglesi che per le operazioni di carico scarico ci hanno messo una vita, creando una coda pazzesca e prendendosi gli insulti di tutti i camperisti presenti.

Finalmente arriva il nostro turno, carichiamo l’acqua e poi riprendiamo il viaggio verso Finisterre.

Quando arriviamo al faro c’è una nebbia pazzesca e c’è un vento che ti porta via.

Riusciamo a parcheggiare nei posti riservati ai camper e prima di scendere proviamo ad aspettare per vedere se la situazione migliora.

Nel giro di un’oretta la nebbia svanisce lasciando spazio ad un cielo azzurrissimo e anche qui la vista si perde all’orizzonte…

Raggiungiamo il faro, e poi scendiamo sugli scogli e rimaniamo lì assorti a contemplare l’immensità dell’Oceano. Intorno a noi ci sono i braceri che utilizzano i pellegrini per bruciare alcuni degli indumenti usati durante il viaggio e sopra di noi ci sono un’infinità di gabbiani che si fanno trasportare dal vento….hanno proprio l’aria di divertirsi molto!!!

Decidiamo di fermarci qui per la notte ed assistiamo al più bel tramonto di tutta la vacanza.

Passiamo una notte tranquillissima cullati dalle onde del mare che si infrangono sugli scogli…

12 Agosto : Cabo Finisterre – Ribadeo KM 363 – Totale 3902 KM

Al risveglio troviamo la solita nebbiolina a tenerci compagnia…ormai ci abbiamo fatto l’abitudine! Ripartiamo da Finisterre e impostiamo in navigatore verso Cabo Vilan, un altro promontorio galiziano. Ritorniamo indietro fino all’abitato di Cee e imbocchiamo la AC-552 che seguiamo fino al centro di Vimianzo dove svoltiamo a destra verso Camarinas sulla AC-432.

Una volta giunti a Camarinas, nei pressi del porticciolo, seguiamo le indicazioni per il capo che dista circa 5km dal centro. La strada scorre in mezzo al bosco…e strettina, ma con un po’ di attenzione si percorre senza difficoltà anche con i nostri mezzi. Quando le piante si diradano un po’ si possono vedere dei panorami mozzafiato.

Il tratto di costa dominato da Cabo Vilan appartiene alle Rias da Costa da Morte, in effetti questa zona è molto selvaggia e solitamente battuta da forti venti. Proprio per sfruttare la presenza costante del vento, in prossimità del capo è stata creata una grossa centrale eolica.

Qui si ha davvero la possibilità di constatare quanto sia potente l’Oceano in questa zona…senz’altro uno dei luoghi più selvaggi del nostro viaggio!

Lasciamo questo paradiso e ritorniamo indietro fino a Vimianzo riprendendo così la AC-552. Qualche km più avanti deviamo sulla AC-430 che poi diventa AC-431 verso Laxe, che si trova 40km ad est di Cabo Vilan. Vogliamo fermarci qui per il pranzo, dove ho la segnalazione di un parcheggio davanti ad una bellissima spiaggia sabbiosa, con la pista ciclabile che porta in centro paese e al faro.

Giunti a Laxe, sorpresa! Quello che doveva essere il parcheggio, adesso è un prato, recintato e con l’erba alta mezzo metro! Proseguiamo e ci fermiamo sempre a Laxe, in un parcheggio ai margini di un parco giochi con area picnic.

Dopo la sosta per il pranzo ci dirigiamo verso Punta de Estaca de Bares, 180km ad est, che è il punto più a nord della Spagna. Dopo Ferrol imbocchiamo la AC-862 verso Ortigueira e Porto do Barqueiro, giunti in questo ultimo paese, prendiamo la AC-100 fino al faro. La strada si fa strettina e la si deve percorrere con prudenza e attenzione.

Parcheggiamo a circa 300mt dal faro, e poi incamminiamo. C’è un vento pazzesco…facciamo fatica a camminare e a tenere gli occhi aperti a causa della polvere e sabbia che si alzano.

Riusciamo ad arrivare al faro, che non è niente di eccezionale se confrontato a quello di Cabo Vilan, e poi continuiamo sul sentiero che si snoda sulla scogliera fino quasi alla punta estrama del capo. Anche qui la forza dell’oceano è impressionante.

Rientriamo al camper, e ci rifocilliamo con un bel caffè caldo prima di ripartire!

Ritorniamo sulla stessa strada fino a Porto do Barqueiro e proseguiamo sulla strada principale N-642 andando verso le famose Cattedrali. Da Viveiro a Ribadeo la strada che corre lungo il mare è ricca di spiagge stupende….e sono tutte strapiene di gente…sarà mica perchè è domenica?!?

Percorriamo i 75km che separano Bares dalla “Praia de As Catedrais”, e giunti in prossimità del parcheggio segnalato difronte alla spiaggia rimaniamo imbottigliati nel traffico…i parcheggi sono pieni all’inverosimile…macchine parcheggiate a destra e a sinistra….si fa fatica a procedere.

Finalmente riusciamo a trovare parcheggio in un prato a circa 800mt di distanza.

Ci incamminiamo e raggiungiamo la passerella sovrastante la spiaggia e ammiriamo questo spettacolo della natura…peccato che con tutta la gente non lo si riesce ad ammirare bene.

Decidiamo di fermarci qui per la notte, e speriamo che verso il tramonto un bel po’ di gente se ne vada via.

E così è: ritorniamo alla spiaggia dopo cena e visto che c’è la bassa marea scendiamo la scala che porta a camminare direttamente sulla spiaggia.

Lo spettacolo da sotto è indescrivibile: ci si trova praticamente a camminare tra enormi scogli, grotte, archi nella roccia…ci si sente davvero piccolini a fianco di questi possenti “cattedrali”.

Assistiamo al tramonto e poi rientriamo in camper. Domani mattina forse riusciremo a vedere l’alta marea!

13 Agosto : Ribadeo – Cadavedo KM 101 – Totale 4003 KM

Notte tranquilla, anche se verso il mattino ha piovuto parecchio… Dopo colazione, questa volta in camper e non a piedi, torniamo alle cattedrali…ma l’alta marea non è così marcata come ci aspettavamo! Pazienza, lasciamo le cattedrali con il ricordo, bellissimo, solo della bassa marea…

Percorriamo pochi kilometri e dall’altra parte dell’abitato di Ribadeo rispetto alle Cattedrali, ci fermiamo al faro di Illa de Pancha. Il promontorio è davvero carino, pieno di erica fiorita…e il piccolo faro, a pianta quadrata imbiancato di calce e bordato di azzurro è davvero carino! Anche la vista non è male…in lontananza si vedono le Cattedrali.

Abadi%C3%B1o. Peaje de AP 8 de Gerediaga - Spagna e Portogallo: parte 3

Ci rimettiamo in marcia prendendo l’Autovià del Cantabrico, abbiamo lasciato la Galizia, adesso siamo nella regione delle Asturie. Usciamo dopo pochi kilometri per raggiungere Tapia de Casariego dove ho segnalazione di un’area attrezzata per poter fare carico/scarico. La raggiungiamo facilmente, l’area è davvero carina, rialzata rispetto alla spiaggia che è proprio di fronte, su autobloccanti.

Dopo le consuete operazioni riprendiamo l’Autovia e usciamo alla n° 490 seguendo le indicazioni per Navia. Dalla strada N-634 facciamo una piccola deviazione e raggiungiamo il Cabo di San Agustin, circa 30 km da Ribadeo.

Il panorama anche qui è sempre molto bello. Proprio in prossimità del faro c’è una colonnina per il carico scarico….ad averlo saputo prima non ci fermavamo a Tapia!

Abbiamo visto anche qualche camper parcheggiato che ha sicuramente passato qui la notte… Inoltre, seguendo la passeggiata sulle scogliere e le scale, si può scendere fino ad una bella spiaggia sabbiosa con un’acqua limpidissima e azzurrissima.

Noi non ci fermiamo qui, vogliamo raggiungere Cadavedo e la sua spiaggia e goderci almeno una mezza giornata di relax in spiaggia. Dal centro del paese si devono seguire le indicazioni per la Playa e si percorrono alcuni km di strada stretta e in mezzo al bosco ma alla fine si sbuca in un vasto piazzale sterrato, una terrazza su una bella baia chiusa da due promontori.

Abbiamo letto di questa spiaggia sul diario di viaggio di Carla e Franco, e devo dire che avevano proprio ragione…è davvero un bel posto!

Passiamo la giornata in spiaggia, tra sole e bagni nell’oceano. Decidiamo di fermarci qui anche per la notte, siamo in compagnia di un camper francese e di due Westfalia spagnoli.

14 Agosto : Cadavedo – Ribadesella KM 226 – Totale 4229 KM

Anche questa notte ha piovuto, una pioggia incessante e a tratti molto forte che non ci ha fatto dormire molto. Al mettino per fortuna non piove più ma è ancora tutto nuvoloso. Ritorniamo in centro al paese di Cadavedo e proseguiamo in nostro viaggio nelle Asturie.

Prima meta della giornata è Cabo Vidio che dista 20km da Cadavedo; giunti a Oviñana, superiamo la cittadina e seguiamo sempre la strada principale che finisce proprio nel parcheggio del faro. Anche qui godiamo di un panorama mozzafiato sugli impressionanti strapiombi dell’Oceano e la luce del sole che filtra attraverso le nuvole rende l’atmosfera magica.

Ci dirigiamo poi a Cudillero, 14km da Cabo Vidio. Il paese è un pittoresco porto peschereccio con case dipinte in vivaci colori pastello tutte arroccate, assomiglia ad un borgo delle nostre Cinque Terre. Molto molto turistico a nostro avviso, non ci sono altro che ristorantini e negozi di souvenire.

La strada per raggiungere il porto (unica possibilità di sosta) presenta alcuni tornati ma è bella larga e senza difficoltà.

Per pranzo siamo a Cabo Peñas, ultimo capo in terra asturiana, che dista circa 60km. Prendiamo l’autovia per uscine ad Aviles, e da qui si seguono le indicazioni per il Capo che è ben segnalato.

Giungiamo così sulla sommità di una falesia dove si erge il faro….una distesa di erica rosa ricopre tutto il promontorio. Pranziamo e poi percorriamo i sentieri in mezzo all’erica che portano fino alla punta estrema del promontorio.

Nel pomeriggio, decidiamo di andare verso Ribadesella e di fermarci alla Playa de La Vega dove ho indicazione di un parcheggio valido anche per sosta notturna. Ci accordiamo anche con i nostri amici Marco, Monica e Luca (conosciuti durante il viaggio in Danimarca) di trovarci lì e di trascorrere insieme la serata.

Giunti però nei pressi del parcheggio un “simpatico” addetto della Polizia Locale ci fa girare il camper e tornare sui nostri passi dicendoci che il parcheggio è completo.

Amareggiati torniamo indietro e decidiamo di raggiungere il Mirador del Fito che dista pochi kilometri (tutti in salita però!!!) Infatti questo Mirador si trova ai piedi dei Picos de Europa, una catena montuosa tra le Asturie e la Cantabria con cime che raggiungono i 3000 mt di altezza.

Dal Mirador si ha una vista sconfinata sulle cime dei Picos e sull’Oceano….bellissimo! Nel giro di pochissimi kilometri siamo passati da 0 a 550mt sul livello del mare e il paesaggio è cambiato drasticamente…i paesini costieri e le spiagge bianche, hanno lasciato il posto a tipici paesaggi montani con mucche e tori al pascolo!

Si deve prestare moltissima attenzione lungo la strada perchè questi animali sono liberi di girovagare e ce li si può trovare tranquillamente davanti improvvisamente dietro le curve.

Ci sistemiamo nel parcheggio a fianco di un’area picnic che si trova poco prima di raggiungere il mirador…l’aria è frizzante e ci mettiamo subito un pile! C’è vento e dalle montagne arrivano nuvoloni minacciosi. Mantre aspettiamo Marco e famiglia, in compagnia di una mucca e un toro che sono arrivati a pascolare nel parcheggio, vediamo volare sopra di noi alcuni falchi e persino il condor delle Asturie…un’esemplare bellissimo…non credevamo ai nostri occhi.

Ci raggiungono i nostri amici, poco prima di essere avvolti nella nebbia. Decidiamo così di scendere e di trovare un altro posto per passare la notte. Ritentiamo la sorte andando alla Playa de La Vega, sperando che si sia liberato qualche posto. E in effetti di posto ne troviamo, ma troviamo anche la polizia che sta sgomberando il parcheggio…infatti è VIETATO passare la notte qui. La polizia controlla sia la sera che al mattino facendo multe.

Decidiamo così di andare a Ribadesella e di fermarci al Campeggio “Los Sauces”. Piccolino ma ben organizzato, con il ristorante nel quale ci gustiamo una buona cena a base di piatti tipici asturiani!

15 Agosto : Ribadesella – Cabarceno KM 153 – Totale 4382 KM

Notte tranquilla. Dopo colazione e dopo aver salutato Marco e famiglia che proseguono il viaggio in senso contrario al nostro, ripartiamo con destinazione Santillana do Mar, graziosa cittadina medievale con le stradine dal pavimento acciottolato, una cattedrale molto bella e (tanto per cambiare!) una miriade di negozietti turistici.

Parcheggiamo vicino all’ufficio turistico (3€ per i camper) e a piedi ci addentriamo nel centro storico. Il paese è carino, e ci sono tantissimi turisti che affollano le numerose botteghe che si affacciano sulle vie. Dopo una passeggiata decidiamo di rimetterci in marcia verso Cabàrceno, dove ho indicazione di un’area di sosta proprio a fianco dell’ingresso del Parque de la Naturaleza che vogliamo visitare.

Giunti al paese, troviamo senza problemi l’area e ci sistemiamo insieme agli altri camper; è molto bella, in riva ad un laghetto, con ampi spazi per fare un picnic sul prato. Pranziamo e poi andiamo alla scoperta del Parco.

L’ingresso è caro, €21 a testa, ma abbiamo letto delle ottime recensioni di questo parco, e speriamo che ne valga la pena! Entriamo con il camper, infatti i circa 30km di strade che si snodano tra i vari recinti degli animali si possono percorrere senza problemi anche con il nostro mezzo.

C’è moltissima gente e in alcuni punti è difficile riuscire a parcheggiare il camper per andare a vedere gli animali… Dopo le prime tre postazioni ci rendiamo conto che si tratta di una sorta di zoo safari, con gli animali sì in semi-libertà, ma in uno stato abbastanza penoso…. Molto delusi, concludiamo il giro guardando gli animali dal camper senza più neanche scendere… Forse la visita a questo parco va bene per chi ha bambini piccoli….ma non per chi come noi, pensava di fare fotografie agli animali.

Usciamo dal parco e ci fermiamo nell’area di sosta anche per la notte. In serata il piazzale si riempie…ci saranno 50 camper!

16 Agosto : Cabarceno (E) – Carcassonne (F) KM 697 – Totale 5079 KM

La nostra vacanza sta volgendo al termine… Ripartiamo avvicinandoci verso casa, vogliamo però prima fare tappa vicino a Lourdes per visitare le Grotte di Betharram, come consigliato da Marco.

Da Cabarceno prendiamo l’Autovia A8 con direzione Bilbao/San Sebastian, dopo Bilbao diventa Autopista e quindi a pagamento fino al confine con la Francia. In totale da Bilbao paghiamo un pedaggio di € 9.98

Anche in territorio francese percorriamo le autostrade e intorno a mezzogiorno usciamo alla n°11 della A64 con destinazione Lourdes. Non abbiamo indicazioni GPS del parcheggio delle grotte e quindi torniamo alla vecchia maniera….cartina e cartelli stradali!

Ce la caviamo egregiamente…e ci sistemiamo nella parte dedicata ai camper del parcheggio. Pranziamo e poi ci rechiamo all’ingresso delle grotte per la visita.

L’ingresso costa 13€ a persona, e si viene accompagnati con un bus fino all’ingresso delle grotte che si trovano molto più in alto rispetto al parcheggio. La visita guidata è anche in italiano, infatti la guida prima di iniziare chiede al gruppo quali nazionalità ci sono, in modo da spiegare a tutti.

Le grotte sono molto belle, le seconde per grandezza in Europa dopo quelle di Postumia. L’uscita delle grotte avviene prima con una barca che percorre circa 200mt sul fiume, e poi con un trenino in una galleria di circa 1 km che ci riporta nei pressi del parcheggio.

Una visita davevro molto interessante. Sono le 16, e non volendo restare qui in zona per la notte (nel parcheggio delle grotte non si può rimanere dopo la chiusura delle stesse), decidiamo di portarci avanti con il viaggio di ritorno.

Poco dopo le 19 siamo a Carcassonne, e decidiamo di fermarci come all’andata nell’area attrezzata della città. In totale in territorio francese abbiamo pagato € 55.40 di pedaggio. Fa caldissimo e di notte non riusciamo a dormire granchè nonostante la stanchezza del viaggio.

17 Agosto : Carcassonne (F) – Biella (I) KM 733 – Totale 5812 KM

Al mattino dopo aver fatto carico scarico, riprendiamo il viaggio. Per sera se non troviamo ingorghi in autostrada, dovremmo essere a casa. A Carcassone riprendiamo la A64 fino a Narbonne, poi sulla A9 con direzione Marsiglia. Superiamo Beziers, Montpellier, Nimes, Arles e ad Aix-en-Provence deviamo sulla A51 verso Gap/Sisteron.

Traffico quasi inesistente e proseguiamo senza problemi. In totale paghiamo € 59.80 di pedaggio da questa mattina. Ci fermiamo per il pranzo vicino al Lago di Serre Poncon e poi proseguiamo. Attraversiamo Briancon e iniziamo la salita al Passo del Monginevro.

Scendiamo fino a Oulx e prendiamo l’autostrada che ci riporterà a casa. (Pedaggio € 19.20) Sono le 17.30 quando spegnamo il motore del camper. Oggi 733km, una bella tirata…ma quando si sente l’aria di casa uno non vede l’ora di rientrare! In totale abbiamo percordo 5812km, eh bravo il nostro camperino….e l’autista soprattutto!!!

Spagna e Portogallo: parte 2

Il Monastero de Suso, invece, si raggiunge o a piedi o con un pulmino in partenza dal monastero di Yuso. E’ infatti scavato nella roccia ed originariamente era la grotta dove viveva l’eremita Millan. Noi decidiamo di raggiungerlo a piedi attraverso un sentiero ben segnalato nel bosco.

Artgate Fondazione Cariplo   Hayez Francesco%2C Papa Urbano II sulla piazza di Clermont predica la prima crociata - Spagna e Portogallo: parte 2

Rientriamo al camper e decidiamo di pranzare prima di riprendere il nostro viaggio.

Dopo la visita del complesso di San Millan, ci spostiamo verso l’ultimo monastero, quello di Santo Domingo de la Calzada che dista circa 20km da San Millan. Il paese, con stradine pedonali chiuse al traffico, ha una bella cattedrale del XII secolo. Purtroppo noi la troviamo chiusa e non possiamo entrare ad ammirare la nicchia con i due galli vivi, in ricordo di uno dei miracoli di Santo Domingo.

Percorriamo così la N-120 fino a Burgos, sono circa 70km. Abbiamo la segnalazione di un comodo parcheggio lungo il fiume valido anche valido per la sosta notturna. Lo raggiungiamo facilmente (pagamento 0,60 €/h) e poi a piedi raggiungiamo il centro, a circa 500mt di distanza.

La cattedrale è davvero imponente, la visita dell’interno costa 7€ a testa, e ne vale davvero la pena.

Dopo una piacevole passegiata tra le vie del centro, rientriamo in camper e decidiamo di proseguire per portarci avanti con il viaggio visto che domani sarà una lunga tappa di trasferimento fino a Lisbona. Decidiamo di raggiungere Olmedo, 175km da Burgos, dove ho segnalazione di un’area per camper proprio a fianco del Parco Tematico di Arte Mudear.

La troviamo, ma ci sembra un po’ isolata per la notte. Così seguendo sempre un’altra segnalazione andiamo verso il Castello di Coca. Anche qui però non ci piace il posto, e così gira e rigira, ci fermiamo a Tordesillas, presso il Campeggio El Astral.

Siamo stanchissimi, fa un caldo pazzesco. Il campeggio non è male, in riva al fiume, ben ombreggiato, piazzole belel comode, piscina, ristorante e supermarket.

Quando scende il sole iniziamo a respirare un po’ e la notte dormiamo addirittura con il piumone!

Tordesillas Casa del Tratado - Spagna e Portogallo: parte 2
7 Agosto : Tordesillas – Lisbona KM 582 – Totale 2616 KM

Alle 8.45 ripartiamo dal campeggio con destinazione Lisbona, la capitale portoghese. Imbocchiamo l’Autovìa A62 e la seguiamo fino al confine attraversando Salamanca e Ciudad Rodrigo.

Entriamo in Portogallo appena dopo la cittadina di Fuentes de Oñoro, sono le 10.45 e dalla partenza abbiamo percorso 200km. Vediamo subito i cartelli che indicano il nuovo metodo di pagamento elettronico delle autostrade portoghesi, ma non capiamo granchè.

Ci fermiamo alla prima area di servizio, dove c’è un punto di accoglienza turisti, e una gentile ragazza ci spiega il funzionamento di questo tipo di pagamento. (Molto complicato per i turisti, diciamo noi!)

Ad ogni modo alla successiva area di servizio, acquistiamo due carte prepagate (totale €25) che serviranno per il pagamento elettronico. Fornendo la targa del mezzo, in automatico passando sotto ai varchi verranno scalati i soldi.

Questo metodo però è valido SOLO per le autostrade segnalate in rosso sull’opuscolo che ci viene rilasciato. Le altre autostrade funzionano sempre con il classico ticket (come in Italia). In totale dovrebbero averci scalato 22,50 € (autostrada A23) fino a Torres Novas e poi andando sulla A1 verso Lisbona, abbiamo pagato 10,40 € (con il metodo tradizionale).

Entriamo nella tangenziale di Lisbona, e il traffico diventa subito caotico. Ci dirigiamo al Campeggio Monsanto, le indicazioni dalla tangenziale sono buone. Facciamo check-in e paghiamo 31,20 € per due persone e una piazzola con acqua, elettricità, tavolo e panchine; possiamo rimanere fino a domani alle 19.

C’è un caldo torrido. Per fortuna le piazzole sono ben ombreggiate.

Nonostante il caldo, decidiamo di iniziare subito la visita di Lisbona partendo dal quartiere di Belem, e così prendiamo il bus a 200mt dall’ingresso del campeggio. Bus n°714 (Praça de Figueira – Outurela), biglietto sul bus 1,75€.

Lo prendiamo in direzione Praça de Figueira e scendiamo alla fermata Belem, rischiando la vita diverse volte! Gli autisti dei mezzi pubblici guidano da pazzi!!!!

Il quartiere di Belem si trova a circa metà strada tra il campeggio e il centro. A Belem, periferia di Lisbona, ci sono i più famosi monumenti della città: Convento de Jeronimo, Torre del Belem, Monumento ai Conquistadores, il faro, Museo delle Carrozze e Museo della Marina.

Il caldo è esasperante, manca il fiato. Cerchiamo di camminare all’ombra ma non è facile. Facciamo una passeggiata tra i monumenti, non riusciamo nemmeno ad apprezzarli bene perchè il sole che riflette sul marmo bianco ci acceca. Vediamo anche la famosa pasticceria di Belem, e la lunga coda fuori in attesa di acquistare i prelibati pasticcini. Abbiamo troppo caldo per metetrci in coda sotto al sole, e così decidiamo di rientrare in campeggio. Siamo davvero esausti.

Quando scende il sole si inizia a respirare un po’….per fortuna!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Spagna e Portogallo: verso l’estremo ovest dell’Europa

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E’ dal 2018 che per un motivo o per l’altro non riusciamo più a fare il nostro viaggio “lungo” in camper dell’estate, quest’anno ci vogliamo rifare, e abbiamo scelto come destinazione Spagna e Portogallo. Sono due nazioni che da sempre ci affascinano, e abbiamo preparato un itinerario che toccherà alcune tappe del Cammino di Santiago, il nord del Portogallo e alcuni dei più bei capi della Spagna Atlantica.

Come è mia abitudine ho preparato un itinerario di massima da seguire, con le indicazioni di cosa visitare e i paesi in cui fermarci con le relative aree di sosta. Per prepararlo ha letto vari diari di viaggio, mi sono fatta mandare opuscoli dagli uffici del turismo, e poi ho fatto una meticolosa ricerca su internet delle le aree di sosta da utilizzare.
Alla fine l’itinerario che abbiamo seguito è questo. Di seguito il resoconto del viaggio nel dettaglio, in fondo le considerazioni e i ringraziamenti.

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3 Agosto : Biella – Monginevre (F) KM 182 – Totale 182 KM

Dopo aver caricato le ultime cose sul camper verso le 19 partiamo. Imbocchiamo la A4 verso Torino, poi giunti nei pressi del capoluogo piemontese, prendiamo la tangenziale nord verso Bardonecchia. Seguiamo le indicazioni per il colle del Monginevro, nostra meta serale. In totale paghiamo 19,20 € di pedaggio.

Alle 19.30 siamo all’area attrezzata di Monginevre, ben segnalata all’inizio del paese. Prendiamo il ticket all’ingresso e ci sistemiamo. Cena e poi a nanna, domani ci aspetta una lunga tappa.

4 Agosto : Monginevre (F) – Carcassonne (F) KM 641 – Totale 823 KM

Sveglia presto, paghiamo l’area (6 € per soste fino a 12 ore), e iniziamo la lunga discesa fino a Briancon. Qui facciamo diesel (1,52 €/L) e continuiamo sulla N94. Passiamo a fianco del Lago di Serre Poncon, e poi imbocchiamo l’autostrada A51 (a pedaggio) e continuiamo il nostro viaggio.
Breve sosta per il pranzo in un’area di servizio nei pressi di Nimes, fa molto caldo e c’e’ tantissimo traffico sulle autostrade francesi.

Alle 15.50 usciamo a Lezignan per raggiungere Rennes-Le-Chateau. Ci fidiamo del navigatore, che ci indica come questa la strada più veloce….capiremo al ritorno che era meglio arrivare fino a Carcassonne e poi seguire le indicazionei per Rennes-le-Chateau. In totale da questa mattina abbiamo speso 48,30 € di pedaggio. Poco dopo le 17 arriviamo al piccolo paese divenuto famoso dopo i libri di Dan Brown percorendo strade non sempre agevoli al nostro mezzo!

Sono ormai le 18 quando ci rimettiamo in moto verso Carcassonne, che dista circa 40km, dove vogliamo fermarci a dormire.

Facciamo un po’ di fatica a trovare il parcheggio camper (Parking P2), ma alla fine ce la facciamo e ci sistemiamo insieme agli altri camper (quasi tutti italiani). Dalle 20 alle 8 la sosta e’ gratuita.

Ceniamo e poi raggiungiamo il centro della Cite’ che dista 500mt dall’area. Camminiamo per le viuzze piene di turisti, negozietti e ristoranti e ammiriamo la citta’ illuminata. Davvero molto bella e suggestiva.

5 Agosto : Carcassonne (F) – Falces (E) KM 680 – Totale 1503 KM

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Riprendiamo il nostro viaggio verso la Spagna, entriamo in autostrada a Carcassonne, poi a Tolosa prendiamo la A64 verso
Lourdes.
Usciaimo alla n°7 della A64 (pedaggio totale € 45,60) ed imbocchiamo la D430 verso St.Jean-Pied-de-Port. Dopo Salies De Bearn la strada diventa D933 e si raggiunge St.Jean-Pied-de-Port, circa 30 km.La città fortificata si trova ai piedi del passo di Roncisvalle ed è passaggio obbligato per i pellegrini che vogliono effettuare il Cammino di Santiago, infatti nella parte storica del paese, passando attraverso la Porta di San Giacomo, ha inizio ufficialmente il Cammino.

Troviamo un traffico pazzesco all’ingresso del paese, e per raggiungere l’area di sosta ci mettiamo più di un’ora…una coda infinita! Pranziamo e iniziamo la salita al passo pirenaico (ca 1150 mt) sulla D933. La strada non è sempre molto larga e ci sono alcuni punti abbastanza impegnativi.

Roncisvalle è un comune spagnolo di 30 abitanti situato nella comunità autonoma della Navarra, usualmente corrisponde alla prima tappa del Cammino. Ci fermiamo nel parcheggio dietro al Monastero e vediamo il famoso cartello che indica 790km a Santiago, il cippo del Paladino Orlando in memoria della battaglia di Carlo Magno e una chiesetta.

Scendiamo da Roncisvalle con direzione Pamplona sulla N-135, poi prendiamo la PA-30 (che è la circonvallazione della città). Seguiamo le indicazioni verso Tudela-Zaragoza-Madrid, attraversiamo Tafalla e poi continuiamo sulla N-134 seguendo le indicazioni per Valtierra e il Parque de Bardenas Reales.
Dalla strada NA-134, all’altezza del km 15.5, tra Arguedas e Tudela, un cartello indica le Bardenas Reales. Si imbocca questa strada asfaltata ma piccolina e si passa tra un paio di fattorie arrivando al Centro de Información del Parque Natural. Intorno a noi il deserto totale! Per questo è bene imboccare questo ingresso del parco, poiché ci sono altri ingressi ma non sono percorribili con le auto, tantomeno con i camper. GPS N 42.164254 W 1.592293
La strada asfaltata arriva al Poligono di Tiro dell’aviazione spagnola, circa 10km dalla strada principale.Da qui si possono scegliere due piste di terra battuta, una a destra e una a sinistra. Noi andiamo a sinistra, perché vogliamo arrivare al Cabezo de Castildetierra. La strada è piena di piccoli sassi e quindi bisogna far attenzione. Tutto intorno a noi il deserto, ma un deserto macchiato qua e la di verde. Rimane difficile pensare che in Europa possano esistere posti del genere, poiché uno si immagina questi luoghi in America, nei deserti dell’Arizona o del Texas. Invece siamo in Spagna, a meno di 50km in linea d’aria dai Pirenei e dal confine francese!
Dopo 4km di strada sterrata si arriva al Cabezo de Castildetierra. Veramente sensazionale!
Scattiamo una miriade di fotografie a questo così insolito panorama faticando a stare in piedi a causa del fortissimo vento che c’è qui, poi, seguendo la medesima strada fatta all’andata, rientriamo sulla strada principale alla ricerca di un posto dove passare la notte. Infatti all’interno del Parco è SEVERAMENTE VIETATO pernottare.

Ho diverse indicazioni in zona, le più vicine sono il parcheggio del Monastero della Eremita Virgen de Yugo, e il parcheggio del Parco Senda Viva. Si trovano a Valtierra a 500 mt di distanza l’una dall’altra. Andiamo a vedere, ma sono un po’ esposte, e visto il vento che c’è, decidiamo di andare all’area attrezzata di Falces.

Questo paesino di circa 2500 abitanti non è niente di speciale, ma la sua AA è davvero comoda e funzionale! Notte tranquillissima in compagnia di quattro camper spagnoli.

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6 Agosto : Falces – Tordesillas KM 531 – Totale 2034 KM

Al mattino, dopo le operazioni di carico scarico, riprendiamo il nostro viaggio ritornando verso Pamplona e da lì seguiamo il nostro itinerario sui passi del Cammino di Santiago.
Per primo raggiungiamo Puente la Reina, il punto dove i cammini verso Santiago si uniscono per diventarne uno solo, il “Camino Real Francès”.In paese c’è un bellissimo ponte medioevale che collega le due parti della cittadina. Facciamo una breve sosta sistemandoci in uno slargo a fianco del ponte. Dopo le foto di rito riprendiamo la nostra strada.
Prendiamo l’Autovia per circa 20km ed usciamo alla n°44 verso Estella ed Ayegui. A 2km dall’uscita dell’autovia c’è il Monastero di Irache con il suo chiostro e il museo ricco di vecchi oggetti locali.
Visita gratuita.

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Insolita è la fontana vicina al monastero che eroga gratuitamente acqua e vino, messi a disposizione dalla cantina adiacente!
Riprendiamo la A12, prossima destinazione i Monasteri di Yuso e Suso che si trovano nel comune di San Millan de la Cogolla.

Abbiamo lasciato la Navarra, adesso siamo nella regione della Rioja. Il monastero di Yuso si trova appena fuori dall’abitato di San Millan, a circa 85km da Irache, e ha un comodo parcheggio in piano adatto al nostro mezzo (seguire le incazioni parcheggio bus turistici).
Il Monastero è molto bello ed imponente. La visita degli interni costa 5€ a testa.

Primo Maggio sul Delta del Po

30 Aprile – 3 Maggio 2019

INFORMAZIONI DI VIAGGIO

Km percorsi: 1000 km

 

Spese: 236,460 €, di cui gasolio 100 €, aree sosta 18 €, pedaggi autostradali 38,60 €, ingressi e spese varie 80 €

 

DIARIO DI VIAGGIO

Comacchio05 - Primo Maggio sul Delta del Po

Sembra ieri, invece è già passato un anno da quando abbiamo utilizzato il camper per la prima volta. Lo scorso anno, infatti, per il ponte del Primo Maggio abbimo fatto un tour del Friuli Venezia Giulia, e abbiamo iniziato ad apprezzare ed ad amare i viaggi in camper. In un certo senso Fuggire è nato dopo quel viaggio, anche se erano già diversi mesi che era on-line con le fotografie dei nostri viaggi “senza camper”.

Un anno dopo il camper è cambiato, adesso infatti viaggiamo un un Mc Louis Lagan 225g, il mitico “Go-Go Mobile 2”, ma non è cambiata la nostra voglia di viaggiare e di scoprire il mondo. Per questo ponte abbiamo deciso di scoprire un’altra piccola parte d’Italia che non avevamo mai visitato, ovvero la foce del “nostro Grande fiume”: il Po.

 

Giovedì 30 Aprile (km percorsi 229)

 

Come è consuetudine il camper lo abbiamo preparato nei ritagli di tempo di questa settimana in modo da riuscire a partire appena rientrati dal lavoro. Sono circa le 19.30, e ci mettiamo in marcia con direzione Soave. E’ qui infatti che ci vogliamo fermare per la sosta notturna nella bella area di sosta con servizi gratuiti presente in Via Mere accanto alla Caserma dei Carabinieri.

 

Il traffico si intensifica mano a mano che proseguiamo in direzione Milano, dove ci imbattiamo in alcuni rallentamenti. Dopo una veloce sosta in autogrill per la cena ci rimettiamo in viaggio e fin da subito ci rendiamo conto che raggiungere Soave questa sera è improponibile, così decidiamo di fermarci per la notte a Monzambano.

 

Sono le 22.30 quando parcheggiamo nel campo sportivo del paese, che si raggiunge attraverso l’area di sosta che è gremita di camper. Al mattino ne contiamo più di 120!

 

Fritto di pesce a Comacchio

Spiaggia Porto Caleri - Primo Maggio sul Delta del Po

Dopo le operazioni di Camper Service partiamo riprendendo l’autostrada a Peschiera. Il traffico anche questa mattina è sostenuto, e per raggiungere Comacchio un po’ più velocemente decidiamo di fare autostrada con la Padova-Bologna fino a Ferrara, e poi da lì il raccordo Ferrara-Porto Garibaldi. Alle 12 siamo a Comacchio e parcheggiamo agevolmente nel parcheggio camper su autobloccanti adiacente alla Coop e a due passi dal centro. Ci sono tantissimi camper, molti parcheggiati anche sull’erba.

Pranziamo in camper e poi ci dirigiamo alla scoperta di questa graziosa cittadina chiamata anche “La Piccola Venezia” per i canali che la attraversano. Rispetto ai 9 gradi che c’erano dalle nostre parti qui a Comacchio fa davvero caldo (25 gradi), così ci mettiamo in tenuta estiva e ci incamminiamo.

 

Comacchio

 

Ci sono moltissimi turisti che passeggiano lungo le vie e i ristorantini lungo i canali sono colmi… Noi, nonostante avessimo già pranzato, ci concediamo un bel piatto di fritto di pesce servito direttamente in Piazza e gustato lungo uno dei canali. Fantastico!

Rientrati al camper vediamo che sono arrivate diverse pattuglie della Polizia Municipale che stanno facendo spostare (e multano chi non è presente) tutti i camper posteggiati sull’erba, facendo notare che essendoci un parcheggio adibito ai camper (con ancora posti a disposizione) la sosta e il campeggio sull’erba sono vietati.

Noi eravamo nel giusto, ma volendo visitare anche Pomposa, ci spostiamo liberando un posto sugli autobloccanti.

 

Comacchio – Trepponti

Abbazia di Pomposa

 

Invece di fare la Statale Romea, molto trafficata e poco paesaggistica, per raggiungere Pomposa che si trova nel comune di Godigoro, decidiamo di fare la Strada dei Sette Lidi, decisamente più tranquilla e ci godiamo così tranquilli il panorama.

 

Il campanile dell’Abbazia è già visibile da qualche kilometro prima, infatti si erge solitario tra i campi coltivati. Ci sistemiamo nel comodo parcheggio per bus turistici dell’abbazia in compagnia di una decina di camper. L’antico monastero benedettino di Pomposa comprende la Basilica con l’Atrio, il Campanile romanico, la Sala del Capitolo, la Sala a Stilate, il Refettorio, il Dormitorio ed il Palazzo della Ragione. Questi edifici ospitarono nel Medio Evo un centro di spiritualità e cultura tra i più importanti al mondo.

Agli inizi del XIV sec. Pomposa aveva giurisdizione su 49 chiese sparse nell’Italia centro – settentrionale. Con l’avvento di San Guido degli Strambiati ad abate di Pomposa inizia il periodo più fecondo dell’abbazia benedettina, che sarà visitata in seguito da personaggi importanti, come ad esempio San Pier Damiani e Dante Alighieri. Nello stesso periodo, fu monaco Guido d’Arezzo al quale si deve “l’invenzione” delle note musicali con una targa a memoria all’interno dell’Abbazia. Infine fu istituito nel 1976 il Museo Pomposiano che raccoglie, nel grande vano dell’ex Dormitorio dei frati, resti scultorei, dipinti ed altre opere d’arte legate alla storia del Monastero e ai dintorni.

 

Abbazia di Pomposa

Parcheggio per camper all’ingresso del Boscone della Mesola

Via delle Valli%2C Rosolina - Primo Maggio sul Delta del Po

Dopo la visita ci spostiamo sulla Romea in direzione Goro per poter raggiungere Bosco Mesola. Ci sistemiamo proprio all’ingresso del Boscone: da Bosco Mesola seguire per Goro e si trova la deviazione sulla destra poco prima di raggiungere l’Oasi Park.

All’ingresso del Boscone è presente un parcheggio su autobloccanti e uno su prato a disposizione dei camper. Il costo è di € 5 al giorno, gratuito la notte. Ci sistemiamo, scarichiamo le bici e ci facciamo una prima pedalata per sgranchire le gambe.

 

Tramonto a Bosco Mesola

 

Notte tranquillissima, immersi nella natura… Dopo la sveglia e la colazione ci mettiamo in sella alla bicicletta e andiamo in centro a Bosco Mesola per comprare il pane. Anche oggi si preannuncia una calda giornata, forse più di ieri…il cielo è terso, non c’è una nuvola!

L’accesso al Boscone costa 1 € ed è consentito, sia a piedi che in bicicletta, in un’area di circa 100 ettari, aperta il martedì, venerdì, sabato e festivi (esclusi i giorni di Natale, Capodanno e Pasqua), in estate con orario 8:00-18:00 e in inverno 8:00-16:00. Sono possibili tre sentieri nel bosco, tutti ben segnalati e di diversa lunghezza. Noi avendo tutta la mattinata a disposizione abbiamo scelto il più lungo.

La flora è tipica della regione lagunare con l’acqua salmastra che consente la crescita di numerose piante anche acquatiche.

 

Campo di patate a Bosco Mesola

 

Per monitorare la situazione decidiamo di fare un pezzo della strada Argine Po, almeno la parte in cui è consentito il traffico anche alle autovetture.

Il livello del Po di Goro è decisamente alto, e qualche timore ce lo incute…prima di arrivare all’argine c’è ancora un metro e mezzo abbondante…ma fa abbastanza impressione!

Raggiungiamo il ponte di chiatte che collega la sponda di Goro con quella di Porto Tolle e vediamo che non è agibile a causa della piena.

 

Area di sosta al porto di Gorino

 

Proseguiamo ed arriviamo all’area di sosta camper del porto di Gorino gestita da ex pescatori. Costo 5 € al giorno. Anche qui ci sono tantissimi camper, ma riusciamo a trovare ancora un posticino sugli autobloccanti. I gestori sono davvero simpaticissimi e molto gentili…. alla nostra perplessità circa la sosta vista la vicinanza al fiume ci hanno risposto: “Non c’è da preoccuparsi…a 100 mt c’è il mare, e l’acqua va nel mare, qua non arriva!”

 

Gorino – Panorama sul Delta del Po

 

Sarà…ma a noi qualche timore l’ha lasciato… Alla fine avevano ragione loro… (per fortuna!)

 

Dopo esserci sistemati abbiamo ripreso le biciclette e seguendo la ciclabile “Destra Po” che corre sull’argine omonimo siamo arrivati fino a Goro. Il sole è davvero molto caldo, e l’arietta in bicicletta è davvero ben accetta.

 

Gorino – Panorama sul Delta del Po

Non ancora stanchi una volta rientrati al camper decidiamo di percorrere, questa volta a piedi, il sentiero che da Gorino porta al Faro di Goro così da poter godere a pieno i paesaggi del Delta.

Questo sentiero, interdetto alle biciclette (anche se c’è chi non rispetta il divieto…) si snoda attraverso la sponda ferrarese della Sacca di Goro e parte direttamente dal porto di Gorino.

 

Gorino – Panorama sul Delta del Po

 

Il panorama che si gode sulla Sacca è davvero molto bello, verso il tramonto lo è ancora di più con i giochi di luce sull’acqua e con scorci davvero molto belli e suggestivi.

Molti gli appassionati di fotografia dotati di ogni sorta di teleobiettivi per immortalare questi scorci…noi ci sentivamo un po’ a disagio con la nostra piccola olympus, ma Stefano è riuscito a mettere in pratica tutti gli insegnamenti e fare delle fotografie davvero super!

 

Gorino – Panorama sul Delta del Po

 

Per concluedere la giornata avremmo voluto anche fare il giro in motonave sul Delta, ma c’erano diversi pullman con viaggi organizzati e poi con il Po in piena non eravamo tanto tranquilli, così abbiamo desistito dall’idea.

 

Il Po in piena

Domenica 3 Maggio (km percorsi 436)

Fiume Oglio verso sud   Forno d%27Allione   Berzo Demo %28Foto Luca Giarelli%29 - Primo Maggio sul Delta del Po

Notte tranquilla, e al mattino dopo colazione e una veloce passeggiata al porto ci mettiamo in marcia verso casa. Il tempo oggi non è eccezionale…caldo, ma con un po’ di nuvole.

Questa volta decidiamo di fare la statale Romea fino a Padova per poi entrare sulla A4. Passiamo Mesola, dove non riusciamo a trovare parcheggio per visitare il castello estense così ci dirigiamo verso Chioggia e poi Padova.

 

Trentino Alto Adige 2 – 11 Agosto

INFORMAZIONI DI VIAGGIO

Km percorsi: 1886

Spese: 678.30 €, di cui gasolio 335 €, campeggi-AA-parcheggi 138.10 €, pedaggi autostradali 93.20 €, funivie 112 €

 

DIARIO DI VIAGGIO

 

Per il primo anno da quando viaggiamo in camper come meta delle vacanze estive scegliamo l’Italia, e decidiamo di goderci un po’ di montagna in Trentino Alto Adige.

 

Come è mia abitudine ho preparato un itinerario di massima da seguire, poi a seconda delle condizioni meteo decideremo di giorno in giorno cosa visitare e quali escursioni fare.

 

Di seguito il resoconto del viaggio nel dettaglio, in fondo le considerazioni e i ringraziamenti.

2 Agosto : Biella – Colle del Piccolo San Bernardo KM 160 – Totale 160 KM

Prima di raggiungere il Trentino Alto Adige, facciamo una deviazione (non proprio dietro l’angolo) fino al Colle del Piccolo San Bernardo perchè domani Stefano ha una gara al Lago del Verney.

 

Partiamo nel pomeriggio, attraversiamo la Serra e prendiamo la A5 con direzione Aosta a Quincinetto. All’uscita di Morgex paghiamo € 17.80 di pedaggio. Attraversiamo la Thuille e poi continuiamo verso il Passo.

Partiamo da casa con la pioggia e arriviamo ai 2100 mt del Passo con il sole…che bello!

 

Ci sistemiamo con il camper nel parcheggio del Lago e andiamo a fare due passi lungo le sue rive, vediamo e sentiamo anche qualche marmotta.

 

Ma come si sa, a quella quota basta una nuvoletta…facciamo appena in tempo a rientrare in camper che si scatena un temporale pazzesco: il camper oscillava come se ci trovassimo in mezzo al mare, raffiche di vento, tuoni e lampi!

Dopo mezz’oretta c’era di nuovo il sole…e sui crinali delle montagne del Passo una bella spruzzata di neve!!!!

Notte tranquillissima con alcuni scrosci di pioggia.

 

3 Agosto : Colle del Piccolo San Bernardo – Peschiera del Garda KM 370 – Totale 530 KM

 

Passo del Piccolo San Bernardo

Cromlech Piccolo San Bernardo 2012 abc2 lavori in corso - Trentino Alto Adige  2 - 11 Agosto

Al mattino piove ancora, ma per fortuna non c’è il vento. Dopo la gara, che finisce verso le 12.30, pranziamo e poi scendiamo dal Passo iniziando così le vere e proprie ferie.

 

Riprendiamo la A5 verso Torino e poi la A4 verso Milano. Verso le 19 siamo nel basso Garda e decidiamo di fermarci per la notte nella nuova area di sosta di Peschiera del Garda. Vicinissima al centro, costa € 0.60 all’ora, € 15.00 per 24h. E’ dotata di tutti i servizi, ed è molto comoda, sia come base per la visita dei Parchi del Garda (passa il bus davanti all’area stessa), sia come punto sosta per viaggi più lunghi.

 

Passo del Piccolo San Bernardo

Lago del Verney

Fa decisamente caldo…quest’anno non siamo abituati a questi climi! Nel giro di 24 ore siamo passati dai 7° del Piccolo San Bernardo ai 27° di Peschiera del Garda!!!

 

Dopo cena facciamo quattro passi per le animate vie del centro della cittadina pienissima di turisti, soprattutto tedeschi.

 

4 Agosto : Peschiera del Garda – Sant’Orsola Terme KM 122 – Totale 652 KM

 

Panorama da Sant’Orsola Terme

 

Ci svegliamo con tutta calma…oggi si preannuncia una bellissima giornata di sole!

A piedi raggiungiamo il centro di Peschiera che via via si sta animando di turisti, questa mattina c’è anche il mercato per le vie del centro storico.

 

Verso metà mattina, dopo le operazioni di carico scarico, partiamo e con la comoda bretella raggiungiamo Affi e da qui imbocchiamo il Brennero.

 

Area camper Sant’Orsola Terme

Panorama da Sant’Orsola Terme

Usciamo a Trento Nord, con direzione Pergine Valsugana e poi Sant’Orsola Terme. Ci sistemiamo nella comoda area camper gratuita che si trova appena sotto la chiesa.

Qui abbiamo appuntamento con Matteo con il quale nel pomeriggio andremo a pescare al “Lago Stefy”.

 

Passiamo un bel pomeriggio in compagnia di Matteo e per la notte ci fermiamo a dormire nell’area di Sant’Orsola.

 

Le previsioni danno bel tempo per i prossimi tre giorni, e così decidiamo di stravolgere il programma e di dedicarci ai passi dolomitici, lasceremo cittadine e paesini per i giorni successivi.

 

Chiesa di Sant’Orsola Terme

Mala di Sant%27Orsola%2C chiesa di San Michele%2C interno   Affresco Maria Regina del Rosario - Trentino Alto Adige  2 - 11 Agosto

5 Agosto : Sant’Orsola Terme – Passo del Pordoi KM 174 – Totale 826 KM

 

Area camper al piedi della Funivia del Cermis

Durante la notte si scatena un temporale fortissimo con una grandinata pazzesca…al mattino splende il sole, ma lungo i bordi delle strade ci sono ancora i mucchi della grandine caduta nella notte.

Lasciamo Sant’Orsola, non prima di aver fatto scorta di piccoli frutti, questo paese infatti è famoso per la produzione di mirtilli, ribes, lamponi, more, e c’è un rifornito spaccio proprio vicino al conferimento a Pergine.

Ritorniamo a Trento e poi con la statale seguiamo le indicazioni per Lavis e la Val Cembra fino a Cavalese. La strada, che è un susseguirsi di curve, attraversa immensi vigneti…sono le vigne del Muller Thurgau.

Ci fermiamo nel parcheggio della funivia del Cermis (qui c’è anche un’area per camper € 10 per 24h) e facciamo due passi.

Panorama delle montagne intorno al Cermis

Santuario di Weissensten a Pietralba

Da qui raggiungiamo il Santuario di Weissensten a Pietralba. Parcheggiamo difronte in un piazzale sterrato e poi visitiamo il Santuario. Ripartiamo da qui e intorno alle 12 siamo al Lago di Carezza.

Ci sistemiamo nel parcheggio (€ 5 per camper fino a 2 ore di sosta), pranziamo e poi a piedi raggiungiamo le rive del Lago.

Santuario di Weissensten a Pietralba

Lago di Carezza

Purtroppo il sole che splendeva al mattino ha lasciato il posto alle nuvole e la camminata intorno al lago perde un po’ del suo fascino perchè non riusciamo ad apprezzare le cime del Catinaccio e il Gruppo del Latemar che si specchiano nelle sue acque.

Nonostante ciò rimaniamo impressionati dal colore delle acque del Lago, un verde brillante bellissimo.

Lago di Carezza

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Dopo aver percorso tutto il perimetro del lago rientriamo al camper, le due ore di sosta stanno scadendo, e così riprendiamo il nostro viaggio sulla statale 241 verso Vigo di Fassa e qui ci immettiamo sulla SS48 del Pordoi.

Attraversiamo tutta la Val di Fassa fino a Canazei e qui iniziamo la salita (e i tornanti) che ci condurranno al Pordoi. A circa metà salita troviamo la deviazione per il Passo Sella, che noi però non faremo.

 

Panorama dalla salita verso il Pordoi

Raggiunto il Passo ci sistemiamo nel piazzale della funivia, e decidiamo nonostante qualche nuvola di passaggio sul Sass Pordoi di prendere la funivia e salire ai 2950 mt del Sass. In soli 4 minuti siamo in cima, la funivia è rapidissima e copre un dislivello di 700 mt, il costo è di 16€ andata e ritorno a persona.

 

Se dal parcheggio si resta a bocca aperta di fronte alla maestosità del Sass Pordoi, una volta raggiunta la cima si rimane senza fiato difronte al paesaggio che ci si trova davanti.

 

Panorama dalla salita verso il Pordoi

Parcheggio del Pordoi visto mentre si sale in funivia

La terrazza sulle Dolomiti

Noi arriviamo proprio nel momento in cui stanno transitando alcune nuvole e ci troviamo immersi in uno spettacolo incredibile…sempra di essere sulla luna….tutto intorno solo rocce piatte intervallate qua e là da cumuli di neve…la temperatura di aggira sui 10°….brrrr

Sconsolati dal fatto che siamo circondati dalle nuvole e non possiamo goderci il panorama da quassù, scendiamo…e, beffa delle beffe, con una folata di vento si libera il cielo e adesso si può ammirare il Sass in tutta la sua bellezza e maestosità.

Per la notte ci fermiamo nel parcheggio della funivia, con la speranza che l’indomani sia una bella giornata di sole.

 

La Terrazza sulle Dolomiti

Il Sass Pordoi visto dal parcheggio della Funivia

 

6 Agosto : Passo del Pordoi – Malga Ciapela KM 35 – Totale 861 KM

 

Il Sass Pordoi alle prime luci del mattino

Ci svegliamo, apriamo le finestre del camper e davanti a noi il Sass Pordoi illuminato dai primi raggi del sole…uno spettacolo indescrivibile….

 

Decidiamo che vale la pena fare un’altra salita con la funivia, attendiamo con trepidazione l’apertura dell’impianto e intanto ai cancelli si sta formando una lunghissima coda….la splendida giornata ha fatto muovere tutti i turisti della valle che non si vogliono perdere l’occasione.

 

La Marmolada vista dalla funivia del Pordoi

Panorama dal Sass Pordoi

La prima corsa della giornata ci porta in cima al Sass Pordoi, dalla cabina mentre saliamo ammiriamo l’imponenza della Marmolada proprio difronte a noi.

….a 2950 mt questa mattina ci sono 3°! Belli imbaccuccati, usciamo fuori nel piazzale, la cosiddetta “Terrazza sulle Dolomiti”, ed ammiriamo tutte intorno a noi le cime delle Dolomiti: dal Gruppo del Sella, Marmolada, Sassolungo, Catinaccio… Uno spettacolo che lascia senza fiato…

Panorama dal Sass Pordoi

Lago Fedaia

Verso metà mettina rientriamo al camper, il parcheggio della funivia adesso è gremito di macchine e camper….che fortuna essere arrivati la sera prima! Lasciamo il Passo e torniamo a Canazei. Da qui proseguiamo in direzione del Passo Fedaia e ci fermiamo al Lago omonimo.

 

Il parcheggio per i camper è in un posto assurdo, su ghiaia e in fortissima pendenza raggiungibile tramite una stradina molto stretta e con curve a gomito.

 

Dopo una breve sosta ad ammirare il panorama, torniamo sulla statale e percorriamo la ripidissima discesa dal Fedai che porta a Malga Ciapela. Questa è una delle salite più dure del Giro d’Italia, non tanto per la pendenza quanto per la lunghezza della salita stessa.

Arrivati al parcheggio della funivia di Malga Ciapela (da dove parte la funivia per la Marmolada) lo troviamo pienissimo, d’altronde la bellissima giornata invoglia chiunque a fare escursioni sulle Dolomiti…decidiamo così di andare al campeggio del paese “Camping Romantic Village” e di fermarci qui una notte.

 

Sbrigate le formalità, pranziamo e poi a piedi raggiungiamo la partenza della funivia che dista circa 500 mt. Da Malga Ciapela (mt 1450) a Punta Rocca (mt 3265) il costo è di 24€ andata e ritorno a testa.

 

La funivia è divisa in tre tronconi, a Punta Serauta (mt 2950) è possibile fare una sosta e visitare il Museo della Guerra che è posto al centro della zona monumentale vicino alle postazioni di guerra italiane e austro-ungariche. qui i soldati italiani scavarono grotte e camminamenti visitabili ma solo con l’adeguata attrezzatura.

 

Il Gruppo del Sella da Punta Rocca

Lago Fedaia da Punta Rocca

Noi prima saliamo direttamente a Punta Rocca e una volta arrivati usciamo sulla terrazza panoramica e poi sul ghiacciaio perenne della Marmolada….che emozione camminare sulla neve ghiacciata! Ci sono circa 12° e al sole si sta davvero bene!

Dopo aver camminato un po’ sul ghiacciaio, facendo molta attenzione nonostante fossimo attrezzati, scendiamo a Punta Serauta e ci fermiamo a visitare il Museo e la Zona Monumentale.

Punta Serauta vista da Punta Rocca

Prima che la funivia sia troppo intasata (ultima discesa alle ore 16 da Punta Rocca) torniamo a Malga Ciapela e dopo un po’ di shopping nei negozietti del paese rientriamo al campeggio e ci godiamo un po’ di relax ai piedi della Marmolada.

Panorama da Punta Serauta

Panorama a 360° da Punta Rocca

7 Agosto : Malga Ciapela – Tre Cime di Lavaredo KM 184 – Totale 1045 KM

 

Il paese di Longarone sullo sfondo visto dalla cima della Diga

Ci svegliamo con tutta calma e dopo le operazioni di carico e scarico partiamo. Siamo sconfinati in Veneto, e oggi dedicheremo la giornata alla visita di questa zona, fino a raggiungere in serata le Cime di Lavaredo. Da Malga Ciapela proseguiamo sulla statale, attraversiamo Alleghe, Agordo e ci fermiamo a Belluno nel comodo parcheggio ai piedi delle scale mobili che portano in centro.

 

Diga del Vajont

Facciamo quattro passi nelle animate vie del centro storico e poi ripartiamo in direzione Cortina d’Ampezzo. Ci fermiamo però prima a Longarone per visitare i luoghi colpiti dalla tragedia del Vajont. Ci sistemiamo con il camper in uno dei parcheggi che costeggiano la diga e dopo pranzo andiamo a visitarla. E’ impressionante camminarci sopra e ancora più impressionante è vedere fino a che livello era arrivata l’acqua che poi si è riversata su Longarone.

 

Diga del Vajont

Il Rifugio Auronzo visto dal parcheggio

Dopo questa visita molto toccante torniamo al camper e proseguiamo attraversando tutto il Cadore e raggiungiamo Cortina. Parcheggiamo vicino al Palazzo del Ghiaccio e poi a piedi raggiungiamo il centro cittadino…regno del lusso e della vita mondana della Valle. Sinceramente e noi non è piaciuta per niente.

Rientrati al camper ci rimettiamo in marcia, attraversiamo Passo Tre Croci e raggiungiamo Misurina. Da qui, imboccando la strada a pedaggio (€ 36 per camper per 24h) che ci porta al parcheggio del Rifugio Auronzo (mt 2330), proprio ai piedi delle Tre Cime.

Poco dopo il nostro arrivo veniamo avvolti dalla nebbia…si alza un vento gelido ed inizia a piovere. Dal nostro camper che dista circa 100 mt in linea d’aria dal Rifugio non lo riusciamo a scorgere…speriamo che il tempo migliori per domani visto che abbiamo in programma l’escursione intorno alle Tre Cime.

Il lago di Misurina tra lu nuvole visto dal Rifugio Auronzo

 

8 Agosto : Tre Cime di Lavaredo – Lago di Braies KM 43 – Totale 1088 KM

Panorama dal Rifugio Auronzo

Siamo stati accontentati…ci svegliamo alle prime luci del’alba….fuori fa freddissimo ma in compenso c’è un cielo meraviglioso, il sole sta sorgendo e noi ci prepariamo per l’escusione.

Belli imbaccucati ed attrezzati partiamo imboccando l’ampia strada strerrata che costeggia il Rifugio Auronzo. Quello che vogliamo fare è percorrere l’anello intorno alle Tre Cime: dopo circa 30 min siamo al Rifugio Lavaredo, e con dopo un’altra oretta di cammino arriviamo al Rifugio Locatelli dal quale abbiamo la vista completa di tutte e tre le Cime.

Il sentiero è semplice, un saliscendi facile e adatto anche ai meno esperti.

Panorama lungo il sentiero verso il Rifugio Lavaredo

Il Rifugio Auronzo visto dal sentiero verso il Rifugio Lavaredo

Facciamo una sosta al Rifugio e ci rifocilliamo con una bella fetta di strudel di mele appena sfornato!

Dopo esserci goduti il più possibile questo spettacolo della natura riprendiamo il nostro percorso ad anello. Raggiungiamo la Forcella di Mezzo e poi rientriamo al Rifugio Auronzo, in tutto sono circa 3h di cammino. Questo tratto è leggermente più impegnativo e su un sentiero più stretto rispetto alla prima parte dell’itinerario.

Panorama lungo il sentiero intorno alle Tre Cime

Il Rifugio Lavaredo

Purtroppo la giornata si sta guastando e sono di nuovo in arrivo nuvoloni carichi di pioggia.

Al nostro rientro in camper i parcheggi intorno al Rifugio sono pienissimi in ogni ordine di posto. Pranziamo e poi affrontiamo la discesa fino a Misurina. Facciamo carico scarico nell’area camper del paese e poi proseguiamo verso Dobbiaco rientrando in Trentino Alto Adige.

Una delle Tre Cime

Il Rifugio Locatelli

Ci fermiamo a Dobbiaco in un comodo parcheggio vicino al centro storico e facciamo due passi per le vie di questa graziosa cittadina dai tratti tipicamente altoatesini. Facciamo un po’ di scorta di prodotti tipici e in serata raggiungiamo il Lago di Braies dove ci fermiamo per la notte (€ 7 fino alle 20 poi altri € 7 fino alle 8 del mattino).

A piedi raggiungiamo il Lago famoso per le acque cristalline. E’ possibile fare l’intero giro del lago seguendo i sentieri che lo costeggiano, noi ne iniziamo una parte, ma veniamo sorpresi da un bell’acquazzone e rientriamo al camper fradici.

Le Tre Cime di Lavaredo dal Rifugio Locatelli

La Forcella di Mezzo

Vista a 360° dal Rifugio Locatelli sulle Tre Cime

Misurina e il suo lago visti dal Rifugio Auronzo

9 Agosto : Lago di Braies – Bolzano KM 177 – Totale 1265 KM

Lago di Braies

Al mattino il tempo non è dei migliori, per fortuna oggi non abbiamo in programma altre escursioni in alta montagna…certo è che visitare questi luoghi con un bel sole è senz’altro più emozionante. Lasciato il Lago di Braies ci fermiamo a Brunico e visitiamo questa graziosa cittadina.

Il parcheggio è molto comodo per il centro storico e facciamo quattro passi immergendoci nella tipica atmosfera altoatesina.

 

Lago di Braies

Brunico

Da Brunico seguiamo la statale fino a Bressanone e per pranzo ci fermiamo all’Abbazia di Novacella.

Visitiamo il complesso e nel pomeriggio con l’Autostrada raggiungiamo Vipiteno. A circa 10 km da qui, seguendo la statale per il Passo Giovo, raggiungiamo Stanghe da dove parte il sentiero per la visita delle Cascate di Racines.

Il cielo è sempre più nuvoloso, ma speriamo di riuscire a fare l’escursione senza bagnarci. Lasciato il camper nel parcheggio vicino al campo sportivo di Stanghe, seguiamo le indicazioni per il sentiero che ci porterà a visitare questo spettacolo della natura. Le acque del Rio Racines, infatti, si insinuano, spumeggiando tra altissime pareti di marmo bianco, nell’orrido di Gif e precipitano a valle formando numerose cascate che sono visitabili grazie ad una serie di strettissimi camminamenti.

Brunico

Cascate di Stanghe

L’ingresso costa €3.50 a testa e l’itinerario a piedi dura circa 60 minuti. E’ meglio affrontarlo con scarponcini da montagna perchè ci sono alcuni punti ripidi.

Giunti circa a metà percorso inizia a piovere…un bel temporale estivo! Per fortuna riusciamo a ripararci un po’ sotto alcune sporgenze di roccia…aspettiamo che si calmi un po’ e poi completiamo l’escursione. Rientriamo comunque in camper bagnati fradici. Dopo esserci sistemati ed asciugati, partiamo da Stanghe ritornando a Vipiteno e con il Brennero scendiamo verso sud vermandoci a Bolzano. Sosta d’obbligo allo spaccio Thun e poi ci sistemiamo nell’area sosta di Via Maso della Pieve.

Adesso è uscito un bel sole caldo..bah!

 

Cascate di Stanghe

3887277086 b84253f1ed b - Trentino Alto Adige  2 - 11 Agosto

10 Agosto : Bolzano – Merano KM 72 – Totale 1337 KM

 

Lago di Resia

Oggi si preannuncia una bella giornata di sole…speriamo almeno! Abbiamo in previsione di salire fino a Merano, visitare tutta la Val Venosta fino a Resia e poi fermarci a Merano per la notte.

 

Partiamo da Bolzano, con la superstrada arriviamo a Merano e poi proseguiamo sulla strada stalale 38 della Val Venosta. Attraversiamo Naturno, Silandro, Malles e arriviamo al Lago di Resia. Questa strada è contornata da splendidi meleti e lungo il percorso ci fermiamo anche a fare scorta di mele da uno dei numerosi produttori che lungo la strada mettono i loro banchetti.

 

Giunti al Lago ci fermiamo nel parcheggio a pagamento proprio difronte al famoso campanile sommerso emblema della Val Venosta. Facciamo una passeggiata lungo le sponde del Lago per ammirare il panorama e poi verso metà mattina ci rimettiamo in marcia seguendo la stessa strada fatta all’andata in direzione Merano.

 

Lungo la discesa facciamo una breve sosta a Burgusio per visitare l’Abbazia benedettina di Monte Maria. Dopo aver faticato a raggiungerla e a parcheggiare (l’ingresso si trova infatti tra due tornanti e il parcheggio è davvero limitato), andiamo alla scoperta di questo luogo. Si tratta dell’edificio benedettino più alto d’Europa (mt 1335) ed è uno dei monasteri più importanti del tirolo austriaco. La sua sagoma bianca e austera è ben visibile dalla statale, un po’ più complicato è raggiungerla! Purtroppo non riusciamo a visitare nulla, è tutto chiuso. Peccato.

Torniamo così sulla statale, tappa successiva la cittadina di Glorenza. Ci sistemiamo nel parcheggio a pagamento appena fuori le mura e a piedi raggiungiamo il centro storico. C’è tantissima gente e turisti per le vie della cittadina, e c’è un gran fermento. Si svolge oggi infatti la festa dell’estate…non perdiamo l’occasione e ci uniamo anche noi ai festeggiamenti…è ora di pranzo e decidiamo che vale decisamente la pena fermarci a mangiare nella piazza centrale uno dei numerosi piatti tipici che propongono alla festa. Il tutto innaffiato da ottima birra e allietato dalla musica della banda che intona brani della tradizione altoatesina.

 

Abbazia Benedettina di Monte Maria

Dopo pranzo e dopo aver visitato le vie del centro di questa graziosa cittadina unica nel suo genere in Alto Adige perchè tutta fortificata, scendiamo verso Merano.

Rimaniamo bloccati in coda per circa un’ora appena prima dell’abitato di Sluderno a causa di un’incidente che ha coinvolto dei motociclisti e che ha causato il blocco dell’intera statale creando una coda lunghissima nelle due direzioni e numerosi disagi. Dopo essere riusciti a ripartire, prima di giungere a Merano, ci fermiamo a Castel Juval, residenza di reinhold Messner. Parcheggiamo lungo la statale vicino alla “Bottega dei contadini” da dove parte la strada percorribile solo a piedi o con un bius navetta che porta al castello, che però nel mese di Agosto non è visitabile in quanto abitato dal proprietario.

 

Meleti della Val Venosta

Riprendiamo il viaggio e verso metà pomeriggio arriviamo a Merano.

Ci fermiamo al Camping Merano che si trova a circa 800mt dal centro della città, che in questi giorni è in fermento per la festa d’estate.

Visitiamo la città e ci immergiamo anche noi in questo clima di festa! Fa caldo, oggi è stata davvero una bellissima giornata di sole!

Meleti della Val Venosta

Per concludere in bellezza, cena tipica altoatesima in uno dei locali più tipici della città: la birreria Forst.

11 Agosto : Merano – Biella KM 549 – Totale 1886 KM

Sveglia in tutta calma, il bel sole di ieri ha lasciato il posto a nuvoloni densi di pioggia. Cominciamo la discesa verso casa, non abbiamo un itinerario ben preciso, vedremo a seconda di come si metterà il tempo. A Bolzano riprendiamo l’autostrada del Brennero in direzione sud. Usciamo a Mezzolombardo e seguiamo la Val di Non fino a Cles e al Lago di Santa Giustina. Anche questa zona è ricca di meleti e facciamo una breve sosta a “Mondo Melinda” per fare qualche acquisto!

Giunti a Cles, seguiamo la statale 42 che corre lungo le sponde del Torrente Noce in direzione del Passo del Tonale.che segna il confine tra Trentino e Lombardia. Giunti al passo veniamo avvolti dalla nebbia e subito dopo ci scatena un forte temporale. Pranziamo al passo, e viste le condizioni meteo pessime anche per i prossimi giorni, decidiamo di rientrate anticipatamente a casa.

 

Scendiamo dal passo, attraversiamo Ponte di Legno, Edolo, Darfo Boario Terme e costeggiamo in Lago d’Iseo fino a raggiungere Brescia da dove prendiamo la A4 verso casa.

Innsbruck e la Baviera sotto la neve

snowy weather - Innsbruck e la Baviera sotto la neve

ll’alba dell’8 Dicembre, iniziamo il nostro viaggio che ci porterà prima in terra austriaca (la meta prescelta è Innsbruck) e più tardi in Germania, in Baviera per l’esattezza. Viaggio organizzato da un’agenzia viaggi di Cossato, pullman pieno. In teoria dovevamo partire alle 5, alla fine sono giunte le 6.30 prima che siano arrivati tutti i ritardatari…..

 

Appena dopo pranzo (son quasi le 15, visto che la giuda ha avuto la bella idea di fermarsi a Vipiteno per pranzo perdendo ulteriore tempo) arriviamo ad Innsbruck (capoluogo dello stato federale del Tirolo), la prima cosa che si nota è il trampolino da salto sciistico di Bergisel, opera tanto bella quanto futuristica che sta ad indicare l’importanza sportiva di questa città, che ben due volte ha ospitato le Olimpiadi invernali….e qual è la prima immagine della città che fotografiamo? Non il trampolino, di cui abbiamo solo un’immagine sulla tazza del vin brulè che abbiam bevuto in città…..ma ovviamente le tipiche carrozze trainate da cavalli con le quali si può fare il giro della città.

 

Proseguiamo per il centro città…ed ecco il simbolo di Innsbruck: il Goldenes Dachi (la Loggia d’Oro), il balcone del palazzo residenziale di Massimiliano I, contraddistinto da un tetto realizzato con tegole a scaglie di rame dorato. Nella piazza antistante abbiamo fatto un giretto tra le bacarelle del “Mercatino di Natale”. Pazzesco, siamo in Austria eppure ci sono più italiani qui che in Italia! Comunque tra artigianato tipico austrico e artigianato tipico cinese (purtroppo sta aumentando anche qui), ci siamo concessi visto il freddo una tazza di vin brulè e siamo andati a visitare la Galleria Swarovski…

snow day body - Innsbruck e la Baviera sotto la neve

Chiediamo scusa in anticipo se alcune foto saranno sfocate…ma il vin brulè era troppo buono!!!

 

Swarovski Crystal Gallery, è difficile spiegare e raccontare tutto quello che ci puoi trovare. E’ uno scintilio di luci, cristalli, specchi. La galleria si trova nel centro storico, a pochi passi dal Golden Dachi, appena entrati ci siamo trovati davanti dei cristalli di neve, che si riflettevano su di uno specchio e che roteavano su se stessi occupando i due piani della galleria. Abbiamo cercato di fotografarli….ma dal vivo è tutto un altro spettacolo! E poi che dire di tutti gli altri oggetti: animali, fiori, gioielli, centrotavola….di tutte le dimensioni, piccoli, grandi, enormi, microscopici….

 

Se passate da Innsbruck è da visitare!

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Proseguiamo per il centro storico attraverso la Herzog-Friedrich-Strasse, strada molto particolare, completamente lastricata di ciottoli. Nel centro storico troviamo i monumenti più antichi, come l’Altes Rathaus, l’antico municipio sovrastato dalla torre civica del 1442, da cui si può godere uno spettacolare panorama della città. Di fronte al Golden Dachi c’è la Helblinghaus, un bellissimo edificio tardo gotico decorato con stucchi. Proseguendo verso l’Inn si incontra l’edificio più curioso di Innsbruck: l’Ottoburg, che come si intuisce da nome è a pianta ottagonale: e’ una casa fortezza del Conte Sigismondo di Asburgo , si può vedere solo dall’esterno perchè e’ sede di un ristorante.

E per non dimenticarci che siamo in terra asburgica, siamo anche andati a visitare l’Hofburg, il palazzo imperiale usato dall’Imperatrice Elisabetta e circondato dal magnifico giardino imperiale; vicino ad esso la Hofkirche, la chiesa di corte e infine il teatro di corte, oggi palazzo dei congressi. Dalla via Herzog-Friedrich si accede alla Domplatz, ossia la piazza in cui sorge il Duomo di Innsbruck (Dom St. Jakob), dalla forma tipica per le grandi chiese di queste zone (due massicci campanili con le rispettive cupole verdi e aspetto austero).

Ad Innsbruck vale la pena non tralasciare una passeggiata sulle rive dell’Inn, il fiume che le dà il nome…lungo le sue sponde si possono ammirare le tipiche e coloratissime case austraiche.

Sono le 6 quando lasciamo Innsbruck: direzione Fussen, una cittadina appena fuori dal confine con la Germania. Secondo la guida per raggiungere Fussen ci vuole una mezz’oretta…SBAGLIATO….ci vogliono DUE ORE. Infatti ci sono circa 120 km di stradine secondarie, strettissime…

Arrivati nella cittadina ci abbiamo messo circa 45 minuti a trovare l’albergo, tra l’altro molto bello, ma situato in un posto imboscatissimo..

Dopo una veloce sistemazione in camera, ci siamo finalmente seduti per la cena (erano ormai le 21!), era dalla sera prima che non mangiavamo….ad Innsbruck ci eravamo concessi solo una tazza di vin brulè e due bretzen. Dopo mangiato siamo andati direttamente a dormire…eravamo stanchissimi….ma prima ci siam fatti due risate guardano il letto: in Germania si usano dei cuscini giganteschi quadrati (60cm x 60cm) e niente lenzuola, ma una sorta di sacco a pelo imbottito…. No comment! Al mattino abbiamo avuto una bella sorpresa….apriamo le finestre e sorpresa delle sorprese…. la NEVE!!!!

 

Fussen e i castelli bavaresi (9-10 Dicembre)

Per fortuna eravamo partiti attrezzati… Dopo esserci imbaccuccati bene bene ci siamo messi in viaggio per Neuschwanstein e Hohenschwangau, che distano 5 chilometri da Fussen.. Ci sono stati un po’ di disagi durante la giornata…ma lo spettacolo e il panorama di cui abbiam potuto godere ci hanno ripagato di tutto!!!

Fussen ha un piccolo, ma bel centro storico con case riccamente decorate e affrescate. Le abbiamo potute ammirare sia in versione notturna, sia al mattino prima di ripartire per l’Italia.

La fortuna e nello stesso tempo disgrazia di Fussen è quella di essere così vicina ai castelli di Neuschwanstein e Hohenschwangau: fortuna perchè tutti i turisti che vogliono visitare i castelli soggiornano a Fussen, disgrazia perchè tutti si soffermano ad ammirare i castelli senza prestare attenzione alle bellezze della cittadina.

Stando a Füssen abbiamo avuto l’impressione che nemmeno gli abitanti di Füssen curassero in modo particolare le attrazioni che la città offre al turista. Si accontentano del re Ludwig e del suo magnifico castello che è onnipresente: su tutti i menu dei ristoranti della città si trova un suo ritratto e in tutte le vetrine del centro si vede una foto del suo castello. Pensate che nè sabato nè domenica ci sono i negozi aperti, alcuni solo il sabato mattina….poveri turisti!

La domenica mattina abbiam trovato aperti una panetteria e un negozio di souvenire….hanno fatto affari d’oro quel giorno!

Nel complesso comunque è una cittadina piacevole, ordinata, coloratissima… Ogni casa ha un colore diverso, ma nell’insieme creano un’armonia unica.

 

Dopo lo shopping mattutino, abbiamo pranzato in albergo e poi siam partiti per tornare verso casa.

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Resoconto viaggio di ritorno:

  • Partenza da Fussen, ore 13.30
  • Bolzano Sud, ore 16
  • Trento, ore 20.30
  • Casa, ore 02.30

DA PANICO, tutto il Brennero in coda….più di 100 km!